{"id":4080,"date":"1996-01-16T00:00:00","date_gmt":"1996-01-16T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4080","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4080\/","title":{"rendered":"Una nebulosa a clessidra attorno ad una stella morente (MyCn18)"},"content":{"rendered":"<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/jpeg\/Hourgls.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"260\" hspace=\"5\" height=\"265\" border=\"0\" align=\"left\" alt=\"Nebulosa planetaria MyCn18\" src=\"..\/..\/hubble\/1996\/9607.jpg\" \/><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\"> Questa immagine di MyCn18, una giovane nebulosa che si          trova a 8.000 anni luce di distanza, &egrave; stata ripresa dalla camera <\/font><a href=\"..\/..\/hubble\/indici\/HST.htm#wfpc\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\">WFPC2<\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\"> a bordo dell&#8217;Hubble. Essa ne rivela la vera forma          a clessidra le cui pareti sono ricche di intricati disegni. La foto deriva          dalla composizione di tre immagini separate ottenute a diverse lunghezze          d&#8217;onda (il rosso rappresenta l&#8217;azoto ionizzato, il verde l&#8217;idrogeno e          il blu l&#8217;ossigeno doppiamente ionizzato). I risultati rivestono un interesse          notevole perch&eacute; portano nuova luce sui meccanismi ancora poco conosciuti          dell&#8217;emissione di materia stellare che accompagna la lenta morte di stelle          simili al Sole. Nelle precedenti immagini ottenute con telescopi a terra,          la nebulosa MyCn18 appariva essere costituita da due grandi anelli esterni          con un piccolo anello centrale, ma era impossibile distinguere ulteriori          dettagli. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">In accordo con una         teoria sulla formazione di nebulose planetarie, la forma         a clessidra &egrave; prodotta dall&#8217;espansione di un vento         stellare veloce all&#8217;interno di una nube in lenta         espansione che &egrave; pi&ugrave; densa nelle regioni equatoriali         rispetto a quelle polari. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Quello che appare come         un luminoso anello ellittico al centro e che ad un primo         sguardo pu&ograve; essere scambiato erroneamente con una densa         regione equatoriale, ad una indagine pi&ugrave; ravvicinata si         rivela essere una struttura dalla forma a patata con un         asse di simmetria singolarmente diverso da quello della         grande clessidra. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">La calda stella che si         pensa sia la causa dell&#8217;emissione e dell&#8217;illuminazione         della nebulosa e che ci si aspetta debba risiedere         proprio nel suo centro di simmetria, si trova invece al         di fuori di esso. Dunque la struttura di MyCn18 non         combacia con alcune cruciali previsioni teoriche. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&#8217;Hubble ha rivelato         anche altre caratteristiche in MyCn18 che sono         completamente nuove e inattese. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Ad esempio, nella         regione centrale, appaiono due anelli ellittici         intersecati che sembrano essere gli orli di una clessidra         pi&ugrave; piccola. Un&#8217;altra particolarit&agrave; consiste negli         intricati disegni delle superfici della clessidra. Le         forme arcuate possono rappresentare ci&ograve; che rimane di         singoli gusci eiettati dalla stella quando era giovane         (come si vede ad esempio nella Nebulosa Uovo), ma         potrebbero rappresentare anche instabilit&agrave; di flusso         oppure la conseguenza dell&#8217;azione di stretti fasci di         particelle che attraversano le pareti della clessidra. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Per spiegare la         struttura di MyCn18 sar&agrave; necessario presupporre la         presenza di un&#8217;invisibile stella compagna con i         conseguenti effetti gravitazionali. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"1\" face=\"Verdana\">&nbsp;<\/font><font size=\"2\" face=\"Verdana\"> <\/font><\/p>\n<p><font size=\"3\" face=\"Verdana\"><strong>Le nebulose         planetarie <\/strong><\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Quando le stelle di tipo         solare cominciano a invecchiare, diventano pi&ugrave; fredde e         pi&ugrave; rosse, accrescono le loro dimensioni e riversano         nello spazio una grande quantit&agrave; di energia: vengono         chiamate giganti rosse. Gran parte del carbonio (elemento         base per le strutture viventi) e altre particelle         materiali (mattoni di costruzione fondamentali per la         formazione di sistemi solari come il nostro) presenti         nell&#8217;universo vengono generate e poi disperse nello         spazio proprio dalle stelle giganti rosse. <br \/>         Quando una gigante rossa ha proiettato all&#8217;esterno tutti         i suoi strati superficiali la radiazione che proviene         dall&#8217;esposizione del nucleo caldo rende brillante la nube         precedentemente espulsa. Si forma cos&igrave; una nebulosa         planetaria. Come sia possibile che le nebulose planetarie         acquistino le loro complesse forme e simmetrie rimane         ancora un enigma, dato che le nubi di polvere e gas         emesse dalla gigante rossa possiedono una forma perlopi&ugrave;         sferica. <br \/>         L&#8217;abilit&agrave; dell&#8217;Hubble di osservare strutture molto         dettagliate (che normalmente risultano sfocate         utilizzando telescopi terrestri) ci consente di gettare         uno sguardo su quegli indizi che possono condurci alla         soluzione di questo enigma. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"1\" face=\"Verdana\"><i>Autori: Raghvendra         Sahai e John Trauger (JPL)<\/i><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5467,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[95],"tags":[],"class_list":["post-4080","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-nebulose-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4080","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4080"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4080\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5467"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4080"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4080"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4080"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}