{"id":4067,"date":"1995-10-10T00:00:00","date_gmt":"1995-10-10T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4067","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4067\/","title":{"rendered":"Primi getti dalla cometa Hale-Bopp"},"content":{"rendered":"<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/jpeg\/HaleBopp.jpg\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"340\" hspace=\"5\" height=\"172\" border=\"0\" align=\"left\" alt=\"primi getti della cometa Hale-Bopp\" src=\"..\/..\/hubble\/1995\/9541.jpg\" \/><\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Queste         immagini riprendono la cometa Hale-Bopp che mostra una         notevole struttura a &quot;girandola&quot; e una bolla di         pulviscolo nei pressi del nucleo. Il nodulo luminoso         lungo la spirale (sopra il nucleo che si trova al centro         dell&rsquo;immagine) potrebbe essere una parte della         crosta ghiacciata che &egrave; stata lanciata nello spazio e         disintegrata in una nuvola brillante di particelle, in         seguito all&rsquo;effetto combinato di due fattori:         l&rsquo;evaporazione del ghiaccio e la rotazione della         cometa.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Sebbene la bolla sia 3,5         volte pi&ugrave; scura della regione pi&ugrave; brillante del nucleo,         la sua massa ci appare notevolmente luminosa perch&eacute; essa         copre un&rsquo;area molto vasta. Le polveri seguono una         struttura a spirale perch&eacute; il nucleo solido &egrave; in         rotazione come un annaffiatoio da giardino, completando         un&rsquo;intero giro in una settimana.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Le osservazioni da terra         nel corso dei due mesi precedenti avevano documentato         almeno due distinti episodi di getti di materiale e di         formazione di &quot;girandole&quot; e del loro successivo         indebolimento. Casualmente, le prime immagini Hubble         della cometa, prese il 26 settembre 1995, coglievano         proprio una di queste esplosioni e consentivano ai         ricercatori di esaminare tali fenomeni con un dettaglio         senza precedenti.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Per la prima volta essi         hanno visto la netta separazione tra il nucleo e alcuni         dei frammenti che si sono staccati. Mettendo assieme le         osservazioni Hubble e quelle ottenute durante la recente         esplosione con il telescopio da 82 cm         dell&rsquo;Osservatorio Teide delle isole Canarie, gli         astronomi hanno scoperto che i frammenti sono in         movimento di allontanamento dal nucleo alla velocit&agrave; di         circa 109 km\/h<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">La cometa Hale-Bopp &egrave;         stata scoperta il 23 luglio 1995 da due astrofili: Alan         Hale e Thomas Bopp. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&rsquo;immagine a pieno         campo (<b>sinistra<\/b>), presa con la camera WFPC2,         mostra la cometa contro un campo stellare della         costellazione del Sagittario. Le stelle appaiono come         tracce a causa della combinazione del movimento orbitale         del telescopio Hubble mentre rimaneva centrato in         direzione del nucleo il quale &egrave; in avvicinamento verso         il Sole alla velocit&agrave; di 54.000 km\/h.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Nell&rsquo;immagine di         primo piano <b>a destra<\/b>, le stelle sono state         cancellate artificialmente. Ogni pixel rappresenta uno         spazio di 480 km alla distanza della cometa. La scala di         colori &egrave; artificiale: le regioni pi&ugrave; scure sono state         rappresentate in nero, le pi&ugrave; luminose in bianco e tutte         le gradazioni di rosso rappresentano i diversi livelli         intermedi.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"1\" face=\"Verdana\"><em>Credit: H.A. Weaver         (Applied Research Corp.), P.D. Feldman (The Johns Hopkins         University), NASA<\/em><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5454,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[82],"tags":[],"class_list":["post-4067","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comete-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4067","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4067"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4067\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5454"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4067"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4067"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4067"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}