{"id":4065,"date":"1995-10-10T00:00:00","date_gmt":"1995-10-10T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4065","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4065\/","title":{"rendered":"Prime immagini di un&#8217;aurora polare su Saturno"},"content":{"rendered":"<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/jpeg\/SatAur.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" hspace=\"5\" height=\"332\" border=\"0\" align=\"left\" alt=\"aurora di Saturno\" src=\"..\/..\/hubble\/1995\/9539a.jpg\" \/><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\">(<strong>In alto<\/strong>) &#8211; E&#8217;la prima         immagine mai vista prima di aurore boreali e australi su         Saturno. La camera WFPC2 ha lavorato nell&#8217;ultravioletto.         Il Telescopio Spaziale Hubble risolve una banda luminosa         circolare centrata sul polo nord: un&#8217;enorme cortina         aurorale si estende a quota di 2000 km al di sopra della         superficie delle nubi. L&#8217;aurora cambia rapidamente in         luminosit&agrave; ed estensione nel corso delle due ore di         osservazione con l&#8217;HST sebbene le emissioni pi&ugrave; luminose         siano rimaste in posizione fissa rispetto al Sole.         L&#8217;immagine &egrave; stata ripresa il 9 ottobre 1994 quando         Saturno si trovava ad una distanza di 1,3 miliardi di         chilometri dalla Terra.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&#8217;aurora si forma quando         delle particelle cariche precipitano dalla magnetosfera e         collidono con i gas atmosferici, idrogeno atomico e         molecolare nel caso di Saturno. Come risultato di questo         bombardamento i gas di Saturno emettono alle lunghezze         d&#8217;onda del lontano ultravioletto (110-160 nm) che non         possiamo osservare dalla Terra perch&eacute; vengono assorbite         dalla sua atmosfera. Tali radiazioni sono rilevabili         soltanto da strumenti posti nello spazio.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Il campo magnetico di         Saturno &egrave; quasi perfettamente allineato con la rotazione         del pianeta e questo fatto impone all&#8217;&quot;anello&quot;         aurorale una forma simmetrica e centrata ai poli.         L&#8217;aurora australe &egrave; debolmente visibile malgrado la         posizione sfavorevole (il polo nord di Saturno &egrave;         leggermente inclinato verso la Terra).<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Gli studi dell&#8217;aurora di         Saturno sono cominciati alcuni decenni fa. La sonda         Pioneer 11 osserv&ograve; una emissione nel lontano         ultravioletto ai poli di Saturno nel 1979. Agli inizi del         1980, una serie di osservazioni spettroscopiche con il         satellite International Ultraviolet Explorer (IUE)hanno         rilevato sporadiche emissioni dalle regioni aurorali di         Saturno. I flyby delle navicelle Voyager 1 e 2 avvenuti         nei primi anni &#8217;80 trovarono emissioni aurorali confinate         nell&#8217;anello circumpolare.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">(<strong>In basso<\/strong>)         &#8211; Per confronto, questa &egrave; una immagine in colori reali         composti del pianeta, ripresa il primo dicembre 1994. A         differenza dell&#8217;immagine ultravioletta, qui si         riconoscono le familiari fasce e zone atmosferiche.         Nell&#8217;ultravioletto non si vedone lo strato inferiore di         nubi perch&eacute; la luce solare &egrave; riflessa dagli strati pi&ugrave;         alti.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"1\" face=\"Verdana\"><em>Credits: J.T.         Trauger (JPL), J.T. Clarke (Univ. of Michigan), WFPC2         Science team, NASA<\/em><\/font><\/p>\n<p><font size=\"3\" face=\"Verdana\"><strong>La scoperta di         un oscuro ovale aurorale su Saturno (FOC 1992)<\/strong><\/font><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/jpeg\/SatFOC.jpg\"><font size=\"1\" face=\"Verdana\"><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"240\" hspace=\"5\" height=\"218\" border=\"0\" align=\"left\" alt=\"Aurora di Saturno (FOC)\" src=\"..\/..\/hubble\/1995\/9539b.jpg\" \/><\/em><\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\"> Questa immagine &egrave; stata ottenuta con la         camera FOC nel giugno 1992 e rappresenta la luce solare         riflessa dal pianeta alle lunghezze d&#8217;onda del vicino         ultravioletto (220 nm). Si pu&ograve; osservare uno scuro ovale         che circonda il polo nord magnetico di Saturno. E&#8217; il         primo di questo tipo osservato su Saturno e il suo         aspetto scuro &egrave; un fenomeno unico nel Sistema Solare. La         struttura rappresenta un eccesso di assorbimento della         luce solare a 220 nm da parte delle particelle         atmosferiche prodotte dall&#8217;attivit&agrave; aurorale stessa. La         forte inclinazione del polo nord di Saturno al momento         dell&#8217;osservazione e la quasi perfetta simmetria del campo         magnetico del pianeta rende unica questa osservazione         perch&eacute; si pu&ograve; vedere addirittura l&#8217;altro lato         dell&#8217;ovale aurorale. <br \/>         Normalmente l&#8217;attivit&agrave; aurorale &egrave; caratterizzata da         luce emessa attorno ai poli. L&#8217;ovale scuro osservato &egrave;         una prova visiva sbalorditiva del fatto che l&#8217;impatto di         particelle cariche con i gas atmosferici non produce         soltanto emissione di luce ma anche prodotti opachi alle         lunghezze d&#8217;onda ultraviolette. Probabilmente gli         elettroni provocano la sintesi di idrocarburi polimeri         nelle regioni aurorali.<\/font><font size=\"1\" face=\"Verdana\"><em><\/p>\n<p>         Credits: L. Ben Jaffel, Institut d&#8217;Astrophysique de         Paris-CNRS, France, B. Sandel (Univ. of Arizona),         NASA\/ESA, Science (magazine).<\/em><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5452,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[],"class_list":["post-4065","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pianeti-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4065","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4065"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4065\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5452"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4065"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4065"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4065"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}