{"id":4063,"date":"1995-10-10T00:00:00","date_gmt":"1995-10-10T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4063","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4063\/","title":{"rendered":"L&#8217;Hubble scopre una nuova macchia chiara su Io"},"content":{"rendered":"<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/jpeg\/Io9495.jpg\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"240\" hspace=\"5\" height=\"180\" border=\"0\" align=\"left\" alt=\"nuove macchie su Io\" src=\"..\/..\/hubble\/1995\/9537.jpg\" \/><\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Questa coppia di immagini HST di         Io, la luna vulcanica di Giove, mostra la sorprendente         comparsa di una larga formazione bianco-giallastra di 320         km di diametro nei pressi del centro del disco del         satellite [foto a destra]. <br \/>         I ricercatori affermano che si tratta del cambiamento         pi&ugrave; drammatico che sia mai stato visto negli ultimi 15         anni. Essi propongono che la macchia rappresenti un nuovo         tipo di formazione transitoria del satellite. Per         confronto, l&#8217;immagine a sinistra &egrave; stata presa nel marzo         del 1994, prima che la macchia comparisse, e mostra che         la superficie di Io ha subito soltanto dei deboli         cambiamenti rispetto alle immagini pervenuteci in         occasione del passaggio della sonda Voyager 2 nel 1979.         La nuova macchia, apparsa nelle immagini Hubble del         giugno 1995, sostituisce una macchia biancastra di         dimensioni minori che si trovava nella stessa zona e che         appariva nelle immagini del marzo 1994. Notate che i         cambiamenti del resto della superficie, avvenuti durante         i 16 mesi che separano le due immagini, sono molto pi&ugrave;         sottili. <br \/>         Ciascuna immagine &egrave; stata ottenuta mettedo assieme vari fotogrammi presi          nel vicino ultravioletto, nel violetto e nel giallo per mezzo della camera          <\/font><a href=\"..\/..\/hubble\/indici\/HST.htm#wfpc\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\">WFPC2 <\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\">dell&#8217;Hubble.          Secondo John Spencer del Lowell Observatory di Flagstaff, Arizona &quot;la          nuova macchia che circonda il vulcano Ra Patera, fu fotografato dal Voyager,          probabilmente &egrave; costituita dal materiale (forse gas allo stato solido)          emesso da Ra Patera in seguito ad una grande esplosione vulcanica o ad          un flusso di lava recente&#8230;&quot; <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">La nuova macchia &egrave;         insolita anche a causa del suo colore giallastro rispetto         alle altre regioni chiare di Io che sono invece         biancastre. Il colore giallastro potrebbe derivare dal         fatto che si tratta di depositi freschi: queste         caratteristiche potranno fornire delle indicazioni         riguardo la composizione dei nuovi materiali vulcanici di         Io. La temperatura della superficie di Io &egrave; di circa         -150 gradi Celsius; comunque le macchie associate ad         attivit&agrave; vulcaniche possono raggiungere i 1000 gradi. Le         prossime osservazioni Hubble, in coordinazione con la         navicella Galileo che si prevede raggiunger&agrave; Giove e Io         nel dicembre del 1995, riveler&agrave; l&#8217;evoluzione e la durata         di queste particolari strutture. Galileo riuscir&agrave; a         distinguere dettagli molto pi&ugrave; piccoli della superficie         di Io alla luce visibile, ma dovr&agrave; fare assegnamento         ancora sulle informazioni racimolate dalle osservazioni         UV dell&#8217;Hubble e da quelle prese dal telescopio spaziale         nei periodi in cui il Galileo non potr&agrave; osservare Io. Le         prossime osservazioni dovrebbero anche confermarci se gli         astronomi sono stati testimoni, per la prima volta, di         uno dei processi che creano le regioni chiare di Io. <\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5450,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[],"class_list":["post-4063","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pianeti-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4063","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4063"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4063\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5450"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4063"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4063"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4063"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}