{"id":4058,"date":"1995-08-07T00:00:00","date_gmt":"1995-08-07T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4058","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4058\/","title":{"rendered":"HST osserva radiogalassie"},"content":{"rendered":"<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">         Queste immagini Hubble combinate con le radiomappe         ottenute dal <i>Very Large Array Radio Interferometer<\/i>         (indicate con contorni blu) mostrano una sorprendente         variet&agrave; di intricate strutture gassose e di stelle.         Questa complessit&agrave; ci suggerisce che i meccanismi di         emissione delle radiogalassie sono siano cos&igrave; semplici         come si ritiene. Questi bizzarri dettagli, mai visti         precedentemente, non sono di facile interpetazione;         potrebbe trattarsi di combinazioni di luce proveniente         regioni di formazione stellare, piccole galassie         satelliti e onde d&#8217;urto causate da getti di gas         provenienti da buchi neri alloggiati nei nuclei delle         galassie. <br \/>         &nbsp; <br \/>         &nbsp; <\/font><\/p>\n<table width=\"100%\" cols=\"2\" cellspacing=\"10\" border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/jpeg\/3Cgalax.jpg\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"260\" height=\"311\" border=\"0\" src=\"..\/..\/hubble\/1995\/9530.jpg\" alt=\"\" \/><\/font><\/a><\/td>\n<td><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><b>La                 radiogalassia 3C265<\/b>. Il telescopio spaziale                 riesce a mostrarci dei brillanti ammassi di                 stelle (o forse galassie satelliti nane) presenti                 attorno ad una luminosa e compatta struttura                 centrale. <br \/>                 La linea corrisponde all&#8217;asse dell&#8217;emissione                 radio della galassia la quale, a differenza delle                 altre radiogalassie, possiede un diverso                 allineamento rispetto all&#8217;asse della regione che                 emette in luce visibile. La zona di formazione                 stellare pu&ograve; essersi originata da una collisione                 tra galassie. Il getto, che produce l&#8217;emissione                 radio, potrebbe aver intensificato la formazione                 stellare. <br \/>                 &nbsp; <br \/>                 &nbsp;<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/jpeg\/3Cgalax.jpg\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"140\" height=\"259\" src=\"..\/..\/hubble\/1995\/9530b.jpg\" alt=\"\" \/><\/font><\/a><\/td>\n<td><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><b>La                 radiogalassia 3C324<\/b>. Numerosi piccoli                 componenti sono distribuiti approssimativamente                 lungo l&#8217;asse radio della sorgente. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Il confronto tra                 l&#8217;immagine Hubble e alcune osservazioni                 all&#8217;infrarosso (<i>United Kingdom Infrared                 Telescope<\/i>) suggerisce che le regioni centrali                 di questa galassia sono oscurate da una larga                 scia di polveri.<\/font><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/jpeg\/3Cgalax.jpg\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"140\" height=\"293\" src=\"..\/..\/hubble\/1995\/9530c.jpg\" alt=\"\" \/><\/font><\/a><\/td>\n<td><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><b>La                 radiogalassia 3C368<\/b>. Si tratta di una delle                 radiogalassie maggiormente studiate.                 Nell&#8217;immagine appare una regione di emissione                 molto omogenea dalla forma a sigaro che &egrave;                 strettamente allineata all&#8217;asse di emissione                 radio. All&#8217;interno della regione risaltano alcuni                 noduli luminosi (formati da stelle o da polveri).                 Queste strutture suggeriscono un modello che                 prevede un getto di gas ad alta velocit&agrave;, forse                 emesso da un buco nero presente nel <i>core<\/i>                 della galassia. Tale getto potrebbe innescare                 un&#8217;intensa attivit&agrave; di formazione stellare lungo                 il suo percorso. <br \/>                 &nbsp; <br \/>                 &nbsp;<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><font size=\"1\" face=\"Verdana\"><i>Credit: M. Longair         (Cambridge University, England), NASA, and NRAO<\/i> <\/font><\/p>\n<h3><font size=\"3\" face=\"Verdana\">Le strutture         sorprendentemente complesse delle radiogalassie.<\/font><\/h3>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Sondando alcune delle         pi&ugrave; lontane ed energetiche galassie dell&#8217;universo, il         telescopio Hubble ha scoperto una sorprendente variet&agrave;         di intricate strutture di stelle e gas che suggeriscono         che i meccanismi energetici delle radiogalassie siano         pi&ugrave; complessi di quanto si riteneva. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Le osservazioni Hubble         condotte da un <i>team <\/i>di astronomi inglesi della <i>Cambridge         University&nbsp;<\/i> possono gettare luce sulle galassie         attive, i cui fenomeni energetici potrebbero essere         alimentati da un gigantesco buco nero contenuto nel         nucleo, e generalmente sui processi di evoluzione         galattica. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Le radiogalassie         osservate sono cos&igrave; lontane da noi che esistevano quando         l&#8217;universo aveva la met&agrave; dell&#8217;et&agrave; attuale e la loro         luce ci ha raggiunto soltanto ora. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Malcolm Longair e Philip         Best (<i>Cavendish Laboratory<\/i>, Cambridge University)         e Huub Rottgering (<i>Leiden Observatory<\/i>, The         Netherlands) stanno analizzando un campione di 28         radiogalassie riprese in luce visibile (Hubble), alle         lunghezze d&#8217;onda radio (<i>Very Large Array Radio         Interferometer<\/i>) e all&#8217;infrarosso (<i>United Kingdom         Infrared Telescope<\/i>). <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Una radiogalassie emette         delle potenti onde radio lungo due opposte direzioni che         puntano lontano dal nucleo galattico. I lobi radio         normalmente si estendono molto oltre la galassia. Si         ritiene che la fonte di tale emissione sia da ricercare         in un massiccio buco nero di un miliardo di masse solari         presente nel nucleo galattico. I getti di gas, lanciati         quasi alla velocit&agrave; della luce, si espandono nello         spazio lungo l&#8217;asse di rotazione del buco nero. Questi         getti &quot;forano&quot; lo spazio come un getto d&#8217;acqua         che, attraverso una canna, viene spruzzato con forza         sulla sabbia. <br \/>         Quando finalmente vengono arrestati dal mezzo         intergalattico, rilasciano una grande quantit&agrave; di         energia sotto forma di onde radio. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Ancora dal 1987 le         osservazioni con telescopi terrestri ci mostrano che,         alla luce visibile, le lontane radiogalassie appaiono         possedere una struttura di forma allungata che si allinea         con l&#8217;asse dei due lobi di emissione. Questa struttura &egrave;         il loro segno distintivo. Nelle immagini Hubble queste         forme si rompono in una serie di noduli luminosi che         potrebbero rappresentare regioni di formazione stellare         oppure brillanti nubi gassose. In una delle galassie i         nodi si allineano lungo l&#8217;asse del getto mentre in un         altro caso essi si dispongono attorno alla galassia e         allora potrebbero essere interpretati come piccole         galassie satelliti. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Una delle spiegazioni         dell&#8217;allineamento tra i getti invisibili e le strutture         ottiche &egrave; che i getti inneschino fenomeni di formazione         stellare lungo il loro percorso. Inoltre alcune di queste         galassie emettono luce altamente polarizzata. Questo tipo         di luce non pu&ograve; essere emesso dalle stelle mentre &egrave;         ipotizzabile la presenza di polveri ed elettroni che         diffondono verso di noi la luce proveniente dal nucleo         galattico, polarizzandola. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Longair, Best e         Rottgering propongono che le notevoli strutture che         appaiono nelle immagini Hubble dipendano da vari tipi di         attivit&agrave; associati con le radiogalassie. Essi ritengono         che almeno due meccanismi devono essere responsabili per         l&#8217;effetto di allineamento: sia la diffusione della luce         proveniente dal nucleo, sia la formazione stellare<\/font><font size=\"2\" face=\"Verdana\" color=\"#000000\">. Essi notano         inoltre che il periodo di forte emissione radio &egrave;         relativamente breve in confronto alla &quot;vita&quot;         complessiva di una galassia e perci&ograve; sono vari i         processi che potrebbero dar luogo ad una radiosorgente.<\/font><font size=\"2\" face=\"Verdana\"> <\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5445,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[87],"tags":[],"class_list":["post-4058","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-galassie-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4058","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4058"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4058\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5445"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4058"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4058"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4058"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}