{"id":4045,"date":"1995-04-10T00:00:00","date_gmt":"1995-04-10T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4045","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4045\/","title":{"rendered":"Resti di supernova nella Grande Nube di Magellano (N132D)"},"content":{"rendered":"<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/jpeg\/N132D.jpg\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"220\" hspace=\"5\" height=\"219\" border=\"0\" align=\"left\" alt=\"resti di supernova N132D\" src=\"..\/..\/hubble\/1995\/9513.jpg\" \/><\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\">La         camera WFPC2 dell&#8217;Hubble ha ripreso gli sparpagliati         resti di una supernova esplosa 3.000 anni fa, chiamata         N132D, che si trovano nella Grande Nube di Magellano a         169.000 anni luce da noi. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&#8217;immagine ci mostra         quello che accade quando i getti ad alta velocit&agrave;         prodotti dall&#8217;esplosione si scontrano con le nubi         interstellari pi&ugrave; dense e fredde. I filamenti in         espansione vengono visualizzati dall&#8217;Hubble con un         dettaglio che prima d&#8217;ora era possibile solo per i resti         di supernove molto pi&ugrave; vicini a noi. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Il materiale lanciato         nello spazio dalla stella esplosa alla velocit&agrave; di 2.000         chilometri al secondo si fa strada tra le nebulosit&agrave;         circostanti creando fronti d&#8217;urto luminosi. I filamenti         blu-verdi corrispondono a gas ricchi di ossigeno prodotti         dal nucleo della stella. Il gas delle dense nebulose         interstellari riscaldato dalle onde d&#8217;urto         dell&#8217;esplosione appare di colore rosso. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">I resti di supernova ci         forniscono una rara opportunit&agrave; di studiare direttamente         la composizione di stelle con una massa molto pi&ugrave; grande         di quella del nostro Sole. La stella che esplose nella         supernova N132D si trovava poco sotto a sinistra rispetto         al centro di questa immagine; si stima che la sua massa         fosse 25 volte la massa del Sole. In questo tipo di         stelle vengono prodotti elementi pesanti, attraverso vari         tipi di reazioni nucleari, fra cui l&#8217;ossigeno, l&#8217;azoto,         il carbonio, il ferro ecc. La gigantesca esplosione di         supernova sparpaglia nello spazio questo materiale, dove         finir&agrave; per creare nuove generazioni di stelle. Con         questo stesso meccanismo il gas e le polveri che         formarono il nostro Sistema Solare si arricchirono degli         elementi che stanno alla base della vita sulla Terra. Le         osservazioni Hubble saranno utilizzate per determinare         l&#8217;esatta composizione chimica di queste sostanze e quindi         per controllare le teorie sull&#8217;evoluzione stellare. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&#8217;immagine mostra una         regione larga 50 anni luce. L&#8217;esplosione di questa         supernova dovrebbe essere stata visibile anche dalla         Terra circa tremila anni fa ma non conosciamo nessun         documento di quell&#8217;epoca che faccia riferimento         all&#8217;apparizione di una &quot;nuova stella&quot;. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Questa immagine in         &quot;veri colori&quot; &egrave; una composizione di una serie         di esposizioni riprese tra il 9 e il 10 agosto 1994 con         filtri che selezionano tre fra le pi&ugrave; forti righe di         emissione: lo zolfo ionizzato (colore rosso), l&#8217;ossigeno         doppiamente ionizzato (verde) e ossigeno ionizzato una         sola volta (blu). <\/font><\/p>\n<p><font size=\"1\" face=\"Verdana\"><i>Gli astronomi che         hanno condotto le osservazioni sono: Jon A. Morse         (STScI), William P. Blair (PI; JHU), Michael A. Dopita         (MSSSO), Robert P. Kirshner (Harvard), Knox S. Long         (STScI), Jon A. Morse (STScI), John C. Raymond (SAO),         Ralph S. Sutherland (UC-Boulder), P. Frank Winkler         (Middlebury).<\/i> <\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5432,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[86],"tags":[],"class_list":["post-4045","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-supernovae-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4045","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4045"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4045\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5432"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4045"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4045"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4045"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}