{"id":4038,"date":"1995-06-14T00:00:00","date_gmt":"1995-06-14T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4038","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4038\/","title":{"rendered":"Caccia agli ammassi globulari di NGC 4881"},"content":{"rendered":"<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/jpeg\/NGC4881.jpg\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"220\" hspace=\"5\" height=\"204\" border=\"0\" align=\"left\" alt=\"NGC 4881\" src=\"..\/..\/hubble\/1995\/9507.jpg\" \/><\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Questo mosaico, che mostra un         campo di galassie lontane, &egrave; una riproduzione elaborata         al computer di una serie di 16 esposizioni di 15 minuti         ciascuna ottenute con la camera WFPC2 (Wide Field         Planetary Camera 2) utilizzando due filtri (F555W e         F814W). Il campo della WFPC-2 possiede una caratteristica         forma a &quot;V&quot; dovuta alla combinazione dei campi         di tre camere <i>Wide Field<\/i> e di una camera ad alta         risoluzione (<i>Planetary Camera<\/i>). Quest&rsquo;ultimo         campo corrisponde al riquadro centrale, pi&ugrave; piccolo. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&rsquo;oggetto pi&ugrave;         brillante &egrave; NGC 4881, approssimativamente centrato nel         campo della <i>Planetary Camera<\/i>. Si tratta di una         galassia ellittica di magnitudine 13 appartenente         all&rsquo;ammasso della Chioma di Berenice, un grande         ammasso di galassie cinque volte pi&ugrave; lontano         dell&rsquo;ammasso della Vergine. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">La velocit&agrave; radiale di         NGC 4881, calcolata in base allo spostamento delle righe         spettrali per effetto Doppler (redshift), &egrave; di circa         7.000 km\/s. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Ad eccezione della         galassia spirale che si vede a destra e di poche altre         stelle appartenenti alla nostra Via Lattea, quasi tutti         gli oggetti rimanenti che appaiono in questo campo si         trovano molto pi&ugrave; lontani rispetto all&rsquo;ammasso         della Chioma. C&rsquo;&egrave; un affascinante assortimento di         galassie di sfondo, inclusa una coppia di galassie         apparentemente in via di fusione. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Questa osservazione del         telescopio Hubble &egrave; stata eseguita con lo scopo di         utilizzare gli ammassi globulari che circondano NGC 4881         come indicatori di distanza e quindi per una stima della         distanza dell&rsquo;ammasso della Chioma. Gli ammassi         globulari sono dei puntolini quasi invisibili in questa         riproduzione. La distanza dalla Terra dell&rsquo;ammasso         della Chioma di Berenice &egrave; un importante parametro per         la misura delle dimensioni dell&rsquo;universo perch&eacute; &egrave;         abbastanza distante da poterne stimare la velocit&agrave; di         allontanamento con una buona precisione (senza i fattori         di imprecisione che sono invece eccessivi per gli ammassi         pi&ugrave; vicini e pi&ugrave; lenti, come ad esempio per         l&rsquo;ammasso della Vergine). Questi dati saranno utili         per misurare l&rsquo;et&agrave; e il tasso di espansione         dell&rsquo;universo (la costante di Hubble). <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">&Egrave; ben noto dagli studi         condotti sulla Via Lattea che la luminosit&agrave; degli         ammassi globulari segue una caratteristica curva &quot;a         campana&quot; (i matematici la chiamano         &quot;distribuzione gaussiana&quot;) che presenta un         picco attorno alla magnitudine assoluta -7,6. Vuol dire         che la maggioranza dei globulari ha una luminosit&agrave;         grosso modo pari a 100 mila volte quella del Sole e che         ne troviamo sempre meno tanto se si va a luminosit&agrave; pi&ugrave;         alte oppure pi&ugrave; basse. Ma &egrave; cos&igrave; anche per le altre         galassie? La risposta &egrave; positiva relativamente ad una         ventina di sistemi vicini per i quali simili studi si         rendono possibili. La distribuzione &egrave; sostanzialmente la         stessa ed &egrave; rispettato anche il valore del picco. La         maggior parte di essi ha magnitudini assolute comprese         tra &ndash;7 e &ndash;8. Nella Via Lattea il picco di         frequenza si trova alla magnitudine &ndash;7.6. E&rsquo;         necessario trovare questo picco anche per la galassia NGC         4881 se vogliamo stimarne la distanza. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Questo studio per&ograve; non         &egrave; stato coronato da successo: tenendo conto         dell&rsquo;incertezza statistica, il numero di ammassi         globulari in funzione della magnitudine continua a         crescere fino all&rsquo;attuale soglia di visibilit&agrave;         (magnitudine 27,6) e quindi il picco degli ammassi di NGC         4881 non &egrave; stato ancora determinato. Questo fatto         suggerisce che l&rsquo;ammasso della Chioma si trova ad         una distanza di almeno 100 megaparsec da noi. Di         conseguenza la costante di Hubble potrebbe essere         inferiore a 70 km\/s per megaparsec. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&rsquo;aggiunta di         ulteriori esposizioni potr&agrave; permetterci di abbassare         ancora questa soglia e quindi rilevare oggetti ancora         pi&ugrave; deboli. Sebbene questa osservazione esplorativa non         sia ancora definitiva, essa ci mostra che         l&rsquo;obiettivo della stima di distanza degli ammassi         globulari di NGC 4881, e quindi del calcolo della         costante di Hubble, rientra nelle possibilit&agrave; del         telescopio spaziale Hubble. <br \/>         &nbsp; <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><i>Le osservazioni di         NGC 4881 con il telescopio spaziale Hubble sono state         condotte da&nbsp; William A. Baum, del Dipartimento di         Astronomia dell&rsquo;Universit&agrave; di Washington, Seattle.<\/i><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5425,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[87],"tags":[],"class_list":["post-4038","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-galassie-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4038","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4038"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4038\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5425"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4038"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4038"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4038"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}