{"id":4029,"date":"1994-12-06T00:00:00","date_gmt":"1994-12-06T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4029","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4029\/","title":{"rendered":"Galassie nell&#8217;universo primordiale"},"content":{"rendered":"<h3><font size=\"3\" face=\"Verdana\">A-Un         lontano ammasso di galassie<\/font><\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/jpeg\/GalaxEvA.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"260\" hspace=\"5\" height=\"153\" border=\"0\" align=\"left\" src=\"..\/..\/hubble\/1994\/9452a.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Una delle pi&ugrave; profonde immagini         dell&rsquo;universo riprese fino ad ora rivelano migliaia         di deboli galassie al limite della sensibilit&agrave; dei         telescopi attuali. Scrutando attraverso un enorme volume         di spazio il telescopio Hubble risolve numerose galassie         lontane da 5 a 12 miliardi di anni luce da noi. La luce         di questi remoti oggetti ha impiegato miliardi di anni         per attraversare l&rsquo;universo in espansione facendo di         queste lontane galassie testimonianze fossili di ci&ograve; che         avveniva quando l&rsquo;universo aveva un terzo         dell&rsquo;et&agrave; attuale. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Una parte delle galassie         di questa immagine appartengono ad un ammasso localizzato         a nove miliardi di anni luce di distanza da noi. Sebbene         il campo visivo a questa distanza comprenda una regione         di spazio larga solo due milioni di anni luce, essa         contiene una moltitudine di oggetti frammentari (per fare         un confronto, i due milioni di anni luce che separano la         nostra Galassia da quella di Andromeda &#8211; la grande         galassia pi&ugrave; vicina a noi &#8211; &egrave; essenzialmente uno spazio         vuoto!). <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Molto pochi fra i membri         di questo ammasso sono riconoscibili come normali         galassie a spirale (come la nostra Via Lattea), sebbene         alcuni di essi, dalla forma elongata, potrebbero essere         considerati dischi visti di taglio. In questo         &quot;zoo&quot; di strane galassie ne possiamo         distinguere alcune dalla forma &quot;a girino&quot; che         potrebbero indicare strutture deformate, apparentemente         in fase di collisione, soprannominate &quot;<i>train-wrecks<\/i>&quot;         (&quot;rottami di convoglio&quot;) e una moltitudine di         piccoli e deboli frammenti, galassie nane e forse una         popolazione di oggetti ancora sconosciuti. Comunque         l&rsquo;ammasso contiene anche galassie rosse che sembrano         tipici esempi di galassie ellittiche mature presenti         nell&rsquo;universo attuale. Il loro colore rosso deriva         dalle stelle antiche che devono essersi formate appena         dopo il Big Bang. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&rsquo;immagine, che ha         richiesto 18 ore di esposizione (corrispondenti a 32         orbite del telescopio spaziale), &egrave; stata ottenuta tra         l&rsquo;11 maggio e il 15 giugno 1994 con la camera WFPC2         (Wide Field and Planetary Camera-2). Essa rileva oggetti         di magnitudine inferiore a 29. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><b>[a destra in basso]<\/b>         <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Un primo piano di una         peculiare radio galassia (3C324) usata per localizzare         l&rsquo;ammasso. La galassia &egrave; lontana 9 miliardi di anni         luce. La stima &egrave; stata fatta misurando il redshift         spettrale (z=1,2) e si trova in direzione della         costellazione del Serpente. Basandosi sui colori e sulla         distribuzione statistica delle galassie che si trovano         attorno a 3C324 gli astronomi hanno concluso che il         lontano ammasso si trova alla sua stessa distanza. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><b>[a destra in centro]<\/b>         <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Questa coppie di         galassie ellittiche, viste assieme a poche deboli         compagne, &egrave; notevolmente rassomigliante alle galassie         attuali, per la forma, la distribuzione della luce e il         colore. Questa immagine Hubble ci fornisce una         testimonianza che le galassie ellittiche si formarono         molto presto nella storia evolutiva dell&#8217;universo. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><b>[a destra in alto]<\/b>         <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Alcuni degli oggetti         appartenenti a questo gruppo compatto e aggrovigliato         assomigliano alle attuali galassie a spirale. Comunque         hanno forme irregolari che appaiono disturbate e         asimmetriche. La causa pu&ograve; essere ricercata nell&#8217;alta         frequenza di collisioni galattiche e di incontri         ravvicinati&nbsp; che avvenivano nell&#8217;universo giovane. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"1\" face=\"Verdana\"><i>Credit: Mark         Dickinson (STScI).<\/i> <\/font><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><br \/>         &nbsp; <\/font><\/p>\n<h3><font size=\"3\" face=\"Verdana\">B- Galassie         dell&#8217;universo promordiale<\/font><\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/jpeg\/GalaxEvB.jpg\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"260\" hspace=\"5\" height=\"176\" border=\"0\" align=\"left\" src=\"..\/..\/hubble\/1994\/9452b.jpg\" alt=\"\" \/><\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><b>[sinistra]<\/b> <br \/>         L&rsquo;immagine di una ristretta regione della         costellazione dello Scultore, presa con un telescopio con         base a terra, ci fa capire quanto sia piccola la         dimensione angolare del lontano ammasso di galassie.         Sebbene questa fotografia includa una regione di cielo         grande quanto il trapezio che forma la parte centrale         dell&rsquo;Orsa Maggiore, l&rsquo;ammasso &egrave; cos&igrave; lontano         da avere un diametro pari a 1\/10 di quello della Luna         piena. Le galassie che compongono l&rsquo;ammasso non sono         visibili perch&eacute; sono estremamente deboli. <br \/>         <b>[centro]<\/b> <br \/>         L&rsquo;immagine, ripresa telescopio spaziale Hubble, ci         mostra questo lontanissimo ammasso di&nbsp; 14 galassie         (gli altri oggetti visualizzati sono molto pi&ugrave; vicini ma         sulla stessa linea di visuale). Dato che la luce che         proviene da esso ha impiegato 12 miliardi di anni per         raggiungerci, possiamo dire che stiamo guardando una         regione di universo giovane, nato appena 2 miliardi di         anni dopo il Big Bang. <br \/>         L&rsquo;ammasso si trova davanti al quasar Q0000-263 nella         costellazione dello Scultore. I quasar, che probabilmente         sono nuclei di galassie attive, ci possono servire da         &quot;fari&quot; per individuare gli ammassi di galassie         primordiali. <br \/>         L&rsquo;immagine &egrave; stata ripresa dalla camera WFPC2 il 6         settembre 1994. L&rsquo;esposizione di 4,7 ore ci consente         di rilevare oggetti di magnitudine 28,5. <br \/>         <b>[destra]<\/b> <br \/>         Questo ingrandimento mostra una delle pi&ugrave; lontane         galassie rilevate fino ad ora (&egrave; la macchia di luce pi&ugrave;         piccola che si trova a destra del centro         dell&rsquo;immagine) e dista 12 miliardi di anni luce         (redshift z=3,330). La galassie si trova a 300 milioni di         anni luce davanti al quasar Q0000-263 (z=4,11) visibile         come l&rsquo;oggetto pi&ugrave; grande a sinistra, dotato di         raggi. La galassia &egrave; stata identificata proprio perch&eacute;         assorbe una parte della luce del quasar. Il suo spettro         ci rivela che &egrave; in atto un intenso processo di         formazione stellare. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"1\" face=\"Verdana\"><i>Credit: Duccio         Macchetto (ESA\/STScI), Mauro Giavalisco (STScI).<\/i><\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><i><br \/>         <\/i><strong>C- Alcune istantanee di galassie di varie         et&agrave;<\/strong><\/font><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/jpeg\/GalaxEvC.jpg\"><font size=\"1\" face=\"Verdana\"><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"260\" hspace=\"5\" height=\"206\" border=\"0\" align=\"left\" src=\"..\/..\/hubble\/1994\/9452c.jpg\" alt=\"\" \/><\/em><\/font><\/a><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Questa sequenza di         immagini Hubble di remote galassie ci fornisce una prima         allettante indicazione riguardo la loro evoluzione. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><b>[prima colonna da         sinistra]<\/b> <br \/>         Si tratta di tradizionali galassie a spirale ed         ellittiche che costituiscono le due categorie di base dei         raggruppamenti di stelle del nostro universo attuale (14         miliardi di anni dopo la sua nascita avvenuta con il Big         Bang). Le galassie ellittiche contengono stelle pi&ugrave;         vecchie mentre le galassie a spirale contengono, nelle         regioni ricche di polvere della loro struttura a disco,         un&#8217;intensa attivit&agrave; di formazione stellare. La nostra         Via Lattea &egrave; una tipica galassia a spirale che si trova         alla periferia dell&#8217;ammasso della Vergine. Entrambe le         galassie di questa prima colonna distano da noi soltanto         poche decine di milioni di anni luce e quindi         rappresentano l&#8217;attuale stadio evolutivo dell&#8217;universo. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><b>[seconda colonna da         sinistra]<\/b> <br \/>         Queste galassie facevano parte di ricco ammasso quando         l&#8217;universo aveva un&#8217;et&agrave; pari ai due terzi dell&#8217;et&agrave;         attuale. Le galassie ellittiche (immagine superiore)         appaiono gi&agrave; completamente evolute perch&eacute; assomigliano         molto a quelle attuali. Alcune galassie a spirale invece,         hanno un&#8217;aspetto un po&#8217; confuso, con bracci non ben         delimitati costituiti da regioni di formazione stellare.         La popolazione di galassie a spirale sembra essere         disturbata forse a causa di effetti dinamici che         risultano dalla densit&agrave; degli ammassi cui fanno parte. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><b>[terza colonna da         sinistra]<\/b> <br \/>         Le caratteristiche strutture a spirale appaiono pi&ugrave;         vaghe e disturbate nelle galassie che esistevano quando         l&#8217;universo aveva un&#8217;et&agrave; pari ad un terzo dell&#8217;et&agrave;         attuale. Questi oggetti non hanno la simmetria delle         galassie a spirale attuali e contengono regioni         irregolari di attivit&agrave; stellari esplosive. <br \/>         Comunque, persino tra questi oggetti cos&igrave; lontani nel         tempo, si riconoscono le galassie ellittiche (riquadro         superiore) anche se la distinzione tra galassie         ellittiche e a spirale si fa via via meno chiara con         l&#8217;aumento della distanza. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><b>[colonna a destra]<\/b>         <br \/>         Questi lontanissimi e primordiali oggetti avevano un&#8217;et&agrave;         pari ad un decimo dell&#8217;et&agrave; dell&#8217;attuale universo. La         distinzione tra galassie a spirale e galassie ellittiche         non esiste ancora anche se l&#8217;oggetto del riquadro         superiore ha il profilo di una galassia ellittica matura.         <br \/>         E&#8217; un&#8217;altra conferma che le ellittiche si sono formate         molto presto mentre le galassie a spirale hanno richiesto         molto pi&ugrave; tempo. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"1\" face=\"Verdana\"><i>Credit: A. Dressler         (Carnegie Institutions of Washington), M. Dickinson         (STScI), D. Macchetto (ESA\/STScI), M. Giavalisco (STScI).<\/i><\/font><font size=\"2\" face=\"Verdana\"> <br \/>         &nbsp; <\/font><\/p>\n<h3><font size=\"3\" face=\"Verdana\">D- I perduti&nbsp;         antenati della Via Lattea<\/font><\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/jpeg\/GalaxEvD.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"260\" hspace=\"5\" height=\"273\" border=\"0\" align=\"left\" src=\"..\/..\/hubble\/1994\/9452d.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Questa immagine riprende la porzione         centrale di un remoto ammasso di galassie (CL 0939+4713)         come appariva quando l&#8217;universo aveva un&#8217;et&agrave; pari ai due         terzi dell&#8217;et&agrave; attuale. L&#8217;alta risoluzione del         telescopio spaziale Hubble consente agli astronomi di         studiare, per la prima volta, la forma di galassie cos&igrave;         antiche. Infatti l&#8217;immagine ha una sufficiente nitidezza         per poter distinguere tra varie forme di galassie a         spirale. Gran parte di esse presentano forme bizzarre         causate probabilmente dagli intensi effetti         gravitazionali tipici dell&#8217;ambiente di un ammasso molto         ricco di galassie. Il telescopio Hubble ha rilevato anche         un certo numero di misteriosi &quot;frammenti&quot; di         galassie dispersi nell&#8217;ammasso. <br \/>         Questi dati confermano che gli ammassi di galassie di         miliardi di anni fa contenevano non solo i tipi di         galassie che appaiono anche negli ammassi attuali ma         anche che le galassie a spirale erano molto pi&ugrave;         numerose. Come &egrave; evidente dalle immagini Hubble, molte         di queste galassie a spirale sono successivamente         scomparse in seguito a collisioni e disturbi         gravitazionali. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&#8217;immagine &egrave; stata         ripresa utilizzando la camera WFPC2 in modalit&agrave; Wide         Field, il 10 e il 12 gennaio 1994. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"1\" face=\"Verdana\"><i>Credit:&nbsp; Alan         Dressler (Carnegie Institution) e NASA.<\/i> <\/font><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><br \/>         <\/font><font face=\"Verdana\">&nbsp; <\/font><\/p>\n<h3><font size=\"3\" face=\"Verdana\">Alcuni testi di         approfondimento:<\/font><\/h3>\n<p><a href=\"..\/..\/hubble\/1994\/9452_galform.htm\"><font face=\"Verdana\">La         formazione delle galassie<\/font><\/a><\/p>\n<p><a href=\"..\/..\/hubble\/1994\/9452_galshape.htm\"><font face=\"Verdana\">La         forma delle galassie<\/font><\/a><\/p>\n<p><a href=\"..\/..\/hubble\/1994\/9452_app.htm\"><font face=\"Verdana\">Il         paradosso: galassie &quot;adulte&quot; nell&#8217;universo         &quot;bambino&quot;.<\/font><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5416,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[91],"tags":[],"class_list":["post-4029","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosmologia-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4029","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4029"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4029\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5416"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4029"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4029"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4029"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}