{"id":384,"date":"2003-06-03T00:00:00","date_gmt":"2003-06-02T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"384","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/384\/","title":{"rendered":"Vorrei sapere qualcosa riguardo alle differenze tra gravifotone,graviscalare,goldstino,gravitino e perch\u00e8 sono \r\nstate aggiunte al gravitone.\r\nNon bastava solo il gravitone come particella gravitazionale?\r\nChe funzione hanno?"},"content":{"rendered":"<p>Le risposte a queste domande giacciono tutte nella supersimmetria (o nella sua versione locale, la supergravita&#8217;). Tutte queste particelle sono stati fisici possibili di una teoria dotata di una simmetria che comprende l&#8217;invarianza relativistica, oltre a delle trasformazioni che per cosi&#8217; dire &#8220;mescolano&#8221; insieme stati che rappresentano fermioni (quali per esempio sono gli elettroni, o i quark) a stati che rappresentano bosoni (quali per esempio sono scalari di Higgs o fotoni).<br \/>\n<br \/>\nLa matematica del XX secolo ha fornito un insieme di metodi per determinare quali &#8220;regole&#8221; devono rispettare gli stati di una teoria perche&#8217; questa teoria sia invariante sotto un certo gruppo di trasformazioni. Questo insieme di metodi si chiama &#8220;teoria delle rappresentazioni (irriducibili) dei gruppi&#8221;. Nel linguaggio di questa fisica teorica, gli stati possibili del sistema si raggruppano in &#8220;rappresentazioni irriducibili&#8221;. Questi sono insiemi di stati (in realta&#8217; spazi di Hilbert) sui quali le trasformazioni di simmetria vengono &#8220;rappresentate&#8221; (da cui il nome) come trasformazioni lineari. Quando vengono classificati in maniera puramente algebrica, questi raggruppamenti di stati che la simmetria &#8220;mescola&#8221; tra di loro sono detti multipletti (con varii attributi e\/o prefissi per qualificarli ulteriormente).<br \/>\n<br \/>\nE&#8217; dimostrabile che non e&#8217; possibile estendere l&#8217;invarianza relativistica in altro modo che con l&#8217;introduzione della supersimmetria. Poiche&#8217; questa puo&#8217; trasformare uno stato di bosoni in uno di fermioni, una teoria supersimmetrica deve includere per ogni campo bosonico un campo &#8220;partner&#8221; (come si suol dire) fermionico. Cosi&#8217; il gravitino e&#8217; il partner fermionico del gravitone. Non e&#8217; stato introdotto a mano, ma e&#8217; il risultato della richiesta di invarianza supersimmetrica della teoria.<br \/>\n<br \/>\nIl gravifotone e il graviscalare sono campi che compaiono, tra gli altri, nelle teorie di supergravita&#8217; accoppiata a certi campi vettoriali (simili al fotone) in 4 dimensioni con 4 generatori di supersimmetria. Nemmeno questi sono introdotti a mano, ma sono il risultato della richiesta che la teoria sia supersimmetrica.<br \/>\n<br \/>\nIl goldstino viene fuori dalla rottura spontanea della supersimmetria globale (cioe&#8217; quando la trasformazione non dipende dal punto). Per simmetrie di gauge (come l&#8217;invarianza dell&#8217;elettrodinamica) la rottura spontanea di simmetria fa venire fuori un bosone di Goldstone. Per la supersimmetria (decisamente una simmetria particolare) cio&#8217; che viene fuori e&#8217; un fermione di Goldstone: appunto il goldstino. Tecnicamente succede che il vuoto (cioe&#8217; lo stato fondamentale in una teoria di campo) non e&#8217; invariante sotto la supersimmetria (in genere accade che non c&#8217;e&#8217; un solo stato di vuoto, ma piu&#8217; stati di vuoto diversi, e la supersimmetria li trasforma tra di loro). Allora tra le particelle della teoria compare questa particella a massa nulla.<br \/>\n<br \/>\nIn altre parole tutta questa zoologia non viene introdotta a mano, ma e&#8217; il risultato della richiesta di invarianza supersimmetrica della teoria. Per cosi&#8217; dire questi campi vengono compresi nel prezzo con la supersimmetria (o forse ne sono proprio il prezzo&#8230;ancora non sono stati rivelati partner supersimmetrici delle particelle elementari note).<\/p>\n<p>Mauro Riccardi <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":260,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[49],"tags":[],"class_list":["post-384","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-gravita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/384","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/260"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=384"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/384\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=384"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=384"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=384"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}