{"id":3640,"date":"2016-01-08T00:00:00","date_gmt":"2016-01-07T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3640","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3640\/","title":{"rendered":"La teoria dei gruppi (che ha definitivamente risolto il caso delle equazioni \r\nalgebriche) in che modo pu\u00f2 essere utile per risolvere le problematiche \r\nrelative alle equazioni differenziali?"},"content":{"rendered":"<p>La teoria dei gruppi ha giocato un ruolo centrale nello sviluppo della matematica nella prima met&agrave; del Novecento. La pi&ugrave; importante applicazione della teoria stessa, richiamata anche dall&#39;autore, &egrave; relativa alla teoria delle risolubilit&agrave; per radicali di un&#39;equazione algebrica: il lavoro di Lagrange, Ruffini, Abel e Galois basato sullo studio dei gruppi di sostituzioni delle radici di un&#39;equazione algebrica porta alla dimostrazione del fatto che la generica equazione algebrica di quinto grado non &egrave; risolubile per radicali. Ma non &egrave; solo l&#39;algebra che trae beneficio dalla teoria dei gruppi: Poncelet e M&ouml;bius fondano la geometria proiettiva sullo studio del gruppo delle proiettivit&agrave;, e successivamente anche altri tipi di geometria non euclidea vengono esplorati attraverso lo studio di opportuni gruppi di trasformazioni e dei relativi invarianti, impostazione oggi nota come Programma di Erlangen e messa a punto da Klein nel 1872. Anche in analisi la teoria dei gruppi non tarda ad arrivare: attorno all&#39;anno 1890 Lie pubblica una serie di note relative allo studio dei gruppi continui di trasformazioni e relative applicazioni alle equazioni differenziali. Lie prende spunto dalla problematica relativa alle equazioni algebriche e si pone la seguente domanda: la teoria dei gruppi discreti viene in aiuto per capire quando un&#39;equazione algebrica pu&ograve; essere risolta per radicali; la teoria dei gruppi continui pu&ograve; essere utile per capire quando un&#39;equazione differenziale ordinaria pu&ograve; essere risolta per quadratura? Partiamo da un caso facile: l&#39;equazione differenziale y&#39;=f(x). Tale equazione &egrave; risolubile per quadratura immediata: l&#39;insieme delle soluzioni &egrave; dato da<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">y(x)=c+F(x)<\/p>\n<p>dove F&#39;=f e c &egrave; una costante reale arbitraria. Le soluzioni dell&#39;equazione&nbsp;y&#39;=f(x)&nbsp;si ottengono quindi traslando di un parametro c arbitrario reale una qualunque primitiva di f. Si &egrave; quindi venuto a creare in modo naturale un <em>gruppo continuo ad un parametro<\/em>, il gruppo delle traslazioni x&nbsp;&rarr;&nbsp;x, y&nbsp;&rarr;&nbsp;y+c, che permuta tra loro le soluzioni dell&#39;equazione y&#39;=f(x) proprio come l&#39;azione dei gruppi di sostituzioni di radici di un&#39;equazione algebrica. Il problema che ora si &egrave; posto Lie &egrave; il seguente: assegnata un&#39;equazione differenziale ordinaria, se &egrave; possibile trovare un gruppo continuo ad un parametro che permuta le soluzioni dell&#39;equazione allora esiste una trasformazione di coordinate che porta l&#39;equazione a essere integrata per quadratura? La risposta &egrave; positiva e rappresenta il cuore del metodo messo a punto da Lie. Non entriamo nel dettaglio del metodo stesso che richiederebbe l&#39;introduzione di svariati concetti e definizioni; ci limitiamo solo a vedere alcuni punti dell&#39;applicazione di questo metodo su un&#39;equazione non lineare. Consideriamo l&#39;equazione differenziale&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">xy&#39;+y-xy<sup>2<\/sup>=0.<\/p>\n<p>Introduciamo la variabile p che prende il ruolo della derivata; si viene quindi a creare una superficie di equazione&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-align: center;\">xp+y-xy<\/span><sup style=\"text-align: center;\">2<\/sup><span style=\"text-align: center;\">=0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"text-align: center;\">Cerchiamo ora un gruppo continuo da un parametro che lasci invariata l&#39;equazione di tale superficie: si vede facilmente che basta porre&nbsp;<\/span>&nbsp;x&nbsp;&rarr;&nbsp;&lambda;x, y&nbsp;&rarr;&nbsp;&lambda;<sup>-1<\/sup>y, p&nbsp;&rarr;&nbsp;&lambda;<sup>-2<\/sup>p. Dunque il metodo di Lie parte e si arriva, seguendo una&nbsp;procedura standard, alla seguente trasformazione di coordinate:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">R=xy, S=log y, T=x<sup>2<\/sup>p.<\/p>\n<p>Dall&#39;equazione&nbsp;<span style=\"text-align: center;\">xp+y-xy<\/span><sup style=\"text-align: center;\">2<\/sup><span style=\"text-align: center;\">=0 si ricava facilmente T=R<sup>2<\/sup>-R mentre sviluppando dS\/dR si trova &nbsp;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-align: center;\">dS\/dR=T\/[R(T+R)].<\/span><\/p>\n<p><span style=\"text-align: center;\">Dunque &egrave;&nbsp;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-align: center;\">dS\/dR=T\/[R(T+R)]=1\/R-1\/R<sup>2<\/sup><\/span><\/p>\n<p>che per quadratura fornisce S(R)=1\/R+log R+c. Tornando alle vecchie coordinate si ha dunque&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">y=-1\/[x(c+log x)].<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>Per approfondimenti si veda: <a href=\"http:\/\/www.physics.drexel.edu\/~bob\/LieGroups\/LG_16.pdf\">http:\/\/www.physics.drexel.edu\/~bob\/LieGroups\/LG_16.pdf<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":228,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[66],"tags":[],"class_list":["post-3640","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-analisi-matematica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3640","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/228"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3640"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3640\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3640"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3640"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3640"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}