{"id":3628,"date":"2015-08-16T00:00:00","date_gmt":"2015-08-15T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3628","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3628\/","title":{"rendered":"Qualcuno pu\u00f2 spiegarmi con esattezza come la \r\ncristallochimica di un minerale esercita un \r\ncontrollo sui coefficienti di partizione degli \r\nelementi in tracce ? In particolare la mia domanda \u00e8 \r\nmirata ai diagrammi di Onuma."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Caro Giuseppe,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">un&nbsp;<strong>elemento in traccia<\/strong>&nbsp;&egrave; definito come tale se &egrave; presente nel sistema in esame (per esempio una roccia) con una concentrazione minore di&nbsp;<strong>0.1% in peso<\/strong>, cio&egrave; minore di 1000 parti per milione (ppm = &mu;g &middot; g<sup>-1<\/sup>).&nbsp;Talvolta alcuni elementi in traccia possono formare fasi minerali in cui compaiono come costituenti principali (sono un esempio i minerali di terre rare), ma pi&ugrave; comunemente essi hanno la tendenza a sostituire gli elementi cosiddetti&nbsp;<strong>maggiori<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dato che la concentrazione &egrave; relativamente bassa, gli elementi in traccia potrebbero sembrare poco importanti..! Al contrario, la petrologia e la geochimica moderne riservano non poche attenzioni a questi elementi. Sono infatti considerati degli utili&nbsp;<strong>indicatori petrogenetici<\/strong>&nbsp;per processi come la&nbsp;<em>fusione parziale<\/em>&nbsp;e la&nbsp;<em>cristallizzazione frazionata.&nbsp;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo avviene perch&eacute; gli elementi in traccia, a differenza degli elementi maggiori, mostrano una concentrazione sensibile a forti variazioni. In pi&ugrave; la distribuzione di questi elementi tra sistemi liquidi e solidi coesistenti, se correttamente interpretata, &egrave; capace di fornire informazioni discriminanti riguardo i contesti tettonici, le condizioni di origine e l&rsquo;evoluzione dei sistemi magmatici (vedi Pearce et al., 1984).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si origina un fuso magmatico, gli elementi in traccia possono mostrare un&rsquo;affinit&agrave; con il fuso in formazione o con la fase solida (cio&egrave; i minerali gi&agrave; esistenti). Sulla base di questo comportamento nei sistemi magmatici, gli elementi in traccia si distinguono in&nbsp;<strong>incompatibili<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>compatibili<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli elementi&nbsp;<strong>incompatibili<\/strong>&nbsp;(Fig. 1) sono quelli che mostrano un&rsquo;affinit&agrave; con il fuso appena formato, rispetto ai minerali coesistenti. Secondo Goldschmidt (1937), questo comportamento &egrave; da imputare alle caratteristiche di raggio e di carica dello ione, troppo grandi per essere accomodati dal reticolo cristallino &ldquo;ordinato&rdquo; delle fasi minerali. Gli elementi&nbsp;<strong>compatibili<\/strong>&nbsp;sono invece quelli che hanno affinit&agrave; con la fase solida.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&rsquo;affinit&agrave; che un elemento mostra nei confronti di una particolare fase cristallina, &egrave; espressa quantitativamente attraverso il&nbsp;<strong>coefficiente di partizione (K<sub>d<\/sub>)<\/strong>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;<img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/CodeCogsEqn-(2)(1).gif\" style=\"width: 444px; height: 35px; margin: 10px;\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se <strong>K<sub>d<\/sub> &lt; 1.0<\/strong> significa che l&rsquo;elemento i &ldquo;preferisce&rdquo; rimanere disperso nel liquido ed &egrave; escluso dalla struttura cristallina (meno tollerante) dei minerali, cio&egrave; &egrave; incompatibile nel sistema in esame. Se <strong>K<sub>d<\/sub> &gt; 1.0<\/strong> l&rsquo;elemento i &egrave; &ldquo;tollerato&rdquo; nel reticolo della fase minerale, e nel sistema tale elemento &egrave; compatibile. Se il valore di K<sub>d<\/sub> si <strong>approssima ad 1<\/strong> significa che l&rsquo;elemento &egrave; egualmente distribuito tra la fase solida e quella liquida.&nbsp;<br \/>\nA seconda dei sistemi che consideriamo, i gradi di compatibilit&agrave; e incompatibilit&agrave; dei vari elementi in traccia possono variare notevolmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;<img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/_rocce_minerali\/Fig_-1-mq(1).jpg\" style=\"width: 516px; height: 400px; margin: 10px 30px;\" \/><\/p>\n<p align=\"center\"><var>Fig. 1 &#8211; Diagramma carica vs raggio ionico (da Gill, 2010 modificata)<\/var><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi&ugrave; in particolare, la distribuzione degli elementi in traccia tra fuso e fasi minerali &egrave; influenzata da diversi parametri quali la composizione del fuso, la sua Temperatura, la Pressione e la fugacit&agrave; dell&rsquo;ossigeno. Ma numerosi autori (il primo dei quali fu Onuma, 1968) hanno messo in evidenza che anche la <strong>struttura del cristallo<\/strong> esercita un controllo non indifferente sul coefficiente di partizione. Questo aspetto &egrave; messo in evidenza dai cosiddetti <strong>diagrammi di Onuma<\/strong>, ovvero &nbsp;queiplot che mettono in relazione il coefficiente di partizione Kd vs. il raggio ionico (che rappresenta la dimensione del catione). Tali plot mostrano come, in un dato sistema minerale\/liquido, i coefficienti di distribuzione degli elementi in esame, a parit&agrave; di carica ionica, <strong>si dispongano seguendo una curva parabolica in funzione del loro raggio ionico.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco spiegato in che modo la cristallochimica del minerale influenza il comportamento degli elementi in traccia: attraverso la compatibilit&agrave; del suo reticolo cristallino con la dimensione del catione dell&rsquo;elemento!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vediamo un esempio: in Fig. 2 in un sistema dato (ovvero granato in un liquido dacitico), a parit&agrave; di carica ionica (3+), per raggi ionici maggiori di 1 &Aring; &nbsp;il valore di Kd tende a diminuire. Questo significa che tutti gli elementi con raggi ionici &gt; 1 &Aring; (ovvero Y, Dy, Gd, Sm e Nd) sono sempre pi&ugrave; incompatibili rispetto al granato, e tenderanno perci&ograve; a stabilirsi nel fuso dacitico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Deviazioni dai patterns possono suggerire la dipendenza dei coefficienti di partizione da altri parametri (come la carica dello ione, P, T, fO<sub>2<\/sub>) rispetto al raggio ionico (vedi Eu<sup>2+<\/sup> e Ce<sup>3<\/sup>+, in Fig. 2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/_rocce_minerali\/Fig_-2-mq.jpg\" style=\"width: 283px; height: 450px; margin: 10px 60px;\" \/><\/p>\n<p align=\"center\"><em>Fig. 2 &#8211; Diagramma di Onuma per selezionati elementi in traccia in un sistema granato\/dacite (da Rollinson, 1993 modificata)<\/em><\/p>\n<div>\n<p>Spero di esserti utile.<\/p>\n<p>Per qualsiasi domanda non esitare a contattarci!<\/p>\n<p><em>Fiorenza Bonanno<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5>Letture consigliate (in inglese):<\/h5>\n<h5>Rollinson, Hugh R.&nbsp;<em>Using geochemical data: evaluation, presentation, interpretation<\/em>. Routledge, 2014.<\/h5>\n<h5>Best, Myron G.&nbsp;<em>Igneous and metamorphic petrology<\/em>. John Wiley &amp; Sons, 2013.<\/h5>\n<h5>Gill, Robin.&nbsp;<em>Igneous rocks and processes: a practical guide<\/em>. John Wiley &amp; Sons, 2010.&nbsp;<\/h5>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":158,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[58],"tags":[],"class_list":["post-3628","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-rocce-e-minerali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3628","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/158"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3628"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3628\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3628"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3628"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3628"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}