{"id":3624,"date":"2015-07-07T00:00:00","date_gmt":"2015-07-06T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3624","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3624\/","title":{"rendered":"Caduta dei gravi, non nel vuoto. Rosa dice che il corpo pi\u00f9 \r\npesante atterra sempre prima. Carlo sostiene che i due corpi, \r\nse avessero stessa forma e dimensioni, ma peso diverso, \r\ncadrebbero alla stessa velocit\u00e0: prendendo due sfere cave \r\nidentiche e mettendo in una di esse un sasso e nell\u2019altra \r\nnulla, esse atterrerebbero insieme. Chi ha ragione?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Su un corpo in caduta nell&rsquo;aria agiscono tre forze: la forza di gravit&agrave;, l&rsquo;attrito viscoso con l&rsquo;aria e la spinta di Archimede.(<sup>1<\/sup>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per loro natura le forze di attrito hanno sempre direzione coincidente con la direzione del moto e verso opposto. Se il moto avviene lungo una linea retta (immaginiamo un corpo che cada da fermo) allora le tre forze saranno allineate, in quanto il moto avviene lungo una verticale. L&rsquo;effetto combinato dell&rsquo;attrito e della forza di galleggiamento sar&agrave; dunque quello di &lsquo;rallentare&rsquo; la caduta rispetto allo stesso moto in&nbsp; assenza di aria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, la forza di gravit&agrave; &egrave; proporzionale alla massa del corpo, e la spinta di Archimede fa s&igrave; che di fatto dobbiamo sottrarre dalla massa del corpo la massa dell&rsquo;<em>aria spostata<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La forza di attrito pu&ograve; essere invece considerata ragionevolmente proporzionale alla sezione e alla velocit&agrave; ( o a qualche potenza della velocit&agrave;, ma questa &egrave; un&rsquo;altra storia&hellip;). Facendo l&rsquo;ipotesi che l&rsquo;attrito dell&rsquo;aria sia descrivibile con una proporzionalit&agrave; diretta rispetto alla velocit&agrave; e alla sezione (cosiddetto moto laminare), possiamo scrivere l&rsquo;equazione del moto proiettata su un asse verticale orientato dal basso verso l&rsquo;alto:<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><math display=\"block\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/1998\/Math\/MathML\"><semantics><mrow><mi>m<\/mi><mi>a<\/mi><mo>=<\/mo><mo>&#8211;<\/mo><mo stretchy=\"false\">(<\/mo><mi>m<\/mi><mo>&#8211;<\/mo><msub><mi>m<\/mi><mi>a<\/mi><\/msub><mo stretchy=\"false\">)<\/mo><mi>g<\/mi><mo>+<\/mo><mi>k<\/mi><mi>S<\/mi><mi>v<\/mi><\/mrow><annotation encoding=\"TeX\">ma=-(m-m_a)g+kSv<\/annotation><\/semantics><\/math><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">dove a &egrave; l&rsquo;accelerazione del corpo, v la sua velocit&agrave;, m la sua massa ed m<sub>a<\/sub> la massa dell&#39;<em>aria spostata<\/em>. S &egrave; la sezione e k una opportuna costante che dipende dalle caratteristiche viscose del fluido. Non entriamo nei complessi meccanismi della resistenza viscosa dell&rsquo;aria; chi fosse interessato pu&ograve; approfondire partendo dalla pagina di Wikipedia:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Attrito#Attrito_viscoso\" target=\"_blank\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Attrito#Attrito_viscoso<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich&eacute; nella equazione del moto le quantit&agrave; a e v dipendono dal tempo, essa rappresenta una equazione differenziale, in cui cio&egrave; compaiono delle grandezze e alcune loro derivate: cio&egrave; l&#39;incognita &egrave; una variabile che dipende dalle sue stesse variazioni! Questa appena ricavata effettivamente rappresenta uno dei casi pi&ugrave; semplici di equazioni differenziali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza integrare esplicitamente l&rsquo;equazione scritta, possiamo facilmente vedere che, se non ci fosse l&rsquo;effetto dell&rsquo;aria, tutti i corpi cadrebbero con la stessa accelerazione verso il basso (l&rsquo;accelerazione di gravit&agrave;), &nbsp;quindi con la stessa velocit&agrave; e impiegherebbero lo stesso tempo. Infatti nell&rsquo;equazione del moto il termine di massa si semplificherebbe&nbsp; e resterebbe a=-g. (<sup>2<\/sup>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Consideriamo ora la presenza dell&rsquo;aria, facendo comunque il caso di corpi ben pi&ugrave; densi. L&rsquo;acqua &egrave; circa 800 volte pi&ugrave; densa dell&rsquo;aria, e il legno pi&ugrave; leggero circa 100 volte. In tal caso (m-m<sub>a<\/sub>)\/m &egrave; praticamente 1, e l&rsquo;equazione si semplifica molto dividendo per m ambo i membri:<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><math display=\"block\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/1998\/Math\/MathML\"><semantics><mrow><mi>a<\/mi><mo>=<\/mo><mo>&#8211;<\/mo><mi>g<\/mi><mo>+<\/mo><mi>k<\/mi><mi>S<\/mi><mi>v<\/mi><mo>\/<\/mo><mi>m<\/mi><\/mrow><annotation encoding=\"TeX\">a=-g+kSv\/m<\/annotation><\/semantics><\/math><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;Il termine aggiuntivo di attrito, non dipendendo dalla massa, fa s&igrave; che il contributo dell&rsquo;aria incida di pi&ugrave; sui corpi pi&ugrave; leggeri, cio&egrave; quelli con minore inerzia. Si vede infatti che l&rsquo;ultimo termine ha un peso inversamente proporzionale alla massa. Se la massa &egrave; piccola incide molto, mentre se la massa &egrave; molto grande diviene trascurabile rispetto all&rsquo;accelerazione. Ovviamente, pi&ugrave; cresce la velocit&agrave; pi&ugrave; questo termine diventa importante, con il risultato che la forza netta di accelerazione verso il basso diminuisce. Ad un certo punto la velocit&agrave; sar&agrave; tale che questo contributo bilancia esattamente la forza di gravit&agrave; ed il corpo prosegue praticamente a velocit&agrave; costante. Questo &egrave; il motivo per cui i paracadutisti riescono ad atterrare (quasi sempre) illesi: la loro velocit&agrave; limite di caduta &egrave; diminuita dalla resistenza del paracadute e rimane costante finch&eacute; toccano il suolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/fisica\/angelini\/velocit\u00e0limite.png\" style=\"width: 800px; height: 540px;\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 1.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>All&rsquo;inizio (tempo 0) il corpo subisce solo la risultante di forza di gravit&agrave; e galleggiamento, essendo fermo. Subito dopo (tempo 1) gravit&agrave; e galleggiamento restano gli stessi, mentre la velocit&agrave; ormai, non nulla, introduce una componente &lsquo;frenante&rsquo; sul corpo. Al tempo 2 questa componente cresce visto che la&nbsp; velocit&agrave; &egrave; aumentata, finch&eacute; al tempo 3 la forza di attrito viscoso bilancia completamente la gravit&agrave; e il corpo si muove con velocit&agrave; uniforme, in quanto la risultante delle forze &egrave; nulla. Se il termine di attrito si annulla, non esiste pi&ugrave; velocit&agrave; limite e la velocit&agrave; continua ad aumentare proporzionalmente al tempo!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine possiamo considerare il caso in cui il corpo sia poco pi&ugrave; denso dell&rsquo;aria: allora anche il termine di galleggiamento influisce sul moto, facendo s&igrave; che l&rsquo;accelerazione di gravit&agrave; sia efficacemente contrastata. L&rsquo;accelerazione iniziale sarebbe allora:<em><math display=\"block\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/1998\/Math\/MathML\"><semantics><mrow><mo>&#8211;<\/mo><mi>g<\/mi><mo stretchy=\"false\">(<\/mo><mi>m<\/mi><mo>&#8211;<\/mo><msub><mi>m<\/mi><mi>a<\/mi><\/msub><mo stretchy=\"false\">)<\/mo><mo>\/<\/mo><mi>m.<\/mi><\/mrow><annotation encoding=\"TeX\">-g(m-m_a)<\/annotation><\/semantics><\/math><\/em>Considerando comunque che, ad esempio, il polistirolo espanso ha densit&agrave; superiori a 20 volte quella dell&rsquo;aria, questa &egrave; una condizione difficile da osservare, per lo meno con corpi omogenei. Si pu&ograve; ad esempio immaginare meglio con un palloncino riempito a fiato, o meglio con una pompa (per diminuire la concentrazione di anidride carbonica, pi&ugrave; densa dell&rsquo;aria).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto detto finora si pu&ograve; comunque verificare facilmente utilizzando due palline da ping pong: una vuota (comunque piena di aria!) e l&rsquo;altra riempita di acqua con una siringa. Si constata immediatamente che la pallina piena giunge a terra prima di quella vuota, se vengono lasciate cadere dalla stessa altezza!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un interessante video su questo argomento si pu&ograve; trovare qui:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/video.mit.edu\/watch\/feather-and-coin-in-a-vacuum-6407\/\">http:\/\/video.mit.edu\/watch\/feather-and-coin-in-a-vacuum-6407\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In definitiva, se parliamo di due corpi esternamente identici il pi&ugrave; pesante cade pi&ugrave; in fretta, ma in condizioni diverse non &egrave; sempre vero. Un corpo molto grande e poco denso (pensiamo ad un palloncino di gomma riempito a fiato (peso dell&rsquo;ordine di qualche g) e un punto metallico per la spillatrice (peso: un ventesimo di grammo) non arriveranno a terra insieme. In tal caso, infatti, i termini di galleggiamento e di attrito saranno cos&igrave; diversi da permettere velocit&agrave; limite molto diverse, facendo s&igrave; che il punto metallico arrivi a terra prima del palloncino. Qundi non ha ragione nessuno dei due!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una trattazione pi&ugrave; dettagliata e matematicamente corretta &egrave; consultabile al seguente link:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/webusers.fis.uniroma3.it\/~ottica\/sant\/fis1\/pdffiles\/compl2.pdf\">http:\/\/webusers.fis.uniroma3.it\/~ottica\/sant\/fis1\/pdffiles\/compl2.pdf<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(<sup>1<\/sup>) Dobbiamo infatti anche considerare le forze di pressione che agiscono sulla superficie del corpo, calcolabili con la legge di Stevino. Poich&eacute; la pressione dell&rsquo;aria diminuisce con l&rsquo;altezza, l&rsquo;effetto netto di queste forze &egrave; che il corpo riceve una spinta verso l&rsquo;alto pari al peso dell&#39;aria che occuperebbe il suo stesso volume (<em>fluido spostato<\/em>), cosicch&eacute; se la sua densit&agrave; &egrave; minore della densit&agrave; dell&rsquo;aria si otterrebbe una forza netta che spinge il corpo verso l&rsquo;alto (spinta di Archimede). Infatti, sia il corpo un cubetto di lato &delta;h. La forza esercitata dalla pressione dell&rsquo;aria (in equilibrio idrostatico) che agisce sulla parete superiore &egrave; dunque -&rho;gh, mentre sulla parete inferiore sar&agrave; +&rho;g(h-&delta;h), ove &rho; &egrave; la densit&agrave; del fluido circostante. Sulle pareti laterali la pressione &egrave; la stessa, stando alla stessa altezza, e pertanto la forza risultante &egrave; nulla. L&rsquo;effetto netto &egrave; quindi F = &#8211; &rho; g S &delta;h = m<sub>a<\/sub> g, se si considera che &rho;V &egrave; per definizione uguale alla massa. Ci&ograve; fa s&igrave; che un corpo con densit&agrave; minore dell&rsquo;aria tenda a salire, mentre uno pi&ugrave; pesante a cadere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(<sup>2<\/sup>) Questo risultato, che a prima vista pu&ograve; sembrare banale, nasconde in realt&agrave; in s&eacute; uno dei principi cardine della fisica: l&rsquo;equivalenza tra massa inerziale e massa gravitazionale. Da un lato, infatti, si era capito almeno dal tempo di Newton che una forza applicata ad un corpo ne produce un&rsquo;accelerazione, e tale accelerazione &egrave; proporzionale alla forza tramite una costante detta massa (cio&egrave;, tanto pi&ugrave; &egrave; massivo il corpo, tanto maggiore &egrave; la forza che devo imprimere per accelerarlo). D&rsquo;altra parte, per&ograve;, si cap&igrave; anche che questa stessa &lsquo;qualit&agrave;&rsquo; implicava l&rsquo;attrazione gravitazionale tra due corpi (cio&egrave;, un corpo pi&ugrave; massivo &egrave; attratto maggiormente da un altro e risulta pi&ugrave; pesante). Questo era un fatto curioso ed accettato come dato di fatto in fisica classica (ma non spiegabile), finch&eacute; Einstein non ne fece un caposaldo per introdurre la relativit&agrave; generale. Egli immagin&ograve; un ascensore con una persona chiusa all&rsquo;interno: questa non sar&agrave; mai in grado di stabilire se si trovi in uno spazio privo di gravit&agrave; oppure in caduta libera. Questa considerazione lo port&ograve; ad interpretare la gravit&agrave; come una propriet&agrave; dello spazio-tempo e non come un campo. Ma qui il discorso si complica e diventa una storia a s&eacute;&hellip;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":150,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[49],"tags":[],"class_list":["post-3624","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-gravita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3624","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/150"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3624"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3624\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3624"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3624"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3624"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}