{"id":3617,"date":"2015-08-03T00:00:00","date_gmt":"2015-08-02T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3617","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3617\/","title":{"rendered":"esiste una qualche relazione tra i vulcani e la \r\npresenza\/decadimento del radon?"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\"><font color=\"#000000\"><font face=\"Times New Roman, serif\">Il radon<b> <\/b>&egrave; un gas nobile naturalmente radioattivo, incolore ed inodore a temperatura e pressione ambiente. Essendo un gas &egrave; facilmente inalabile tramite le vie respiratorie ed &egrave; inoltre solubile in acqua che, pertanto, costituisce un veicolo efficace per il trasporto del radon dagli strati pi&ugrave; profondi della crosta terrestre alla superficie, quindi anche a grandi distanze dal luogo di formazione. L&rsquo;80% del radon presente nell&rsquo;atmosfera proviene dal terreno; il 19% proviene dall&#39;acqua, il rimanente 1% da altre fonti.<\/font><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\"><font color=\"#000000\"><font face=\"Times New Roman, serif\">Le misurazioni delle concentrazioni in situ dimostrano che la relazione tra attivit&agrave; vulcanica e presenza di radon &egrave; molto stretta. In particolare, i litotipi di origine vulcanica, superficali e\/o profondi, recenti o meno, sono la maggior fonte di radon, poich&egrave; possono includere minerali contenenti elementi chimici dai quali hanno origine per decadimento i tre isotopi del radon che si riscontrano in natura. Questi appartengono a tre serie differenti:<\/font><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\"><font color=\"#000000\"><font face=\"Times New Roman, serif\">la prima (serie dell&#39;uranio) ha origine dall&rsquo;uranio 238 (<sup>238<\/sup>U) e arriva fino al piombo 206 (<sup>206<\/sup>Pb); l&#39;isotopo del radon prodotto, il pi&ugrave; stabile in natura e di maggiore rilevanza ai fini del rischio per la salute dell&rsquo;uomo, &egrave; il <sup>222<\/sup>Rn ed ha un tempo di dimezzamento di 3,8 giorni;<\/font><\/font><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\"><font color=\"#000000\"><font face=\"Times New Roman, serif\">la seconda (serie dell&#39;attinio) ha origine dall&rsquo;uranio 235 (<sup>235<\/sup>U) e termina con il piombo 207 (<sup>207<\/sup>Pb); l&#39;isotopo del radon prodotto (detto actinon) &egrave; il <sup>219<\/sup>Rn ed ha un tempo di dimezzamento di 3,96 secondi;<\/font><\/font><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\"><font color=\"#000000\"><font face=\"Times New Roman, serif\">la terza (serie del torio) ha origine dal torio 232 (<sup>232<\/sup>Th) e termina con il piombo 208 (<sup>208<\/sup>Pb); l&#39;isotopo del radon prodotto (detto thoron) &egrave; il <sup>220<\/sup>Rn ed ha un tempo di dimezzamento di 55,6 secondi.<\/font><\/font><\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\"><font color=\"#000000\"><font face=\"Times New Roman, serif\">Il radon &egrave;, dal punto di vista chimico, inerte<\/font><\/font><font color=\"#000000\"><font face=\"Times New Roman, serif\"> (<\/font><\/font><font color=\"#000000\"><font face=\"Times New Roman, serif\">alcuni esperimenti indicano tuttavia che il <\/font><\/font><font color=\"#000000\"><font face=\"Times New Roman, serif\">fluoro <\/font><\/font><font color=\"#000000\"><font face=\"Times New Roman, serif\">pu&ograve; reagire col radon e formare il <\/font><\/font><font color=\"#000000\"><font face=\"Times New Roman, serif\">difluoruro di radon)<\/font><\/font><font color=\"#000000\"><font face=\"Times New Roman, serif\">.<\/font><\/font><font color=\"#000000\"><font face=\"Times New Roman, serif\"> Non altrettanto si pu&ograve; dire dei suoi <\/font><\/font><font color=\"#000000\"><font face=\"Times New Roman, serif\">figli (polonio 218,<\/font><\/font><font color=\"#000000\"><font face=\"Times New Roman, serif\"> polonio 214, piombo 214 e bismuto 214), che sono molto pi&ugrave; reattivi. A livello polmonare si fissano ai tessuti e continuano ad emettere particelle in grado di danneggiare le cellule dell&rsquo;apparato polmonare in modo irreversibile.<\/font><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\"><font color=\"#000000\"><font face=\"Times New Roman, serif\">La diffusione del radon dal suolo e dall&#39;acqua nell&rsquo;atmosfera porta in genere ad una sua rapida diluizione. Tuttavia l&#39;isotopo <sup>222<\/sup>Rn, a causa del suo elevato peso specifico, tende ad accumularsi in luoghi chiusi e poco areati: i locali degli edifici collocati nei seminterrati o al pianterreno possono essere interessati, in determinate aree geografiche, dal fenomeno di concentrazione del radon. Lo stesso effetto pu&ograve; verificarsi in ambienti naturali chiusi, come ad esempio le cavit&agrave; carsiche. Queste ultime sono luoghi ideali, soprattutto se c&#39;&egrave; una risalita di gas (radon outdoor) da formazioni profonde (tramite faglie, ad esempio) oppure, pi&ugrave; di frequente, se sono presenti in superficie depositi vulcanoclastici recenti e superficiali soggetti a dilavamento (come in Appennino Centrale e Meridionale). Sono state riscontrate concentrazioni di radon piuttosto elevate, ad esempio, nei complessi carsici di Carsoli, presso L&#39;Aquila.<\/font><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\"><font color=\"#000000\"><font face=\"Times New Roman, serif\">Una delle cause principali per cui l&#39;aria ricca di radon si sposta dal suolo verso l&rsquo;interno degli edifici o di cavit&agrave; naturali &egrave; la depressione che si crea tra ambiente chiuso e suolo in conseguenza della differenza di temperatura: quanto pi&ugrave; pronunciata &egrave; questa differenza, tanto maggiore sar&agrave; la depressione all&rsquo;interno del locale chiuso (&egrave; il cosiddetto &quot;effetto camino&quot;). La concentrazione di radon pu&ograve; subire sensibili variazioni giornaliere e stagionali. In<b> <\/b>genere i valori di concentrazione pi&ugrave; elevati si rilevano nelle prime ore del mattino, quando la differenza di temperatura tra ambiente interno ed esterno &egrave; maggiore.<\/font><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\"><font color=\"#000000\"><font face=\"Times New Roman, serif\">Relativamente agli edifici, la concentrazione indoor di radon pu&ograve; risultare particolarmente elevata nei casi in cui sono stati utilizzati determinati materiali da costruzione (ad esempio lave, tufi e pozzolane). In queste situazioni, concentrazioni medio-alte di radon possono essere rilevate in tutti gli ambienti del fabbricato e non necessariamente ai soli piani bassi.<\/font><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\"><font color=\"#000000\"><font face=\"Times New Roman, serif\">I materiali da costruzione fonti di radon pi&ugrave; utilizzati nel nostro paese sono la lava del Vesuvio, la pozzolana, il peperino del Lazio, il tufo della Campania e materiali riciclati (cementi, ceramiche prodotte con e scorie di alto forno, mattoni impastati con fanghi rossi e scarti della produzione dell&rsquo;alluminio, ecc.).<\/font><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\"><font color=\"#000000\"><font face=\"Times New Roman, serif\">Come gi&agrave; anticipato, le aree geografiche pi&ugrave; a rischio per l&#39;emissione di radon sono quelle che presentano depositi di origine vulcanica. In generale le maggiori quantit&agrave; di uranio e torio sono contenute nei tufi (che, in aggiunta, hanno elevata porosit&agrave;, fattore che falicita la liberazione del gas) e nelle lave, ma possono essere presenti anche nei graniti e nei porfidi, in alcune rocce metamorfiche (soprattutto ardesie e gneiss) ed in rocce sedimentarie terrigeno-silicoclastiche contenenti frammenti litici derivanti da rocce vulcaniche e\/o metamorfiche. Per tale ragione, considerata l&#39;attivit&agrave; vulcanica recente e l&#39;estensione dei complessi vulcanici, l&#39;area tirrenica che va dal Monte Amiata, al Lazio (zona del viterbese e di Roma, con picchi molto elevati presso la solforata di Pomezia) fino alla Campania (con concentrazioni elevate ad Ischia) sono in Italia le Regioni maggiormente esposte al rischi derivanti dall&#39;esposizione al radon, materia oggetto di studi specifici piuttosto recenti che saranno sicuramente approfonditi nei prossimi anni con l&#39;ausilio di nuovi dati e tecnologie, soprattutto per stabilire la reale pericolosit&agrave; del fenomeno di esposizione al radon per la salute umana.<\/font><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":240,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[59],"tags":[],"class_list":["post-3617","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-vulcanismo-e-terremoti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3617","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/240"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3617"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3617\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3617"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3617"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3617"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}