{"id":3574,"date":"2014-12-10T00:00:00","date_gmt":"2014-12-09T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3574","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3574\/","title":{"rendered":"Come si \u00e8 sviluppata la medicina basata sulle prove di \r\nefficacia dal \r\npunto di vista storico e concettuale? Quale importanza \r\nassumono gli \r\nstudi di Ronald Fisher confluiti nell&#8217;elaborazione dei \r\nTrial Clinici? Grazie."},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/ronald-fisher.jpg\" style=\"width: 234px; height: 297px;\" \/>&nbsp;Sir Ronald Fisher<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#39;idea che per verificare l&#39;efficacia di un trattamento medico fosse necessario procedere a comparazioni controllate, si deve agli arabi. In particolare fu Avicenna (980-1037) (nel <em>Canone della Medicina<\/em> nel 1025) a esporre le prime regole per la sperimentazione dei farmaci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste idee furono introdotte in Europa soprattutto per merito di Ruggero Bacone (1214-1294), e vennero poi ulteriormente sviluppate da Francesco Bacone (1561-1626), strenuo sostenitore del metodo sperimentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"line-height: 1.6;\">Il chimico Jan Baptist van Helmont (1580-1644) (nel suo <\/span><em style=\"line-height: 1.6;\">Ortus medicinae<\/em><span style=\"line-height: 1.6;\">) ebbe per primo l&#39;intuizione di introdurre i gruppi di comparazione. Estraendo a sorte, si devono costituire due gruppi di pazienti. A un gruppo si somministrano i trattamenti tradizionalmente usati in medicina e all&#39;altro il trattamento oggetto di studio. Valutando le differenze nei risultati ottenuti, ci si pu&ograve; fare un&#39;idea dell&#39;efficacia del nuovo trattamento.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"line-height: 1.6;\">James Lind (1716-1794) nel 1747 adott&ograve; un criterio di questo tipo per dimostrare l&#39;efficacia del consumo di agrumi nel trattamento dello scorbuto. Egli confront&ograve; due gruppi di marinai malati. A un gruppo venivano somministrate bevande acide come aceto e sidro. A un altro gruppo venivano invece somministrati arance e limoni che determinavano, in modo evidente e rapido, un miglioramento delle condizioni di salute.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"line-height: 1.6;\">Nel settecento ebbe grande diffusione nell&#39;alta societ&agrave; il cosiddetto &quot;mesmerismo&quot;, ovvero l&#39;insieme delle terapie proposte dal medico tedesco Franz Anton Mesmer (1734-1815), che sosteneva di poter curare ogni patologia attraverso un ipotetico fluido magnetico. Nel 1784 il re di Francia Luigi XVI, per far luce su questo dilagante fenomeno, nomin&ograve; una commissione d&rsquo;inchiesta che venne guidata dal fisico Benjamin Franklin (1706-1790) e dal padre della chimica moderna Antoine Laurent Lavoisier (1743-1794). I risultati del lavoro della commissione vennero pubblicati nel&nbsp;<\/span><em style=\"line-height: 1.6;\">Rapport des Commisaires charg&eacute;s par le Roi de l&rsquo;examen du Magn&egrave;tisme animal<\/em><span style=\"line-height: 1.6;\">, stampato con ordine reale n.&nbsp;4 a&nbsp;Parigi dalla Casa Editrice Reale nel 1784. Il lavoro della commissione reale colpisce ancora oggi per la modernit&agrave; dei protocolli adottati che rappresentano un esempio eccellente di uso dei test clinici in cieco (si veda <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=14256\">questa mia precedente risposta<\/a>). Rispetto all&#39;idea iniziale di Van Helmont, la commissione di Luigi XVI ebbe il grosso merito di introdurre anche il controllo con un gruppo sottoposto al semplice placebo, cio&egrave; un trattamento terapeuticamente inerte. La commissione introdusse inoltre per la prima volta la necessit&agrave; di un&#39;analisi statistica dei risultati ottenuti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"line-height: 1.6;\">Nell&#39;ottocento, importanti contributi allo sviluppo dei test clinici vennero forniti dal medico Frederick Akbar Mahomed (1849-1884). Mentre lavorava al Guy&#39;s Hospital a Londra, i suoi test gli consentirono di distinguere la &quot;nefrite cronica con ipertensione secondaria&quot; da ci&ograve; che oggi &egrave; chiamata &quot;ipertensione essenziale&quot;. Egli fond&ograve; anche &quot;The Collective Investigation Record for the British Medical Association&quot;, organizzazione che raccoglieva i dati forniti dai medici, fornendo in tal modo importantissimo materiale per le sperimentazioni cliniche.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"line-height: 1.6;\">Gli aspetti statistici legati ai trials clinici vennero poi mirabilmente sviluppati proprio dal citato Sir Ronald Fisher (1890-1962) nel 1922. In particolare egli introdusse la cosiddetta &quot;funzione statistica di verosimiglianza&quot;. Essa consisteva nell&#39;utilizzare il calcolo delle probabilit&agrave; per valutare se i risultati di un&#39;osservazione controllata fossero dovuti al caso o se dipendessero invece proprio dal trattamento oggetto di studio. Fisher comprese inoltre l&#39;importanza del&nbsp;campionamento casuale&nbsp;per poter generalizzare i risultati, ide&ograve; il cosiddetto test&nbsp;&quot;t di Student&quot;, ampiamente usato in statistica, e introdusse la cosiddetta&nbsp;analisi della varianza. Si rese inoltre conto della necessit&agrave; di programmare accuratamente ogni esperimento, affinch&eacute; i test statistici possano avere validit&agrave;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"line-height: 1.6;\">Il primo trial clinico, propriamente detto, che utilizzava tutti i concetti di cui abbiamo parlato finora, venne realizzato nell&#39;immediato dopoguerra dal Medical Reseach Council inglese. Il suo scopo era quello di accertare se la streptomicina fosse realmente efficace nella cura della tubercolosi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"line-height: 1.6;\">Da allora i test clinici sono stati ampiamente utilizzati e hanno contribuito enormemente allo sviluppo della medicina e dei farmaci.&nbsp;<\/span><span style=\"line-height: 1.6;\">Purtroppo per&ograve; la consapevolezza della necessit&agrave; di procedere ai test clinici e una conoscenza minima di come essi devono essere strutturati sono ben lungi dall&#39;essere diventati patrimonio comune. Prova ne &egrave; che periodicamente emergono veri e propri fenomeni sociali in cui a furor di popolo si pretende il riconoscimento di pratiche mediche ben lontane dall&#39;essere state dimostrate.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel nostro paese poi questa ignoranza nei confronti dei test clinici &egrave; particolarmente diffusa, non solo nella popolazione, ma anche tra i politici e i magistrati. Se cos&igrave; non fosse non si spiegherebbero tristi vicende come quelle legate alla multiterapia Di Bella o al caso Stamina, limitandosi a citare solo le pi&ugrave; recenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>Nota:<\/u> &egrave; notizia recente che l&#39;EMA (Agenzia Europea dei Medicinali) ha approvato una nuova misura per rendere pubblici i trial clinici. Dal primo gennaio 2015 le case farmaceutiche che chiedono l&#39;autorizzazione al commercio di nuovi farmaci o vaccini devono fornire i dati &nbsp;degli studi effettuati per testare il nuovo prodotto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":209,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[],"class_list":["post-3574","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-domande-varie-filosofia-e-storia-della-scienza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3574","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/209"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3574"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3574\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3574"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3574"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3574"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}