{"id":3507,"date":"2014-11-11T00:00:00","date_gmt":"2014-11-10T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3507","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3507\/","title":{"rendered":"In base alla relativit\u00e0 ristretta la massa e l&#8217;energia sono intimamente legate. Quindi, \r\nvisto che anche il vuoto possiede energia, l&#8217;universo potrebbe essere \r\nnato da una mutazione di questa energia in materia. Il mio punto di \r\ndomanda \u00e8 capire quale sia stata la causa scatenante di questa \r\ntrasformazione. E&#8217; possibile che sia sta una variazione della costante \r\ncosmologica?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L&#39;affermazione per cui il vuoto possegga energia &egrave; falsa almeno nel senso usuale che tale affermazione potrebbe suggerire, e cio&egrave; che il vuoto sia un serbatoio di energia da cui poter attingere. Il vuoto &egrave;, per definizione, lo stato di minima energia accessibile, a quale valore di energia corrisponda tale stato &egrave; sostanzialmente una scelta arbitraria, e normalmente tale valore viene posto pari a zero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cosa importante da comprendere &egrave; che, qualunque sia il valore attribuito all&#39;energia del vuoto, non pu&ograve; esistere uno stato ad energia pi&ugrave; bassa (altrimenti lo stato vuoto non sarebbe realmente vuoto) per cui &quot;l&#39;energia del vuoto&quot; non pu&ograve; essere usata per alcunch&eacute;. Quello che &egrave; diverso da zero &egrave; il <strong>valore quadratico&nbsp;medio delle fluttuazioni dell&#39;energia nel vuoto <\/strong>(se si studiano tali fenomeni in ambito quantistico) il che &egrave; una delle manifestazioni del fatto che il vuoto ribolle di particelle virtuali grazie alle quali le interazioni si trasmettono a distanza. Ma tali particelle virtuali non possono essere usate come fonte di energia pena la violazione del <strong>Principio di Indeterminazione<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune teorie pi&ugrave; avanzate, ma non ancora confermate sperimentalmente, prevedono l&#39;esistenza di vuoti energetici e, qualora tali teoire venissero verificate sperimentalmente, tale energia sarebbe la prima candidata a spiegare l&#39;energia oscura (quella energia non osservabile direttamente ma la cui presenza &egrave; accertata dai suoi effetti gravitazionali). Ma questa energia, essendo legata al vuoto, non pu&ograve;&nbsp;materializzarsi in particelle reali perch&eacute;&nbsp;ha una densit&agrave; bassissima. Pertanto non pu&ograve; essere tale energia la causa dell&#39;origine dell&#39;universo. Tanto pi&ugrave; che lo spaziotempo, sede dei fenomeni legati a tutti i processi, in particolare quelli delle particelle virtuali, nasce insieme all&#39;universo per cui non pu&ograve; avere ruolo nella causa dell&#39;universo stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso concetto di causa scatenante della nascita dell&#39;universo &egrave; molto difficile da concepire e da analizzare senza finire in ambiti totalmente estranei alle scienze sperimentali. Qualunque esperimento non pu&ograve; che coinvolgere solo una porzione dell&#39;universo e quindi solo una frazione della sua energia. Risulta molto improbabile, se non impossibile,&nbsp;realizzare un esperimento che pretenda di riprodurre le condizioni esatte dell&#39;istante 0 dell&#39;universo. Non a caso gli esperimenti ad energie pi&ugrave; elevati fin qui realizzati (al giorno d&#39;oggi quelli effettuati con LHC presso il CERN di Ginevra) parlano sempre di condizioni analoghe a qualche istante successivo, quando l&#39;universo era gi&agrave; nato e l&#39;energia in esso contenuto era gi&agrave; distribuita in un volume finito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esistono tuttavia alcune teorie, in massima parte derivate o collegate alle teorie delle stringhe e della brane, che permettono di descrivere un maxiuniverso a tantissime dimensioni, in cui viaggiano oggetti a pi&ugrave; di quattro dimensioni, le cui interazioni e collisioni potrebbero portare a fenomeni come la nascita di oggetti simili al nostro universo. Ma il fatto che esista una descrizione matematica di ci&ograve; non ha alcun valore finch&egrave; tale descrizione non d&agrave; luogo a previsioni che siano indagabili sperimentalmente e, contemporaneamente, distinte da previsioni analoghe fatte da altre teorie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, allo stato attuale delle nostre conoscenze scientifiche (sia teoriche sia sperimentali)&nbsp;il problema sollevato dall&#39;autore della domanda &egrave; del tutto senza risposta e, all&#39;atto pratico non sondabile scientificamente. Ma va considerato che questa possibilit&agrave; va intesa in modo asintotico: pi&ugrave; progredisce la conoscenza scientifica e tecnologica e pi&ugrave; possiamo realizzare in laboratorio condizioni vicine temporalmente all&#39;istante 0 della vita dell&#39;universo. Tuttavia la realizzazione delle condizioni dell&#39;universo all&#39;istante esatto t=0 &egrave; impossibile, ed &egrave; privo di senso pensare a tempi antecedenti ad esso dato che spazio e, sopratutto, tempo sono propriet&agrave; del nostri universo che nascono contemporaneamente all&#39;universo stesso. Non esiste tempo prima della nascita dell&#39;universo come non esiste spazio fuori dall&#39;universo, esattamente come non esiste un punto pi&ugrave; a nord del polo nord o pi&ugrave; a sud del polo sud.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PS. Dato il carattere ascientifico, nel senso spiegato prima,&nbsp;della questione mi permetto di descrivere l&#39;idea a riguardo che maggiormente mi ha&nbsp;affascinato e incuriosito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni buco nero &egrave; circondato da una superficie, chiamata <strong>orizzonte degli eventi<\/strong>, che separa i punti dello spazio abbastanza lontani dal buco nero,&nbsp;nei quali&nbsp;l&#39;attrazione gravitazionale non &egrave; abbastanza forte da bloccare la luce, dai punti dello spazio che sono troppo vicini al centro del buco nero, nei quali l&#39;attrazione gravitazionale&nbsp;&egrave; talmente intensa da bloccare anche il moto della luce (da cui il nome di buco nero). L&#39;orizzonte degli eventi pu&ograve;, a tutti gli effetti, essere considerato il bordo del buco nero e quindi lo spazio al suo interno costituisce il volume del buco nero. La cosa interessante &egrave; che il volume di un buco nero non cresce proporzionalmente alla sua massa, ma pi&ugrave; velocemente, per cui la densit&agrave; (rapporto massa diviso volume) di un buco nero diminuisce all&#39;aumentare della sua massa. Questo pu&ograve; portare anche&nbsp;a situazioni molto strane per il senso comune, ad esempio si &egrave; calcolato (e in parte verificato) che i buchi neri supermassicci che si trovano al centro delle galassie hanno densit&agrave; inferiori a quelle dell&#39;acqua. Se si calcola la densit&agrave; media di un buco nero che abbia una massa equivalente a quella dell&#39;universo conosciuto si ottiene una densit&agrave; sostanzialmente identica a quella del nostro universo. Viviamo forse in un buco nero? O forse ogni volta che si forma un buco nero &quot;nasce&quot; un universo &quot;dall&#39;altra parte&quot;?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":208,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[44],"tags":[],"class_list":["post-3507","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-domande-varie-fisica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3507","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/208"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3507"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3507\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3507"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3507"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3507"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}