{"id":3505,"date":"2014-02-21T00:00:00","date_gmt":"2014-02-20T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3505","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3505\/","title":{"rendered":"E&#8217; possibile il lavaggio del cervello? E se no, come si spiega che alcuni adepti di talune sette, rinneghino mogli e figli arrivando a lanciargli maledizioni? Grazie."},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\">\n<p><span style=\"font-size: 10pt\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"219\" height=\"300\" alt=\"\" src=\"\/spaw\/image\/pseudoscienze\/brainwash.jpg\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">Anche se molto comunemente si fa uso di espressioni come &ldquo;lavaggio del cervello&rdquo;, &ldquo;controllo mentale&rdquo;, &ldquo;plagio&rdquo; per indicare uno stato di apparente totale dipendenza psicologica di un individuo nei confronti di altri, dal punto di vista scientifico le cose sono un po&rsquo; pi&ugrave; complicate. Poich&eacute; nel mio libro <em><a href=\"http:\/\/www.edizionidedalo.it\/site\/collane-scheda-libro.php?products_id=2799\">Pinocchio e la scienza. Come difendersi da false credenze e bufale scientifiche<\/a><\/em> (Dedalo, Bari 2006) avevo dedicato un paragrafo a tale argomento, mi permetto di riportarlo integralmente di seguito:<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: center; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 10pt\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 42.55pt 0pt 0cm\"><strong>&nbsp;<\/strong><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 42.55pt 0pt 0cm\" align=\"center\"><strong><span style=\"font-size: 10pt\">Plagio<\/span><\/strong><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 42.55pt 0pt 0cm\"><strong>&nbsp;<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 10pt\">Numerosi fatti di cronaca fanno pensare alla possibilit&agrave; da parte di qualcuno di dominare completamente la mente altrui. Manifestazioni eclatanti di questa eventuale possibilit&agrave; si verificano all&rsquo;interno delle sette, dove gli adepti giungono al punto di effettuare le pi&ugrave; orrende nefandezze per obbedire al loro capo spirituale. Ma l&rsquo;esempio pi&ugrave; clamoroso si ha forse nei kamikaze e nei terroristi suicidi che arrivano al punto di sacrificare se stessi pur di servire la causa in cui credono.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\">&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 10pt\">Di fronte a tali manifestazioni molti parlano di plagio. Tuttavia la questione &egrave; meno semplice di quanto possa apparire.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\">&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 10pt\">Dal punto di vista giuridico il plagio veniva contemplato come reato dall&rsquo;articolo 603 del Codice Penale che recitava: &ldquo;<em>Chiunque sottopone una persona al proprio potere, in modo da ridurla in totale stato di soggezione, &egrave; punito con la reclusione da cinque a quindici anni<\/em>&rdquo;. Il reato &egrave; stato tuttavia cancellato dall&rsquo;ordinamento giuridico penale dalla Corte Costituzionale, con la sentenza n. 96 del 08\/06\/1981. I motivi che portarono l&rsquo;alta corte a questa sentenza sono legati a un celebre caso giudiziario che suscit&ograve; molto clamore in Italia alla fine degli anni Sessanta: il caso Braibanti. <\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\">&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\"><span style=\"color: black; font-size: 10pt\">Aldo Braibanti, intellettuale piacentino, ex partigiano, marxista e omosessuale, nel 1964 venne denunciato per aver &ldquo;plagiato&rdquo; due giovani: Giovanni Sanfratello di 24 anni e Piercarlo Toscani di 23. <\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\"><span style=\"color: black; font-size: 10pt\">Con Giovanni Sanfratello, Braibanti ebbe una relazione sentimentale. I familiari del ragazzo, cattolici osservanti, con idee politiche di destra e appartenenti alla buona borghesia di Piacenza, si opposero duramente alla relazione. Il padre e il fratello di Giovanni un giorno si presentarono a casa di Braibanti, prelevarono di forza il loro congiunto e lo fecero ricoverare in un manicomio vicino a Verona (dove rimase a lungo, sottoposto, tra l&rsquo;altro, a una lunga serie di elettroshock). Il 14 luglio del 1968, il giudice Orlando Falco, riconobbe Braibanti colpevole del reato di plagio ai sensi dell&#8217;art. 603 del Codice Penale. Braibanti venne condannato a 9 anni di reclusione, ridotti a 6&nbsp;in appello, a 4 con il condono riconosciutogli come ex-partigiano e a 2 di effettivo di carcere (tolti i 2 di libert&agrave; condizionale). Nella sentenza Braibanti venne definito &quot;<em>diabolico, raffinato seduttore di spiriti, affetto da omosessualit&agrave; intellettuale<\/em>&quot;. Il caso suscit&ograve; la reazione di gran parte del mondo intellettuale che vedeva nella condanna un&rsquo;indebita ingerenza della giustizia nei rapporti interpersonali tra due persone adulte. Il successivo dibattito giuridico port&ograve;, come abbiamo detto, all&rsquo;abolizione del reato di plagio. Va osservato che il povero Aldo Braibanti fu l&rsquo;unico italiano a essere condannato per questi tipo di reato.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\">&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\"><span style=\"color: black; font-size: 10pt\">La motivazione principale che condusse la Corte Costituzionale ad abolire il reato di plagio fu la sostanziale difficolt&agrave; a definire in modo oggettivo il plagio stesso. Come si fa infatti a stabilire se un certo tipo di comportamento &egrave; dovuto al condizionamento operato da qualcun altro o se &egrave; frutto di libera scelta?<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\"><span style=\"color: black; font-size: 10pt\">La questione non &egrave; affatto semplice neppure dal punto di vista scientifico. Gli psicologi parlano di plagio, ma affinch&eacute; si verifichi sottolineano la necessit&agrave; di avere una serie di determinate condizioni che si devono<\/span><span style=\"font-size: 10pt\"> creare nella relazione tra&nbsp;plagiatore\/i e plagiato<sup>1<\/sup>. Il plagiato deve necessariamente possedere gi&agrave; una certa predisposizione ad abbracciare l&#8217;idea o l&rsquo;ideologia che gli viene imposta dall&#8217;esterno. In altre parole deve crederci profondamente gi&agrave; di suo. &nbsp;Oltre a questo il plagio pu&ograve; essere favorito dal fatto che il soggetto sia privo di punti di riferimento&nbsp;importanti (una persona significativa, una robusta razionalit&agrave;, un credo religioso o una ideologia politica, ecc.). Se il soggetto &egrave; una mente vuota alla ricerca di&nbsp;qualcosa a cui aggrapparsi &egrave; probabile che il plagio possa essere favorito. Tutte le tecniche di plagio fanno presa solo quando vi siano determinati fattori predisponenti. Una persona con idee e principi ben radicati non sar&agrave; mai vittima di un plagio. Un&rsquo;altra motivazione importante che spinge il plagiato a soggiacere alla volont&agrave; altrui &egrave; il desiderio di appartenenza a un gruppo. Come ha scritto lo psicologo Armando De Vincentiis:<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\">&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 8pt\">Il bisogno di appartenenza ad un gruppo &egrave; la motivazione pi&ugrave; semplice. Purtroppo questo sviscerato bisogno di farsi accettare pu&ograve; spingere addirittura una personalit&agrave; particolarmente debole a commettere qualche atto illecito. L&rsquo;effettuare qualcosa di estremo &egrave; un rituale di iniziazione tipico di qualche setta e se non lo si commette si &egrave; fuori. Per un giovane a caccia di valori che lo rendano unico e riconosciuto nello stesso tempo, il commettere un atto estremo assume una importanza straordinaria, una prova per il gruppo e soprattutto per se stesso.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\">&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 10pt\">Questo bisogno di appartenenza a un gruppo pu&ograve; spingere qualcuno anche al sacrificio supremo come nel caso dei kamikaze e dei terroristi suicidi.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\">&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 10pt\">Da queste considerazioni si capisce comunque l&rsquo;estrema difficolt&agrave; nello stabilire in modo oggettivo il plagio. Vi sono indubbiamente casi estremi in cui i dubbi sono minimi. Per questo motivo l&rsquo;ordinamento giuridico italiano, pur cancellando il reato di plagio, ha mantenuto quello di circonvenzione di incapace (art. 643 c.p.). In tanti altri casi per&ograve; il plagio &egrave; assolutamente dubbio e la sua repressione pu&ograve; essere molto rischiosa in quanto pu&ograve; fortemente limitare la libert&agrave; di pensiero, di espressione e di insegnamento che sono alla base di ogni societ&agrave; libera e democratica. Destano pertanto non poche preoccupazioni coloro che, pur comprensibilmente, vorrebbero reintrodurre il reato di plagio per contrastare i fenomeni di dipendenza che spesso si vengono a creare nei confronti di guru, santoni e ciarlatani vari.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\"><span style=\"font-size: 10pt\">Molto pi&ugrave; sensato appare invece operare affinch&eacute; siano eliminate tutte le condizioni che possono favorire il plagio. In questo senso l&rsquo;educazione, l&rsquo;istruzione e l&rsquo;informazione possono svolgere un ruolo di prevenzione fondamentale.<\/span><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><strong><span style=\"font-size: 10pt\">Note:<\/span><\/strong><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><span style=\"font-size: 10pt\">1) Si veda a questo proposito l&rsquo;interessante libro: S. Hassan, <em>Mentalmente liberi. Come uscire da una setta<\/em>, Avverbi, Roma 1999.<\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":209,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[73],"tags":[],"class_list":["post-3505","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-domande-varie-pseudoscienze"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3505","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/209"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3505"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3505\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3505"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3505"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3505"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}