{"id":3464,"date":"2014-04-06T00:00:00","date_gmt":"2014-04-05T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3464","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3464\/","title":{"rendered":"Premesso che nella fisica quantistica abbiamo particelle stabili e \r\nparticelle instabili vorrei sapere se \u00e8 possibile concepire le seconde \r\ncome una temporanea trasformazione delle prime, anzich\u00e9 come \r\nparticelle autonome, e se, in tal caso, il modello standard \r\nconserverebbe la sua validit\u00e0."},"content":{"rendered":"<div align=\"justify\">\n<p>Non &egrave; ben chiaro cosa si intenda, nella domanda, con l&#8217;espressione &quot;una temporanea trasformazione&quot;, ma per capire il significato di particella instabile bisogna capire che la Meccanica Quantistica ha introdotto un nuovo tipo di trasformazione per i sistemi fisici.<\/p>\n<p>Nella fisica classica tutte le trasformazioni esistenti rientrano in due categorie (che poi in realt&agrave; sono due facce della stessa medaglia):<\/p>\n<p>1) l&#8217;aggregazione di oggetti in uno stato legato;<\/p>\n<p>2) la disgregazione di uno stato legato con conseguente liberazione dei suoi costituenti.<\/p>\n<p>Il primo fenomeno avviene quando due o pi&ugrave; oggetti interagiscono tra loro e si legano formando un sistema pi&ugrave; complesso, dotato eventualmente di dinamica interna, che occupa una porzione definita e ristretta di spazio. Nello stato legato gli oggetti sono uniti ma ciascun oggetto continua ad esistere come ente separato rispetto agli altri. &Egrave; quello che accade quando protoni, neutroni ed elettroni di uniscono per formare un atomo, oppure quando pi&ugrave; atomi si legano in una molecola, o quando la materia sparsa nello spazio si organizza in un sistema stellare con i suoi pianeti o anche quando incolliamo tra loro dei mattoni con del cemento per fare un muro.<\/p>\n<p>Il secondo fenomeno avviene quando le interazioni che tengono insieme uno stato legato non sono pi&ugrave; sufficienti a mantenere gli oggetti confinati e quindi essi si slegano. &Egrave; quello che accade quando l&#8217;alta temperatura fa entrare in combustione un oggetto, per cui gli atomi prima legati tra loro in molecole complesse si separano dando luogo a molecole pi&ugrave; piccole, o quando viene demolito un muro.<\/p>\n<p>Scoprendo il <em><strong>Principio di Indeterminazione di <\/strong><\/em><strong>Heisenberg<\/strong> e la natura intrinsecamente probabilistica del mondo, ci si rende conto che pu&ograve; avvenire anche una trasformazione di tipo diverso: un oggetto <em>A<\/em> viene rimpiazzato da un insieme <em>S<\/em> di altri oggetti che nel complesso conservano tutte le grandezze di <em>A<\/em> che sono soggette a conservazione (energia, quantit&agrave; di moto, carica elettrica, etc.) ma senza che gli oggetti dell&#8217;insieme <em>S<\/em> fossero gi&agrave; presenti in qualche modo prima del provesso che ha portato da <em>A<\/em> ad <em>S<\/em>. Fenomeni del genere sono appunto il decadimento di una particella instabile in particelle pi&ugrave; leggere oppure la diseccitazione di un atomo: dopo la diseccitazione l&#8217;atomo mantiene la stessa composizione materiale ma non quella energetica e la variazione della sua energia interna si manifesta sotto forma di un fotone che per&ograve; non era contenuto nell&#8217;atomo prima della diseccitazione.<\/p>\n<p>Il fatto che gli oggetti presenti nello stato finale non siano in qualche modo presenti anche in quello iniziale &egrave; stabilito dal fatto che, se fosse cos&igrave;, gli oggetti dello stato finale dovrebbero avere certe caratteristiche che invece non vengono riscontrate. Possiamo fare diversi esempi di trasformazioni i cui risultati finali non possono essere interpretati come semplice disgregazione di uno stato legato.<\/p>\n<p>A) Un esempio classico &egrave; il decadimento beta in cui, all&#8217;interno di un nucleo, avviene la trasformazione di un neutrone in un protone con la contemporanea emissione di un elettrone e un antineutrino. Se l&#8217;elettrone fosse gi&agrave; presente all&#8217;interno del nucleo (per esempio ipotizzando che i neutroni siano stati legati di protone+elettrone+antineutrino) allora esso dovrebbe possedere una certa energia meccanica (&egrave; possibile calcolare che dinamica deve compiere e quindi che energia deve possedere una particella che risulta confinata in uno spazio ristretto come quello di un nucleo atomico), mentre invece gli elettroni emessi in tale decadimento ha un&#8217;energia molto inferiore. Inoltre finora non &egrave; stato mai osservato uno stato legato che si tenga insieme solo grazie alla forza debole, cosa che invece sarebbe necessaria per poter mantenere confinato nel nucleo anche l&#8217;antineutrino (il quale interagisce solo per via debole).<\/p>\n<p>B) Altro esempio &egrave; la diseccitazione di un atomo che provoca l&#8217;emissione di un fotone: l&#8217;atomo pu&ograve; essere eccitato senza che questo processo coinvolga un fotone (per esempio a seguito di un urto con un altro atomo) quindi l&#8217;eccitazione non corrisponde ad inserire un fotone preesistente dentro l&#8217;atomo.<\/p>\n<p>C) Un altro esempio ancora &egrave; il decadimento del tauone. Il tauone &egrave; un <em>fratello <\/em>molto pesante dell&#8217;elettrone. &Egrave; una particella elementare ma instabile che pu&ograve; decadere in due modi: in elettrone+antineutrino elettronico+neutrino tauonico oppure in muone+antineutrino muonico+neutrino tauonico. Quindi possiamo avere due stati finali diversi. Non &egrave; possibile interpretare quindi il tauone come uno stato legato, altrimenti esso dovrebbe avere sempre la stessa composizione interna e dare quindi luogo sempre agli stessi oggetti nel suo decadimento.<\/p>\n<p>Queste considerazioni fanno capire che non &egrave; sempre possibile interpretare la comparsa di pi&ugrave; oggetti al posto di un oggetto singolo come la disgregazione di un aggregato preesistente: esistono enti che, pur non essendo direttamente composti da costituenti pi&ugrave; piccoli (e quindi elementari), possono trasformarsi in insiemi di oggetti pi&ugrave; piccoli non preesistenti. Tali enti sono le particelle instabili che, pur essendo elementari, cio&egrave; non essendo un aggregato di oggetti, possono trasformarsi in una pluralit&agrave; di particelle, ancora elementari e pi&ugrave; leggere.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":208,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[47],"tags":[],"class_list":["post-3464","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-fisica-quantistica-e-nucleare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3464","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/208"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3464"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3464\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3464"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3464"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3464"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}