{"id":3451,"date":"2013-10-27T00:00:00","date_gmt":"2013-10-26T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3451","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3451\/","title":{"rendered":"Vorrei una spiegazione sulla caduta dei gravi:\r\n1) siano date due sfere in caduta, aventi stesso raggio ma massa \r\ndiversa: quale cade per prima? Perch\u00e8?\r\n2) date due sfere in caduta, una con volume e massa il doppio dell&#8217;altra: \r\nquale cade per prima? Perch\u00e8?\r\nIn entrambe le domande, sia in presenza di aria che in sua \r\nassenza."},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Prima di rispondere ai quesiti specifici posti dalla domanda &egrave; opportuno e necessario ricordare qual &egrave; l&#8217;effetto della forza peso, dell&#8217;attrito viscoso e della spinta di Archimede sui corpi.<\/p>\n<p>La forza peso &egrave; un&#8217;approssimazione della forza di gravit&agrave;. Questa forza, che si esercita tra coppie di corpi, &egrave; direttamente proporzionale al prodotto delle masse dei due corpi e inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza. Tuttavia essa &egrave; una forza molto debole per cui se un insieme di oggetti si trova nelle prossimit&agrave; di un corpo di massa enorme (come accade per gli oggetti costruiti dall&#8217;uomo vicino alla superficie terrestre) di fatto l&#8217;una forza di gravit&agrave; che avr&agrave; effetti misurabili sar&agrave; quella esercitata dall&#8217;oggetto enorme. Inoltre se i movimenti degli oggetti sono piccoli rispetto alle dimensioni del corpo enorme (come accade negli spostamenti anche di qualche decina di chilometri in verticale rispetto al raggio della Terra, che &egrave; circa 6300km) allora la forza di gravit&agrave; sar&agrave; praticamente costante rispetto alla posizione, per cui ogni oggetto subir&agrave; la stessa forza di attrazione indipendentemente dalla posizione occupata durante il proprio moto. Per tale motivo l&#8217;effetto della forza di gravit&agrave; sugli oggetti che si muovono in prossimit&agrave; della superficie terrestre pu&ograve; essere descritto dalla semplice formula <em>P<\/em>=<em>mg<\/em>, cio&egrave; l&#8217;intensit&agrave; <em>P<\/em> della forza di gravit&agrave; esercitata dalla Terra su un oggetto (pi&ugrave; semplicemente il peso dell&#8217;oggetto) &egrave; dato dal prodotto tra la massa <em>m<\/em> dell&#8217;oggetto e una costante <em>g<\/em> chiamata accelerazione di gravit&agrave;.L&#8217;effetto di tutto ci&ograve; &egrave; che qualunque oggetto sottoposto solo alla forza peso si muove sempre con un accelerazione verso il basso pari a <em>g<\/em>=9.8m\/s<sup>2<\/sup>.<\/p>\n<p>L&#8217;attrito viscoso &egrave; una forza che si oppone al moto relativo tra un oggetto immerso in un fluido e il fluido stesso. Per semplicit&agrave; ragioniamo nell&#8217;ipotesi in cui il fluido sia fermo rispetto all&#8217;osservatore (cio&egrave;, nel caso specifico, consideriamo aria senza vento). In tal caso l&#8217;attrito viscoso &egrave; opposto agli spostamenti dell&#8217;oggetto e direttamente proporzionale alla sua velocit&agrave; <em>v<\/em> (pi&ugrave; un corpo va veloce maggiore &egrave; l&#8217;attrito subito): <em>A<\/em>=<sup>_<\/sup><em>bv<\/em>. Il coefficiente <em>b<\/em> di proporzionalit&agrave; tra attrito viscoso e velocit&agrave; dell&#8217;oggetto dipende da tanti fattori, tra cui la composizione chimica del fluido e della superficie dell&#8217;oggetto, la densit&agrave; del fluido, la forma dell&#8217;oggetto, la rugosit&agrave; della superficie dell&#8217;oggetto. Questi fattori non si possono riassumere tutti in una formula ma possiamo certamente dire che un fluido pi&ugrave; denso oppone, a parit&agrave; di qualunque altro fattore, un attrito maggiore di uno pi&ugrave; leggero, per questo muoversi nell&#8217;acqua &egrave; pi&ugrave; difficoltoso che muoversi nell&#8217;aria. Inoltre maggiore &egrave; la superficie che si &quot;affaccia&quot; alla direzione del moto dell&#8217;oggetto maggiore sar&agrave; l&#8217;attrito: per questo le vele delle barche, che sfruttano l&#8217;attrito viscoso come forza propulsiva, sono disposte sostanzialmente perpendicolarmente alla direzione del vento mentre le ali, che devono tagliare l&#8217;aria per ridurre al minimo l&#8217;attrito viscoso, sono costruite in modo da essere pi&ugrave; o meno parallele alla direzione del moto dell&#8217;aereo.<\/p>\n<p>La spinta di Archimede &egrave; una seconda forza presente ogni volta che un oggetto &egrave; all&#8217;interno di un fluido (anche se immobile) in presenza di forza peso (in un&#8217;ipotetica piscina nello spazio esterno, ci sarebbe ancora attrito viscoso ma non ci sarebbe la spinta di Archimede) e corrisponde ad una forza di &quot;anti-peso&quot;, cio&egrave; &egrave; una spinta verso l&#8217;alto che &egrave; data dalla formula <em>S<\/em>=<em>dVg<\/em>, dove g &egrave; l&#8217;accelerazione di gravit&agrave;, <em>V<\/em> &egrave; il volume immerso dell&#8217;oggetto (che potrebbe anche non coincidere con l&#8217;intero volume dell&#8217;oggetto) e <em>d<\/em> &egrave; la densit&agrave; del fluido.<\/p>\n<p>Possiamo ora analizzare i diversi casi, proposti nella domanda.<\/p>\n<p>In assenza di aria tutti i corpi, come detto prima, cadono con la stessa accelerazione. Per cui tutte le sfere, sia quelle del punto 1), sia quelle del punto 2), cadranno con la stessa accelerazione e quindi, se partono dalla stessa altezza e con la stessa velocit&agrave; iniziale, arriveranno al suolo contemporaneamente.<\/p>\n<p>In presenza di aria dobbiamo considerare l&#8217;effetto dell&#8217;attrito viscoso e quella della spinta di Archimede. Supponiamo che la superficie esterna delle diverse sfere sia dello stesso materiale, altrimenti non &egrave; possibile trarre alcuna conclusione dato che, come detto, l&#8217;attrito viscoso dipende anche dalla composizione chimica del materiale di superficie (anche se questo fattore per l&#8217;aria &egrave; poco importante) e dalla rugosit&agrave; del materiale (fattore non trascurabile nel caso dell&#8217;aria, soprattutto se la caduta si protrae a lungo e quindi vengono raggiunte velocit&agrave; elevate).<\/p>\n<p>Nel caso 1) le due sfere saranno soggette, a parit&agrave; di velocit&agrave;, allo stesso attrito viscoso (che non dipende dalla massa ma dalla forma e dalle dimensioni) e alla stessa spinta di Archimede (che dipende solo dal volume) ma ad una forza di gravit&agrave; diversa (hanno massa diversa). Per cui la sfera pi&ugrave; leggera si muover&agrave; con un&#8217;accelerazione minore e quindi, a parit&agrave; di altezza e velocit&agrave; iniziali, arriver&agrave; al suolo dopo la sfera pi&ugrave; pesante.<\/p>\n<p>Nel caso 2) le due sfere le diverse tutte le forze saranno diverse. La sfera pi&ugrave; pesante subir&agrave; una doppia forza di gravit&agrave; rispetto a quella pi&ugrave; leggera ma subir&agrave; anche una spinta di Archimede doppia avendo un volume doppio, tuttavia l&#8217;effetto combinato di queste due sole forze non produrr&agrave; differenze perch&eacute; l&#8217;effetto di queste due forze da sole produrrebbe comunque una stessa accelerazione per i due corpi: corpi con la stessa densit&agrave; (come in questo caso e contrariamente al caso 1)) cadono con la stessa accelerazione anche in presenza di fluido purch&eacute; si possa trascurare l&#8217;attrito viscoso. Questo &egrave; il motivo del successo degli esperimenti di caduta dei gravi fatti da Galilei: dato che l&#8217;attrito con l&#8217;aria &egrave; molto basso se le velocit&agrave; non sono elevatissime, i suoi esperimenti fatti con sfere di diversa massa ma tutte composte dallo stesso materiale producevano tutti delle cadute con la stessa accelerazione. Se invece l&#8217;attrito viscoso non &egrave; trascurabile allora la sfera pi&ugrave; pesante, che &egrave; anche la pi&ugrave; voluminosa, subir&agrave; un attrito viscoso maggiore perch&eacute; opporr&agrave; alla direzione del moto una superficie maggiore, ma nello stesso tempo avr&agrave; una massa (cio&egrave; un&#8217;inerzia al moto) maggiore. Per una sfera il coefficiente d&#8217;attrito viscoso &egrave; proporzionale al raggio,&nbsp;la massa &egrave; proporzionale al cubo del raggio. Per cui l&#8217;effetto inerziale ha il sopravvento su quello di viscosit&agrave; e la sfera pi&ugrave; pesante cadr&agrave; con un&#8217;accelerazione maggiore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":208,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[49],"tags":[],"class_list":["post-3451","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-gravita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3451","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/208"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3451"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3451\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3451"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3451"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3451"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}