{"id":3445,"date":"2013-07-06T00:00:00","date_gmt":"2013-07-05T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3445","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3445\/","title":{"rendered":"Salve, volevo chiedervi come si pu\u00f2 calcolare la temperatura \r\nraggiunta da un filamento di un qualsiasi conduttore elettrico \r\nattraversato da una quantit\u00e0 di corrente nota, essendo anche \r\nnote la resistenza del filamento e quindi la potenza. Esiste \r\nun modo di ricavarla dall&#8217;energia?"},"content":{"rendered":"<p><!--[if !mso]>\n\n\n<style>\nv:* {behavior:url(#default#VML);}\no:* {behavior:url(#default#VML);}\nw:* {behavior:url(#default#VML);}\n.shape {behavior:url(#default#VML);}\n<\/style>\n\n\n<![endif]--><!--[if gte mso 9]><![endif]--><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\">Consideriamo lo scenario di un conduttore (supponiamo cilindro conduttore in aria, ad esempio) percorso da corrente. Come noto, un filo percorso da corrente si scalda. Questo effetto &egrave; dovuto agli urti su scala microscopica tra gli elettroni &lsquo;trascinati&rsquo; dal campo elettrico (cio&egrave; la corrente provocata dalla differenza di tensione ai capi del conduttore) e gli atomi del reticolo del conduttore ed &egrave; chiamato effetto Joule. La potenza elettrica dissipata &egrave; pari a W<sub>el<\/sub>=V*I, ove I &egrave; l&rsquo;intensit&agrave; della corrente e V la tensione applicata. In genere questa relazione viene riscritta utilizzando la prima legge di Ohm, nella forma W<sub>el<\/sub>=V<sup>2<\/sup>\/R, ove R &egrave; la resistenza elettrica del conduttore. Poich&eacute;, per&ograve;, al variare della temperatura la resistenza del materiale cambia, nei casi in cui il conduttore si scalda molto potrebbe essere difficile stimare con esattezza la potenza conoscendo solo la tensione. Tuttavia, misurando con&nbsp;precisione sia V che I, la potenza &egrave; nota ed il problema ridotto al calcolo dell&rsquo;energia termica dissipata per trovare la temperatura (istantanea o di equilibrio) del conduttore stesso.<\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\">Se l&#8217;espansione termica del conduttore non compie lavoro meccanico, l&rsquo;energia fornita per effetto Joule si traduce in calore acquisito dal conduttore stesso, ed eventualmente disperso nell&rsquo;ambiente circostante: quest&rsquo;ultimo processo &egrave; indispensabile per evitare la sua fusione e la conseguente interruzione del circuito.<\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\">La dispersione del calore pu&ograve; avvenire in due modi, di importanza relativa molto diversa a seconda delle condizioni operative:<\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<p align=\"justify\" style=\"text-indent:-18.0pt;\"><font size=\"2\"><span><span>1-<span style=\"font:7.0pt &quot;Times New Roman&quot;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span><\/span><\/span>Conduzione<\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<p align=\"justify\" style=\"text-indent:-18.0pt;\"><font size=\"2\"><span><span>2-<span style=\"font:7.0pt &quot;Times New Roman&quot;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span><\/span><\/span>Irraggiamento<\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\">La conduzione permette di dissipare calore mediante contatto termico con un corpo pi&ugrave; freddo (aria, liquidi, solidi). Ci&ograve; &egrave; sempre da interpretare come urti microscopici da parte degli atomi del conduttore che cedono energia cinetica ad atomi vicini, meno veloci. In questo modo la potenza dissipata &egrave; proporzionale alla differenza di temperatura tra i due corpi, alla superficie di contatto e ad un coefficiente di scambio relativo ai due materiali. Questo rappresenta la parte pi&ugrave; difficile da stimare in quanto dipende molto dalle condizioni reali del sistema. Ad esempio, con gas o liquidi si pu&ograve; innescare una convezione spontanea che aumenta di molto le capacit&agrave; dissipative. Viceversa, nel contatto con un solido infinitamente spesso il trasporto &egrave; pi&ugrave; facile da calcolare, sebbene di scarso interesse pratico!<\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\">L&rsquo;irraggiamento, invece, prevede uno scambio di energia attraverso l&rsquo;emanazione di onde elettromagnetiche. Ogni corpo emette onde elettromagnetiche, con uno spettro che dipende in maniera drastica dalla sua temperatura (e in modo minore dalla sua natura). Questo fenomeno &egrave; conosciuto come legge del corpo nero di Planck, e prevede una perdita di energia per unit&agrave; di superficie pari a sigma*T<sup>4<\/sup> (Legge di Stefan-Boltzmann). C&rsquo;&egrave; da considerare che la stessa forma di energia verr&agrave; ricevuta dal conduttore da parte dei corpi circostanti, che emettono alla loro temperatura. Questo fa s&igrave; che all&rsquo;equilibrio termico non si abbia scambio netto di potenza.<\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\">E&rsquo; evidente a questo punto&nbsp;che, mentre la conduzione risulter&agrave; il principale metodo di dissipazione per conduttori a bassa temperatura, l&rsquo;irraggiamento sar&agrave; invece predominante per conduttori a temperature elevate (ad esempio le lampadine). Nel grafico in fondo &egrave; mostrato un esempio.<\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\">Per un calcolo esatto della temperatura raggiunta da un conduttore dovremo conoscere quindi sia forma che materiale del conduttore, nonch&eacute; la tensione applicata. E&rsquo; anche chiaro a questo punto che anche l&rsquo;ambiente circostante gioca un ruolo importante per la dissipazione del calore.<\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\">Detto questo, dobbiamo immaginarci ora cosa succede al sistema alla chiusura del circuito.<\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\">Consideriamo per semplicit&agrave; un cilindro sottile, conduttore, di raggio r e lunghezza l, e colleghiamolo ad una tensione continua. Inizialmente tutto il sistema &egrave; a temperatura ambiente, ma ben presto la corrente che fluisce nel filo ne provocher&agrave; il riscaldamento. Ci&ograve; fa s&igrave; che questo inizier&agrave; a cedere energia sotto forma di calore. Se la capacit&agrave; di dissipazione del conduttore &egrave; sufficiente, man mano che la temperatura sale sempre pi&ugrave; energia verr&agrave; ceduta come calore o per irraggiamento, finch&eacute; si giunger&agrave; ad un equilibrio. Se la temperatura di equilibrio &egrave; inferiore alla temperatura di fusione del materiale che costituisce il conduttore il sistema &egrave; in grado di restare indefinitamente in questa condizione, altrimenti ci possiamo aspettare che il conduttore fonder&agrave;, interrompendo il circuito.<\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\">Se vogliamo calcolare quantitativamente quello che si &egrave; ora illustrato qualitativamente, dobbiamo&nbsp;osservare allora che:<\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<p align=\"justify\" style=\"text-indent:-18.0pt;\"><font size=\"2\"><span><span>&#8211;<span style=\"font:7.0pt &quot;Times New Roman&quot;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span><\/span><\/span>La dissipazione termica avviene sulla superficie del conduttore e porta una potenza pari a Wter=k*A*(T-Ta), con Ta temperatura del mezzo circostante, k costante di trasporto e A la superficie del conduttore. Come gi&agrave; detto, per un conduttore immerso in aria o in un liquido il coefficiente k &egrave; molto difficile da stimare, ed in generale pu&ograve; dipendere dalla temperatura stessa, o dalla differenza T-Ta.<\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<p align=\"justify\" style=\"text-indent:-18.0pt;\"><font size=\"2\"><span><span>&#8211;<span style=\"font:7.0pt &quot;Times New Roman&quot;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span><\/span><\/span>La dissipazione per irraggiamento sar&agrave; data da Wirr=A*sigma*epsilon*(T4-Ta4), ove A &egrave; la superficie del corpo ed epsilon la sua emissivit&agrave; (variabile tra 0 ed 1). Anche l&rsquo;emissivit&agrave; pu&ograve; dipendere dalla temperatura, il che complica ulteriormente i calcoli. Notare che qui &egrave; necessario usare la temperatura assoluta, quindi espressa in gradi Kelvin.<\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\">&nbsp;<\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<p align=\"justify\" style=\"margin-left:0cm;\"><font size=\"2\">Possiamo cercare di combinare insieme tutte queste equazioni per ottenere la potenza netta entrante nel conduttore:<\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<div align=\"justify\" style=\"margin-left:0cm;\"><font size=\"2\">&nbsp;<\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<p align=\"justify\" style=\"margin-left:0cm;\"><font size=\"2\"><em>W<sub>net<\/sub>=W<sub>el<\/sub>+W<sub>term<\/sub>+W<sub>irr<\/sub><\/em>, con gli opportuni segni. <span style=\"Times New Roman&quot;;\">La potenza netta in entrata &egrave;, &nbsp;in assenza di lavoro meccanico, per definizione la derivata del calore acquisito dal corpo: dQ\/dt. Possiamo anche scrivere, in assenza di cambiamenti di fase, dQ\/dt=CdT\/dt, ove C &egrave; la capacit&agrave; termica del corpo. <\/span><\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<p align=\"justify\" style=\"margin-left:0cm;\"><font size=\"2\"><span style=\"Times New Roman&quot;;\">In generale questa quantit&agrave; sar&agrave; diversa da zero, e pertanto l&rsquo;equazione differenziale da risolvere per trovare istante per istante la temperatura del conduttore sar&agrave;, s<\/span>ostituendo le equazioni introdotte prima:<\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\">  <\/font><\/div>\n<p><!--[if gte mso 9]><xml>\n \n  Normal\n  0\n  \n  \n  14\n  \n  \n  false\n  false\n  false\n  \n  IT\n  X-NONE\n  X-NONE\n  \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n  \n  \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n  \n<\/xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><![endif]--><!--[if gte mso 10]>\n\n\n<style>\n \/* Style Definitions *\/\n table.MsoNormalTable\n\t{mso-style-name:\"Tabella normale\";\n\tmso-style-parent:\"\";\n\tline-height:115%;\n\tfont-size:11.0pt;\"Cambria\",\"serif\";}\n<\/style>\n\n\n<![endif]--><\/p>\n<div align=\"justify\" style=\"margin-left:0cm;\"><font size=\"2\"><span style=\"font-size:11.0pt;line-height:115%;Calibri&quot;,&quot;sans-serif&quot;;Times New Roman&quot;;Times New Roman&quot;;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"561\" height=\"74\" alt=\"\" src=\"\/spaw\/image\/fisica\/angelini\/eq-1.jpg\" \/><br \/>\n<\/span><\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<p align=\"justify\" style=\"margin-left:0cm;\"><font size=\"2\">All&rsquo;equilibrio, per quanto detto prima avremo dT\/dt=0, e pertanto l&rsquo;equazione differenziale si pu&ograve; ridurre ad una equazione algebrica per trovare la temperatura di equilibrio:<\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<div align=\"justify\" style=\"margin-left:0cm;\"><font size=\"2\"><span style=\"font-size:11.0pt;line-height:115%;Calibri&quot;,&quot;sans-serif&quot;;Times New Roman&quot;;Times New Roman&quot;;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"495\" height=\"67\" alt=\"\" src=\"\/spaw\/image\/fisica\/angelini\/eq-2.png\" \/><br \/>\n<\/span><\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<p align=\"justify\" style=\"margin-left:0cm;\"><font size=\"2\"><span style=\"Times New Roman&quot;;\">Visto che anche la risoluzione di questa equazione non &egrave; banale, oltretutto data l&rsquo;incertezza sulle quantit&agrave; inserite che rende di fatto l&rsquo;errore sulla temperatura troppo grande, si possono fare dei conti a spanne per vedere se si pu&ograve; trascurare qualche termine ed avere delle soluzioni semplici.<\/span><\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<p align=\"justify\" style=\"margin-left:0cm;\"><font size=\"2\">In aria il coefficiente k vale tipicamente da 10 a 100 Wm<sup>-2<\/sup>K<sup>-1 <\/sup>fonte (<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Coefficiente_di_scambio_termico\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Coefficiente_di_scambio_termico<\/a>). Ci&ograve; significa che il termine lineare varr&agrave; 50 W a metro quadro per ogni grado centigrado di differenza di temperatura con l&rsquo;ambiente attorno.&nbsp;Il termine di irraggiamento invece dipende da tutte e due le temperature, non essendo lineare. Un conto fatto per T<sub>a<\/sub>=299 K (pi&ugrave; o meno la temperatura ambiente) porta al seguente grafico:<\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<div align=\"justify\" style=\"margin-left:0cm;\"><font size=\"2\">&nbsp;<\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"529\" height=\"411\" alt=\"\" src=\"\/spaw\/image\/fisica\/angelini\/grafico1.png\" \/><\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<div align=\"justify\" style=\"margin-left:0cm;\"><font size=\"2\">&nbsp;<\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\">  <\/font><\/div>\n<p><!--[if !mso]>\n\n\n<style>\nv:* {behavior:url(#default#VML);}\no:* {behavior:url(#default#VML);}\nw:* {behavior:url(#default#VML);}\n.shape {behavior:url(#default#VML);}\n<\/style>\n\n\n<![endif]--><\/p>\n<p align=\"justify\" style=\"margin-left:0cm;\"><font size=\"2\"><span style=\"Times New Roman&quot;;\">Si vede facilmente che per temperature basse&nbsp;(al di sotto dei 1000 K) il termine lineare &egrave; dominante, mentre a temperature al di sopra dei 1500 K domina il termine di irraggiamento. In una lampadina il filamento &egrave; sotto vuoto o in&nbsp;un gas inerte a bassa pressione, per cui il termine lineare sar&agrave; ancora pi&ugrave; basso di quello mostrato, a causa della piccolezza del coefficiente k. <\/span><\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<p align=\"justify\" style=\"margin-left:0cm;\"><font size=\"2\"><span style=\"Times New Roman&quot;;\">Uno studio esplicito della temperatura di un filamento di lampadina si pu&ograve; trovare qui:<\/span><\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<div align=\"justify\" style=\"margin-left:0cm;\"><font size=\"2\"><a href=\"http:\/\/www.fisica.uniud.it\/URDF\/secif\/ottica\/bici\/emi1.htm\">http:\/\/www.fisica.uniud.it\/URDF\/secif\/ottica\/bici\/emi1.htm#<\/a><\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<div align=\"justify\" style=\"margin-left:0cm;\"><font size=\"2\">&nbsp;<\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<div align=\"justify\" style=\"margin-left:0cm;\"><font size=\"2\">&nbsp;<\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<div align=\"justify\" style=\"margin-left:0cm;\"><font size=\"2\"><strong>Appendice: se non &egrave; nota l&rsquo;intensit&agrave; I<\/strong><\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\">La potenza dissipata dal conduttore percorso da corrente &egrave;: Wel=V*I. Come accennato nella prima parte, il comportamento ohmico di un conduttore dipende in generale dalla temperatura. Nel caso in cui non sia possibile misurare contemporaneamente I e V occorre stimare una delle due (in genere l&rsquo;intensit&agrave;) dall&rsquo;altra, con la conoscenza della resistenza del conduttore, mediante la prima legge di Ohm.<\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\">Per le leggi di Ohm, I=V\/R ed R= rho*l\/S, dove V &egrave; la tensione applicata, I &egrave; l&rsquo;intensit&agrave; risultante, r &egrave; la resistivit&agrave; del conduttore, l la sua lunghezza ed S la sua sezione. E&rsquo; chiaro che solo per conduttori di forma particolarmente semplice (come cilindri a sezione qualsiasi) questa seconda relazione &egrave; semplice da scrivere in forma finita. Si ha quindi W<sub>el<\/sub>=V<sup>2<\/sup>*pi*r<sup>2<\/sup>\/(l*rho).<\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\">Va inoltre detto che sia la resistivit&agrave; che le dimensioni in generale variano con la temperatura. La dilatazione termica si pu&ograve; esprimere come: l=l<sub>0<\/sub>*(1+a*(T-T<sub>0<\/sub>)), dove a &egrave; il coefficiente di dilatazione termica, che dipende dal materiale ed l<sub>0<\/sub> la lunghezza alla temperatura T<sub>0<\/sub>. Aumentando la temperatura, aumentano sia la lunghezza che la sezione del conduttore, generando in generale una diminuzione del prodotto l\/S.&nbsp;Ci&ograve; per&ograve; &egrave; contrastato dall&rsquo;aumento della resistivit&agrave;, in modo in generale non lineare, all&rsquo;aumento della temperatura. Uno dei due effetti pu&ograve; prevalere sull&rsquo;altro a seconda delle condizioni contingenti. La potenza elettrica dissipata si pu&ograve; allora stimare con:<\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"2\"> <\/font><\/div>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\">La stima di R al variare della temperatura &egrave; quindi particolarmente delicata. In alcuni casi, in generale per piccole variazioni di temperatura &egrave; utilizzata la solita forma di approssimazione lineare R=R0*(1+h(T-T0)), ove h, al solito, &egrave; una costante opportuna ma sconosciuta e poco universale, che dipende da tutte le caratteristiche del conduttore e va quindi determinata caso per caso.<\/font><\/p>\n<p><!--[if gte mso 9]><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml>\n \n  Normal\n  0\n  \n  \n  14\n  \n  \n  false\n  false\n  false\n  \n  IT\n  X-NONE\n  X-NONE\n  \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n  \n  \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n  \n<\/xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><![endif]--><!--[if gte mso 10]>\n\n\n<style>\n \/* Style Definitions *\/\n table.MsoNormalTable\n\t{mso-style-name:\"Tabella normale\";\n\tmso-style-parent:\"\";\n\tline-height:115%;\n\tfont-size:11.0pt;\"Cambria\",\"serif\";\n\tmso-fareast-\"Times New Roman\";}\n<\/style>\n\n\n<![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml>\n \n  Normal\n  0\n  false\n  \n  14\n  \n  \n  false\n  false\n  false\n  \n  IT\n  X-NONE\n  X-NONE\n  \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n  \n  MicrosoftInternetExplorer4\n  \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n   \n  \n<\/xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><![endif]--><!--[if gte mso 10]>\n\n\n<style>\n \/* Style Definitions *\/\n table.MsoNormalTable\n\t{mso-style-name:\"Tabella normale\";\n\tmso-style-parent:\"\";\n\tline-height:115%;\n\tfont-size:11.0pt;\"Cambria\",\"serif\";}\n<\/style>\n\n\n<![endif]--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":150,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45],"tags":[],"class_list":["post-3445","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-elettromagnetismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3445","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/150"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3445"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3445\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3445"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3445"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3445"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}