{"id":343,"date":"2003-10-13T00:00:00","date_gmt":"2003-10-12T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"343","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/343\/","title":{"rendered":"Vorrei sapere come quantificare separatamente, \r\nresistenza di strato limite e resistenza indotta o di vortice in \r\nun profilo aerodinamico al fine di decidere teoricamente \r\ndove \u00e8 meglio intervenire per ridurre il relativo coefficiente. \r\nNon credo che tutto si risolva nel sapere le relative \r\npotenze sulla velocit\u00e0 del flusso che il profilo incontra&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Un corpo rigido investito da un fluido in vena bidimensionale \u00e8 sottoposto,<br \/>\nsulla superficie di separazione tra fluido e corpo stesso, ad azioni tangenziali<br \/>\nt e normali p che, come effetto globale possono essere ricondotte a una<br \/>\nrisultante applicata in un determinato punto, detto centro delle pressioni.<\/p>\n<p>Tali forze dipendono dal tipo di flusso che si stabilisce intorno all\u2019oggetto,<br \/>\nfunzione, a sua volta, della forma del profilo. Profili allungati nella direzione<br \/>\ndella vena incidente presentano una bassa forza di resistenza e a seconda<br \/>\ndella direzione della vena incidente, possono avere una elevata portanza.<br \/>\nPer tali oggetti lo strato limite aderisce su tutta la superficie, non si ha distacco<br \/>\ndi vena e di conseguenza non si verifica la formazione di vortici. In tal caso le<br \/>\nazioni tangenziali contribuiscono in modo non trascurabile alla forza di<br \/>\nresistenza, mentre il contributo delle azioni normali alla forza di resistenza<br \/>\n(resistenza di forma) \u00e8 piccolo. Viceversa per corpi tozzi (\u201cbluff-bodies\u201d), come<br \/>\nad esempio un cilindro a sezione circolare, sono soggetti a una forza di<br \/>\nresistenza elevata: in tali corpi, per numeri di Reynolds(1) Re>800-1000 si ha<br \/>\nformazione e distacco di vortici.<\/p>\n<p>Il distacco di vena che si instaura su tali profili non allungati crea una scia di<br \/>\nvortici alternati che produce forze di resistenza e di portanza variabili nel<br \/>\ntempo anche se la velocit\u00e0 della vena incidente ha modulo e direzione<br \/>\ncostante.<\/p>\n<p>In effetti i coefficienti aerodinamici sono funzione del numero di Re:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 in regime laminare (Re<1000) la resistenza \u00e8 dovuta prevalentemente dalle azioni tangenziali.\n\n\n\n&#8211;\u00a0 Per \u00a01000>Re>105  il regime del flusso diventa turbolento con strato limite<br \/>\nlaminare<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 Per Re>105 (Re critico) in funzione della scabrosit\u00e0 del cilindro lo strato<br \/>\nlimite diventa turbolento e si ha diminuzione di resistenza:<br \/>\ncontemporaneamente si attenua di molto il distacco di vortici rispetto a quello<br \/>\nche si verifica nelle zone precedenti<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 Per Re>106 \u00a0il coefficiente di resistenza torna a salire: in tale regione si<br \/>\nmanifesta ancora il distacco dei vortici anche se in misura inferiore.<\/p>\n<p>Riassumendo: i fattori che concorrono alla resistenza di un corpo che si<br \/>\nmuove in un fluido dipendono dalla forma del corpo, dall\u2019angolo d\u2019incidenza<br \/>\ndel corpo con la vena bidimensionale di fluido, e dal regime di moto<br \/>\n(laminare, turbolento, turbolento pienamente sviluppato) il quale \u00e8<br \/>\nmutuamente legato alla scabrezza della superficie del corpo.<\/p>\n<p>Sono da preferire quindi corpi con profili tali da ridurre al minimo il distacco<br \/>\ndei vortici (es. il profilo alare ammesso che sia investito dalla vena con<br \/>\nopportuna angolazione) e con scabrezze tali da formare sulla superficie lo<br \/>\nstato limite turbolento.<\/p>\n<p>In pratica la scabrezza della superficie permette la formazione di una<br \/>\n\u2018pellicola\u2019 di fluido la quale presenta una bassa resistenza con il fluido stesso;<br \/>\ni delfini ad es. hanno una pelle molto porosa e sullo stesso principio sono<br \/>\nsviluppati gli scafi delle barche a vela (es. Luna Rossa).<\/p>\n<p>\n\u00a0<br \/>\n<br \/>\nNote:<br \/>\n<br \/>\n(1) il numero di Reynolds rappresenta il rapporto tra le forze d\u2019inerzia e quelle<br \/>\nviscose<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":238,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[51],"tags":[],"class_list":["post-343","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-meccanica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/343","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/238"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=343"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/343\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=343"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=343"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=343"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}