{"id":3429,"date":"2013-04-18T00:00:00","date_gmt":"2013-04-17T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3429","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3429\/","title":{"rendered":"C&#8217;\u00e8 differenza tra osservare e sperimentare? Cosa ne pensavano \r\na riguardo personaggi come Aristotele, Grossatesta, Ockham?"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-size: 10pt\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" width=\"318\" height=\"300\" src=\"\/spaw\/image\/filosofia\/Grossatesta.gif\" \/><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-size: 10pt\"><span style=\"font-size: 10pt\"><font color=\"#ff0000\" size=\"1\">Un ritratto di Roberto Grossatesta del XIV secolo (London, British Library, MS Royal 6.E.v, fol. 1ra)<\/font><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Osservare significa semplicemente prendere atto di ci&ograve; che avviene nella realt&agrave;. Sperimentare significa interrogare la realt&agrave; cercando di ottenere da essa risposte che ci facciano comprendere, almeno in parte, come essa funzioni. Un semplice esempio pu&ograve; essere il seguente. Se lascio cadere un corpo da una certa altezza, la semplice osservazione mi fa concludere che esso cade verso il basso. Se attuo una sperimentazione, al contrario, posso cercare di misurare quanto tempo impiega per cadere da una certa altezza; cercare di capire che relazione c&rsquo;&egrave; tra il tempo di caduta e l&rsquo;altezza da cui cade; posso misurare la velocit&agrave; del corpo quando arriva al suolo e ricercare un&rsquo;eventuale relazione con l&rsquo;altezza, ecc. <\/span><span style=\"font-size: 10pt\">La sperimentazione pu&ograve; anche essere semplicemente qualitativa, ma sicuramente un approccio quantitativo, ottenuto attraverso la misura di grandezze, consente una migliore comprensione del funzionamento della realt&agrave; e, soprattutto, una sua descrizione in termini matematici. Come afferm&ograve;, infatti, efficacemente Galileo:<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: black; font-size: 10pt\">&laquo;<\/span><\/strong><span style=\"color: black; font-size: 10pt\">La filosofia &egrave; scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l&#8217;universo), ma non si pu&ograve; intendere se prima non s&#8217;impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne&#8217; quali &egrave; scritto. Egli &egrave; scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, <\/span><span style=\"font-size: 10pt\">cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi &egrave; impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi &egrave; un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto<strong>&raquo; <\/strong>(Galileo Galilei, <em>Il Saggiatore<\/em>, Cap. VI)<strong>.<\/strong><\/span><\/p>\n<div align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Platone attribuiva scarsa importanza all&rsquo;osservazione e riteneva che la ricerca del &ldquo;vero&rdquo; potesse essere attuata attraverso il semplice ragionamento. Al contrario, Aristotele attribuisce valore all&rsquo;osservazione empirica dei fenomeni. soprattutto come verifica del sillogismo. Quest&rsquo;ultimo &egrave; una sequenza logica che partendo da premesse vere deve giungere a conseguenze altrettanto vere. Tuttavia, anche in Aristotele, la realt&agrave; fisica viene sempre inglobata in concetti metafisici. Infatti Aristotele ritiene che la fisica possa spiegare &ldquo;come&rdquo; avvengano i fenomeni della realt&agrave; sensibile, attraverso le cause formali, materiali ed efficienti. La metafisica invece consente di spiegare il &ldquo;perch&eacute;&rdquo; quei fenomeni avvengono, attraverso l&rsquo;utilizzo delle cosiddette cause finali. Queste ultime stabiliscono il fine ultimo per il quale qualcosa accade, in un ottica, appunto, finalistica o teleologica.<\/span><\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>&nbsp;<\/strong><\/div>\n<div align=\"justify\"><span style=\"color: black; font-size: 10pt\">Roberto Grossatesta (italianizzazione di <\/span><span style=\"font-size: 10pt\">Robert Greathead) <\/span><span style=\"color: black; font-size: 10pt\">apport&ograve; interessanti contributi alla nascita del metodo scientifico. <\/span><span style=\"font-size: 10pt\">Grossatesta si rese conto della necessit&agrave; di inglobare le osservazioni particolari in leggi universali (metodo induttivo) e della successiva possibilit&agrave; di ricavare da queste ultime previsioni particolari (metodo deduttivo). Egli defin&igrave; questi due processi &ldquo;risoluzione e composizione&rdquo;. Grossatesta sottoline&ograve; inoltre la necessit&agrave; di verificare entrambi i processi per via sperimentale. In questo fu quindi sicuramente un precursore di Galileo. Grossatesta elabor&ograve; inoltre un sistema gerarchico delle discipline scientifiche che presupponeva una subordinazione concettuale fra di esse (ad esempio la geometria veniva prima dell&rsquo;ottica). Al vertice di tutte le scienze vi era la matematica.<\/span><\/div>\n<div align=\"justify\">&nbsp;<\/div>\n<div align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Guglielmo da Ockham rifiuta la distinzione aristotelica tra cause formali, materiali ed efficienti e cause finali. Per Ockham &egrave;, al contrario, necessario distinguere ulteriormente tra la <em>scientia<\/em><em> experimentalis<\/em><span>, che descrive &ldquo;<\/span>come&rdquo; le cose accadano, e la teologia e la metafisica, che rispondono invece ai &ldquo;perch&eacute;&rdquo;. Nell&rsquo;ambito della <em>scientia<\/em><em> experimentalis<\/em><span> &egrave; necessario fare riferimento a poche cause, ricavabili dall&rsquo;esperienza, senza ricorrere a congetture metafisiche. Da qui deriva il famoso principio, noto come rasoio di Ockham che, in una delle sue forme, afferma: <\/span><strong>&laquo;<\/strong>&nbsp;Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem<strong>&raquo;<\/strong>. In poche parole, occorre limitare al massimo le ipotesi e scegliere le pi&ugrave; semplici tra quelle in grado di interpretare un dato fenomeno.<\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":209,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[],"class_list":["post-3429","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-domande-varie-filosofia-e-storia-della-scienza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3429","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/209"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3429"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3429\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3429"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3429"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3429"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}