{"id":3399,"date":"2012-12-18T00:00:00","date_gmt":"2012-12-17T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3399","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3399\/","title":{"rendered":"Partendo dalle equazioni delle onde, come \u00e8 possibile \r\ndimostrare che la velocit\u00e0 della radiazione \r\nelettromagnetica nel vuoto sia uguale al reciproco del \r\nprodotto sotto radice tra la costante dielettrica e la \r\ncostante di permeabilit\u00e0 magnetica?"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">La pi&ugrave; semplice equazione d&rsquo;onda che descrive il moto con velocit&agrave; di propagazione costante d&rsquo;onde meccaniche unidimensionali sinusoidali, nelle corde, nei fluidi e nelle onde acustiche, &egrave; nota dal 1750 come equazione&nbsp;di Alembert, (vedi&nbsp;Eq.1). E&rsquo; un&rsquo;equazione differenziale lineare alle derivate parziali del secondo ordine. Il modello matematico che permise di ricavare tale funzione, si ottenne utilizzando le massime conoscenze dell&rsquo;analisi matematica di allora che in pratica &egrave;&nbsp;ancora quella d&rsquo;oggi per i calcoli di onde elettromagnetiche.&nbsp;Quindi equazioni differenziali alle derivate parziali, poich&eacute; i valori dei campi sono funzioni dello spazio tridimensionale x, y, z, &nbsp;e del tempo, t.&nbsp;Inoltre, dal momento che le grandezze di campo sono vettori, serve la conoscenza dei calcoli e teoremi tra vettori. Tra le operazioni del calcolo vettoriale indispensabili&nbsp; sono il <strong>gradiente<\/strong>, la <strong>divergenza<\/strong> ed il <strong>rotore<\/strong> di un campo vettoriale.&nbsp;<\/font><\/span><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Maxwell conosceva bene&nbsp;tutte queste cose, si legga la <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=13898\"><strong>risposta di Nicola Fusco.<\/strong><\/a>&nbsp; <\/font><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Immergendoci&nbsp;in queste conoscenze scientifiche&nbsp;del periodo maxwelliano cercher&ograve; di rispondere nel modo pi&ugrave; semplice possibile alla domanda.&nbsp;<\/font><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Maxwell, in un lavoro enorme, riordin&ograve; tutte le leggi elettrostatiche e magnetiche (dal &ldquo;<em>De Magnete<\/em>&rdquo; di Gilbert, 1628) e quelle elettrodinamiche (dal 1821)<strong><sup>1<\/sup><\/strong> e soprattutto tutte le misure sperimentali anche empiriche, anche quelle ancora da verificare oltre la conoscenza di tutti gli strumenti di misura e dei loro errori. Non tralasci&ograve; nulla e nessuno. Neppure elaborati ed esperimenti di sconosciuti studiosi. Quanti di noi conoscono i lavori di Heine, Todhunter, Ferrers, Nicholson, Paalzow, Kohlrausch, Nippoldt Wiedemann, Ruhlmann, dell&#8217;italiano Betti,&nbsp;ecc? Solo per citare alcuni nomi che Maxwell riporta con meticolosa precisione e considerazione per l&rsquo;importanza d&rsquo;alcune semplificazioni matematiche o interessanti e chiarificatori esperimenti elettrici. Il lavoro termin&ograve; con la sua pubblicazione il primo febbraio del&nbsp; 1873 <strong><sup>2<\/sup><\/strong>.<\/font><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Saltiamo ben 42 dei 46 capitoli totali del trattato, per arrivare a pag. 784 al paragrafo&nbsp;<\/font><\/span><font face=\"Verdana\"><em><span style=\"font-size: 11pt\">&ldquo;Velocity of propagation of electromagnetic disturbances in un medium non-conductor<\/span><\/em><span style=\"font-size: 11pt\"> &ldquo;.<\/span><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Dopo un ragionamento logico, fisico e matematico per la propagazione di onde E.M. su mezzi non conduttivi del&nbsp;capitolo precedente. Dopo aver separato ci&ograve; che &egrave; essenziale da ci&ograve; che non lo &egrave;. Dopo aver elaborato&nbsp;le sue cinque famose equazioni , due&nbsp; leggi di Gauss per il campo&nbsp;magnetico ed elettrico, la legge di Faraday, la&nbsp;legge di <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=12881\"><strong>Amp&egrave;re<\/strong><\/a>&nbsp;e la legge della conservazione della carica <sup><strong>3-4<\/strong><\/sup>, Maxwell si trova di fronte a tre equazioni differenziali&nbsp; alle derivate parziali del secondo ordine che descrivono i valori&nbsp;in un&nbsp;punto infinitesimo dello spazio in un&nbsp;tempo infinitesimo, <strong>t<\/strong>.&nbsp;Maxwell&nbsp;<\/font><\/span><font face=\"Verdana\"><span style=\"font-size: 11pt\">sa&nbsp;che sono le equazioni&nbsp;dell&#8217;onda <\/span><span style=\"background: white; color: black; font-size: 11pt\">elettromagnetica, riferite al campo magnetico, campo elettrico&nbsp;e alla forza del campo. Onda&nbsp;che&nbsp;trasporta oscillazioni del campo elettrico e magnetico, ortogonali tra loro, ciascuno dei quali genera l&rsquo;altro in un punto contiguo dello spazio, una volta che c&#8217;&egrave; stato l&#8217;innesco in un punto di partenza dello spazio&nbsp;da cariche in movimento.&nbsp; <span style=\"font-size: 11pt\">Il&nbsp;risultato di tutta l&#8217;elaborazione fisico matematica termina con equazioni<sup><strong>5<\/strong><\/sup> <strong>esattamente simili all&rsquo;equazione d&rsquo;onda meccanica di Alembert del 1750. <\/strong><\/span><\/span><\/font><font face=\"Verdana\"><span style=\"background: white; color: black; font-size: 11pt\">Confrontando &nbsp;la Eq. (2) con la Eq. (1), si &nbsp;sarebbe aspettato di vedere comparire il termine che rappresenta la velocit&agrave; di spostamento allo stesso modo che concluse &nbsp;Alembert. Invece, ha un coefficiente <strong>K<\/strong> ma, gli &egrave; subito chiaro che deve per forza rappresentare&nbsp;anche&nbsp;&nbsp;la velocit&agrave; dell&rsquo;onda oltre alla costante dielettrica che gi&agrave; sapeva.&nbsp;<\/span><\/font><span style=\"background: white; color: black; font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Infatti scrive:<\/font><\/span><\/p>\n<div>\n<p>&nbsp;<span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">&ldquo;<em>The equations in this form <\/em>(cio&egrave; le Eq. 2) <em>are similar to those of motion of an incomprensibile elastic solid <\/em>(cio&egrave; la Eq. 1<em> ), and when the initial conditions are given, the solution can be expressed in a form given by Poisson, and applied by Stokes to the Theory od Diffraction&quot;<\/em> (1849). <\/font><\/span><em><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Let us write:&nbsp;<\/font><\/span><\/em><font face=\"Verdana\">&nbsp;<\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" width=\"121\" height=\"86\" src=\"\/spaw\/image\/fisica\/Boschini\/V-di-Maxwell.gif\" \/><\/p>\n<\/div>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Isolando la velocit&agrave; e il coefficiente <strong>K,<\/strong> che ora &egrave; solo la costante dielettrica, Maxwell asser&igrave; che <strong>v <\/strong>rappresenta la velocit&agrave; di propagazione in un mezzo non conduttivo. <\/font><\/span><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Ovviamente <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=8659\"><strong>omogeneo, normale, isotropo e lineare<\/strong><\/a>. <\/font><\/span><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Le sue equazioni d&rsquo;onda di ci&ograve; che oggi chiamiamo campo E e campo B, sono perfettamente identiche all&rsquo;equazione d&rsquo;onda meccanica del 1750 (vedi Eq.3 ed Eq.1).<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"width: 633px; height: 757px\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"720\" src=\"\/spaw\/image\/informatica\/telecomunicazioni\/Gianfranco\/EQ--Alembert-e-MAx.gif\" \/><\/font><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Ora sappiate che Maxwell, forse il pi&ugrave; grande fisico teorico della storia&nbsp;&egrave; un professore di fisica sperimentale ed ha la perfetta conoscenza dei lavori della velocit&agrave; della luce di Weber e Kohlrausch del 1856 (3,107*10^10 cm\/s) oltre ai suoi lavori del 1868 (2,842*10^10 cm\/s) e quelli di Thomson e King del 1869 (2,808*10^10 cm\/s ). Non solo! Ha seguito con molta attenzione i lavori (1857) del&nbsp;mitico Kirchhoff (chirsciof) il quale&nbsp;aveva dimostrato sperimentalmente che un segnale&nbsp;elettrico si propaga in un filo con la velocit&agrave; della luce. Mesi dopo Weber confermer&agrave;, aggiungendo che la velocit&agrave; &egrave; quasi uguale a&nbsp;<strong>c<\/strong> ed &egrave; &nbsp;indipendente dalla sezione&nbsp;dei fili e dai&nbsp;valori di corrente. Quindi, i tempi erano maturi per cercare di capire se, <strong>v<\/strong>&nbsp;possa essere sostituita con la velocit&agrave; della luce, <strong>c<\/strong>. <\/font><\/span><\/p>\n<div align=\"justify\"><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">In breve,&nbsp;altrimenti la risposta diventa troppo lunga, Maxwell adottando un valore arbitrario per all&#8217;unit&agrave; di carica, fa il seguente percorso mentale: <\/font><\/span><\/div>\n<div align=\"justify\"><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">a) Sa bene che la costante dielettrica, K, potrebbe essere ricavata da una misura d&rsquo;alta precisione, misurando la forza tra due cariche ferme usando la nota <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=13799\"><strong>legge di Coulomb.<\/strong><\/a><\/font><\/span><\/div>\n<div align=\"justify\"><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">b) Sa bene che potrebbe misurare la forza di due correnti unitarie (una carica per secondo) ricavando il prodotto&nbsp;tra &nbsp;K e &nbsp;c<sup>2<\/sup>. <\/font><\/span><\/div>\n<div align=\"justify\"><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">c) Vede che il rapporto tra le due costanti ricavate sperimentalmente &egrave; la velocit&agrave; della luce al quadrato, c<sup>2<\/sup>.&nbsp;Morale, la costante c<sup>2<\/sup> &egrave; sempre la stessa per qualsiasi unit&agrave; di carica.<\/p>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\">Mettiamo il doppio della carica? Ebbene K&nbsp;scende ad un quarto del suo valore. Quando faremo passare il doppio delle cariche per secondo nei fili, la forza tra i fili sar&agrave; di quattro volte pi&ugrave; grande e la costante K*c<sup>2<\/sup> deve essere ridotta ad un quarto<\/span><\/div>\n<p><\/font><\/span><\/div>\n<div align=\"justify\">\n<p>&nbsp;<strong><font face=\"Verdana\">&nbsp;<\/font><font face=\"Verdana\"><span style=\"font-size: 11pt\">In sostanza, il rapporto K<\/span><span> *c <sup>2<\/sup> \/ <font size=\"3\">K <\/font><\/span><span style=\"font-size: 11pt\">&nbsp;non cambia mai, &egrave; sempre fisso<u>.<\/u><\/span><\/font><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div align=\"justify\">\n<p><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Con puri esperimenti mentali su cariche statiche e correnti si trov&ograve; la nota costante elettromagnetica <em>c^2<\/em><strong>.<\/strong> &nbsp;Maxwell scrisse che fasci di campi elettrici e magnetici si dovevano propagare alla velocit&agrave; della luce ed ebbe ragione. <\/font><\/span><\/p>\n<\/div>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\"><strong>Note<\/strong> <\/font><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">1) C<\/span><font face=\"Verdana\"><span style=\"font-size: 11pt\">hi mosse la ruota della storia elettrica &nbsp;fu il danese Hans Christian Oersted &nbsp;che&nbsp;il 21 settembre 1821 a Parigi, con una pila, un filo e una bussola, fece crollare un fondamento di quasi mezzo secolo del credo&nbsp;coulombiano &ldquo;<em>Le forze magnetiche non hanno nulla a che fare con le forze elettriche&rdquo;. <\/em>In sala era presente Andr&eacute; Marie Amp&egrave;re.<\/span>&nbsp;<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Verdana\">&nbsp;<span style=\"font-size: 11pt\">2) &ldquo;<em>A Treatise on Electricity and Magnetism<\/em>&rdquo; by James Clerk Maxwell, M.A.<\/span><span style=\"font-size: 11pt\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 11pt\"> Honorary Fellow of Trinity College and Late Professor of Experimental Physics in the University of Cambridge.&nbsp; <span style=\"font-size: 11pt\">Oxford At the Clarendon press. February 1, 1873.&nbsp;<\/span><\/span><\/font><\/p>\n<p align=\"left\"><font face=\"Verdana\">&nbsp;<span style=\"font-size: 11pt\">3) Ricordo c<font face=\"Verdana\"><span style=\"font-size: 11pt\">he l&rsquo;insieme di queste &nbsp;cinque leggi, nella forma differenziale o puntuale,&nbsp;costituiscono ci&ograve; che chiamiamo le equazioni di &nbsp;Maxwell.&nbsp;Queste cinque equazioni non sono tutte indipendenti. Un campo elettromagnetico pu&ograve; essere definito solo con la legge di Faraday o Amp&egrave;re, ma sarebbe&nbsp;un <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=13596\"><strong>campo reattivo<\/strong><\/a> e non di propagazione d&rsquo;onde elettromagnetiche.<\/span><\/font><\/span><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;&nbsp;<span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">4) Spesso &nbsp;alcuni &nbsp;b<\/font><\/span><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">ravi studenti di scuola media superiore, che conoscono le leggi di Faraday e Amp&egrave;re, hanno difficolt&agrave; a riconoscerle sui testi che le diffondono nel&nbsp;pacchetto delle cosiddette equazioni di Maxwell. Sappiate che sono le stesse note leggi che avete studiato sui testi di elettrologia. La differenza &egrave; che sono nella forma ottenuta applicando il teorema di Stokes.<\/font><\/span>&nbsp;<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<p><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">5) La forma differenziale o puntuale delle equazioni di Maxwell indica che a un campo elettrico variabile nel tempo &egrave; associato&nbsp;il rotore del campo magnetico. Se applichiamo l&rsquo;operazione di rotore ai due membri della legge di Faraday tenendo&nbsp;conto della legge d&rsquo;Amp&egrave;re e con alcune considerazioni che la divergenza del campo <strong>E<\/strong> &egrave; nulla, si ottiene l&rsquo;equazione d&rsquo;onda del campo <strong>E<\/strong> &nbsp;nella &nbsp;forma della Eq.2. Con la differenza che oggi, al posto di K troviamo la costante universale epsilon zero.&nbsp;<\/font><\/span><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Allo stesso modo si procede &nbsp;per l&rsquo;equazione d&rsquo;onda del campo <strong>B<\/strong> partendo&nbsp;dalla legge di Amp&egrave;re- Maxwell.&nbsp;<\/font><\/span><\/p>\n<\/div>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\"><font face=\"Verdana\">&nbsp;<\/font><\/font><font size=\"3\" face=\"Verdana\">Gianfranco Verbana<\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":285,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45],"tags":[],"class_list":["post-3399","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-elettromagnetismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3399","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/285"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3399"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3399\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3399"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3399"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3399"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}