{"id":3375,"date":"2012-07-04T00:00:00","date_gmt":"2012-07-03T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3375","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3375\/","title":{"rendered":"Nelle scienze applicate, qual \u00e8 l&#8217;utilit\u00e0 di considerare topologie diverse \r\nda quella naturale su R?"},"content":{"rendered":"<p>Anche se &egrave; regola non rispondere ad una domanda con un&#8217;altra domanda andrebbe chiesto anzitutto cosa si intende esattamente con <em>utilit&agrave; della topologia di <strong>R<\/strong><\/em><em> nelle scienze applicate<\/em>. La topologia (generale) &egrave; lo studio delle <em>propriet&agrave; topologiche<\/em> delle figure geometriche, ovvero di quelle propriet&agrave; che sono invarianti per deformazione topologica (per i pi&ugrave; fini leggi applicazione continua, biiettiva con inversa continua). Lo studio degli spazi topologici &egrave; il fondamento strutturale dell&#8217;analisi matematica: infatti, lo spazio topologico &egrave; l&#8217;ambiente pi&ugrave; generale possibile in cui &egrave; possibile dare la definizione di funzione continua o la definizione di limite di una funzione. La topologia generale e tutti i relativi sviluppi (topologia algebrica, differenziale, ecc&#8230;) trovano una vastissima applicazione all&#8217;interno della matematica, e precisamente in geometria algebrica e differenziale, le quali a loro a volta possono essere un importante mezzo di indagine per le scienze applicate.<\/p>\n<p><strong>Cosa &egrave; una topologia. <\/strong>Assegnare una topologia su un insieme (non vuoto) X equivale a dire quali sono gli insiemi <em>aperti<\/em> in X:&nbsp; una <em>topologia<\/em> su X &egrave; una famiglia di sottoinsiemi di X che contiene l&#8217;insieme vuoto, contiene X, ed &egrave; chiusa rispetto all&#8217;unione qualunque e rispetto all&#8217;intersezione finita. Un particolare e notevole esempio &egrave; dato dalla topologia indotta da una eventuale metrica: se (X,d) &egrave; uno spazio metrico e se denotiamo con B<sub>r<\/sub>(x) la palla di centro x e raggio r, ovvero<\/p>\n<p align=\"center\">B<sub>r<\/sub>(x):={y in X tali che d(x,y)&lt;r}<\/p>\n<p align=\"left\">allora un sottoinsieme A di X si dice aperto se per ogni x in A esiste r&gt;0 tale che B<sub>r<\/sub>(x) &egrave; contenuto in A; si verifica che la famiglia degli aperti di uno spazio metrico cos&igrave; definiti &egrave; effettivamente una topologia. Per quanto riguarda <strong>R<\/strong> la topologia, detta &quot;naturale&quot; dall&#8217;autore della domanda, &egrave; la topologia indotta dalla metrica euclidea d(x,y):=|x-y|; in tale topologia, ad esempio, gli intervalli aperti sono insiemi aperti, cos&igrave; come una qualunque unione di intervalli aperti.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Qualche considerazione.<\/strong> Facciamo qualche considerazione di carattere geometrico relativa alle geometrie cosidette non-euclidee, come ad esempio la geometria della sfera o la geometria iperbolica. Pi&ugrave; in genere si pu&ograve; parlare di <em>variet&agrave; riemanniane<\/em>, cio&egrave; spazi curvi sopra i quali &egrave; ben definito un modo per calcolare le distanze. Sopra questi spazi, si pensi alle superfici in <strong>R<sup>3<\/sup><\/strong> per esempio, di solito si considera la topologia indotta da quella euclidea su <strong>R<sup>3<\/sup><\/strong>, ovvero gli aperti sulla superficie sono le intersezioni tra gli aperti di <strong>R<sup>3<\/sup><\/strong> e la superficie stessa: in questo modo si ottiene sulla superficie una topologia che &egrave; lontana dall&#8217;essere canonica, ma &egrave; in ogni caso quella canonica che si pu&ograve; mettere sulla superficie, in quanto deriva dalla topologia standard di <strong>R<sup>3<\/sup>.<\/strong> Dunque il voler considerare la geometria riemanniana come classe di esempi per dare una risposta esauriente alla domanda non &egrave; una scelta ottimale: &egrave; vero che si tratta di topologie diverse da quelle naturali ma risultano pur sempre indotte da queste ultime, a meno che uno voglia scegliere appositamente una topologia non naturale sulla superficie stessa in partenza.<\/p>\n<p align=\"left\">Per arrivare a comprendere come mai a volte vi &egrave; la stressa necessit&agrave; di considerare topologie &quot;non naturali&quot; dobbiamo brevemente esaminare una propriet&agrave; topologica assai importante, che &egrave; la compattezza.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Una propriet&agrave; topologica: la compattezza<\/strong>. Una delle propriet&agrave; topologiche pi&ugrave; importanti per le applicazioni &egrave; la <em>compattezza<\/em>: uno spazio topologico X si dice compatto se ogni suo ricoprimento fatto da insiemi aperti ammette un sottoricoprimento finito (un ricoprimento di X &egrave; una famiglia di sottoinsiemi di X tali per cui la loro unione &egrave; X). Questa definizione appare molto chiara considerando la topologia indotta dalla metrica euclidea su <strong>R<sup>n<\/sup><\/strong>: un sottoinsieme K di <strong>R<sup>n <\/sup><\/strong>&egrave; compatto<sup>1<\/sup> se e solo se &egrave; <u>chiuso e limitato<\/u> (chiuso significa complementare di un aperto, mentre si osservi che la limitatezza non ha senso in uno spazio topologico qualunque); equivalentemente, e questa equivalenza vale pi&ugrave; in generale negli spazi metrici, K &egrave; compatto se e solo se ogni successione in K ammette una sottosuccessione convergente. Quest&#8217;ultima propriet&agrave;, detta anche&nbsp;<em>compattezza per successioni<\/em> &egrave; di fondamentale importanza per moltissimi problemi di analisi matematica: per i sottoinsiemi di <strong>R<sup>n<\/sup> <\/strong>quindi si ha compattezza per successioni se e solo se si ha chiusura e limitatezza. In genere &egrave; relativamente facile mostrare che un insieme &egrave; chiuso e limitato, per cui tale equivalenza fornisce effettivamente uno strumento essenziale.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Perch&eacute; considerare topologie diverse da quella canonica.<\/strong> La breve trattazione al punto precedente non vale per quegli spazi vettoriali (anche metrici o topologici) che non hanno dimensione finita: un tipico esempio &egrave; dato da molti spazi di funzioni. Purtroppo, per questi spazi la compattezza per successioni non equivale all&#8217;essere chiuso e limitato. Dal momento che la necessit&agrave; di avere successioni con estratte convergenti &egrave; essenziale per molti problemi, tipicamente variazionali o di equazioni alle derivate parziali, la strategia consiste nel <u>cambiare topologia<\/u>. Pi&ugrave; precisamente, quello che si cerca &egrave; una nuova topologia che possa rispondere al seguente problema: un sottoinsieme chiuso e limitato rispetto alla metrica assegnata sullo spazio X (ricordiamo che questa condizione &egrave; in genere facile da verificare) sia compatto per successioni rispetto alla nuova topologia. Questo problema ha una soluzione nella teoria delle cosidette <em>topologie deboli, <\/em>le quali rappresentano uno degli strumenti fondamentali in analisi matematica: questo fatto illustra bene anche la necessit&agrave; di poter lavorare con topologie diverse da quelle canoniche.<\/p>\n<hr width=\"100%\" size=\"2\" \/>\n<p><sup>1<\/sup>Se K &egrave; un sottoinsieme di uno spazio topologico X allora su K si considera la topologia <em>indotta<\/em> da X: A sottoinsieme di K &egrave; aperto se e solo se A=K&cap;B con B aperto in X.<\/p>\n<p align=\"left\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":228,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[66],"tags":[],"class_list":["post-3375","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-analisi-matematica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3375","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/228"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3375"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3375\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3375"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3375"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3375"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}