{"id":3348,"date":"2012-04-12T00:00:00","date_gmt":"2012-04-11T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3348","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3348\/","title":{"rendered":"Come si spiega in termini concreti che la velocit\u00e0 \r\nmedia su di un certo percorso S=Sa+Sb+&#8230;+Sn non \u00e8 \r\nuguale alla media delle velocit\u00e0 medie parziali, cio\u00e8 \r\nalla media delle velocit\u00e0 medie tenute lungo i \r\npercorsi intermedi Sa, Sb, &#8230;?\r\nGrazie tante."},"content":{"rendered":"<p align=\"left\"><font face=\"Verdana\"><span style=\"font-size: 11pt\">Per semplicit&agrave; consideriamo&nbsp;il movimento su un solo asse, X, moto monodimensionale di un oggetto, vettura, particella ecc.<\/span><\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Sappiamo che la velocit&agrave; media, <strong>Vm<\/strong>, &egrave; il rapporto tra lo spazio, <strong>S<\/strong>, che si &egrave; percorso e il tempo, <strong>T<\/strong>, che si &egrave; impiegato per farlo, Vm = Spazio totale \/Tempo totale.<strong> &nbsp;<\/strong><\/font><\/span><\/div>\n<div align=\"justify\"><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Suddividendo il tempo totale di viaggio in uguali intervalli di tempo,<strong> &Delta;t<\/strong>, otteniamo la rispettiva variazione di spazio parziale, <strong>&Delta;S<\/strong>. L&rsquo;intervallo di spazio ottenuto avr&agrave; un valore costante e sar&agrave; direttamente proporzionale all&rsquo;intervallo di tempo <strong>solo se la velocit&agrave; &egrave; costante<\/strong>, moto uniforme. Altrimenti, com&rsquo;&egrave; nella realt&agrave;, moto vario, ad intervalli di tempo costanti, otteniamo&nbsp;variazioni sia di<strong> &Delta;S<\/strong> che&nbsp;di velocit&agrave; medie parziali diverse. <\/font><\/span><\/div>\n<div align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Comunque sia, in qualsiasi tipo di moto, la media di &ldquo;tante&rdquo; velocit&agrave; medie parziali, &egrave; sempre uguale alla media di &quot;poche&rdquo; velocit&agrave; medie parziali dell&rsquo;intero percorso.<\/font><\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"justify\"><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">L&rsquo;unico motivo che al lettore non tornano i conti &egrave; che probabilmente ha fatto l&rsquo;errore di considerare le velocit&agrave; medie parziali ottenute su intervalli di tempo diversi.<\/font><\/span><\/div>\n<div align=\"justify\">\n<p><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Nel grafico seguente rappresento l&rsquo;andamento della velocit&agrave; (linea blu) istante per istante di un oggetto (Pensiamo a un ciclista o una carica elettrica). Nel primo secondo la carica da ferma accelera in modo costante fino a raggiungere la velocit&agrave; di 4 m\/s per poi rimanere a velocit&agrave; costante per i prossimi due secondi. &nbsp;Dal terzo al quarto secondo riceve una successiva accelerazione costante e la velocit&agrave; si incrementa fino a 6 m\/s. Dal quarto al quinto secondo la carica decelera in modo costante fino a fermarsi. Supponiamo che le variazioni dell&rsquo;accelerazioni avvengono in tempi nulli (spigoli non realistici al primo, terzo e quarto secondo).<\/font><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" width=\"728\" height=\"432\" src=\"\/spaw\/image\/fisica\/Boschini\/vmedia.gif\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt\"><\/p>\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Suddividiamo il tempo totale in cinque intervalli, a, b, c, d, e. &nbsp;&Delta;t = 1 secondo.<\/font><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Lo spazio percorso nell&rsquo;intervallo di tempo sar&agrave; uguale alla velocit&agrave; media (Va,Vb,Vc,Vd,Ve) moltiplicata l&rsquo;intervallo di tempo &Delta;t. &nbsp;Nel primo secondo lo spazio percorso &egrave; Sa= Va*&Delta;t.<\/font><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">In pratica il valore medio della velocit&agrave; &egrave; la superficie sottostante dell&rsquo;andamento velocit&agrave; istantanea (quella che leggiamo su un tachimetro, istante per istante) verso l&rsquo;intervallo di tempo considerato (Matematicamente &egrave; un integrale definito della funzione V (t)). Volutamente ho fatto un esempio che rappresenta figure geometriche di cui tutti siamo capaci di calcolare l&rsquo;area (triangoli, rettangoli e trapezio) <\/font><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">L&rsquo;area del triangolo &egrave; &nbsp;base per altezza\/ 2 , nel primo secondo abbiamo (1*4)\/2= 2 quindi abbiamo una velocit&agrave; media Va=&nbsp;<strong>2 m\/s<\/strong> che rappresento con la linea verde.&nbsp;Nel secondo intervallo, b , abbiamo un rettangolo (base per altezza) quindi 1*4 =4. La velocit&agrave; media Vb = &nbsp;<strong>4 m\/s<\/strong> che coincide con quella istantanea poich&eacute; &egrave; costante (moto uniforme). Stesso discorso per il terzo intervallo, Vc= <strong>4m\/s <\/strong><\/font><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Dal terzo al quarto secondo abbiamo un trapezio di cui area &egrave; (base maggiore + base minore) per altezza \/2= ((6+4) *1)\/2= 5 quindi Vc= <strong>5 m\/s<\/strong>. Nel quarto intervallo abbiamo un triangolo, quindi Ve = <strong>3 m\/s<\/strong>.&nbsp;&nbsp; <\/font><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">La media aritmetica dei cinque valori di velocit&agrave; medie parziali &egrave; di <strong>3,6 m\/s<\/strong> che corrisponde alla velocit&agrave; media totale su tutto il percorso. Avrei potuto dividere il tempo totale in infiniti intervalli&nbsp;<strong><sup>1<\/sup><\/strong> ma, la velocit&agrave; media sarebbe stata sempre di 3,6 m\/s. <\/font><\/span><\/div>\n<div><font face=\"Verdana\">&nbsp;<\/font><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\"><u>Attenzione a non considerare la velocit&agrave; media come la media tra la velocit&agrave; finale, Vf, e iniziale, Vi.<\/u> Nel nostro caso la velocit&agrave;&nbsp;iniziale &egrave; uguale a zero come pure la velocit&agrave; finale, quindi <strong>(Vf+Vi)\/2 =&nbsp;0 <\/strong>e non 3,6 m\/sec.<\/font><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">La velocit&agrave; media moltiplicata per tutta la base di cinque secondi d&agrave;&nbsp;esattamente l&rsquo;area totale sottostante all&rsquo;andamento del grafico che non &egrave; altro che la somma delle superfici delle figure geometriche che lo compongono (triangolo + rettangolo + trapezio + triangolo). Oppure l&rsquo;area totale rappresenta anche la distanza totale percorsa (spazio totale) da cui ricaviamo la velocit&agrave; media. Nel nostro esempio 18 metri.<\/font><\/span><\/div>\n<div><font face=\"Verdana\">&nbsp;<\/font><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Nella realt&agrave; &egrave; impensabile avere solo velocit&agrave; e accelerazioni costanti. La velocit&agrave; istante per istante varia in continuazione. La conoscenza della velocit&agrave; media non ci dice&nbsp;nulla quale&nbsp;velocit&agrave; massima&nbsp;&nbsp;abbiamo raggiunto. Nel nostro&nbsp; semplice esempio la velocit&agrave; dell&rsquo;oggetto raggiunge tutti i valori da&nbsp; 0 a 6 m\/s (21,6 km\/h). <\/font><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">A cosa &egrave; servito conoscere la velocit&agrave; media?<strong> A ricavare lo spazio percorso senza sapere nulla del valore istantaneo della velocit&agrave;<\/strong>.<\/font><\/span><\/div>\n<div align=\"justify\"><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Nel caso dell&rsquo;automobile ci&ograve; non serve poich&eacute; il contachilometri esegue l&rsquo;integrale della velocit&agrave; istantanea nel tempo e ci indica lo spazio percorso. <\/font><\/span><\/div>\n<div align=\"justify\">\n<p><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Spesso in diverse branche della fisica si ha a che fare con grandezze che si muovono nel tempo come&nbsp;delle velocit&agrave;. Esempio <\/font><span style=\"text-decoration: none; text-underline: none\"><font color=\"#800080\" face=\"Verdana\">la <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=1142\">corrente elettrica<\/a><\/font><\/span><font face=\"Verdana\"><a href=\"javascript:void(0);\/*1333535262593*\/\">,<\/a> <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=13231\">il flusso di calore<\/a>, la portata d&rsquo;acqua&nbsp;&nbsp;e&nbsp;ovviamente la velocit&agrave; di un oggetto. Conoscendo il valore medio della corrente elettrica, del flusso di calore, della portata di un fiume, della velocit&agrave; di un corpo,&nbsp;possiamo ricavare rispettivamente le grandezze derivate che sono: la quantit&agrave; di carica elettrica, il volume dell&rsquo;acqua che scorre, la quantit&agrave; di calore che si scambia, lo spazio percorso.&nbsp;<\/font><\/span><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">La carica elettrica &egrave; l&rsquo;integrale della corrente elettrica come lo &egrave; lo spazio verso la velocit&agrave; <sup><strong>2<\/strong><\/sup>.<\/font><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div align=\"justify\"><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Nulla cambierebbe nel ragionamento se nel nostro esempio di grafico mettessimo al posto della velocit&agrave; la corrente elettrica. Il grafico rappresenterebbe l&rsquo;andamento della corrente istantanea verso il tempo&nbsp;cui corrisponderebbe un valore medio di&nbsp;corrente di 3,6 ampere.<\/font><\/span><\/div>\n<div><font face=\"Verdana\">&nbsp;<\/font><font face=\"Verdana\">&nbsp;<\/font><\/div>\n<div><font face=\"Verdana\">&nbsp;<\/font><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Note <\/font><\/span><\/div>\n<div align=\"justify\"><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">1) Nel nostro semplice esempio non serve a nulla aumentare gli intervalli poich&eacute; siamo stati in grado di risolverlo senza la conoscenza dell&rsquo;analisi matematica.<\/font><\/span><\/div>\n<div align=\"justify\"><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Nei casi (In realt&agrave; quasi sempre) che la superficie sottostante all&rsquo;andamento velocit&agrave; verso tempo non corrisponda alla sommatoria di semplici figure geometriche dobbiamo ricorrere all&rsquo;analisi matematica. <\/font><\/span><\/div>\n<div align=\"justify\">\n<p><font face=\"Verdana\"><span style=\"font-size: 11pt\">Per ottenere il valore esatto della distanza percorsa per poi ricavare la velocit&agrave; media dobbiamo aumentare il numero, n, d&rsquo;intervalli temporali <\/span><span style=\"font-size: 11pt\">&Delta;<\/span><span style=\"font-size: 11pt\">t a un valore grandissimo. Tanto grande in modo che <\/span><span style=\"font-size: 11pt\">&Delta;<\/span><span style=\"font-size: 11pt\">t sia talmente piccolo tale che nell&rsquo;intervallo corrispondente a <\/span><span style=\"font-size: 11pt\">&Delta;<\/span><span style=\"font-size: 11pt\">S le variazioni di velocit&agrave; istantanea siano irrilevanti rispetto al valore medio. In soldoni &egrave; come se tutti i tipi di moti esistenti fossero sempre dei moto uniformi (velocit&agrave; costante) all&rsquo;interno di <\/span><span style=\"font-size: 11pt\">&Delta;<\/span><span style=\"font-size: 11pt\">t. &nbsp;In fondo tutto si pu&ograve; considerare&nbsp;fermo e costante in un tempo infinitesimo.<\/span><\/font><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\">Per chi conosce l&rsquo;analisi matematica, si tratta di fare un limite per n che tende all&rsquo;infinito:<\/font><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" width=\"559\" height=\"272\" src=\"\/spaw\/image\/fisica\/Boschini\/limite(1).gif\" \/><\/p>\n<\/div>\n<p><span style=\"font-size: 11pt\"><font face=\"Verdana\"><\/p>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\">Sugli integrali definiti si legga:<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\">&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=13722\"><font color=\"#800080\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=13722<\/font><\/a><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\">&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=13215\"><font color=\"#800080\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=13215<\/font><\/a><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\">&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=10582\"><font color=\"#800080\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=10582<\/font><\/a><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\">&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=11016\"><font color=\"#800080\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=11016<\/font><\/a><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\">&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=1351\"><font color=\"#800080\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=1351<\/font><\/a><\/span><\/div>\n<div>&nbsp;&nbsp;<\/div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\">2)&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 11pt\">Ci tengo ricordare ai giovani studenti che la prima rivoluzione scientifica (1687) permise,&nbsp;&nbsp;grazie alle acute e meticolose osservazioni dei movimenti di oggetti fatte da Brahe, Keplero e Galileo, a Newton e Leibniz di darci, oltre alla teoria gravitazionale, <strong>il pi&ugrave; potente mezzo di analisi<\/strong> matematica usato in tutte le discipline scientifiche presenti e future (Integrali, derivate e limiti). <\/span><\/div>\n<div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\">Le leggi del moto furono una grande rivoluzione scientifica per i secoli successivi. <\/span><span style=\"font-size: 11pt\">Dovete pensare che, nei primi tempi della fisica moderna, i fenomeni del moto erano separati dai fenomeni del calore, del suono, dei fluidi, della luce e della corrente elettrica. Secoli dopo&nbsp;alcuni scienziati, che&nbsp;avevano studiato le leggi di Newton e l&rsquo;analisi matematica (memoria) grazie all&rsquo;aggiunta di fantasia e creativit&agrave;,&nbsp; scoprirono che molti di questi fenomeni diversi tra loro erano in realt&agrave; la stessa cosa. Intere sezioni della fisica furono unificate. Calore, corrente elettrica, fluidi, onde meccaniche, segnali telegrafici,&nbsp;tutto fu comprensibile come moto di atomi, cariche ecc. <\/span><span style=\"font-size: 11pt\">Fu quindi possibile usare le stesse leggi del moto e la&nbsp;stessa analisi matematica. La&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 11pt\">cosa sorprendente &egrave; che la teoria della gravitazione, che fu l&rsquo;origine di tutto, non &egrave; ancora spiegabile (in data di oggi) in termini di altri fenomeni. Resta separata da tutte le altre teorie. <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=13813\">La scoperta che leggi del moto non sono valide alle distanze atomiche (1929)&nbsp;fu un&#8217;altra rivoluzione scientifica<\/a>. <\/span><\/div>\n<\/div>\n<div>\n<p>Gianfranco Verbana<\/p>\n<\/div>\n<p><\/font><\/span><\/div>\n<p><\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":285,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[51],"tags":[],"class_list":["post-3348","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-meccanica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3348","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/285"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3348"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3348\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3348"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3348"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3348"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}