{"id":3345,"date":"2012-09-15T00:00:00","date_gmt":"2012-09-14T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3345","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3345\/","title":{"rendered":"La relativit&agrave; generale dice che il campo gravitazionale pu\u00f2 essere interpretato come curvatura dello spazio-tempo. All&#8217;aumentare della gravit\u00e0, lo spazio si comprime ed il tempo si dilata, inducendo accelerazione, ma il principio di equivalenza dice che gravit\u00e0 ed accelerazione sono \r\nindistinguibili! Quindi la curvatura non pu\u00f2 essere prodotta anche dalle altre 3 forze?"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">No, le altre forze non producono curvatura dello spazio-tempo cos&igrave; come invece fa la forza di gravit&agrave;.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Innazitutto chiariamo un&#8217;inesattezza della domanda.&nbsp;<\/font><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Il principio di equivalenza non afferma che la gravit&agrave; e l&#8217;accelerazione sono indistinguibili, ma&nbsp;afferma che la gravit&agrave; e l&#8217;accelerazione producono effetti dinamici localmente equivalenti. Questo poi permette di dedurre gli effetti geometrici della gravit&agrave;: dato che un corpo accelerato percorre una linea curva nello spazio-tempo, dal suo punto di vista lo spazio-tempo assume una curvatura, di conseguenza un osservatore inerziale che subisce la gravit&agrave; dovr&agrave; osservare intorno a s&egrave; effetti geometrici equivalenti.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">C&#8217;&egrave; per&ograve; una differenza sostanziale: mentre un osservatore non inerziale (quindi accelerato) senza gravit&agrave; deve necessariamente osservare effetti della propria accelerazione a qualunque distanza da s&eacute;, un osservatore inerziale (non accelerato) in presenza di gravit&agrave; dovr&agrave; necessariamente osservare effetti&nbsp;esclusivamente locali&nbsp;della gravit&agrave;, cio&egrave; effetti che si riducono all&#8217;aumentare della distanza dall&#8217;oggetto che genera il campo gravitazionale.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Questo permette comunque di distinguere gli effetti gravitazionali da quelli inerziali, ma lo si pu&ograve; fare solo guardando l&#8217;universo nel complesso, localmente i due effetti sono equivalenti.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Tornando alla domanda, il quesito nasce perch&eacute; nell&#8217;esposizione del quesito viene fatto un salto logico che non ha giustificazione. Il principio di equivalenza mette in relazione gravit&agrave; ed accelerazione NON perch&eacute; la gravit&agrave; in quanto forza produce accelerazione (cosa che varrebbe per qualunque forza), ma perch&eacute; la massa gravitazionale e la massa inerziale sono in realt&agrave; la stessa cosa. Quindi, localmente, si pu&ograve; osservare lo stesso moto per un oggetto che gravita in un sistema inerziale o un oggetto libero in un sistema non-inerziale. Le altre forze non hanno questa caratteristica, perch&eacute; esse non sono proporzionali alla massa dell&#8217;oggetto ma ad altre sue caratteristiche (ad esempio la carica elettrica nel caso della forza elettromagnetica).<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":208,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[52],"tags":[],"class_list":["post-3345","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-relativita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3345","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/208"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3345"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3345\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3345"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3345"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3345"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}