{"id":3335,"date":"2012-02-14T00:00:00","date_gmt":"2012-02-13T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3335","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3335\/","title":{"rendered":"Potreste fornirmi una dimostrazione rigorosa del principio di cavalieri, \r\nsoprattutto per i solidi?"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Il <strong><em>Principio di Cavalieri<\/em><\/strong> &egrave; una delle proposizioni fondamentali della <strong>Geometria <\/strong>pre-Analisi, in quanto &egrave; alla base della dimostrazione di buona parte delle formule di calcolo dell&#8217;area e del&nbsp;volume. Esso &egrave; sostanzialmente composto da due affermazioni, una valida per la geometria piana e l&#8217;altro per quella solida e afferma che<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">&quot;Considerate due figure piane di uguale altezza e un fascio continuo di rette tutte perpendicolari all&#8217;altezza comune, se le sezioni delle due figure piane ottenute dalla stessa retta&nbsp;hanno sempre lunghezza uguale allora le due figure piane hanno area uguale.&quot;<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">&quot;Considerati due solidi di uguale altezza e un fascio continuo di piani tutti perpendicolari all&#8217;altezza comune, se le sezioni dei due solidi ottenute dallo stesso piano hanno sempre area uguale allora i due solidi hanno volume uguale.&quot;<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Unito con il <em><strong>Teorema di Talete<\/strong><\/em>, rispettivamente a due e tre dimensioni, il <em><strong>Principio di Cavalieri<\/strong><\/em> permette di&nbsp;affermare che se le sezioni non sono equivalenti ma hanno tutte le stesso rapporto allora lo stesso rapporto ci sar&agrave; anche tra le aree o i volumi.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Cavalieri ha formulato il principio senza fornirne una dimostrazione rigorosa perch&eacute; all&#8217;epoca non era ancora disponibile l&#8217;analisi matematica, in particolare il calcolo integrale. Per tale motivo tale proposizione &egrave; nota come principio e non come teorema, ma il suo uso si &egrave; rivelato indispensabile, nei secoli antecedenti costruzione dell&#8217;analisi, per l&#8217;ottenimento delle formule di aree e soprattutto dei volumi delle pi&ugrave; disparate figure. Pertanto, anche in consideraziome dei ragionamenti intuitivi che possono portare a questo risultato,&nbsp;&egrave; stato considerato una delle propriet&agrave; fondamentali del volume e dell&#8217;area fino a che il calcolo integrale non lo ha reso obsoleto. Tuttavia va notato che Cavalieri, nel fornire degli argomenti a sostegno del suo Principio, ha anticipato molte idee che saranno successivamente formalizzate in maniera rigorosa dal calcolo integrale.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">La dimostrazione pi&ugrave; rigorosa che si pu&ograve; dare di tale Principio&nbsp;richiede l&#8217;uso degli integrali, il che rende inutile il principio stesso perch&eacute; gli integrali permettono di calcolare direttamente l&#8217;area e il volume di un insieme di figure molto pi&ugrave; vasto di quello che pu&ograve; essere analizzato solo mediante il Principio di Cavalieri e i risultati della geometria deduttiva. &Egrave; comunque interessante percorrerla per notare poi le analogie con un altra dimostrazione, meno rigorosa ma pi&ugrave; intuitiva, che vedremo successivamente.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Consideriamo due figure piane <em>F<\/em><sub>1<\/sub> e <em>F<\/em><sub>2<\/sub>. Le loro aree sono, per definizione, date dagli integrali<\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" width=\"303\" height=\"44\" src=\"\/spaw\/areaF1F2.gif\" \/><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Se le due figure hanno la stessa altezza, come deve essere per ipotesi, allora possiamo traslare e\/o ruotare rigidamente una delle due figure affiancandole&nbsp;in modo che gli estremi inferiore e superiore della variabile <em>y<\/em> siano gli stessi per i due integrali. In corrispondenza di ogni valore di <em>y<\/em> la variabile <em>x<\/em> avr&agrave; degli estremi di integrazione che dipenderanno da <em>y<\/em><\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" width=\"471\" height=\"55\" src=\"\/spaw\/areaF1F2sezionate.gif\" \/><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">che con un passaggio immediato diventano<\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" width=\"493\" height=\"46\" src=\"\/spaw\/areaF1F2sezionate2.gif\" \/><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">le parentesi quadre rappresentano la lunghezza della corda che viene intercettata da una retta orizzontale di ordinata <em>y<\/em> quando interseca rispettivamente&nbsp;la figura <em>F<\/em><sub>1<\/sub> e la figura <em>F<\/em><sub>2<\/sub>. La situazione descritta pu&ograve; essere visualizzata nella seguente figura in cui sono presenti tre quadrilateri, di cui uno mistilineo, di uguale altezza ed equivalenti.<\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"254\" src=\"\/spaw\/cavalieri_2-D.gif\" \/><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Se tali corde hanno la stessa lunghezza, come richiede il <em><strong>Principio di Cavalieri<\/strong><\/em> a 2-D,&nbsp;allora gli integrandi degli integrali in <em>dy<\/em> sono uguali per ogni <em>y<\/em> e quindi sono uguali anche i risultati di tali integrali. In questa dimostrazione abbiamo fatto l&#8217;ipotesi semplificativa che le corde intercettate siano sempre uniche, in caso contrario gli integrali del secondo e terzo passaggio devono essere separati per considerare i diversi segmenti che compongono la sezione. Ma tale variazione non comporta cambiamenti nella sostanza del ragionamento e quindi nel risultato. <\/font><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Notare che l&#8217;implicazione inversa non &egrave; vera: due figure con la stessa altezza possono avere la stessa area senza che le corde intercettate dalla stessa retta siano sempre uguali (si pensi, a titolo di esempio, ad un rettangolo di base <em>B<\/em> e altezza <em>H<\/em> e un triangolo di&nbsp;uguale altezza e&nbsp;base 2<em>B<\/em>).<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Un ragionamento analogo dimostra la proposizione per il volume. I due integrali che daranno il volume saranno<\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"44\" src=\"\/spaw\/volumeF1F2.gif\" \/><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\"><font face=\"Times New Roman\">Analogamente a prima il fatto che abbiano la stessa altezza ci permette una rototraslazione che rende il dominio di integrazione della variabile <em>z<\/em> identico per i due integrali&nbsp;mentre, in corrispondenza di ciascuna <em>z<\/em>, le variabili <em>x<\/em> e <em>y<\/em> variano all&#8217;interno di una figura la cui forma dipende da <em>z<\/em><\/font><\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" width=\"477\" height=\"48\" src=\"\/spaw\/volumeF1F2sezionate.gif\" \/><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Le due parentesi quadre contengono degli integrali di superficie i cui domini di integrazione non sono altro che le sezioni che si ottengono dall&#8217;intersezione&nbsp;da un&nbsp;piano orizzontale&nbsp;di quota <em>z<\/em> rispettivamente con la figura <em>F<\/em><sub>1<\/sub> e <em>F<\/em><sub>2<\/sub>. La situazione descritta pu&ograve; essere visualizzata nella seguente figura in cui sono presenti tre poliedri, di cui uno mistilineo, di uguale altezza ed equivalenti.<\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"267\" alt=\"\" src=\"\/spaw\/cavalieri_3-D.gif\" \/><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Se tali integrali sono uguali, come richiede il <em><strong>Principio di Cavalieri<\/strong><\/em> a 3-D,&nbsp;per ogni <em>z<\/em> allora anche gli integrali in <em>dz<\/em> saranno uguali e quindi le due figure avranno lo stesso volume. Analogamente a prima abbiamo supposto che le sezioni siano delle figure semplicemente connesse (cio&egrave; non composte da figure piane separate senza punti in comume), ma analogamente a prima questa semplificazione non comporta variazioni sostanziali.&nbsp;Come nel caso piano l&#8217;implicazione inversa non &egrave; vera: due solidi con la stessa altezza possono avere lo stesso volume senza che le aree intercettate dallo stesso piano siano sempre uguali (si pensi, a titolo di esempio, ad un prisma di area di base <em>B<\/em> e altezza <em>H<\/em> e una piramide di uguale altezza e base di area&nbsp;3<em>B<\/em>).<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Come detto prima lo strumento del calcolo integrale non era a disposizione di Cavalieri quando formul&ograve; il principio che porta il suo nome per cui il ragionamento che lo convinse della sua plausibilit&agrave; &egrave; certamente diverso. Una possibile ipotesi di dimostrazione intuitiva potrebbe essere la seguente. Eseguiamo il ragionamento direttamente a tre dimensioni perch&eacute; pi&ugrave; significativo e anche perch&eacute; il <strong><em>Principio di Cavalieri<\/em><\/strong> &egrave; utile principalmente nella geometria solida.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Il volume di un parallelepipedo in cui tre spigoli ortogonali siano <em>a<\/em>, <em>b<\/em> e <em>c<\/em> &egrave;, per definizione,&nbsp;<em>abc<\/em>. Questa quantit&agrave;, nel caso in cui le lunghezze siano tutte dei numeri interi in una qualche unit&agrave; di misura &egrave; il numero di cubi di lato 1 (nella stessa unit&agrave; di misura) che possiamo inserire nel parallelepipedo senza lasciare spazio vuoto. Pertanto possiamo visualizzare il significato della grandezza volume come <em>numero di cubi di lato unitario contenuti nella figura<\/em>, tale idea, grazie alle propriet&agrave; di scomponibilit&agrave; del volume, pu&ograve; essere estesa anche a figure che non possono essere suddivise in cubi e\/o a figure il cui volume non &egrave; un numero intero.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Pensiamo ora ad una figura che sia composta da strati di cubi tutti uguali, ciascuno strato poggia su quello sottostante ed eventualmente il numero di cubi varia a piacere da uno strato all&#8217;altro (qualcosa di simile a ci&ograve; che si pu&ograve; costruire usando i classici giochi di costruzioni a mattoncini). Se io ora, in ciascuno strato, ridispongo i cubi in modo da cambiarne la forma ma senza spostare cubi da uno strato all&#8217;altro, otterr&ograve; una nuova figura solida ma che con quella di partenza condivide tre cose:<\/font><\/p>\n<ul>\n<li>\n<div align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">il volume, dato che &egrave; composta dallo stesso numero di cubi;<\/font><\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">l&#8217;altezza, dato che il numero di strati rimane invariato;<\/font><\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">l&#8217;area di tutte le sezioni orizzontali (cio&egrave; l&#8217;area di base di ciascuno strato), perch&eacute; ho ridisposto i cubi all&#8217;interno del singolo strato senza cambiare quindi il numero di cubi di ciascun singolo strato.<\/font><\/div>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Naturalmente queste cose sono vere indipendentemente dalle dimensioni dei cubi. Pertanto posso usare cubi molto piccoli e costruire delle approssimazioni di qualunque figura solida che normalmente non &egrave; scomponibile in cubi di lato finito. Quanto pi&ugrave; i miei cubi saranno piccoli tanto pi&ugrave; sar&agrave; piccola la differenza tra il solido &quot;vero&quot; e la mia approssimazione &quot;cubettosa&quot;. Ma indipendentemente dalla differenza la conclusione vista prima vale per ciascun solido &quot;cubettoso&quot;. Posso quindi aspettarmi che le tre propriet&agrave; viste prima valgano anche per tutti i solidi.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Come detto prima questa non &egrave; una dimostrazione rigorosa perch&eacute; per poterla portare a termine secondo tutti i canoni richiesti ad una dimostrazione matematica avrei necessariamente bisogno di usare il concetto di limite, non disponibile all&#8217;epoca di Cavalieri e che di fatto mi porterebbe alla definizione di Riemann dell&#8217;integrale.<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":208,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[],"class_list":["post-3335","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-geometria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3335","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/208"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3335"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3335\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3335"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3335"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3335"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}