{"id":33,"date":"2001-09-04T00:00:00","date_gmt":"2001-09-03T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"33","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/33\/","title":{"rendered":"Vorrei porle un paio di domande. Innazitutto se \u00e8 possibile una spiegazione matematicamente facilmente comprensibile (a livello di 5\u00b0 superiore) della natura probabilistica della fisica quantistica; e poi se potrebbe spiegarmi in quale modo l&#8217;incertezza circa la posizione di una particella \u00e8 legata alla lunghezza d&#8217;onda."},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Credo che la risposta pi\u00f9 bella possa venire dalla<br \/>\n        spiegazione del cosiddetto &#8220;Gatto di Schr\u00f6dinger&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">Erwin Schr\u00f6dinger fu uno dei fondatori della meccanica<br \/>\n        quantistica ed elabor\u00f2 questa specie di paradosso: egli suppose<br \/>\n        di mettere un gatto in un contenitore isolato, assieme a cibo, acqua,<br \/>\n        patatine fritte, un paio di mosche e un sacco di altri oggetti inutili.<br \/>\n        Poi, assieme a tutto questo, una fialetta di veleno collegata ad un rilevatore<br \/>\n        di radiazioni, e a fianco uno e un solo atomo di un elemento radioattivo.<br \/>\n        Immagin\u00f2 di sigillare il contenitore e dopo un certo tempo si chiese<br \/>\n        se il gatto era vivo o morto. <\/p>\n<p align=\"justify\">Il punto di dimezzamento, ovvero il tempo dopo il quale<br \/>\n        c\u2019\u00e8 la massima probabilit\u00e0 che il 50% degli atomi radioattivi<br \/>\n        siano decaduti, pu\u00f2 essere valutato statisticamente, ma vale solo<br \/>\n        per un numero MOLTO GRANDE di atomi. Per un singolo atomo, la questione<br \/>\n        \u00e8 assolutamente indecidibile. Esso pu\u00f2 decadere dopo un<br \/>\n        millisecondo come fra qualche miliardo di anni. Essendo indecidibile,<br \/>\n        dopo un tempo qualsiasi c\u2019\u00e8 il 50% di probabilit\u00e0 che l\u2019atomo<br \/>\n        sia decaduto, e il 50% che l\u2019atomo sia ancora l\u00ec. Allora il povero<br \/>\n        gatto nel contenitore ha il 50% di probabilit\u00e0 di essere vivo,<br \/>\n        e il 50% di essere morto. E se ci obbligassero a prendere una decisione,<br \/>\n        sosterremmo che \u00e8 MEZZO VIVO E MEZZO MORTO. Come fare per stabilirlo<br \/>\n        univocamente? Devo aprire il contenitore, ma allora il gatto non \u00e8<br \/>\n        pi\u00f9 nel contenitore sigillato, \u00e8 aperto ora. Io posso dire<br \/>\n        se \u00e8 vivo o morto, ma ho PERTURBATO il sistema. Il principio quantomeccanico<br \/>\n        parallelo al ragionamento appena fatto prende il nome di <u>Principio<br \/>\n        di Sovrapposizione<\/u>. Ogni sistema, ad esempio un corpo in moto, pu\u00f2<br \/>\n        essere pensato come sovrapposizione di diversi, a volte infiniti stati<br \/>\n        di moto, ognuno con energia differente e velocit\u00e0 differente. Alcuni<br \/>\n        sono pi\u00f9 probabili, altri meno probabili. In generale, ognuno di<br \/>\n        questi stati di moto \u00e8 ben preciso e &#8220;separato&#8221; dagli<br \/>\n        altri, ad esempio uno ha energia E, il successivo energia E+e, poi E+2e<br \/>\n        eccetera. Questa &#8220;separazione&#8221; prende appunto il nome di <u>quantizzazione<\/u>.<br \/>\n        <u>Perturbando il sistema, io forzo il sistema stesso ad assumere UNO<br \/>\n        e uno solo di questi stati di moto<\/u>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Schr\u00f6dinger e colleghi dimostrarono che per ogni<br \/>\n        sistema in studio, esistono diversi stati possibili, ognuno con una diversa<br \/>\n        probabilit\u00e0 (fortunatamente non erano casi al 50%). Per stabilire<br \/>\n        in che stato si trovi realmente, io devo perturbare il sistema. Se non<br \/>\n        perturbo, mi devo accontentare della probabilit\u00e0. Se voglio una<br \/>\n        risposta secca, devo perturbare (ma poi non ho pi\u00f9 il sistema di<br \/>\n        partenza).<\/p>\n<p align=\"justify\">Esempio: un elettrone si trova nei pressi di un nucleo<br \/>\n        di un atomo. Esso si pu\u00f2 trovare su tre orbite: A, B e C [2]. Per<br \/>\n        lo stato di moto ad esso associato, esiste il 60% di probabilit\u00e0<br \/>\n        che si trovi su A, il 30% che sia su B e il 10% che sia su C. Ci accontentiamo<br \/>\n        o no? Se ci accontentiamo, io so ESATTAMENTE l\u2019energia dell\u2019elettrone<br \/>\n        ma per la sua posizione so solo che al 60% \u00e8 su A e cos\u00ec<br \/>\n        via. Non mi accontento? Allora faccio una specie di &#8220;fotografia&#8221;<br \/>\n        all\u2019atomo. Ora io vedo esattamente dove \u00e8 l\u2019elettrone! Se avessi<br \/>\n        100 atomi e scattassi 100 foto, in 60 di queste sarebbe su A, in 30 su<br \/>\n        B e in 10 su C, ma per ognuna di esse lo so esattamente. E l\u2019energia?<br \/>\n        Per fotografare, ho utilizzato radiazione luminosa, la quale avr\u00e0<br \/>\n        interagito con l\u2019elettrone cedendogli energia. Non so per\u00f2 quanto<br \/>\n        ne ha ceduto. Se non mi accontento, so tutto sulla posizione dell\u2019elettrone<br \/>\n        ma nulla sulla sua energia. Il fisico, a seconda che gli serva informazione<br \/>\n        esatta sull\u2019energia o sulla posizione, pu\u00f2 decidere se accontentarsi<br \/>\n        o no. <\/p>\n<p align=\"justify\">Senza scendere nei particolari, \u00e8 dimostrabile<br \/>\n        che il prodotto fra le incertezze nelle determinazioni dell\u2019energia e<br \/>\n        della posizione \u00e8 uguale a una costante [3]. E\u2019 come una coperta<br \/>\n        stretta: se riduco l\u2019incertezza su una, allora automaticamente aumenta<br \/>\n        sull\u2019altra. <\/p>\n<p align=\"justify\">Per quanto riguarda la seconda domanda, non \u00e8<br \/>\n        strettamente vero che l\u2019incertezza sulla posizione dipende dalla lunghezza<br \/>\n        d\u2019onda. Piuttosto, come visto, dall\u2019incertezza che si ha su questa lunghezza<br \/>\n        d\u2019onda. Una particella pu\u00f2 essere intesa anche come onda e viceversa.<br \/>\n        Se io ho un\u2019incertezza bassa sulla lunghezza d\u2019onda, quindi sulla frequenza,<br \/>\n        allora ho un\u2019incertezza bassa anche sull\u2019energia. So che quella radiazione,<br \/>\n        ad esempio \u00e8 di colore esattamente verde, ma il fotone dove sta?<br \/>\n        Ha un\u2019uguale probabilit\u00e0 si stare in ogni punto fra qui e la sorgente<br \/>\n        luminosa, ossia totale incertezza. <\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<\/p>\n<p align=\"justify\">[1] Il paradosso del frigorifero dice un po\u2019 la stessa<br \/>\n        cosa: nel frigo a porta chiusa la luce interna \u00e8 spenta o accesa?.<br \/>\n        Tutti: SPENTA! Ma come fate a dirlo? Risposta: mentre lo chiudo vedo che<br \/>\n        si spegne. Gi\u00e0, ma quando \u00e8 chiuso chi vi assicura che non<br \/>\n        si riaccenda? A noi interessa il frigo CHIUSO. Altra risposta: metto una<br \/>\n        telecamera dentro. Ma allora tu perturbi il sistema. Non hai pi\u00f9<br \/>\n        frigo + lampadina ma frigo + lampadina + telecamera. Oppure perturbi il<br \/>\n        sistema aprendolo un pochino, ma allora \u00e8 aperto, non chiuso\u2026<\/p>\n<p align=\"justify\">[2] La trattazione che segue non \u00e8 strettamente<br \/>\n        rigorosa (richiederebbe pagine di calcoli, l\u2019introduzione del concetto<br \/>\n        di grandezza osservabile come valore di aspettazione per un operatore<br \/>\n        ecc.). Tuttavia ricorder\u00f2 che al posto delle orbite, sono stati<br \/>\n        introdotti i concetti di orbitali (pur con altro significato). Inoltre<br \/>\n        gli stati A, B e C sono detti AUTOSTATI.<\/p>\n<p align=\"justify\">[3] In realt\u00e0, vale<\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Symbol\">d<\/font>x\u00b7<font face=\"Symbol\">d<\/font>p<br \/>\n        &#8805; h\/4<font face=\"Times New Roman\">&#960;<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\">dove <font face=\"Symbol\">d<\/font>x \u00e8 l\u2019incertezza<br \/>\n        sulla posizione e <font face=\"Symbol\">d<\/font>p l\u2019incertezza sulla quantit\u00e0<br \/>\n        di moto e h la costante di Planck. In termini classici la quantit\u00e0<br \/>\n        di moto \u00e8 definita come p = mv dove m \u00e8 la massa della particella<br \/>\n        e v la sua velocit\u00e0. Essendo l\u2019energia cinetica \u00bd*mv<sup>2<\/sup>,<br \/>\n        si vede come la quantit\u00e0 di moto sia legata all\u2019energia cinetica<br \/>\n        (in particolare, la quantit\u00e0 di moto \u00e8 il valore della derivata<br \/>\n        prima su v dell\u2019energia cinetica). In termini quantistici la faccenda<br \/>\n        si complica parecchio e le definizioni delle grandezze fisiche cambiano,<br \/>\n        anche sul piano matematico. La suddetta relazione \u00e8 l\u2019espressione<br \/>\n        del Principio di Indeterminazione di Heisenberg, e afferma che <u>il prodotto<br \/>\n        delle incertezze<\/u> pu\u00f2 essere grande a piacere, ma non pu\u00f2<br \/>\n        scendere, appunto, sotto un certo valore. Se una diminuisce, prima o poi<br \/>\n        l\u2019altra aumenta.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<\/p>\n<p align=\"justify\">A proposito della meccanica quantistica, i testi specifici<br \/>\n        sono piuttosto complessi mentre i testi di base rischiano di essere poco<br \/>\n        esaurienti e troppo semplicistici. Si potr\u00e0 comunque trovare una<br \/>\n        buona introduzione di base su diversi testi di fisica per scuole superiori.\n      <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":280,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[47],"tags":[],"class_list":["post-33","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-fisica-quantistica-e-nucleare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/280"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}