{"id":3297,"date":"2012-01-19T00:00:00","date_gmt":"2012-01-18T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3297","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3297\/","title":{"rendered":"Mi piacerebbe conoscere i concetti fondamentali che stanno alla \r\nbase del calcolo dell\u2019orbita della Iss, espressa in altitudine e \r\ncoordinate. Mi chiedo se in rete \u00e8 reperibile sull\u2019argomento un \r\ntutorial e\/o le formule e\/o il codice. Grazie."},"content":{"rendered":"<div align=\"justify\">La Stazione Spaziale Internazionale (denominata dalle iniziali in inglese ISS) &egrave; una sorta di navicella spaziale composta da vari moduli nei quali vengono svolti una serie di attivit&agrave; di ricerca scientifica. Essa &egrave; sorta dalla cooperazione di numerose agenzie spaziali tra le quali anche l&rsquo;italiana ASI.<\/div>\n<div align=\"justify\">Dal punto di vista fisico l&rsquo;ISS &egrave; una piattaforma di circa 400 tonnellate, con un carico utile di svariati milioni di euro e un equipaggio variabile tra 2 e 6 astronauti fissi, che si danno il cambio al massimo ogni 6 mesi. Il servizio navetta era per lo pi&ugrave; eseguito dagli Shuttle. Dopo il pensionamento dunque sar&agrave; necessario riorganizzare un simile ruolo.<\/div>\n<div align=\"justify\">L&rsquo;orbita che segue &egrave; approssimativamente circolare, con una quota compresa fra i 280 km ed i 460 km. L&rsquo;altezza, non troppo considerevole, fa s&igrave; che in realt&agrave; l&rsquo;ISS si trovi in piena termosfera dove &egrave; presente una residua atmosfera la quale trascina con s&eacute; la Stazione facendole perdere progressivamente quota ad un tasso di circa 100 m al giorno. Per ovviare all&rsquo;inesorabile abbassamento di tanto in tanto vengono accessi dei razzi che servono per riportarla alla quota nominale. &Egrave; importante mantenere sempre una certa quota anche perch&eacute;, qualora dovesse scendere troppo, incontrerebbe strati via via pi&ugrave; densi di atmosfera che la farebbero precipitare incendiandola.<\/div>\n<div align=\"justify\">\n<p>Osservando il diagramma si vede che la Stazione ha un&rsquo;altezza con profilo a dente di sega, L&rsquo;accensione dei razzi le consente di raggiungere rapidamente una certa quota mentre il ritorno verso il basso &egrave; molto pi&ugrave; lento, variabile a seconda della densit&agrave; degli strati di atmosfera che attraversa ed assolutamente imprevedibile. Infatti la densit&agrave; &egrave; influenzata da tanti fattori tra i quali ad esempio l&rsquo;attivit&agrave; solare.<\/p>\n<p>Quando si trovano attraccate navicelle spaziali (come ad esempio lo Shuttle) sono i razzi delle navicelle stesse a fornire la spinta necessaria, altrimenti deve provvedere con le proprie gambe, per cos&igrave; dire. La stazione difatti dispone di due motori posti sul modulo di servizio Zvezda, i quali vengono riforniti tramite delle navette russe, denominate Progress, ed europee denominate ATV.<\/p>\n<\/div>\n<div align=\"justify\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" height=\"400\" width=\"600\" alt=\"\" src=\"\/spaw\/image\/heightoftheiss.gif\" \/><\/p>\n<p>Tanto per dare un esempio, nel gennaio 2007 la Stazione Spaziale si trovava a 340 km di quota. Nel marzo aveva perso 8 km cos&igrave; si decise di lanciare per la 59-esima volta un Progress. La conseguente accensione dei motori provoc&ograve; una risalita di 5 km. In maggio aveva perso 4,5 km cos&igrave; il Progress 60 le forn&igrave; il combustibile sufficiente per una spinta di 5,5 km. A luglio aveva nuovamente perso 5,5 km e dopo il rifornimento del Progress 61 la navicella riprese 9,5 km. A ottobre ne aveva persi nuovamente 3. A questo punto era attraccata la Soyuz (missione TMA11) e fu la Soyuz stessa a spingere la Stazione pi&ugrave; in su di 5 km.<\/p>\n<p>Naturalmente il tira e molla continua. Non fosse per l&rsquo;attrito con l&rsquo;aria residua che si trova ad una manciata di centinaia di chilometri di quota la navicella seguirebbe un&rsquo;orbita kepleriana intorno alla Terra, descritta in prima approssimazione dal cosiddetto problema dei due corpi, anche se le perturbazioni lunare e solare (oltre che in misura minore dagli altripianeti) la farebbero scostarsi alquanto dalla posizione predetta. Ci&ograve; che tuttavia la fa scartare pi&ugrave; significativamente dall&rsquo;orbita a due corpi rimane l&rsquo;attrito atmosferico che, ripetiamo, &egrave; assolutamente imprevedibile nell&rsquo;entit&agrave;. Fornire dunque un codice per seguire passo passo l&#8217;orbita &egrave; improponibile. Possiamo dire solamente che, in prima battuta, l&rsquo;ISS segue un&rsquo;orbita ellittica con un&rsquo;altezza media di 390 km ed un&rsquo;eccentricit&agrave; intorno a 1\/55. L&rsquo;inclinazione dell&rsquo;orbita &egrave; di 52&deg; e compie un&rsquo;intera rivoluzione intorno alla Terra in 92 minuti, viaggiando ad una velocit&agrave; superiore ai 27000 km\/h, ma questi valori, possono variare a seconda delle necessit&agrave;. Quando ad esempio deve agganciarsi alla Soyuz, che di regola orbita a quota maggiore, l&rsquo;ISS &egrave; costretta ad elevarsi di pi&ugrave;.<\/p>\n<\/div>\n<div align=\"justify\">\n<p>Un sito molto buono nel quale si pu&ograve; seguire l&rsquo;andamento di quota e la posizione per poterla seguire a vista &egrave; il seguente: <a href=\"http:\/\/www.heavens-above.com\/\">www.heavens-above.com<\/a>. Dal menu principale c&rsquo;&egrave; un link a &ldquo;Height of the ISS&rdquo;. Si apre un grafico, aggiornato con una certa assiduit&agrave;. Anche il nostro &egrave; uno dei tanti presentati nel tempo da questo sito. Lo stesso sito permette anche di stabilire, una volta selezionata la localit&agrave;, la visibilit&agrave; della Staziona Spaziale. Quando passa vicino allo zenit delle latitudini italiane &egrave; inconfondibile. Ha una velocit&agrave; angolare di poco superiore a quella di un aereo ed una brillantezza bianca, intensa, superiore a quella di Giove e alle volte paragonabile con quelle di Venere. Spettacolo artificiale s&igrave;, ma sempre molto suggestivo.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":163,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[19],"tags":[],"class_list":["post-3297","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-meccanica-celeste"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3297","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/163"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3297"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3297\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3297"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3297"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3297"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}