{"id":3269,"date":"2011-05-01T00:00:00","date_gmt":"2011-04-30T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3269","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3269\/","title":{"rendered":"Vorrei trapiantare un ciliegio selvatico nel mio giardino.\r\nQuali sono il periodo e la tecnica migliori?"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">Il trasferimento di un organismo dal suo ambiente naturale ad un altro sito, rappresenta sempre un forte shock. Qualsiasi organismo vive in comunit&agrave; con altri organismi, della stessa specie e\/o di specie diverse, e da un punto di vista ecologico si dice che questi gruppi di organismi formano <em>comunit&agrave;, associazione<\/em> e <em>alleanze<\/em>. &nbsp;Ognuno &egrave; in competizione con l&rsquo;altro, ma ognuno trae anche beneficio dall&rsquo;altro nella complessa economia della natura. Ogni pianta in un bosco lotta con le vicine per raggiungere il punto pi&ugrave; alto o lo spiraglio migliore dove attingere un po&rsquo; di luce, e lo stesso avviene nel sottosuolo con le radici che cercano di superare le vicine per esplorare nuove zone umide. Ogni pianta &egrave; sottoposta a pressione ambientale e lotta contro i parassiti, i suoi simili ed altre specie che cercano il proprio posto nella natura. Inoltre, tutto questo non accade solo quando noi siamo presenti ad osservarli, ma &egrave; un sistema che ha richiesto decenni se non secoli di adattamento e dura lotta per consolidarsi. <\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"470\" src=\"\/spaw\/image\/biologia\/botanica\/Ciliegi-bosco-fiore.jpg\" \/><\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><font size=\"2\" face=\"Times New Roman\">Ciliegi in fiore <\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">Il DNA di una pianta deriva da una lunga serie di incroci che si sono perpetuati per millenni e i suoi geni sono unici per quell&rsquo;individuo. L&rsquo;aspetto esteriore e la fisiologia di un organismo rispecchiano in parte la sua genetica ma soprattutto risentono del tipo di ambiente in cui &egrave; cresciuto e vissuto, lui e i suoi progenitori. Per esempio, la superficie inferiore di una foglia di ciliegio presenta un numero di stomi per millimetro quadro che &egrave; unica per l&rsquo;ambiente in cui &egrave; cresciuta e per la specie; un clone identico in altro ambiente presenta un numero diverso: se per esempio lo facciamo crescere in un luogo pi&ugrave; assolato il numero di stomi tende a diminuire, (si veda anche la risposta: <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=13293\"><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=13293<\/font><\/a><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">).&nbsp;<\/font>Lo stesso avviene per il numero di foglie che formano la chioma e le loro dimensioni. Sono organismi plastici, mutevoli nel tempo e nello spazio anche se possiedono un codice genetico ben definito. Quindi questa pianta di ciliegio &egrave; una macchina che funziona bene dove si trova in quel preciso momento, &egrave; in armonia con i suoi vicini, con il clima e con il terreno. <\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"239\" src=\"\/spaw\/image\/biologia\/botanica\/bosco-con-ciliegio.jpg\" \/><\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><font size=\"2\" face=\"Times New Roman\">Ciliegi in fiore<\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">&nbsp;<\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">Se proprio &egrave; necessario trasferire una pianta bisogna tenere conto di quanto sopra accennato. Per quanto riguarda la parte sotto terra, &egrave; praticamente impossibile non danneggiare l&rsquo;apparato radicale. Si tratta di un fitto sistema che esplora una superficie di terra che &egrave; circa pari alla parte aerea. Se per esempio la pianta &egrave; alta 2 metri e la sua chioma larga altrettanto, occorre scavare una buca di forma sferica di almeno 2 metri di diametro. In ogni caso gran parte delle radici pi&ugrave; fini verr&agrave; danneggiata. &nbsp;Quindi, subito dopo il trapianto, non assorbir&agrave; un ugual quantitativo di soluzioni minerali, tanto pi&ugrave; che il terreno non sar&agrave; sufficiente costipato (compresso) attorno alle radice come nel suo sito originario. Inoltre, i moncherini delle radici lasceranno aperta la strada ad ogni sorta di fungo patogeno. <\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">Gli stomi, dopo il trapianto, tenderanno a chiudersi per pi&ugrave; giorni per evitare che la pianta perda&nbsp;acqua&nbsp;che non pu&ograve; recuperare attraverso le radici dalla terra<\/font><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">. Molte foglie cadranno per ridurre la superficie traspirante. Quindi se viene collocata in luogo assolato c&rsquo;&egrave; il rischio che possa anche seccare. Il ciliegio (<em>Prunus avium<\/em> L.) &egrave; una tipica pianta di bosco, e gradisce luoghi freschi e umidi, dove la maggior parte delle foglie si trova all&rsquo;ombra. Da ci&ograve; si evince che il trasferimento deve avvenire prima della formazione delle foglie e dopo la loro caduta autunnale. In ogni caso i nuovi getti fogliari saranno predisposti (dimensioni fogliari e numero di stomi) per l&rsquo;ambiente in cui viveva originariamente. Inizialmente, poich&eacute; gli stomi resteranno chiusi, l&rsquo;anidride carbonica non verr&agrave; assorbita, e la pianta non&nbsp;potr&agrave; accrescersi in dimensioni. Probabilmente, solo pochi fiori risusciranno a schiudersi, e non produrranno nettare,&nbsp;il frutto sar&agrave; di piccole dimensioni e la sua polpa povera di sostanze zuccherine. Tuttavia, se supera questa prima fase, nel patrimonio genetico della pianta sono presenti geni latenti in grado di riattivarsi e farle superare le nuove condizioni avverse.<\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">&nbsp;<\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">&nbsp;<\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">Quindi si deduce ulteriormente:<\/font><\/div>\n<ol style=\"margin-top: 0cm\" type=\"disc\">\n<li style=\"text-align: justify\">\n<div align=\"justify\"><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">Il trapianto deve avvenire tra novembre e febbraio per le latitudine del nord &ndash; Italia, evitando i periodi con temperature sotto lo zero.<\/font><\/div>\n<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">\n<div align=\"justify\"><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">Se la pianta presenta gi&agrave; tutte le foglie occorre rimuoverle totalmente, poich&eacute; questo amplificherebbe la corrente traspirativa nei vasi conduttori, dalle radici alle foglie, richiamando acqua dalle radici che non possono assorbire in base quanto detto sopra.<\/font><\/div>\n<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">\n<div align=\"justify\"><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">Il luogo in cui verr&agrave; trapiantato il ciliegio deve presentare dei parametri microclimatici molto affini al luogo di origine: per esempio, temperatura, luminosit&agrave;, umidit&agrave; dell&rsquo;aria, precipitazioni, ventosit&agrave;, etc.<\/font><\/div>\n<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">\n<div align=\"justify\"><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">La superficie di scavo per estrarre l&rsquo;apparato radicale deve essere simile alla superficie esplorata delle parte aerea.<\/font><\/div>\n<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">\n<div align=\"justify\"><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">L&rsquo;ideale, per piante di piccole dimensioni, sarebbe prelevare anche la zolla di terra insieme alle radici, altrimenti si rischia uno sbalzo osmotico (concentrazioni troppo diverse delle soluzioni minerali tra l&rsquo;interno della radice e il suo intorno, si veda anche la risposta: <\/font><a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=13081\"><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=13081<\/font><\/a>)<font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">. Se non &egrave; possibile, esistono in commercio delle creme\/gel da spalmare sulle radici subito dopo l&rsquo;espianto fino alla messa a dimora. (Questa tecnica protegge la radici anche dalle infezioni ed &egrave; stata utilizzata, per esempio, da un tecnico forestale del Parco del Po alessandrino). <\/font><\/div>\n<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">\n<div align=\"justify\"><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">Il terreno deve essere ben costipato attorno a tutte le ramificazioni delle radici principali, e in seguito adeguatamente irrigato, ma non in modo eccessivo per evitare che le cellule radicali lavorino in assenza di ossigeno (<em>anossia<\/em>) a causa di ristagni d&rsquo;acqua.<\/font><\/div>\n<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">\n<p align=\"justify\"><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">Comprimere bene il terreno anche al di fuori della superficie esplorata dalle radici, questo scongiura che l&rsquo;acqua percoli troppo velocemente in profondit&agrave; senza essere eventualmente usufruita dalle radici.<\/font><\/p>\n<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 11pt\">Se l&rsquo;albero tra trapiantare &egrave; ancora giovane e presenta un fusto esile occorre sostenerlo con un asse disposto in diagonale, conficcato nel terreno a 1 metro dalla base del fusto stesso e fissato sul cormo con del fil di ferro. Quest&rsquo;accorgimento tecnico evita l&rsquo;abbattimento in caso di forti raffiche di vento finch&egrave; il tronco non ha sviluppato un legno abbastanza resistente.<\/span><span style=\"font-family: Arial; font-size: 6pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p>    <\/font><\/li>\n<\/ol>\n<p><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">In seguito, monitorare costantemente lo stato delle foglie: presenza di parassiti, senescenza (ingiallimento e imbrunimento), clorosi (chiazze gialle a mosaico dovute a caranze di specifici minerali nella linfa), attorcigliamenti a sigaro: sono utili indicatori per monitorare lo stato di salute delle pianta.<\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">&nbsp;<\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">&nbsp;<\/font><\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt 18pt\" align=\"justify\"><strong><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">Fonti<\/font><\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt 18pt\" align=\"justify\"><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">&nbsp;<\/font><\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt 18pt\" align=\"justify\"><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">Salisbury B. F., Ross C. W., <em>Plant Physiology<\/em>, 1992 Wadsworth, Inc. <\/font><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":244,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[29],"tags":[],"class_list":["post-3269","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-botanica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3269","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/244"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3269"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3269\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3269"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3269"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3269"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}