{"id":3263,"date":"2011-06-07T00:00:00","date_gmt":"2011-06-06T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3263","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3263\/","title":{"rendered":"Buongiorno,\r\nla mia domanda \u00e8 la seguente:\r\ncome si sviluppa un diagramma di bode in ottave?\r\ncome si presenta graficamente?\r\nla ringrazio della cortese attenzione."},"content":{"rendered":"<p><!--[if gte mso 9]><xml>\n<w:WordDocument>\n<w:View>Normal<\/w:View>\n<w:Zoom>0<\/w:Zoom>\n<w:HyphenationZone>14<\/w:HyphenationZone>\n<w:PunctuationKerning \/>\n<w:ValidateAgainstSchemas \/>\n<w:SaveIfXMLInvalid>false<\/w:SaveIfXMLInvalid>\n<w:IgnoreMixedContent>false<\/w:IgnoreMixedContent>\n<w:AlwaysShowPlaceholderText>false<\/w:AlwaysShowPlaceholderText>\n<w:Compatibility>\n<w:BreakWrappedTables \/>\n<w:SnapToGridInCell \/>\n<w:WrapTextWithPunct \/>\n<w:UseAsianBreakRules \/>\n<w:DontGrowAutofit \/>\n<\/w:Compatibility>\n<w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4<\/w:BrowserLevel>\n<\/w:WordDocument>\n<\/xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml>\n<w:LatentStyles DefLockedState=\"false\" LatentStyleCount=\"156\">\n<\/w:LatentStyles>\n<\/xml><![endif]--><!--[if !mso]><object \nclassid=\"clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D\" id=ieooui><\/object>\n\n\n<style>\nst1:*{behavior:url(#ieooui) }\n<\/style>\n\n\n<![endif]--><!--[if gte mso 10]>\n\n\n<style>\n\/* Style Definitions *\/\ntable.MsoNormalTable\n{mso-style-name:\"Tabella normale\";\nmso-tstyle-rowband-size:0;\nmso-tstyle-colband-size:0;\nmso-style-noshow:yes;\nmso-style-parent:\"\";\nmso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;\nmso-para-margin:0cm;\nmso-para-margin-bottom:.0001pt;\nmso-pagination:widow-orphan;\nfont-size:10.0pt;\nfont-family:\"Times New Roman\";\nmso-ansi-language:#0400;\nmso-fareast-language:#0400;\nmso-bidi-language:#0400;}\n<\/style>\n\n\n<![endif]--><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">La gamma di frequenze d&rsquo;uso di un quadripolo elettrico (filtro, amplificatore ecc.) pu&ograve; essere molto vasta. Per esempio, nello scenario audio la gamma di frequenze va tipicamente da 20 Hz a 20 kHz. In un grafico di unit&agrave; lineari &egrave; quasi impossibile visualizzare in modo chiaro un rapporto di valori 1000:1 (20000\/20) e in altri scenari il rapporto della gamma da rappresentare &egrave; ancora maggiore.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Cos&igrave; come si utilizza il decibel per la comodit&agrave; di rappresentare in scala logaritmica una gamma estesa di valori di ampiezza, si rappresentano in unit&agrave; logaritmiche anche i valori di frequenza o la sua velocit&agrave; angolare, omega.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">In altri termini gli intervalli di frequenza sono espressi in decadi (&hellip;0.001, 0.01, 0.1,1,10,100, &hellip;Hz) oppure, di norma per reti di segnali audio, in ottave (&hellip;1\/8,1\/4,1\/2, 1, 2, 4, 8,16,&hellip;&hellip;Hz).<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><u><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Qualsiasi rappresentazione di risposta verso un&rsquo;ampia gamma di frequenze, si utilizzano decadi o ottave per le frequenze. Non c&rsquo;entra nulla l&rsquo;ing. H. Bode.<\/font><\/span><\/u><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 11pt\"><font size=\"3\"> <br \/>\n<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Prima di chiarire &ldquo;dove si usa&quot; perch&eacute; e &ldquo;come si fa&rdquo; il diagramma di Bode, colgo l&rsquo;occasione, poich&eacute; ritengo utile per tutti coloro che pongono questo tipo di domande, un&rsquo;introduzione generale sui fondamenti <u>delle risposte dei sistemi elettrici lineari, con componenti a costanti concentrate ed invariabili<\/u>.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Come <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><a href=\"..\/..\/esperti\/php\/risposta.php?num=12415\">ha scritto Pinna<\/a><\/strong>, un sistema pu&ograve; essere caratterizzato dalla sua risposta impulsiva. La risposta y (t) d&rsquo;uscita del sistema &egrave; la convoluzione tra l&rsquo;eccitazione x (t) e la risposta impulsiva h (t), funzione di trasferimento, del sistema.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Un sistema elettrico analogico &egrave; un insieme di quadripoli ognuno con una sua funzione elettrica (amplificatore, filtro, attenuatore ecc) al loro interno troviamo una rete di rami e nodi formati da singoli bipoli contenenti uno o pi&ugrave;: resistori, <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">R<\/strong>, condensatori, <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">C<\/strong>, Induttori, <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">L<\/strong>, e Generatori, <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">G<\/strong>. Anche i componenti attivi come: valvole termoioniche, transistor, FET, operazionali ecc. sono sempre modellabili come un quadripolo formato da generatori dipendenti ideali pi&ugrave; le inevitabili R, C, L intrinseche.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Ebbene per ottenere l&rsquo;effetto voluto all&rsquo;uscita del sistema y (t) fissato il segnale d&rsquo;ingresso, causa, x (t) e data una configurazione elettrica, significa calcolare gli elementi della rete mediante equazioni differenziali alle derivate parziali.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Un conto &egrave; analizzare nel dominio del tempo pochi elementi R, C, L un altro analizzare un sistema molto complesso. Impossibile anche per un esperto matematico. Basti pensare che questo percorso non fu mai praticato neanche negli anni sessanta quando fu disponibile l&rsquo;accesso, tramite schede perforate, ai grossi centri di calcolo. <\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Anche ricavare sperimentalmente la risposta y ( t) non si ottengono ottimi risultati. L&rsquo;impulso di Dirac &egrave; impossibile da realizzare fisicamente. Per scopi pratici, si possono produrre impulsi che si avvicinano al Dirac. Spesso &egrave; pi&ugrave; semplice usare una eccitazione impulsiva detta &ldquo; a gradino &ldquo;. Un gradino ideale non &egrave; realizzabile perch&eacute; il tempo di salita dovrebbe essere nullo e la durata infinita. Tra l&rsquo;altro, minore &egrave; il tempo di salita maggiore &egrave; il costo di un oscilloscopio che diventa improponibile per molte universit&agrave; o piccole aziende elettroniche.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><u><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">In pratica si &egrave; sempre progettato reti lineari nel dominio della frequenza poich&eacute; &egrave; molto pi&ugrave; semplice sia calcolare la risposta in frequenza H (f) con pi&ugrave; familiari equazioni algebriche che ottenerla sperimentalmente con generatori sinusoidali.<\/font><\/span><\/u><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">La risposta in uscita &egrave; ancora una sinusoide avente la medesima frequenza di quella d&rsquo;ingresso ma di ampiezza e fase diverse.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Anche la verifica sperimentale &egrave; semplice basta eccitare il sistema tramite segnali sinusoidali e misurare l&rsquo;ampiezza e la fase dell&rsquo;uscita in rapporto a quelle d&rsquo;ingresso.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">E&rsquo; possibile dimostrare che l&rsquo;ampiezza e fase della sinusoide in uscita si ottiene moltiplicando l&rsquo;ampiezza della sinusoide d&rsquo;ingresso per la funzione di trasferimento <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">H (s)<\/strong> dove <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">s=j&omega;<\/strong>, iota omega, &egrave; una variabile complessa. <\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"3\"><span style=\"font-family: Verdana\">La H<\/span><span style=\"font-family: Verdana\"> (s) ha il significato fisico di trasformata di Laplace della risposta impulsiva a delta di Dirac. Sar&agrave; sempre possibile, se interessa, in qualsiasi momento, passare da una risposta in frequenza H (s) alla risposta&nbsp; all&rsquo;impulso h (t) mediante l&rsquo;antitrasformata di Laplace e viceversa (Chi vorr&agrave; approfondire capir&agrave; meglio il significato di &quot;<strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">s<\/strong>&quot;).<\/span><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"3\"><u><span style=\"font-family: Verdana\">Con la conoscenza della teoria delle reti, in pratica l&rsquo;uso dei principi di Kirchhoff in forma complessa considerando le impedenze sui rami e nodi della rete&nbsp;<\/span><\/u><u><span style=\"font-family: Verdana\">formate dagli elementi R, C e L come insieme di reattanze in regime sinusoidale <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">R, j&omega;L, 1\/j&omega;C, <\/strong>si ricava in forma complessa la funzione H (s) della rete.<\/span><\/u><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Dove il modulo, lH (s)l, rappresenta la risposta ampiezza verso frequenza e l&rsquo;argomento di H (s) la risposta fase verso frequenza.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Le funzioni che si ricavano sono del tipo razionali fratte. Sono uguali al rapporto tra due polinomi. Il numeratore ha sempre la forma: <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">a+a<sub>1 <\/sub>s+&hellip; + a <sub>m<\/sub> S <sup>m<\/sup><\/strong> ed il denominatore <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">b+b<sub>1 <\/sub>s+ -. + a <sub>n<\/sub> S <sup>n <\/sup><\/strong>.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Si dice grado o ordine della rete il pi&ugrave; alto esponente della variabile <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">s.<\/strong><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Un sistema stabile avr&agrave; sempre il grado del numeratore minore del grado del denominatore quindi, dall&rsquo;analisi matematica, facendo tendere la frequenza a infinito la H (s) tender&agrave; zero. Dal quadripolo non uscir&agrave; nulla, come realmente avviene fisicamente nella realt&agrave;. <\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">I coefficienti <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">a<\/strong> e <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">b<\/strong> sono sempre reali, grandezze fisiche R, C, L costanti, K, altrimenti la rete non sarebbe realizzabile. Le radici del polinomio al numeratore, gli &rdquo;<em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">zeri<\/em> &ldquo;, per quanto detto, sono reali o a coppie complesse coniugate e cosi i &ldquo;<em style=\"mso-bidi-font-style: normal\">poli&rdquo;<\/em>, che ricordiamo sono le radici dei polinomi al denominatore ( In soldoni, la ricerca delle intersezioni con l&rsquo;asse delle ampiezze ( y ) quando i valori di <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">s<\/strong> rendono il numeratore = 0 ( zeri ) e l&rsquo;intersezione con l&rsquo;asse x, delle frequenze o pulsazioni omega, quando i valori di <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">s<\/strong> rendono il denominatore = 0 ( poli ). <\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Maggiore &egrave; l&rsquo;ordine del quadripolo maggiore &egrave; la pendenza della variazione di ampiezza verso frequenza. La rete si comporta come un filtro. Secondo della posizione dei poli o zeri sull&rsquo;asse cartesiano. <u><a href=\"..\/..\/esperti\/php\/risposta.php?num=8783\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">Il filtri possono essere<\/strong><\/a>:<\/u> passa-basso, passa-alto, passa banda o stoppa banda. <\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Calcolando la funzione polinomiale verso punti di frequenza noi otteniamo un grafico preciso della funzione di trasferimento. Ma, il calcolo per funzioni oltre il terzo grado &egrave; spesso laborioso. Oggi, nell&rsquo;era del computer tutto ci&ograve; far&agrave; sorridere, ma l<span style=\"mso-bidi-font-weight: bold\">&rsquo;ing Bode<\/span> che si occupava negli anni trenta di sistemi di controllo e telecomunicazioni lo sapeva benissimo ed escogit&ograve; un pratico sistema in modo da velocizzare i calcoli. <\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"3\"><u><span style=\"font-family: Verdana\">Ecco, i diagrammi di Bode sono un modo approssimativo per ottenere velocemente la funzione di trasferimento in modulo e fase della H (s)<\/span><\/u><span style=\"font-family: Verdana\"> . <\/span><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Schizzando pochi ma, rapidi essenziali segmenti rettilinei si ottengono le stesse informazioni degli esatti curvilinei diagrammi di ampiezza e fase calcolato per punti di frequenza.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Tralasciando alcune importanti regole dei numeri complessi sulla manipolazione della funzione di trasferimento vediamo come si procede, solo per l&rsquo;ampiezza verso frequenza, con esempio di una semplicissima rete che rappresenta un amplificatore audio da 20 Hz a 20 kHz.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Dallo schema elettrico si individuano le pi&ugrave; semplici sottoreti possibili.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">In figura osserviamo all&rsquo;ingresso una rete passa &ndash; alto formata da R1 e C1 (Le frequenze prossime a zero non sono trasmesse da C1 che non lascia passare la componente continua).<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Segue un amplificatore contro-reazionato negativamente che non ha elementi reattivi quindi la funzione di trasferimento verso frequenza &egrave; una costante.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">La rete termina con un filtro Passa-Basso poich&eacute; alle frequenze alte C2 tende a diventare un corto circuito. La funzione lH (s)l tende a zero a frequenze infinite.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"3\"><u><span style=\"font-family: Verdana\">Ora grazie alla teoria delle reti, calcoliamo le semplici funzioni di trasferimento delle tre sottoreti H1 (s), H2 (s) e H3 (s)<\/span><\/u><span style=\"font-family: Verdana\">.<\/span><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"3\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" width=\"793\" height=\"642\" src=\"\/spaw\/image\/informatica\/teoria_dei_segnali\/bode2_f1.jpg\" \/><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Disegniamo una rappresentazione cartesiana. E&rsquo; pi&ugrave; comodo collocare sull&rsquo;ascissa,X, i&nbsp;valori della pulsazione<strong> &omega;<\/strong> in unit&agrave; logaritmica (Basta dividere per 6,28 e otteniamo i valori di frequenza). Sull&#8217;asse delle ordinate,Y,&nbsp;si rappresentano i valori d&rsquo;ampiezza del modulo di <strong>H (s)<\/strong> in dB. L&rsquo;asse positivo di Y rappresenta il guadagno della rete. L&rsquo;asse negativo di Y rappresenta l&rsquo;attenuazione della rete. I valori rappresentati vanno da + infiniti dB a &ndash; infiniti dB. <u>Ci&ograve; &egrave; molto importante perch&eacute; in presenza di zeri <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>non vedremo mai la funzione attraversare il valore zero di y, come si &egrave; abituati a tracciare il grafico di funzioni in matematica, ma tender&agrave; verso <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>&#8211; infiniti dB (discorso simile per i poli).<\/u><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Individuiamo subito le funzioni indipendenti dalla frequenza, s=0. Inseriamo nell&#8217;equazione <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>i valori dei componenti e calcoliamo il valore di H<sub>2<\/sub>.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">In questo caso &egrave; un guadagno e tracciamo una retta paralella all&rsquo;asse delle frequenze in corrispondenza al valore in dB dell&rsquo;asse Y.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Si localizza la rete dipendente dalla pi&ugrave; alta frequenza. &nbsp;Nel nostro caso H<sub>3<\/sub> (s) e la si analizza. Osserviamo che H<sub>3 <\/sub>(s)<sub> <\/sub><span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span><span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>non potr&agrave; mai avere un valore di s tale da portare il numeratore a zero. La rete ha un solo polo corrispondente a -1\/Tau<sub>3 .<\/sub><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Si posiziona il polo alla frequenza calcolata, come in figura.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Poich&eacute; la funzione H<sub>3<\/sub> (s) <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>&egrave; del primo ordine la semiretta da tracciare dal valore del polo &nbsp;ha una pendenza verso frequenze infinite di 20 dB per decade o 6 dB per ottava di frequenza.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Fosse stata del 2&deg;, 3&deg; o &nbsp;4 &deg;&nbsp; avremmo avuto rispettivamente una pendenza di 12,18,24 dB per ottava&nbsp;oppure &nbsp;40,60,80 dB per decade.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 12pt\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Ora rimane da analizzare la funzione della rete H<sub>1<\/sub> (s), vediamo che il numeratore si annulla per s=0 e quindi abbiamo uno zero sull&rsquo;origine. Il denominatore si annulla per 1\/Tau<sub>1 <\/sub>. Calcoliamo il valore e posizioniamo il polo come abbiamo fatto per la funzione H<sub>3<\/sub> (s).<\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 12pt\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Fine. Con tre colpi di matita conosciamo la risposta in ampiezza frequenza della rete. Pi&ugrave; facile a farsi che spiegarlo.<\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 12pt\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Bode dimostr&ograve; che se la rete &egrave; stabile &egrave; sufficiente la conoscenza del diagramma d&rsquo;ampiezza per risalire al diagramma di fase, ma questo &egrave; un altro discorso &hellip;. <\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Verdana\"><font size=\"3\">Gianfranco Verbana <\/font><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":285,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[64],"tags":[],"class_list":["post-3263","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-teoria-dei-segnali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3263","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/285"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3263"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3263\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3263"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3263"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3263"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}