{"id":3262,"date":"2011-02-04T00:00:00","date_gmt":"2011-02-03T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3262","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3262\/","title":{"rendered":"Ho sentito dire che alcuni uccelli hanno un senso magnetico.\r\nQuali esperimenti sono stati fatti per dimostrarlo?\r\nDove si troverebbe, ammesso che sia uno ed unico in tutte le specie, detto organo di senso? \r\nSecondo quale principio funzionerebbe?"},"content":{"rendered":"<div align=\"justify\">\n<p><font size=\"2\"><font face=\"Times New Roman\">Molti uccelli hanno in comune gli stessi meccanismi di orientamento spaziale, indipendentemente dalle loro prestazioni migratorie pi&ugrave; o meno spiccate e dai gruppi sistematici di appartenenza. Le capacit&agrave; di orientamento nello spazio comprendono sia meccanismi di vera navigazione, che meccanismi di mantenimento e scelta di direzioni mediate dalla lettura di &quot;<em>bussole<\/em>&quot;<\/font><\/font> <font face=\"Times New Roman\"><font size=\"2\">basate sulla percezione di svariati input sensoriali.<\/font><\/font><\/p>\n<p><font face=\"Times New Roman\"><font size=\"2\">Queste bussole, basate sia <\/font><\/font><font size=\"2\"><font face=\"Times New Roman\">su componenti innate che sull&#8217;apprendimento programmato, sono meccanismi che consentono agli esseri viventi di mantenere direzioni costanti sfruttando sistemi di riferimento esterni, quali gli astri, il sole, il sole come fonte di luce polarizzata ed il campo geomagnetico.<\/font><\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Times New Roman\">In particolare la <em>bussola magnetica<\/em> <\/font><font size=\"2\"><font face=\"Times New Roman\">&egrave; un meccanismo di orientamento molto diffuso nel regno animale, il suo utilizzo &egrave; stato dimostrato nei Passeriformi, nelle api, nel colombo, nei roditori, nei talitri etc, svolgendo un ruolo molto importante in tutte quelle condizioni che impediscono l&#8217;utilizzo del Sole (ad esempio di notte, a cielo coperto, sotto terra).<\/font><\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\"><font face=\"Times New Roman\">Gli esperimenti pi&ugrave; significativi sull&#8217;orientamento magnetico sono stati condotti sui Passeriformi migratori notturni. L&#8217;utilizzo del campo geomagnetico da parte degli uccelli migratori cominci&ograve; ad essere ipotizzato partendo dall&#8217;osservazione che essi erano orientati anche quando, per la copertura del cielo, n&egrave; il Sole e n&egrave; le stelle erano utilizzabili. Seguendo questa traccia W. e R. Wiltschko dimostrarono nel 1968 come l&#8217;orientamento di pettirossi ingabbiati e saggiati nel periodo migratorio poteva essere influenzato dalla presenza di campi magnetici artificiali: gli uccelli rispondevano ad una rotazione del nord magnetico ottenuta tramite spirali di Helmholtz, con una corrispondente rotazione nella preferenza direzionale, che corrispondeva sia qualitativamente che quantitativamente al trattamento effettuato, dimostrando cos&igrave; che essi utilizzano il campo magnetico come riferimento direzionale.<\/font><\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\"><font face=\"Times New Roman\">Fondamentalmente per rilevare la capacit&agrave; di percepire il campo magnetico, vengono effettuati due tipi di esperimenti: gli &quot;<em>esperimenti di condizionamento a stimoli magnetici<\/em>&quot;<\/font><\/font> <font size=\"2\" face=\"Times New Roman\">e gli &quot;<em>esperimenti di orientamento magnetico<\/em>&quot;.<\/font> <font size=\"2\" face=\"Times New Roman\">Nel primo tipo di esperimenti si cerca di indurre una risposta differenziale (in genere una scelta legata all&#8217;ottenimento di cibo) a seconda della presenza o meno di un campo magnetico artificiale. Questo approccio &egrave; stato tentato pi&ugrave; volte, ma con buoni risultati solo nelle api. Nel secondo tipo di esperimenti come procedura generale si va invece a indurre una variazione nel campo magnetico terrestre attorno alla zona in cui si ha orientamento e si tenta di rilevare le conseguenti risposte nell&#8217;animale. Il metodo pi&ugrave; semplice, ma pi&ugrave; generico, consiste nell&#8217;applicazione di magneti, in genere mobili, con l&#8217;attesa di indurre un disorientamento se gli animali si basano su stimoli magnetici. Un sistema pi&ugrave; preciso, ma usabile solo in condizioni controllate, consiste nell&#8217;uso di bobine magnetiche (<em>spirali di Helmholtz<\/em> o <em>cubo di Rubens<\/em>), con cui produrre specifici campi magnetici alterati, determinabili con precisione nel&#8217;area di studio.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Times New Roman\">Alcuni animali come ad esempio i salmoni, o i ratti-talpa<\/font><font face=\"Times New Roman\"> sembrano in grado di riconoscere la polarit&agrave; del campo magnetico, mentre nella maggior parte dei casi la bussola funziona come una bussola ad inclinazione: l&#8217;animale non appare capace di distinguere il senso delle linee di forza del campo magnetico, ma solo la loro inclinazione rispetto alla superficie terrestre e ci&ograve; fornirebbe loro delle informazioni riguardo la propria posizione rispetto alla direzione &quot;verso il polo&quot; e &quot;verso l&#8217;equatore&quot;, senza dare informazioni sulla polarit&agrave;.<\/font> <font size=\"2\" face=\"Times New Roman\">Ci&ograve; &egrave; stato dimostrato sempre nei pettirossi andandoli a saggiare in un campo magnetico con la componente verticale invertita.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Times New Roman\">Per quanto riguarda l&#8217;organo di senso implicato nella percezione dello stimolo magnetico negli uccelli, sappiamo oramai da tempo che anche stimoli e recettori lontani dal nostro bagaglio sensoriale possono giocare un ruolo cruciale nel guidare gli animali<\/font><font face=\"Times New Roman\">, ma le nostre conoscenze sui meccanismi fisiologici e neurobiologici che stanno alla base di questa magnetorecezione sono ancora piuttosto limitate.<\/font> <font size=\"2\" face=\"Times New Roman\">Per una completa comprensione del cosiddetto &quot;senso magnetico&quot; &egrave; necessario conoscere la natura e la localizzazione dei recettori, i meccanismi di trasduzione coinvolti, le connessioni col SNC e la parte del cervello implicata nell&#8217;elaborazione dell&#8217;informazione magnetica.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Times New Roman\">Solo di recente sono stati proposti due possibili meccanismi di trasduzione per spiegare la magnetorecezione:<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Times New Roman\"><strong>&#8211; <\/strong><strong>PERCEZIONE TRAMITE PARTICELLE FERROMAGNETICHE<\/strong><\/font> <font size=\"2\" face=\"Times New Roman\">nel colombo sono state rinvenute all&#8217;interno delle terminazioni nervose del ramo oftalmico mediale, che &egrave; una branca del nervo trigemino,<\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"241\" src=\"\/spaw\/image\/biologia\/zoologia\/colombo.jpg\" \/><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Times New Roman\">delle formazioni, che si &egrave; ipotizzato siano implicate nella rivelazione di stimoli geomagnetici, utili per il meccanismo di mappa. <\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"198\" src=\"\/spaw\/image\/biologia\/zoologia\/magnetite.jpg\" \/><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Times New Roman\">Tali formazioni sono costituite da un particolare tipo di magnetite biogenica, detta &quot;<em>superparamagnetica<\/em>&quot;<\/font><font size=\"2\" face=\"Times New Roman\">, che in presenza di un campo magnetico esterno si polarizza, con conseguenti interazioni dipolo che portano a seconda della direzione del campo ad una deformazione della membrana a cui sono legate ed ad una apertura di canali ionici meccano-sensibili, che vanno ad influire sul potenziale di membrana. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Times New Roman\">Nella trota iridea invece sono state rinvenute particelle di magnetite &quot;<em>a dominio singolo<\/em>&quot; (indicate in verde nella figura sottostante) all&#8217;interno della lamina basale dell&#8217;epitelio olfattivo, il quale &egrave; contenuto nella capsula nasale, che &egrave; innervata da una branca del nervo trigemino (ros V).<\/font><\/p>\n<div align=\"center\"><font size=\"2\" face=\"Times New Roman\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"257\" src=\"\/spaw\/image\/biologia\/zoologia\/trotairidea.jpg\" \/><\/font><\/div>\n<p><font size=\"2\" face=\"Times New Roman\"><strong>&#8211; PERCEZIONE CHIMICA: IL &quot;RADICAL PAIR MODEL&quot; <\/strong>questo modello prevede che il decorso ed i prodotti di reazioni chimiche che comportano la formazione di radicali liberi possano dipendere da campi deboli come il campo geomagnetico e che questo determinerebbe una prima trasduzione dello stimolo magnetico. In particolare si ritiene che il campo magnetico influenzi la dinamica di interconversione tra i due stati in cui si pu&ograve; venire a trovare la coppia radicalica e quindi il tutto dipenderebbe dall&#8217;allineamento che la coppia assume rispetto al campo magnetico locale. Attualmente l&#8217;ipotesi pi&ugrave; accreditata &egrave; quella basata su un radical pair model che avviene nelle cellule fotorecettoriali retiniche, a carico di fotopigmenti retinici chiamati &quot;<em>criptocromi<\/em>&quot;, che sono le uniche molecole fotoeccitabili presenti nella retina dei Vertebrati, che possono soddisfare i requisiti previsti dal modello. I prodotti di queste reazioni andrebbero poi ad influenzare le vie di trasduzione visive, portando cos&igrave; ad una percezione del campo magnetico sottoforma di diversi patterns visivi, in base ai diversi orientamenti della testa, utile solo per il meccanismo di bussola ad inclinazione.<br \/>\n<\/font><\/p>\n<\/div>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"220\" src=\"\/spaw\/image\/biologia\/zoologia\/rpm.jpg\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\" face=\"Times New Roman\">Indicazioni a favore <\/font><font size=\"2\" face=\"Times New Roman\">di questo modello derivano da diversi tipi di esperimenti comportamentali, i quali hanno indicato un possibile link tra magnetorecezione e sistema visivo. La maggior parte delle evidenze derivano da esperimenti&nbsp;<\/font><font size=\"2\" face=\"Times New Roman\"> di orientamento con luci a diversa lunghezza d&#8217;onda, effettuati inzialmente nel tritone <em>Notophtalmus<\/em>&nbsp; e poi replicati ampiamente in <em>Drosophila<\/em>, in <em>Tenebrio<\/em>, nei topi e soprattutto in vari Passeriformi migratori. <\/font><font size=\"2\" face=\"Times New Roman\">Ulteriori prove derivano poi da esperimenti con campi oscillanti a radio frequenza.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\" face=\"Times New Roman\"><strong>&#8211; PERCEZIONE PER INDUZIONE<\/strong><\/font><font face=\"Times New Roman\"> in questo<\/font> <font size=\"2\"><font face=\"Times New Roman\">le informazioni magnetiche sono percepite da elettrocettori, che rilevano il campo elettrico indotto dal movimento dell&#8217;animale in un campo magnetico. Il campo elettrico indotto dipenderebbe dalla direzione e dall&#8217;intensit&agrave; del campo magnetico attraversato e dal rapporto spaziale tra la direzione del movimento e quella del campo magnetico terrestre. Tutto ci&ograve; &egrave; in effetti ci&ograve; che si ritiene avvenga nelle ampolle del Lorenzini degli Elasmobranchi, ma ci sono scarse prove sperimentali che effettivamente utilizzino gli elettrocettori per derivare informazioni direzionali.<\/font><\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><font size=\"2\"><font face=\"Times New Roman\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"216\" src=\"\/spaw\/image\/biologia\/zoologia\/elasmobranchi.jpg\" \/><\/font><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\" face=\"Times New Roman\">Per ulteriori approfondimenti:<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\" face=\"Times New Roman\">Wiltschko R, Wiltschko W (1995). &quot;Magnetic orientation in animals&quot;. Springer, Berlin, Heildeberg, New York.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\" face=\"Times New Roman\">Liedvogel M, Mouritsen H (2009). &quot;Cryptochromes-a potential magnetoreceptor: what do we know and what do we want to know?&quot;. J. R. Soc. Interface doi:10.1098\/rsif.2009.0411.focus (interessante e aggiornato review sui criptocromi coinvolti nella percezione chimica)<\/font>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\" face=\"Times New Roman\">Cadiou H, McNaughton P. A (2009). &quot;Avian magnetite-based magnetoreception: a physiologist&#8217;s perspective&quot;. J. R. Soc. Interface doi:10.1098\/rsif.2009.0423.focus<\/font><font size=\"2\" face=\"Times New Roman\"> (interessante e aggiornato review sul modello basato sulle particelle di magnetite).<\/font>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"439\" src=\"\/spaw\/image\/biologia\/zoologia\/balietta.jpg\" \/><\/p>\n<p align=\"center\">Balia nera (<em>Ficedula hypoleuca<\/em>)<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":157,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-3262","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-zoologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3262","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/157"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3262"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3262\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3262"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3262"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3262"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}