{"id":3245,"date":"2010-11-26T00:00:00","date_gmt":"2010-11-25T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3245","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3245\/","title":{"rendered":"Gli scienziati sono chiamati tali perch\u00e8 con la scienza cercano di dare risposte agli enigmi della vita, cercando di dare una risposta che sia universalmente accettata e condivisa dalla comunit\u00e0 scientifica.\r\nMa esiste un quesito che unifica sicuramente tutta l&#8217;umanit\u00e0 intera&#8230; La VITA.\r\nChe cos&#8217;\u00e8? Le persone dovrebbero ricercare l&#8217;universale risposta."},"content":{"rendered":"<p>Parto dalle ultime parole della&nbsp;domanda &quot;&#8230;.La Vita che cosa &egrave;?&#8230;.&quot;:&nbsp;&nbsp;dare una risposta, definitiva ed esaustiva a tale domanda, era ed &egrave; oggi, come credo anche in futuro &quot;almeno quello che riuscir&ograve; a vedere&quot;, impossibile.<\/p>\n<p>Definire cosa &egrave; la vita, &egrave; come definire cosa &egrave; l&#8217;anima, o, in cosa consiste l&#8217;amore, l&#8217;odio, e cos&igrave; via dicendo&#8230;.!<\/p>\n<p>La difficolt&agrave; nel dare una risposta chiara e netta, nasce da due fattori fondamentali. <\/p>\n<p>La vita non &egrave; quantificabile, come l&#8217;insieme delle funzioni biologiche-psicologiche che la caratterizzano, matematicamente, come&nbsp; hanno tentato, negli ultimi decenni di fare, con modelli matematici, molti fisici e matematici; &egrave; impossibile pensare a un modello matematico che descriva l&#8217;emozioni, la coscienza, ma anche la stessa riproduzione o, adattamento fenotipico, la plasticit&agrave; fenotipica e, tutto ci&ograve; che costituisce la vita, sia di un essere umano che di altre specie animali, vegetali, fino alle forme pi&ugrave; elementari, come un protozoo o addirittura un virus. <br \/>\nSi possono scrivere equazioni che prevedono la dinamica di una popolazione; alcuni biologi e matematici l&#8217;hanno fatto sin dalla fine dell&#8217;800 e durante tutto il secolo scorso; cito ad esempio Volterra, Matlhus, Gauss e Gause, Fisher, e molti altri, ma questi, non descrivono cosa sia la &quot;Vita&quot;, aiutano i biologi a comprendere, come certi fenomi e rappresentazioni della vita avvengono. Ad esempio per uno zoologo nel caso delle &quot;migrazioni sociali&quot;, un ecologo nel caso &quot;dell&#8217;esplosione demografica&quot;&nbsp; di una specie animale o vegetale, compreso l&#8217;essere umano, un botanico, nel caso della &quot;lotta biologica&quot; contro parassiti e insetti, applicata in agricoltura, per la corretta coltivazione di specie vegetali eduli, o ancora l&#8217;effetto che una specie aliena, causerebbe, una volta insediatasi in un biotopo non&nbsp; orginale, come il causare alle specie autoctone-endemiche problemi di competizione per nicchie ecologiche, risorse trofiche etc.,. possono essere di supporto e utili tali modelli, anche se il &quot;<em>primus movens<\/em>&quot; &egrave; il lavoro sul campo.<\/p>\n<p>Ben consci ne sono i botanici, ad esempio con il recentissimo caso, del punteruolo rosso, che sta causando la devastazione di diverse specie di palme; o ancora, l&#8217;\/gli effetto\/i che un patogeno, ad esempio il virus &quot;dell&#8217;influenza aviaria&quot; potrebbe causare, se un certo tipo di specie animale, infettata, lo propagasse, non solo tra specie selvatiche, ma anche domestiche, ad esempio, da un&#8217;anatra selvatica, o un germano reale, a un pollo domestico etc,. o se &egrave; prevedibile un salto di barriera di specie.<\/p>\n<p>Il secondo fattore, &egrave; che la domanda &quot;Cosa &egrave; la Vita?&quot; ha una posizione pi&ugrave; filosofica-metafisica,&nbsp; rispetto alla Biologia degli organismi viventi.<\/p>\n<p>Le figure che meglio, o che almeno pi&ugrave; direttamente sono coinvolte nell&#8217;analisi di tale aspetto, storicamente parlando, sono il biologo (sia esso zoologo, botanico, ecologo, etnologo o anche genetista), poich&eacute;, affrontano tutta la biodiversit&agrave; esistente; le altre figure sono il filosofo e il teologo, i quali partono da posizione quasi antipodali, il primo, muovendosi con percorsi logico-razionali, destrutturando tutta la componente emotiva, nel suo processo di analisi, basandosi pi&ugrave; sulla componente cognitiva, il secondo, puntando pi&ugrave; sull&#8217;aspetto dell&#8217;anima, dell&#8217;amore, della passione dei sentimenti, non prescindendo dal fatto, che tutto &egrave; comunque opera di un Dio, entrambi riferendosi all&#8217;essere umano, quasi sempre, nelle diverse epoche e culture.<\/p>\n<p>Mantenendoci sull&#8217;aspetto scientifico, per mia formazione, quella di biologo zoologo, tenter&ograve; di spiegare quale tipo di ragionamento e di evidenze dei fatti, portano un biologo a percepire che, il problema di spiegare &quot;cosa &egrave; la vita&quot;, &egrave; probabilmente senza soluzione, nei termini almeno, che noi esseri umani, specie che ci poniamo il &quot;perch&egrave;?&quot; (o dovremmo) di ogni cosa,&nbsp; e ne ricerchiamo (almeno tentiamo) le risposte, ci dovrebbe (ma ne dubito) portare a una soluzione<\/p>\n<p>Fino ad oggi, tutte le parziali o pi&ugrave; complete soluzioni, rispondono pi&ugrave; a un &quot;per quale motivo&#8230;. o come, o cosa&nbsp; accade se&#8230;&quot; in relazione alla vita, piuttosto che arrivare alla radice del problema &quot;esistenziale&quot;, rispondendo a &quot;cosa &egrave; la vit&agrave;?&quot; &egrave; perch&egrave; esistiamo, in realt&agrave;.<\/p>\n<p>Il grande biologo etologo entomologo Oskar Henriot, disse &quot;&#8230;.. rispondere a tale domanda, richiederebbe al nostro cervello, di comprendere se stesso, &egrave; in grado di poterlo fare&#8230;.?&quot;<\/p>\n<p>Sin dai tempi dei grandi filosofi greci con Aristotele, Platone, Talete, Euripide, Ippocrate, e tutto l&#8217;elenco lunghissimo che li rappresenta, ci si poneva tale domanda, per alcuni, ad esempio Platone, pi&ugrave; in termini esistenziali, per altri, ad esempio Aristotele (uno dei primi grandi biologi dell&#8217;umanit&agrave;) o Ippocrate (il primo medico), in termini pi&ugrave; razionali, come tenta ad esempio di spiegare Aristotele, nella sua opera &quot;<strong><em>De Generatione Animalium<\/em><\/strong>&quot;. <\/p>\n<p>Ma ancora prima di tali figure, probabilmente la domanda, venne posto da tutta la cultura Persiana, Fenicia, Egiziana e cos&igrave; via.<br \/>\nTale quesito, si ripresenta dopo i greci, nei filosofi dell&#8217; Antica Roma, da Plinio il Vecchio a Galeno e cos&igrave; via.<\/p>\n<p>Ogni volta, le risposte erano pi&ugrave; o meno metafisiche e, brillavano di una razionalit&agrave; che era funzione dei tempi in corso e di ci&ograve; che si conosceva al momento, quindi pi&ugrave; o meno parziale (sempre che essere perfettamente razionali abbia senso, o, almeno sarebbe logico capire prima cosa s &#8216;intenda per completa razionalit&agrave;).<\/p>\n<p>Man mano che la Scienza, nello specifico la Biologia, con tutte le sue branche (Zoologia, Botanica, poi nel tempo l&#8217;Ecologia, l&#8217;Etologia, l &#8216;Antropologia-Etnologia, la Fisiologia. l&#8217;Embriologia, la Genetica, la Biochimica, la Biologia Molecolare&#8230;&#8230;.), acquisivano, l&#8217;insieme di quelle nozioni che sarebbero andate a formare il &quot;<em>corpus<\/em>&quot; su cui, poi, si sarebbe tentato di spiegare &quot;cosa &egrave; la vita?&quot;, ci si rendeva sempre pi&ugrave; conto, che molte spiegazioni, all&#8217;apparenza palusibili, si contraddicevano nel tempo, o risultavano molto approssimative e in alcuni casi, totalmente &quot;errate&quot;.<br \/>\nLa scoperta di specie animali, ad esempio tra il &#8216; 700 e l&#8217; 800, che inizialmente erano difficili da classificare, o come animali o piante, basti pensare agli &quot;esacoralli&quot; e gli &quot;octacoralli&quot; che furono inizialmente dai biologi considerati piante e poi solo successivmanete animali, col progredire delle colture e allevamenti di questi organismi, e le varie tecniche e strumenti, dimostra che il problema era ed &egrave; enorme.<br \/>\nSe ci si riferiva solo al concetto iniziale, che un organismo vivente &egrave; tale perch&egrave; ha la capacit&agrave; di crescere e svilupparsi, il tutto cadeva, nel momento in cui, si not&ograve; che anche i cristalli di sostanze minerali (il cristallo &egrave; uno stato fisico ben preciso, verso cui pu&ograve; tenedere una specie minerale o una sostanza chimica), avevano la capacit&agrave; come i geologi e i chimici dimostrarono, di poter crescere autonomamente, ma un cristallo, non &egrave; una forma vivente; quindi era limitativo, usare questi concetti, da parte dei biologi, per definire &quot;la vita&quot;.<\/p>\n<p>Porto&nbsp;un altro esempio, in Biologia (sia in Zoologia che in Botanica), &egrave; considerato organismo vivente o materia vivente, quella specie in grado (usando strategie diverse) di riprodursi autonomamente, sia che lo faccia per scissione binaria, quindi asessualmente (come le spugne&nbsp; e molti protozoi), sia che si riproduca per partenogenesi (riproduzione virginale, che usa un solo sesso quello femminile, tramite l&#8217;ovocellula, sotto stimoli ambientali, come in tantissimi invertebrati e alcuni vertebrati afferenti ai pesci, anfibi, rettili, uccelli e forse mammiferi), sia che avvenga par anfigonia o amfimissi o gonocorismo (cio&egrave; coinvolgendo i due sessi, per la fusione di uno sperma con una ovocellula, o di un polline maschile con il tubetto pollinico femminile o viceversa), o come nelle piante per propagazione vegetativa (attraverso la propagazione di bulbilli, stoloni e cos&igrave; via) o mediante le varie forme di ermafroditismo proterandrico o proterogino, tipiche nei pesci e nei molluschi sia terrestri che marini.<\/p>\n<p>Questa definizione, per&ograve;, classificherebbe i &quot;virus&quot; come organismi non viventi (come molti altri parassiti), poich&eacute; non possono autonomamente riprodursi, in quanto necessitano di un &quot;ospite&quot; per poterlo fare e, anche molti insetti, per svolgere il loro completo ciclo vitale, necessitano di un substrato, rappresentato da un &quot;ospite intermedio&quot;, si pensi allo sporozoo (plasmodio) della Malaria, che usa sia le zanzare femmine della specie &quot;<span style=\"font-style: italic;\">anofela<\/span>&quot; e anche l&#8217;essere umano per riprodursi, o i tripansomi (ad esempio il <span style=\"font-style: italic;\">Trypanosoma brucei<\/span> <span style=\"font-style: italic;\">rhodesiensi<\/span>) che sono causa delle &quot;tripanosomiasi&quot; , nello specifico quella africana detta &quot;malattia del sonno&quot;, mediante le mosche del genere &quot;<span style=\"font-style: italic;\">glossina<\/span>&quot; etc,.<br \/>\nMa sappiamo benissimo che i &quot;virus&quot; e i &quot;parassiti&quot;, sono a tutto pieno, organismi viventi, per cui, &egrave; stato necessario, un cambiamento di prospettiva, una volta scoperti, spiegato dai virologi, e microbiologi, che li hanno caratterizzati.<\/p>\n<p>Se poi, limitatamente alla riproduzione anfigonica, detta anche amfimittica o gonocorica, consideriamo vivente, solo ci&ograve; che si riproduce, mediante fusione di un gamete maschile, con uno femminile, la &quot;clonazione somatica riproduttiva&quot; ha rotto anche questo principio, ma andiamo oltre; se per ottenere un embrione come definiscono i teologi &quot;vivo&quot; o che &egrave; un &quot;organismo vivente&quot; sin dallo stadio di &quot;zigote unicellulare&quot;, in cui ancora viene utilizzato il genoma materno, prima di iniziare a usare il suo specifico, che avviene allo stadio di 2-3 cellule in relazione alla specie animale, &egrave; necessario che cellule gametiche &quot;spermi, ovocellule&quot; cooperino, fecondandosi, il che prospetticamente, quindi, significa che portano il potenziale vivente in loro stesse, si drovebbero quindi considerare vita anche esse, tanto quanto l&#8217;embriozigote; a tutti gli effetti organismi viventi.<br \/>\nPer &quot;sillogismo&quot; quindi, dovrebbe a rigor di logica, essere vietato (come invece, giustamente non &egrave;), utilizzarle sperimentalmente, poich&egrave; in esse prospetticamente c&#8217;&egrave; la &quot;vita&quot;, come in ci&ograve; che creano, l&#8217;embrione. <br \/>\nMa la clonazione somatica riproduttiva, ha ampliato il discorso paradossalmente, anche alle cellule somatiche, oltre che a quelle gametiche o germinali, poich&egrave; se utilizzando il nucleo di un &quot;fibroblasto&quot; cellula del connetivo, o di un &quot;linfocita&quot; cellula immunitaria, o di epidermide se non meglio di epitelio intestinale, come fu fatto dai biologi embriologi Ian Wilmut e Keith Campbell nel 1996 per clonare Dolly la pecora o, da King e Briggs nel 1950 per clonare un rospo, potendo quindi vicariare il ruolo dello spermio (in parte anche dell&#8217;ovocellula denucleata), trapiantadolo in un ovocita, opportunamente preparato, eliminando il suo nucleo originale,&nbsp; generando un organismo <em>ex-novo<\/em>, come &egrave; stato fatto (e viene fatto continumante in zootecnia), con bovini, ovini, suini, equini, si dimostrerebbe allora, che tutte le cellule del corpo, sono potenzialmente produttori di vita, sono &quot;Vita&quot;, in una sorta di Pangenesi Lamarckiana-Darwiniana. <br \/>\nQuindi il tutto &egrave; sottoponibile a critica, in relazione a ci&ograve; che la scienza scopre, a ci&ograve; che viene confermato o confutato.<\/p>\n<p>Si sono tentati approcci cibernetici negli anni &#8216; 60 del secolo scorso, con i biologi francesi Jacques Monod e Francois Jacob (vincitori del premio Nobel nel 1978), mediante le teorie dell&#8217;Operone e del Replicone, per cercare di dare un definizione pi&ugrave; sistemica della &quot;Vita&quot;, ma il tutto pu&ograve; rischiare di rimanere un esercizio di stile, riduzionistico, secondo altri biologi molecolari e biochimici, la vita nascerebbe da polimeri di nucleotidi, dai quali si sarebbero formate molecole di RNA autocatalitiche autoreplicanti.<\/p>\n<p>Puur essendo uno biologo ma zoologo ecologo come formazione , non so se questa possa essere una teoria pi&ugrave; o meno valida, poich&egrave; ho nozioni molto elementari di biologia molecolare, certo &egrave; che, come molte altre teorie, spiegherebbe forse come potrebbe essersi formata la vita, ma ancora una volta non &quot;cosa &egrave; la Vita?&quot;.<\/p>\n<p>Negli ultimi &#8216; 70 anni, la Biologia tramite una sua branca l&#8217;Ecologia, ha insieme alla Zoologia e Botanica, introdotto il concetto di biocenosi (comunit&agrave; animali e vegetali che vivono in equilibrio biologico) e di ecosistema (uno spazio vitale, in cui una biocenosi &egrave; in grado di vivere e riprodursi),&nbsp; da qui &egrave; venuta fuori una nuova categorizzazione della &quot;vita&quot; intesa come &quot;ecosistema&quot; o&nbsp; &quot;biosfera&quot; se consideriamo tutti gli ecosistemi presenti sul globo terracqueo, la cui risultante non &egrave; la sommatoria semplice&nbsp; degli elementi componenti &quot;specie animali e vegetali&quot; l&#8217;ecosistema e le biocenosi, ma l&#8217;insieme delle interazioni e la loro integrazione funzionale, nel tempo e nello spazio, di questi componeneti, in un numero &quot;n&quot; di combinazioni, le quali determinano quelle cosiddette &quot;propriet&agrave; emergenti&quot;, che costituiscono da un ecosistema, fino alla biosfera totale.<\/p>\n<p>Dai biologi queste sono chiamate &quot;reti ecologiche adattative-interattive&quot;.<\/p>\n<p>Quindi, forse, la &quot;Vita&quot; &egrave; una espressione dinamica di uno stato emergente nel tempo e nello spazio, che come l&#8217;anima o l&#8217;amore, non pu&ograve; essere spiegata &quot;completamente&quot; n&eacute; in termini biochimici, n&eacute; genetici n&eacute; meno che mai matematici, n&eacute; semplicemente filosofico-teologici; in ultimo, forse, non si pu&ograve; neanche dare una visione a dimensione specificamente umana, e unificatrice della &quot;Vita&quot;, come la domanda chiede, data l&#8217;eterogeneit&agrave; delle forme &quot;Viventi&quot;.<\/p>\n<p>Bibliografia:&nbsp; <\/p>\n<p><span id=\"main\" style=\"visibility: visible;\"><span id=\"search\" style=\"visibility: visible;\"><em>-Filosofia Zoologica<\/em>, di Jean Baptiste<\/span><\/span> Lamarck<\/p>\n<p>&#8211;<span style=\"font-style: italic;\">La grande enciclopedia della Naura,<\/span><span style=\"font-style: italic;\"> <\/span>J. Carrington, Barzanti<\/p>\n<p>&#8211;<span style=\"font-style: italic;\">Il caso e la Necessit&agrave;<\/span>, di Jacques Monod, Mondadori<\/p>\n<p>&#8211;<span style=\"font-style: italic;\">La storia della contraccezione<\/span>, di Gregory Pincus: studio di un biologo Americano nei primi del &#8216; 900, sul concetto di vita e controllo demografico, mediante un nuovo strumento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":267,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[],"class_list":["post-3245","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-evoluzione-ed-ecologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3245","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/267"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3245"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3245\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3245"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3245"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3245"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}