{"id":3240,"date":"2010-12-16T00:00:00","date_gmt":"2010-12-15T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3240","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3240\/","title":{"rendered":"La terra, durante il suo moto di rivoluzione attorno al sole, compie la sua orbita su un piano immaginario detto piano dell&#8217;eclittica. Vorrei sapere se in realt\u00e0 l&#8217;orbita terrestre si discosta di qualche grado da questo piano immaginario (ad esempio avanzando con un moto di tipo sinusoidale) e se questo pu\u00f2 avere effetti sull&#8217;alternarsi delle stagioni."},"content":{"rendered":"<p>Il moto della Terra attorno al Sole si svolge in prima approssimazione lungo un&#8217;orbita ellittica. L&#8217;ellisse &egrave; una figura geometrica semplice, piana e chiusa. Si pu&ograve; tracciare facilmente con una cordicella, due chiodi ed una matita ed &egrave; una bella espressione della semplicit&agrave; della Natura. Certo, non semplice quanto il cerchio, che gli antichi pensavano fosse la traiettoria naturale dei pianeti, ma comunque una figura riconducibile all&#8217;armonia.<\/p>\n<p>Nella realt&agrave; la geometrica precisione della Natura viene &quot;sporcata&quot; dalle perturbazioni che gli altri corpi celesti esercitano sul nostro pianeta.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" height=\"250\" width=\"284\" align=\"right\" alt=\"\" src=\"\/spaw\/image\/astronomia\/merc_prec.gif\" \/>Il risultato &egrave; che l&#8217;orbita terrestre in realt&agrave; non &egrave; n&eacute; semplice, n&eacute; piana, n&eacute; chiusa. E&#8217; noto il caso del pianeta Mercurio che, essendo molto vicino al Sole, risente maggiormente degli effetti relativistici della gravit&agrave; e per questo compie un&#8217;orbita &quot;a rosetta&quot;, che non si chiude mai. Meno noto &egrave; il fatto che anche il piano dell&#8217;orbita dei pianeti &egrave; soggetto ad oscillazioni.<\/p>\n<p>Per valutare queste oscillazioni si deve realizzare una simulazione molto accurata del sistema solare, tenendo conto di quanti pi&ugrave; fattori perturbativi possibile. La cosa non &egrave; facile perch&eacute; le approssimazioni numeriche &#8211; se non gestite &#8211; possono portare a risultati completamente errati. Basti pensare al fatto che in ogni momento l&#8217;energia meccanica totale ed il momento angolare si devono conservare. Se l&#8217;intervallo di tempo utilizzato come passo della simulazione &egrave; troppo lungo, le approssimazioni di calcolo possono portare alla violazione di questi principi di conservazione. <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/adsabs.harvard.edu\/cgi-bin\/nph-bib_query?bibcode=1991CeMDA..52..221G&amp;db_key=AST&amp;high=38a5d886f206113\">Metodi adeguati<\/a> possono tenere questi errori sotto controllo e quindi produrre simulazioni consistenti.<\/p>\n<p>E&rsquo; conveniente assumere come piano di riferimento il cosiddetto <em>piano invariante<\/em>, che passa per il centro di massa del sistema solare ed &egrave; perpendicolare al vettore del momento angolare complessivo. Non stupisce che tale piano invariante sia molto prossimo al piano dell&rsquo;orbita di Giove, essendo questo il pianeta pi&ugrave; massiccio ed il pi&ugrave; interno tra i giganti gassosi.<\/p>\n<p>I risultati sono interessanti e le conclusioni che se ne possono trarre riguardano sia lo studio del clima che la possibilit&agrave; di vita nell&#8217;Universo!<br \/>\nPrendiamo ad esempio l&#8217;articolo di Edvardsson e altri dal titolo <a href=\"http:\/\/apachepersonal.miun.se\/%7Esveedv\/papers\/aah2799.pdf\">Accurate spin axes and solar system dynamics: climatic variations for the Earth and Mars<\/a> Astronomy &amp; Astrophysics, <strong>384<\/strong>, 689-701 (2002).<\/p>\n<p>Immaginiamo di fissare l&#8217;eclittica al momento attuale e di simulare il moto del sistema solare. In ogni momento il piano istantaneo dell&#8217;orbita terrestre potr&agrave; essere inclinato rispetto al piano che abbiamo preso come riferimento.<br \/>\nIl seguente grafico mostra l&#8217;andamento dell&#8217;inclinazione del piano dell&#8217;orbita terrestre in una finestra di tempo di ben due milioni di anni, centrati sull&#8217;epoca attuale. Come si vede, l&#8217;oscillazione tocca i quattro gradi.<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" height=\"267\" width=\"450\" src=\"\/spaw\/image\/astronomia\/inclination(1).gif\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p align=\"left\">Il primo studio sull&#8217;influenza dei cicli astronomici sul clima terrestre venne proposto dall&#8217;ingegnere serbo Milankovic, che consider&ograve; tre parametri:<\/p>\n<ul>\n<li>l&#8217;eccentricit&agrave; dell&#8217;orbita terrestre<\/li>\n<li>l&#8217;inclinazione dell&#8217;asse rispetto al piano dell&#8217;orbita<\/li>\n<li>la longitudine del perielio (ovvero la posizione orbitale del punto pi&ugrave; vicino al Sole)<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"left\">In sostanza da questi parametri si ricava la quantit&agrave; totale di energia ricevuta dal Sole (che dipende solo dalla distanza), la sua distribuzione in funzione della latitudine della Terra (che dipende dall&#8217;inclinazione dell&#8217;asse) e la sua variazione nel periodo orbitale (che dipende dall&#8217;eccentricit&agrave; e dalla longitudine del perielio).<\/p>\n<p align=\"left\">Tale modello non tiene conto dell&#8217;inclinazione dell&#8217;orbita terrestre rispetto al piano invariante ed infatti, da un punto di vista logico, non ci dovrebbe essere alcuna influenza. Se incliniamo l&#8217;intera orbita terrestre, a meno che l&#8217;irraggiamento solare dipenda dalla latitudine del Sole, non avremo alcuna modificazione del flusso di energia ricevuto dalla Terra.<\/p>\n<p align=\"left\">Invece pare proprio che ci sia una evidente correlazione con la principale periodicit&agrave; del clima terrestre: il ciclo glaciale di circa 100.000 anni.<\/p>\n<p align=\"left\">L&#8217;unico meccanismo plausibile &egrave; l&#8217;interazione con il presunto disco di materiale (polveri e meteoroidi) che potrebbe giacere sul piano invariabile del sistema solare. Quando l&#8217;orbita terrestre coincide col piano, i ghiacciai avanzano; si ritirano invece quando l&#8217;orbita &egrave; inclinata. Occorre cercare conferme perch&eacute; fin qui la spiegazione &egrave; assai debole.<\/p>\n<p align=\"left\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" hspace=\"5\" height=\"189\" width=\"293\" vspace=\"5\" align=\"right\" src=\"\/spaw\/image\/astronomia\/Iss017e011632.jpg\" alt=\"\" \/>Attualmente la Terra passa per il piano invariante il 9 luglio ed il 9 gennaio. Curiosamente attorno al 9 luglio vi &egrave; la pi&ugrave; alta concentrazione di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nubi_nottilucenti\" target=\"_blank\">nubi nottilucenti<\/a>, che sono certamente causate da materiale raccolto dagli strati pi&ugrave; esterni dell&#8217;atmosfera terrestre. Il picco del 9 gennaio non &egrave; cos&igrave; evidente perch&eacute; i dati sono insufficienti.<\/p>\n<p align=\"left\">In sostanza, secondo <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.google.com\/url?sa=t&amp;source=web&amp;cd=1&amp;ved=0CBcQFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fmuller.lbl.gov%2Fpapers%2FNAS.pdf&amp;rct=j&amp;q=nas.pdf%20macdonald&amp;ei=UaMATc_NHMuK4Qbf64T0Ag&amp;usg=AFQjCNGus3tApj-i0hKJ138NmIf-nDE4Gw&amp;sig2=eil-i3CGtvd1c6gcPsRU0A&amp;cad=rja\">questo approccio<\/a>, proposto nel 1997 da Muller e MacDonald, non ci dovrebbe essere alcuna influenza dell&#8217;inclinazione dell&#8217;eclittica sul clima terrestre, eppure c&#8217;&egrave;, anche se non se ne conosce la causa diretta!<\/p>\n<p align=\"left\">Invece secondo gli autori dell&#8217;articolo che abbiamo citato in apertura &egrave; sufficiente considerare i parametri classici (alla Milankovic) e andare a considerare l&#8217;effetto dei parametri terrestri non sulla quantit&agrave; totale di ghiaccio, ma sulla <em>variazione<\/em> dell&#8217;accumulo dei ghiacci polari.<\/p>\n<p align=\"left\">Il risultato &egrave; interessante perch&eacute; la correlazione trovata &egrave; molto buona.<\/p>\n<p align=\"left\">A margine delle considerazioni climatiche sopra esposte, &egrave; interessante notare l&#8217;effetto della Luna sui parametri&nbsp; terrestri.<\/p>\n<p align=\"left\">Nel grafico seguente (linea continua) vediamo variare l&#8217;inclinazione dell&#8217;asse terrestre rispetto al piano dell&#8217;orbita di quasi due gradi attorno al valore attuale, di 23,5 gradi.<\/p>\n<p align=\"left\">&nbsp;<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" height=\"148\" width=\"600\" src=\"\/spaw\/image\/astronomia\/tilt.gif\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p align=\"left\">La linea tratteggiata mostra l&#8217;enorme oscillazione che avrebbe l&#8217;asse  terrestre se non ci fosse la Luna. Il nostro satellite stabilizza la  rotazione della Terra e probabilmente rende possibile la vita sul nostro  pianeta.<\/p>\n<p align=\"left\">Effettuando i calcoli per il pianeta Marte, che non ha satelliti massicci come la Luna, si vede bene che sia il piano dell&#8217;orbita che l&#8217;inclinazione dell&#8217;asse hanno variazioni notevoli che probabilmente non favoriscono la stabilit&agrave; climatica per lo sviluppo di forme di vita evolute.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[19],"tags":[],"class_list":["post-3240","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-meccanica-celeste"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3240","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3240"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3240\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3240"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3240"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3240"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}