{"id":3235,"date":"2010-11-22T00:00:00","date_gmt":"2010-11-21T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3235","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3235\/","title":{"rendered":"Quale percentuale di probabilit\u00e0 ha di ospitare la vita il pianeta gliese 581g, recentemente scoperto?"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;\">La scoperta del pianeta Gliese 581g, se confermata (ad oggi, diversi astronomi hanno dichiarato di non trovare nessun segnale di questo corpo attorno alla stella madre&#8230;.), sarebbe una vera e propria pietra miliare nella storia della scienza&nbsp;planetaria. Infatti, per la prima volta un pianeta, oltre la Terra, si troverebbe nella zona in cui l&#8217;acqua si potrebbe mantenere in forma liquida ed essere, quindi, &quot;potenzialmente abitabile&quot;.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;\">Gliese 581g si troverebbe (continuer&ograve; a usare il condizionale per quanto su esposto) a 20 anni luce da noi, nella costellazione della Bilancia e farebbe parte di un sistema planetario di sei pianeti, determinati in 11 anni di studi accurati della variazione della velocit&agrave; angolare della sua stella, dovuta ad influssi gravitazionali dei pianeti stessi.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;\">La stella, Gliese 581, &egrave; una nana rossa di classe spettrale M3, che possiede un terzo della massa e del diametro del Sole, ma solo l&#8217;1,3% dell&#8217;energia emessa dalla nostra stella; bench&eacute; si trovi nelle nostre vicinanze, Gliese 581 brilla a una magnitudine di 10,6 e quindi &egrave; visibile s&igrave; con telescopi amatoriali, ma non con un semplice binocolo.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;\">I sei pianeti orbitano intorno ad essa molto pi&ugrave; vicino rispetto ad una&nbsp;stella uguale al nostro Sole e formano un vero e proprio sistema solare in &quot;miniatura&quot;. Di questi pianeti, due, c e d, orbitano appena fuori della cosiddetta &quot;zona abitabile&quot;, dove invece si troverebbe 581g. Va detto che tale definizione prevede un pianeta che abbia un&#8217;atmosfera e un effetto serra non troppo differenti da quelli terrestri, ma per lungo tempo questa rimarr&agrave; solo un&#8217;ipotesi.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;\">Vediamo ora un po&#8217; pi&ugrave; in dettaglio quelle che sarebbero le caratteristiche di Gliese 581g. Basandosi sui suoi effetti gravitazionali ed i limiti di stabilit&agrave; del sistema, esso dovrebbe avere una massa compresa tra le 3,1 e le 4,3 m.t. (masse terrestri); la sua composizione dovrebbe essere principalmente di roccia e ferro, come la nostra, e avere un diametro solo 1,2-1,4 volte il nostro, a causa della grande forza di gravit&agrave; che comprimerebbe il suo interno. Questo darebbe una forza gravitazionale superficiale 1,5-2 volte quella terrestre, rendendo difficile il camminare o il solo stare in piedi di un astronauta che atterri su questo pianeta. Ovviamente, sempre che Gliese 581g abbia una superficie solida&#8230; per quel che sappiamo, potrebbe anche avere un oceano globale celato da una densa atmosfera!<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;\">Il pianeta, per&ograve;, orbiterebbe cos&igrave; vicino al suo sole da avere un periodo di rivoluzione di soli 36,6 giorni e questo provocherebbe un effetto &quot;mareale&quot; simile a quello della Luna rispetto alla Terra: in pratica, mostrerebbe la stessa faccia a Gliese 581 e pertanto un emisfero sarebbe permanentemente a giorno e l&#8217;altro a notte. Questa situazione non sarebbe problematica se il pianeta avesse un&#8217;atmosfera pi&ugrave; densa di solo l&#8217;1% rispetto alla nostra o una pressione di anidride carbonica di circa 1 bar (tali situazioni sono gi&agrave; state &quot;modellate&quot; per ipotesi di lune di dimensioni planetarie, orbitanti grandi pianeti gassosi nella zona di abitabilit&agrave; della loro stella) per impedire che l&#8217;atmosfera o solo l&#8217;acqua ghiacci nell&#8217;emisfero a notte. Anche i venti dovrebbero essere benigni e mantenersi a velocit&agrave; di tipo terrestre. Queste condizioni farebbero s&igrave; che nella zona a cavallo tra i due emisferi ci siano le condizioni per lo sviluppo della vita. Come sarebbe questa? A questo punto si abbandona l&#8217;astronomia e si entra nelle speculazioni dell&#8217;esobiologia, della quale non sono esperto. Sicuramente le forme vitali dovrebbero tener conto dell&#8217;alta forza di gravit&agrave; per spostarsi sulla superficie se non per librarsi in volo; in ogni caso non sarebbe affatto un problema per la vita adattarsi ad una gravit&agrave; appena doppia di quella terrestre. Forse si potrebbero trovare esseri viventi anche nella zona &quot;a notte&quot; e basandosi su quelle terrestri (non &egrave; un cattivo esercizio, poich&eacute; la chimica prevalente dell&#8217;Universo &egrave; quella del carbonio e, quindi, organica) potrebbero comunicare con sistemi &quot;radar&quot; o avere una vista nel vicino infrarosso. Organismi pi&ugrave; semplici, come batteri&nbsp;e alghe non avrebbero poi problemi a vivere in queste condizioni, come peraltro gia fanno sulla Terra, nelle profondit&agrave; marine. Per quanto riguarda la zona a &quot;giorno&quot;, bisogna osservare che questa avrebbe un sole pi&ugrave; grande del nostro perennemente presente e la probabile atmosfera pi&ugrave; densa causerebbe un forte effetto serra (dovuto alla maggior quantit&agrave; di vapor d&#8217;acqua e anidride carbonica, potenti gas serra). Potremmo avere, quindi, un&nbsp;emisfero umido e molto caldo, forse a 40-50 &deg;C. La luminosit&agrave;, tuttavia,&nbsp;non dovrebbe essere un grosso problema per le forme di vita e per la temperatura, ricordo che sulla Terra esistono batteri, chiamati termofili, come il <em>Pyrolobus fumarii<\/em>&nbsp; che vivono a 120-130 &deg;C in corrispondenza delle sorgenti termali delle profondit&agrave; marine. A temperature di 40-50 &deg;C potrebbero vivere anche organismi pi&ugrave; complessi, come gi&agrave; fanno alcuni vertebrati nelle zone aride del nostro pianeta, dove si possono raggiungere tali condizioni. I di 50 &deg;C umidi, invece, non trovano riscontro sulla Terra, per&ograve; si possono ancora ipotizzare forme di vita superiori, a patto che siano dotati di&nbsp; un sistema di raffreddamento molto efficiente.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;\">Tutto questo se Gliese 581g ha una superficie solida o se, semplicemente, esiste davvero!<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify\" align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;\">Nella figura sotto, un&#8217;impressione artistica di Gliese 581g<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;\"><o:p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" height=\"234\" alt=\"\" width=\"341\" src=\"\/spaw\/image\/astronomia\/domande-varie\/Gliese+581+art.jpg\" \/><\/o:p><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":206,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-3235","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-domande-varie-astronomia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3235","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/206"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3235"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3235\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3235"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3235"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3235"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}