{"id":3232,"date":"2011-08-29T00:00:00","date_gmt":"2011-08-28T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3232","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3232\/","title":{"rendered":"Come mai l&#8217;elettricit\u00e0 che percorre un filo produce un \r\ncampo magnetico, mentre una lunga asta carica \r\nnegativamente, che si muova nella direzione della sua \r\nlunghezza, non lo produce (data l&#8217;inesistenza \r\ndell&#8217;etere, per un osservatore che si muova con \r\nl&#8217;asta, questa non pu\u00f2 produrre il campo, e quindi \r\nneanche per un osservatore in quiete)?"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Contrariamente a questo affermato nella domanda una lunga asta carica negativamente in movimento produce un campo magnetico esattamente come un filo attraversato da corrente elettrica: qualunque carica elettrica in movimento produce un campo magnetico!<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Naturalmente l&#8217;obiezione nelle parentesi appare fondata: se io immagino un&#8217;osservatore solidale con l&#8217;asta questo non vede cariche in moto e quindi non dovrebbe misurare un campo magnetico. Quindi da dove spunta il campo magnetico che viene osservato da chi vede l&#8217;asta in moto? Prima di rispondere a questa domanda va osservato che tale obiezione sarebbe valida anche nel caso del filo percorso da corrente: dato che sia gli elettroni del conduttore sia il campo elettrico che li mette in modo non si muovono alla velocit&agrave; della luce nel vuoto ma pi&ugrave; lentamente, anche per il filo potrei immaginare un osservatorte che si muova in modo da vedere gli elettroni fermi, cio&egrave; un filo privo di corrente.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">La risposta risiede nel fatto che il campo elettrico e il campo magnetico, quando si passa da un sistema di riferimento inerziale ad un altro, non restano costanti, come invece accade alle forze nell&#8217;ambito della <em>Relativit&agrave; di&nbsp;<strong>Galileo<\/strong><\/em>. Innanzitutto oggi sappiamo che qualunque cambio di sistema di riferimento inerziale, per essere descritto correttamente, deve essere fatto seguendo le leggi della <em>Relativit&agrave; Ristretta di <strong>Einstein<\/strong><\/em>, le quali modificano i vettori in modo diverso da come ci aspetteremmo intuitivamente. Inoltre, nell&#8217;ambito della fisica relativistica, si scopre che il campo elettrico e il campo magnetico in realt&agrave; non sono dei veri vettori, ma in realt&agrave; sono le componenti di un oggetto matriciale chiamato <strong>tensore campo elettromagnetico<\/strong>. Questo oggetto si trasforma in modo che il campo elettrico e il campo magnetico visti da un dato osservatore sono ciascuno un &quot;miscuglio&quot; del campo elettrico e magnetico visti da un altro osservatore. Le formule di trasformazione sono le seguenti<\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"285\" height=\"84\" alt=\"\" src=\"\/spaw\/lorentz_campi.gif\" \/><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Quello che accade quindi &egrave; che, come correttamente intuito nella domanda, in un sistema di riferimento inerziale che vede l&#8217;asta ferma si misura solo il campo elettrico dovuto alla sua carica, ma passando ad un altro sistema di riferimento inerziale in cui l&#8217;asta &egrave; in moto compare anche un campo magnetico.<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":208,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45],"tags":[],"class_list":["post-3232","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-elettromagnetismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3232","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/208"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3232"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3232\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3232"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3232"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3232"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}