{"id":3214,"date":"2010-09-14T00:00:00","date_gmt":"2010-09-13T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3214","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3214\/","title":{"rendered":"Vorrei sapere se il bamb\u00f9 Phyllostachys Aurea h=10-12m, d=5\/6cm che \u00e8 classificato con forma biologica Pscap (fanerofite arboree), avendo tronco ben individuabile e ramificazioni a maturit\u00e0 ad altezza ben superiore ai 2m., indicato dallo stesso Pignatti con il simbolo dell\u2019albero, debba essere equiparato albero o ad un arbusto? Grazie Carlo"},"content":{"rendered":"<p>Vorrei fare una premessa. <\/p>\n<p>L&#8217;uomo da sempre ha cercato di incasellare&nbsp;e di dare un nome a tutte le diverse forme di vita che incontrava<\/p>\n<p>Ogni organismo doveva avere un nome, doveva essere etichettato, sistemato in un determinato archivio. Da qui la parola &ldquo;sistematica&rdquo;: zoologia sistematica e botanica sistematica. <\/p>\n<p>La natura si presentava sotto un&rsquo;infinit&agrave; di forme, e per comprenderla i primi naturalisti avevano bisogno di classificare e sistemare in qualche casella gli organismi. Il noto giornalista scientifico Piero Bianucci ha affermato: &ldquo;<em>C&rsquo;&egrave; un fascino sottile nelle classificazioni. Saranno anche noiose, per&ograve; sono rassicuranti, ti danno la sensazione di possedere una bussola per muoverti nel Creato<\/em>.&rdquo;<\/p>\n<p>Nel regno vegetale per riconoscere una pianta occorre averla classificata in precedenza.&nbsp;<\/p>\n<p>I botanici tuttavia non si sono soffermati solo sull&rsquo;aspetto &lsquo;qualitativo&rsquo;, cio&egrave; tipo di specie o variet&agrave;, ma anche su quello &lsquo;quantitativo&rsquo;. Le specie vegetali formano popolazioni che non vivono isolate ma convivono con altre specie, formano delle associazioni vegetali. Ora una specie pu&ograve; essere pi&ugrave; o meno presente in una determinata area rispetto ad un&lsquo;altra. Ci sono specie caratteristiche della zona e specie compagne, quest&rsquo;ultime sono presenti in percentuali decisamente pi&ugrave; basse. Per conoscere le percentuali occorre contare quante ce ne sono in un campione di vegetazione. Se abbiamo a che fare con un prato brucato regolarmente dalle capre il discorso &egrave; semplice, perch&eacute; pi&ugrave; o meno i diversi individui delle specie avranno tutte all&rsquo;incirca la stessa altezza. Ma quando dobbiamo classificare da un punto di vista quantitativo un bosco la questione cambia. &nbsp;&Egrave; possibile notare che il bosco &egrave; formato da strati: ci sono individui arborei molto alti che competono tra loro per la luce, poi ci sono altre specie che non hanno tutte queste esigenze e possono benissimo vivere in uno strato inferiore: sono gli arbusti. Poi ci sono specie ancora pi&ugrave; piccole che sfruttano i momenti di quiescenza vegetativa dei loro rivali pi&ugrave; alti per svolgere le funzioni vitali: sono le erbacee. In sostanza ci sono 3 strati. L&rsquo;abbondanza di una specie in questo caso non si valuta solo su una dimensione: l&rsquo;estensione dell&rsquo;area campione, ma anche sul loro sviluppo in altezza. Un specie pu&ograve; essere presente al 90% nello strato arboreo, ma solo il 9% in quello arbustivo e l&rsquo;1% in quello erbaceo. Questo perch&eacute; un albero non viene collocato in quel posto gi&agrave; adulto, ma si sviluppa come semenzale (piccola piantina) poi cresce a livello degli arbusti e infine, se trova lo spazio sufficiente, si estender&agrave; quanto pi&ugrave; possibile in altezza. Tuttavia, l&rsquo;incasellamento a strati di un bosco &egrave; solo uno stratagemma inventato dai botanici per poter dare un indice di abbondanza ad una specie, in realt&agrave; in natura non esiste un ordine gerarchico di sviluppo in altezza cos&igrave; rigoroso. Se in una dato momento una specie &egrave; presente al 10% nello strato arbustivo, in un altro momento pu&ograve; essere presente al 60%, perch&eacute; nel frattempo qualche individuo dello strato arboreo pu&ograve; essere caduto o abbattuto da un temporale. Gli individui di alcune specie dello strato arbustivo &#8211; se nel loro patrimonio genetico &egrave; previsto &#8211; con la nuova risorsa di luce, possono svilupparsi in altezza e occupare la nicchia delle specie arboree. Oppure, se nessuna specie arborea &egrave; schiantata durante la tormenta, &nbsp;&egrave; probabile che molti individui giovanissimi siano rimasti a livello dello strato erbaceo per un po&rsquo; di tempo. Per esempio, ci sono stati casi di arbusti di biancospino (<em>Crataegus monogyna <\/em><span style=\"color: black\">Jacq.<\/span>) che&nbsp;sono cresciuti quansi come un albero in una zona dove temporaneamente &egrave; venuto amancare lo strato arboreo; oppure esistono casi di maggiociondolo (<em>Laburnum anagyroides<\/em> Medik.) che sono rimasti confinati come&nbsp;arbusti per diverso tempo perch&eacute; altre specie le impedivano uno sbocco verso la luce.<\/p>\n<p>Sia gli alberi che gli arbusti sono piante perenni i cui cicli biologici in uno stesso ambiente sono i medesimi, tuttavia l&#8217;aspetto cespuglioso di alcune specie &egrave; determinato anche dalle condizioni ambientali pregresse in cui tali specie si sono evolute. Un albero molto alto, per esempio, non potr&agrave; mai svilupparsi in ambiete alpino, oltre i 2000 m alle nostre latitudini, poich&egrave; verrebbe quasi sicuramente rimpiazzato dalla selezione naturale; in queste condizioni estreme vengono privilegiati gli individui pi&ugrave; tozzi e piccoli, con le ramificazioni principali che si dipartono gi&agrave; dalla base e in grado di resistere alle forti raffiche di ventoe al carico di neve. Per esempio, restando nella fascia alpina esistono dei salici prostrati (<em>Salix reticulata <\/em>L. ) che se si esaminano bene, sono a tutti gli effetti degli alberi nani, con un fusto principale incredibilmente corto.<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"384\" src=\"\/spaw\/image\/biologia\/botanica\/figura.jpg\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<em>Salix erbacea <\/em>L.scattata a 2300 m sul Colle dl Piccolo San Bernardo<br \/>\nDal punto di&nbsp; vista della disposizione dei fasci&nbsp; del legno e del libro (che portano verso l&#8217;alto l&#8217;acqua e la linfa verso vari distretti) non esistono differenze sostanziali. tra alberi e arbusti.<\/p>\n<p>La collocazione che noi diamo alla forma di una specie &egrave; solo un artefatto per poterla descrivere da un punto di vista quantitativo o ecologico. La fitosociologia &egrave; una branca della botanica che ha bisogno di conoscere l&rsquo;abbondanza relativa di una specie in dato momento in una determinata zona. Solo che il rilievo che compie un fitosociologo &egrave; puntuale a livello di tempo. Ha un&#8217;indicazione in quel preciso momento, ma se potesse vivere costantemente con la specie vedrebbe che pu&ograve; occupare qualsiasi livello della stratificazione. Certo una pervinca (<em>Vinca minor<\/em> L.) o una polmonaria (<em>Pulmonaria officinalis <\/em>L.), che sono specie sciafile del sottobosco e vivono a livello erbaceo, non si svilupperanno mai con alberi o arbusti, perch&eacute; non &egrave; previsto nel loro codice genetico. Perci&ograve; l&rsquo;utilit&agrave; di far rientrare in una casella un albero o un arbusto &egrave; marginale, almeno che non si debba scrivere un trattato di botanica.<\/p>\n<p>Ora rispondo alla sua domanda.<\/p>\n<p>Il bamb&ugrave; appartiene alla famiglia delle <em>Poaceae<\/em> le cui specie solitamente in Italia si presentano allo strato erbaceo, tuttavia nel caso del bamb&ugrave; gli individui possono formare popolazioni abbastanza estese se il luogo &egrave; umido e raggiungere altezze considerevoli (fino a 30 m!). Il fusto in questa famiglia prende il nome di <em>culmo<\/em> ed &egrave; cavo. Lungo il fusto si trovano ingrossamenti che si dicono <em>nodi<\/em> in corrispondenza dei quali il fusto &egrave; pieno; da qui prendono origine le foglie e le ramificazioni laterali.<\/p>\n<p>Definirlo &quot;albero&quot; o &quot;arbusto&quot; solo perch&eacute; raggiunge una determinata altezza, non &egrave; corretto. Il sito <em>Usda Plant<\/em>s statunitense lo definisce &quot;arbusto&quot;; tuttavia, in realt&agrave;&nbsp;&egrave; un caso particolare di <em>Graminoide<\/em> che la selezione naturale cumulativa ha indirizzato in questa forma molto alta per motivi che non possiamo conoscere ma che dipendono dall&rsquo;economia della natura dove questa specie si &egrave; evoluta.<\/p>\n<p>Ripeto, l&rsquo;incasellamento come &quot;alberi&quot; o&nbsp;&quot;arbusti&quot; ha senso solo in un trattato di botanica sistematica, dove bisogna riempire uno spazio&nbsp;perch&eacute; le altre specie lo possiedono. In realt&agrave;, quando si affrontano temi naturalistici, bisogna scendere dal piedistallo e guardare alle forme di vita non come qualcosa di statico e preordinato, ma come un continuo divenire, mutare, in un susseguirsi di forme e trasformazioni avvenute gradualmente in&nbsp;un periodo di tempo lunghissimo.<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"243\" src=\"\/spaw\/image\/biologia\/botanica\/bamboohand2.jpg\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" width=\"325\" height=\"244\" src=\"\/spaw\/image\/biologia\/botanica\/bamboo_flower.jpg\" \/><\/p>\n<p>Fig A <a href=\"http:\/\/aboutbamboo.free.fr\/Bamboo%20Images\/bamboohand2.jpg\">http:\/\/aboutbamboo.free.fr\/Bamboo%20Images\/bamboohand2.jpg<\/a><\/p>\n<p>Fig B <a href=\"http:\/\/www.completebamboo.com\/bamboo_anatomy.html\">http:\/\/www.completebamboo.com\/bamboo_anatomy.html<\/a><\/p>\n<p>Bibliografia<\/p>\n<ol>\n<li>Cerutti A. Il nuovo Pokorny Loescher Ed.&nbsp;<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/plants.usda.gov\/java\/profile?symbol=PHAU8\">http:\/\/plants.usda.gov\/java\/profile?symbol=PHAU8<\/a><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">&nbsp;&nbsp;<\/font><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.completebamboo.com\/bamboo_anatomy.html\">http:\/\/www.completebamboo.com\/bamboo_anatomy.html<\/a><\/li>\n<li><a ricette=\"\" www.earmi.it=\"\" href=\"http:\/\/www.earmi.it\/ricette\/alberi.htm\">http:\/\/www.earmi.it\/ricette\/alberi.htm<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.sardegnaambiente.it\/foreste\/flora_fauna\/flora\/arbusti.html\">http:\/\/www.sardegnaambiente.it\/foreste\/flora_fauna\/flora\/arbusti.html<\/a>&nbsp;<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":244,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[29],"tags":[],"class_list":["post-3214","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-botanica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3214","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/244"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3214"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3214\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3214"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3214"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3214"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}