{"id":3178,"date":"2010-06-03T00:00:00","date_gmt":"2010-06-02T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3178","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3178\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 in natura il numero di elettroni \u00e8 uguale al numero dei protoni?\r\nForse dipende in qualche modo dal fatto che ogni elettrone \u00e8 stato creato\r\ncol corrispettivo positrone?"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Il numero di protoni non ha alcun legame con il numero di positroni. Anche se si potrebbe erroneamente pensare cos&igrave;, il protone non &egrave; composto da un positrone pi&ugrave; qualche altra cosa. Il protone &egrave; composto da quarks, particelle dotate di carica elettrica, che hanno propriet&agrave; molto diverse da elettroni e positroni. L&#8217;unica cosa in comune che hanno &egrave; che tutte le combinazioni stabili di quarks (quarks liberi non esistono) che si osservano in natura sono tali per cui la carica della particella risultante &egrave; sempre o nulla o pari a quella elettronica con segno positivo o negativo. Il perch&egrave; di questo non &egrave; ancora noto, ma per fortuna &egrave; cos&igrave; perch&egrave; questo permette il bilanciamento delle cariche in un atomo (vedi pi&ugrave; avanti).<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Del resto non &egrave; neanche vero che, come regola generale, il numero di protoni e quello di elettroni si equivalga esattamente. Basti pensare che le reazioni nucleari che tengono accese le stelle trasformano, ad ogni singola reazione, quattro atomi di idrogeno (quattro protoni+quattro elettroni) in uno di elio (due protoni+due neutroni+due elettroni) pi&ugrave; due positroni, due neutrini e due fotoni. &Egrave; pur vero che alla fine i due positroni incontrano i due elettroni che hanno perso il nucleo ed entrambi si annichilano producendo altri due fotoni, ma esiste tuttavia un intervallo di tempo, brevissimo ma non nullo, i cui due degli elettroni iniziali si ritrovano senza il protone che li accompagnava all&#8217;inizio.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">L&#8217;affermazione invece &egrave; vera se consideriamo la materia ordinaria che ci circonda nella vita quotidiana. Ma questo accade per motivi legati al comportamento dello forza elettrostatica e non per le modalit&agrave; di creazione delle particelle.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Tutti i nuclei sono carichi positivamente, la carica &egrave; pari a quella elettronica con segno positivo moltiplicata per il&nbsp; numero di protoni presenti, questo perch&egrave; la carica del protone &egrave; esattamente opposta a quella dell&#8217;elettrone. Gli elettroni sono carichi negativamente. Quindi nuclei ed elettroni si attraggono.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Se un nucleo &egrave; circondato da un certo numero di elettroni che ha attirato, gli altri elettroni verranno attirati non dalla carica completa del nucleo, ma da quella schermata, cio&egrave; quella che si ottiene sommando la carica del nucleo con quella degli elettroni (che &egrave; negativa) che gli girano intorno. Quando un nucleo si &egrave; circondato di un numero di elettroni esattamente pari ai propri protoni, la carica schermata risulta nulla e quindi l&#8217;atomo perde la capacit&agrave; di attirare altri elettroni. In realt&agrave; la schermatura non &egrave; mai perfetta, alcuni atomi sono in grado di attirare elettroni in surplus se questi passano a distanza ravvicinata, e in questo modo si formano gli ioni. Ma in generale un elettrone distante non sente l&#8217;attrazione di un atomo che complessivamente ha carica nulla.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Quindi la stragrande maggioranza degli atomi ha un pari numero di elettroni e di protoni.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Se escludiamo i fenomeni di decadimento radioattivo, i processi fisici che accadono sulla Terra non producono nuove particelle ma si limitano a ricombinare quelle gi&agrave; presenti. Allora anche la formazione degli ioni avviene rispettando l&#8217;equilibrio elettroni-protoni, perch&eacute; ogni elettrone in surplus di uno ione negativo deve provenire da un altro atomo che ha perso uno dei suoi elettroni di competenza (diventando uno ione positivo).<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Infine c&#8217;&egrave; da considerare che i nuclei e gli elettroni isolati sono oggetti molto sfuggenti, dato che sono molto pi&ugrave; piccoli di un atomo. Se in una zona di spazio si trovano nuclei ed elettroni in quantit&agrave; non bilanciate, inizialmente si formeranno tutti gli atomi possibili dopodich&egrave; le particelle rimaste (solo nuclei o solo elettroni), avendo tutte carica elettrica dello stesso segno, si respingeranno e quindi si allontaneranno velocemente dalla zona in cui erano inizialmente. Per cui sulla Terra, a meno di creare condizioni particolari in un laboratorio, non si presentano mai zone dello spazio in cui c&#8217;&egrave; una discrepanza misurabile tra il numero di elettroni e quello dei protoni.<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":208,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[47],"tags":[],"class_list":["post-3178","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-fisica-quantistica-e-nucleare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3178","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/208"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3178"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3178\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3178"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3178"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3178"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}