{"id":3170,"date":"2010-06-03T00:00:00","date_gmt":"2010-06-02T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3170","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3170\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 la temperatura nell\\&#8217;Universo non pu\u00f2 scendere al di sotto degli 0\r\ngradi Kelvin? Esiste anche un limite massimo di temperatura ed eventualmente\r\nperch\u00e8?"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\"><span style=\"font-size: 13.5pt\">La temperatura dell&#8217;Universo, o di una qualunque sua porzione, non pu&ograve; scendere al di sotto di zero Kelvin perch&eacute; questa &egrave; la temperatura pi&ugrave; bassa possibile, quella che corrisponde alla temperatura di un sistema termodinamico quando da esso sia stata estratta tutta l&#8217;energia disponibile all&#8217;estrazione.<\/span><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\"><span style=\"font-size: 13.5pt\">Una volta che si introduce la scala Kelvin delle temperature si dimostra che, per non violare il <em><strong>II Principio della Termodinamica<\/strong><\/em>, la porzione di una quantit&agrave; <em>Q<\/em> di calore che pu&ograve; essere trasformata in lavoro <em>L<\/em> &egrave;<\/span><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13.5pt\"><v:shapetype id=\"_x0000_t75\" stroked=\"f\" filled=\"f\" path=\"m@4@5l@4@11@9@11@9@5xe\" o:preferrelative=\"t\" o:spt=\"75\" coordsize=\"21600,21600\"><v:stroke joinstyle=\"miter\"><\/v:stroke><v:formulas><v:f eqn=\"if lineDrawn pixelLineWidth 0\"><\/v:f><v:f eqn=\"sum @0 1 0\"><\/v:f><v:f eqn=\"sum 0 0 @1\"><\/v:f><v:f eqn=\"prod @2 1 2\"><\/v:f><v:f eqn=\"prod @3 21600 pixelWidth\"><\/v:f><v:f eqn=\"prod @3 21600 pixelHeight\"><\/v:f><v:f eqn=\"sum @0 0 1\"><\/v:f><v:f eqn=\"prod @6 1 2\"><\/v:f><v:f eqn=\"prod @7 21600 pixelWidth\"><\/v:f><v:f eqn=\"sum @8 21600 0\"><\/v:f><v:f eqn=\"prod @7 21600 pixelHeight\"><\/v:f><v:f eqn=\"sum @10 21600 0\"><\/v:f><\/v:formulas><v:path o:connecttype=\"rect\" gradientshapeok=\"t\" o:extrusionok=\"f\"><\/v:path><o:lock aspectratio=\"t\" v:ext=\"edit\"><\/o:lock><\/v:shapetype><\/p>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"163\" height=\"55\" alt=\"\" src=\"\/spaw\/lavoro_carnot_calore.gif\" \/><\/p>\n<p><\/span><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\"><span style=\"font-size: 13.5pt\">dove <em>T<sub>F<\/sub><\/em> &egrave; la temperatura del sistema (generalmente l&#8217;ambiente) verso cui viene riversato il calore non convertito e <em>T<sub>C<\/sub><\/em> &egrave; la temperatura del sistema da cui viene estratto il calore da convertire. Analogamente, se impieghiamo una quantit&agrave; di energia meccanica <em>L<\/em>, la quantit&agrave; di calore <em>Q<\/em> che pu&ograve; essere estratta da un corpo pi&ugrave; freddo dell&#8217;ambiente circostante non pu&ograve; essere superiore a<\/span><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13.5pt\"><\/p>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"142\" height=\"50\" alt=\"\" src=\"\/spaw\/calore_carnot_lavoro.gif\" \/>.<\/font><\/p>\n<p><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\"><span style=\"font-size: 13.5pt\">Dalla seconda di queste due formule si deduce che da un corpo che si trova gi&agrave; alla temperatura di zero Kelvin non &egrave; possibile estrarre alcuna energia, perch&egrave; si vede che in tal caso il calore estraibile &egrave; nullo indipendentemente da quanta energia meccanica possiamo impiegare allo scopo. Senza estrarre energia non &egrave; possibile ridurre la temperature di un corpo per cui lo zero della scala Kelvin &egrave; effettivamente la temperatura pi&ugrave; bassa che si possa raggiungere. Per tale&nbsp;motivo questa temperatura &egrave; anche detta <strong><em>Zero Assoluto<\/em><\/strong>. Per inciso, &egrave; possibile dimostrare che l&#8217;energia meccanica necessaria per estrarre il calore necessario a portare un qualunque corpo allo zero Kelvin &egrave; infinita, per cui, non essendo mai&nbsp;disponibile un&#8217;energia infinita, lo zero assoluto non &egrave; una temperatura raggiungibile, anche se ci si pu&ograve; avvicinare quanto si vuole a questo valore.<\/span><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\"><span style=\"font-size: 13.5pt\">Per chiarire meglio il discorso precedente va specificato che, per energia disponibile all&#8217;estrazione,&nbsp;intendiamo l&#8217;energia contenuta nel sistema nella forma differenza di energia rispetto allo stato fondamentale (cio&egrave; lo stato ad energia pi&ugrave; bassa). Tuttavia anche allo zero assoluto i costituenti microscopici non sono completamete fermi e a distanza nulla tra loro (come dovrebbe essere se effettivamente l&#8217;energia cinetica e potenziale raggiungesse il valore classicamente pi&ugrave; basso possibile) altrimenti verrebbe violato il <em><strong>Principio di Indeterminazione<\/strong><\/em>.<\/span><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\"><span style=\"font-size: 13.5pt\">Non esiste invece un valore superiore per la temperatura. Nessun argomento termodinamico impedisce di innalzare, almeno virtualmente, il contenuto energetico e quindi la temperatura, ad un qualunque valore positivo. Si potrebbe pensare che, contenendo&nbsp;l&#8217;universo un quantitativo finito, anche se enorme, di energia, allora se si usasse tutta l&#8217;energia dell&#8217;universo si raggiungerebbe comunque un valore finito di temperatura, anche se enorme. In realt&agrave; questo ragionamento non &egrave; corretto perch&egrave; la temperatura dipende dalla densit&agrave; di energia, per cui se un quantitativo finito di energia viene concentrato in uno volume sufficientemente ristretto &egrave; possibile raggiungere qualunque valore di temperatura.<\/span><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\"><span style=\"font-size: 13.5pt\">Naturalmente se un giorno venisse assodato che il volume ha un valore inferiore, al di sotto del quale non &egrave; possibile scendere (come risulta da alcune teorie, non ancora verificate sperimentalmente, che tentano di coniugare <strong><em>Meccanica Quantistica<\/em><\/strong> e <strong><em>Relativit&agrave; Generale<\/em><\/strong>), allora un certo quantitativo finito di energia non potrebbe innalzare la temperatura di un certo volume oltre un certo limite. In tal caso l&#8217;energia di tutto l&#8217;universo concentrata in un unico volumetto elementare corrisponderebbe alla situazione creatasi nel Big Bang, e quindi considerare questo limite di temperatura come un limite superiore non avrebbe nessun significato particolare.<\/span><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 13.5pt\"><font face=\"Times New Roman\">Infine c&#8217;&egrave; da tenere presente che, mentre il limite inferiore dello zero assoluto &egrave; un limite che dipende dalle leggi fisiche del nostro universo ma non da quanta energia o materia esso contenga (sarebbe uguale in un universo identico al nostro ma con un contenuto inferiore o superiore in energia), il limite superiore di cui abbiamo parlato prima &egrave;, in un certo senso, <em>contingente<\/em>, perch&egrave; evidentemente dipende dall&#8217;energia a disposizione.<\/font><\/span><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":208,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[53],"tags":[],"class_list":["post-3170","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-termodinamica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3170","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/208"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3170"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3170\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3170"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3170"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3170"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}