{"id":3158,"date":"2010-05-15T00:00:00","date_gmt":"2010-05-14T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3158","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3158\/","title":{"rendered":"Nel calcolo dell&#8217;integrale definito devo tenere conto degli intervalli dove la funzione \u00e8 negativa allo scopo di non decurtare il calcolo totale dell&#8217;area. Ovvio a questo inconveniente moltiplicando per -1 tali intervalli, il risultato deve essere sempre un valore positivo? O anche negativo, dato che la scelta appare del tutto arbitraria."},"content":{"rendered":"<div align=\"left\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">L&#8217;integrale              definito di una funzione reale di una variabile reale              tradizionalmente viene presentato come il metodo di calcolo              dell&#8217;area compresa tra il grafico della funzione e l&#8217;asse delle              ascisse nell&#8217;intervallo di integrazione.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Tale              &quot;definizione&quot; proviene probabilmente dal fatto che il calcolo di              queste aree &egrave; stato il motivo che ha dato origine al formalismo del              calcolo integrale.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Tuttavia quanto              eseguiamo un integrale definito di una funzione che cambia segno              nell&#8217;intervallo di integrazione, le zone del grafico che              corrispondono a valori negativi della funzioni danno un contributo              negativo al valore dell&#8217;integrale definito.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">A questo punto              nasce quindi l&#8217;interrogativo della domanda e cio&egrave; se sia corretto              calcolare l&#8217;integrale definito cos&igrave; come si presenta oppure se sia              pi&ugrave; corretto spezzettarlo negli intervalli in cui la funzione ha              segno costante e poi cambiare &quot;a mano&quot; il segno degli integrali              riferiti alle zone negative.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">La risposta a              questo interrogativo non &egrave; univoca ma dipende dall&#8217;uso che si deve              fare del risultato dell&#8217;integrale definito da calcolare.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Se              effettivamente si vuole conoscere l&#8217;area della figura che ha per              bordo l&#8217;asse delle ascisse e il grafico della funzione allora il              procedimento indicato nella domanda &egrave; corretto: si scompone il              dominio di integrazione negli intervalli in cui la funzione              integranda &egrave; positiva e in cui &egrave; negativa e poi si cambia il segno              della funzione in questi ultimi. In tal caso, essendo l&#8217;area una              grandezza geometrica definita positiva il risultato dell&#8217;integrale              deve essere positivo e questo appunto &egrave; ottenuto con il procedimento              descritto.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"4\" face=\"Times New Roman\">Tuttavia un              integrale definito pu&ograve; servire per altri scopi: per esempio per              calcolare il lavoro fatto da una forza non costante su un oggetto in              movimento oppure, se non si vuole abbandonare l&#8217;ambito strettamente              matematico, per calcolare il valore medio di una certa funzione              all&#8217;interno di un intervallo. In questi due casi l&#8217;integrale va              svolto cos&igrave; come si presenta senza modificare il segno della              funzione in alcun punto. In questi casi il risultato non deve per              forza essere positivo, pu&ograve; anche essere negativo o nullo, pertanto              la funzione non va alterata nella sua            forma.<\/font><\/p>\n<p><\/font><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":208,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[66],"tags":[],"class_list":["post-3158","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-analisi-matematica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3158","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/208"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3158"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3158\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3158"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3158"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3158"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}