{"id":3136,"date":"2010-04-29T00:00:00","date_gmt":"2010-04-28T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3136","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3136\/","title":{"rendered":"Vorrei conoscere le specie di cervidi presenti in Italia  e la loro distribuzione. Grazie"},"content":{"rendered":"<p><font size=\"2\">Quella dei Cervidi &egrave; una famiglia appartenente all&#8217;ordine tassonomico degli Artiodattili, ovvero gli ungulati provvisti di un numero di dita pari (artios=pari + daktulos=dito), che conta 15 generi e 37 specie nella fauna attuale. Sono cosmopoliti, essendo stati introdotti anche in Australia e Nuova Zelanda. <br \/>\nI Cervidi sono ruminanti, possiedono cio&egrave; un sistema complesso di 4 stomaci (rumine, reticolo, omaso e abomaso) che permette loro di rigurgitare piccoli boli di cibo, rimasticarli ed inghiottirli nuovamente: avvalendosi di questa strategia questi erbivori possono assimilare efficacemente i vegetali di cui si nutrono.<br \/>\nCaratteristica della famiglia &egrave; la presenza di palchi, in genere ramificati, che si differenziano dalle corna degli altri Artiodattili in quanto sono costituiti da escrescenze ossee del cranio ricoperte da pelle -il velluto- presente solo durante la crescita di queste strutture; dopo la stagione degli amori queste strutture cadono. La forma e le dimensioni dei palchi sono caratteristici della specie ed in relazione all&#8217;et&agrave;.<br \/>\nL&#8217;aspetto del posteriore e della coda &egrave; simile nei due sessi ed &egrave; diagnostico per molte specie (fig.1).<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">&nbsp;<\/font><\/p>\n<\/p>\n<p><font size=\"2\"><\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" width=\"614\" height=\"452\" src=\"\/spaw\/image\/biologia\/zoologia\/Cervi-1.JPG\" \/><\/p>\n<p><\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">&nbsp;<\/p>\n<p><font size=\"2\">Qui di seguito mi riferir&ograve; alle tre specie di Cervidi presenti in Italia, tuttavia anche gli altri rappresentanti del gruppo frequentano un habitat analogo, essendo di preferenza silvicoli; occupano dunque zone boscose (foreste temperate e di conifere), con abitudini notturne o crepuscolari per cui di notte si spingono a brucare in radure, pascoli o coltivi. Vi sono tuttavia eccezioni, come ad esempio la renna o carib&ugrave; (<em>Rangifer tarandus<\/em>) che &egrave; presente nella tundra o il tameng (<em>Cervus eldi<\/em>), birmano, che frequenta ambienti acquitrinosi. <br \/>\nIl genere <em>Cervus<\/em>, diffuso con varie specie nella regione oloartica ed orientale, &egrave; rappresentato nel nostro Paese da <em>Cervus elaphus<\/em> (cervo nobile), la cui sottospecie <em>hippelaphus<\/em>, presente nelle Alpi, in zone forestali appenniniche e nel delta del Po, &egrave; da considerarsi autoctona solo nell&#8217;arco alpino orientale ed abita per lo pi&ugrave; Parchi o Riserve.<br \/>\nLa sottospecie <em>corsicanus<\/em>, il cervo del Tirreno, probabilmente autoctono in Sardegna e Corsica, &egrave; stato quasi sterminato. (Fig.2) <\/font><\/p>\n<p><p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">&nbsp;<\/p>\n<p><font size=\"2\">Possiede una pelliccia marrone rossastra in estate e marrone grigiastra in inverno, i giovani presentano punteggiatura chiara. Nei maschi in piena maturit&agrave; i palchi si presentano con due punte rivolte in avanti. Pu&ograve; raggiungere una lunghezza (testa e corpo) di 260 cm ed un&#8217;altezza alla spalla di 150 cm.<br \/>\nLe specie di questo genere sono di solito sociali o gregarie, riunendosi in gruppi matriarcali costituiti da femmine e giovani; i maschi adulti si uniscono al gruppo solo durante la stagione degli amori. Il cervo, che in origine occupava boschi decidui aperti, con mandrie costituite da pochi esemplari, si &egrave; successivamente adattato anche a brughiere e pascoli montani, dove invece si riunisce in grosse mandrie. Ricerca l&#8217;acqua e nelle foreste montane giunge fino al limite della vegetazione arborea, superandola talvolta d&#8217;estate, mentre tende a scendere verso valle d&#8217;inverno. Si ciba di conifere ed ericacee, ma anche carici e giunchi; inoltre raggiunge i bocconi pi&ugrave; alti rizzandosi sulle zampe posteriori.<br \/>\nE&#8217; minacciato dalla perdita e dalla frammentazione dell&#8217;habitat, nonch&eacute; dal bracconaggio.<\/p>\n<p>Il daino, <em>Dama dama<\/em> (secondo alcuni Autori <em>Cervus dama<\/em>), originario della regione mediterranea e della Persia, &egrave; stato importato ed allevato in varie regioni italiane, quindi inselvatichito o mantenuto ad uno stato semiselvatico, ad esempio in Sardegna (fig.3). <br \/>\n<\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><font size=\"2\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" align=\"middle\" width=\"600\" height=\"425\" src=\"\/spaw\/image\/biologia\/zoologia\/Cervi-3.JPG\" \/><\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">In genere macchiato d&#8217;estate, senza macchie e per lo pi&ugrave; grigio d&#8217;inverno. Nei maschi maturi, palchi larghi ed appiattiti. Lunghezza fino a 150 cm ed altezza fino a 110 cm.<br \/>\nPresente in praterie e foreste, ma anche nella macchia mediterranea, bruca alberi ed arbusti, ma in inverno rivolge la sua attenzione a ghiande e faggiole, non disdegnando neanche i funghi.<br \/>\nI maschi marcano il territorio raschiando il terreno con le corna ed orinandovi. <br \/>\nIl capriolo,<em> Capreolus capreolus<\/em>, autoctono, &egrave; una specie paleartica ed &egrave; il cervide pi&ugrave; diffuso in Europa. In Italia l&#8217;areale comprende l&#8217;arco alpino dalle Alpi Giulie alle Alpi Pennine, mentre &egrave; pi&ugrave; frammentato verso le Alpi Occidentali; si trova inoltre nelle foreste appenniniche centrali ed in Sila, con nuclei ridotti anche a Castel Porziano e nel Gargano (fig.3). Marrone rossastro in estate e marrone grigiastro in inverno, &egrave; praticamente privo di coda. Le corna sono corte e ruvide, con un massimo di tre punte. Raggiunge una lunghezza di 120 cm ed un&#8217;altezza di 75 cm.<br \/>\nD&#8217;inverno si riunisce in piccoli gruppi, mentre d&#8217;estate &egrave; piuttosto solitario. Vive in zone boscose ricche di radure e folto strato arbustivo, prediligendo arbusti di rovi e more ma anche graminacee, erbe aromatiche ed edera.<br \/>\nI maschi marcano il territorio sfregando con le corna piccoli alberi nell&#8217;azione dello &quot;scortecciamento&quot;, ovvero mettendo a nudo il legno sottostante.<br \/>\nInfine, nel capriolo si verifica un ritardo nell&#8217;annidamento dell&#8217;embrione:<br \/>\nl&#8217;uovo fecondato infatti resta in uno stato di quiescenza da agosto (quando avviene l&#8217;accoppiamento) a dicembre, cosicch&eacute; i piccoli nascono a maggio. <\/p>\n<p>BIBLIOGRAFIA:<br \/>\n1) Baccetti et alii- Zoologia 2- Ed. Grasso<br \/>\n2) Clutton-Brock &#8211; Mammiferi &#8211; Dorling Kindersley Handbooks <br \/>\n3) Corbet-Ovenden- Guida dei Mammiferi d&#8217;Europa &#8211; Franco Muzzio Editore<br \/>\n4) Harrison Matthews &#8211; La vita dei Mammiferi &#8211; Garzanti<br \/>\n5) Liem-Bemis-Walker-Grande &#8211; Anatomia comparata dei Vertebrati &#8211; EdiSES<br \/>\n6) Smolik &#8211; Enciclopedia illustrata degli animali, Vol. 1 &#8211; Zanichelli<br \/>\n7) Storer-Usinger-Stebbins-Nybakken &#8211; Zoologia &#8211; Zanichelli<\/p>\n<p><\/font><\/p>\n<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" width=\"451\" height=\"650\" src=\"\/spaw\/image\/biologia\/zoologia\/Cervi-2.JPG\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":164,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-3136","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-zoologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3136","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/164"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3136"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3136\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3136"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3136"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3136"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}