{"id":3123,"date":"2010-05-11T00:00:00","date_gmt":"2010-05-10T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3123","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3123\/","title":{"rendered":"Se il Sole fosse ipoteticamente rimpiazzato da un buco nero di uguale massa, la Terra subirebbe qualche effetto gravitazionale? In generale, quali meccanismi portano i buchi neri ad accrescersi fino a milioni di masse solari? Grazie"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\">La risposta alla prima domanda &egrave; abbastanza semplice: non accadrebbe nulla, non solo alla Terra, ma a nessuno degli altri pianeti, compresi quelli pi&ugrave; vicini al centro del sistema solare.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\">Per capire questo basta analizzare il campo gravitazionale generato da un corpo a simmetria sferica quale pu&ograve; essere il sole o un buco nero (anche se approssimativamente)<sup>1<\/sup>. Anal<\/font><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\">izzando questo campo nell&#8217;ambito della <strong>Relativit&agrave; Generale<\/strong> si ottengono due singolarit&agrave;, cio&egrave; due valori relativi a comportamenti <em>anomali<\/em>, per la distanza dal centro del corpo generante il campo.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\">La prima singolarit&agrave; (ad <em>r<\/em>=0) non &egrave; particolarmente importante, essendo presente anche nella trattazione classica della gravit&agrave;, per il nostro discorso. Invece &egrave; interessante l&#8217;altra singolarit&agrave;, quella relativa al cosiddetto <strong>raggio di S<\/strong><font size=\"2\"><strong>CHWARZSCHILD<\/strong><\/font><font size=\"4\">,<\/font><\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\"><font size=\"4\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/math\/6\/f\/f\/6ff1f5e3893f51274197f1052c0fcffa.png\" \/><\/font><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\"><font size=\"4\">Questo valore del raggio &egrave; quello che identifica l&#8217;<em><strong>orizzonte degli eventi<\/strong><\/em>, cio&egrave; quel valore al di sotto del quale la velocit&agrave; di fuga dal corpo supera la velocit&agrave; della luce e quindi da zone a distanza inferiori ad <em>r<sub>s<\/sub><\/em> non ci si pu&ograve; allontanare dal corpo. Quindi se le dimensioni stesse del corpo sono inferiori ad&nbsp;<em>r<sub>s<\/sub><\/em> questo valore identifica il bordo del <strong><em>buco nero<\/em><\/strong>.<\/font><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\"><font size=\"4\">Tuttavia al di fuori di questo valore il campo gravitazionale ha un andamento regolare e lo spazio tempo si comporta in maniera standard, indipendentemente dal fatto che il corpo generante sia normale o collassato.<\/font><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\"><font size=\"4\">Per un corpo con la massa del nostro Sole <em>r<sub>s<\/sub><\/em> vale circa 3 km, a fronte di un raggio medio di circa 700000 km, quindi qualunque pianeta del sistema solare si trova ben al di fuori dell&#8217;eventuale orizzonte degli eventi di un buco nero con massa equivalente al Sole. Quindi la sostituzione istantanea del Sole con un buco nero equivalente non comporterebbe nessun effetto gravitazionale sul sistema solare. Ci sarebbero naturalmente degli altri effetti, perch&egrave; i pianeti smetterebbero di ricevere luce e calore e questo comprometterebbe la vita sulla Terra.<\/font><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\"><font size=\"4\">Passando alla seconda parte della domanda, anche qui la risposta &egrave; pi&ugrave; semplice di quello che sembra. Non c&#8217;&egrave; nessun meccanismo che porta all&#8217;accrescimento della massa del buco nero di origine stellare standard. La quantit&agrave; di materia che viene attirata e risucchiata dal buco nero dopo la sua formazione &egrave; composta in massima parte da gas eiettati dall&#8217;esplosione della stella che ha generato il buco nero, e in minima parte da eventi del tutto aleatori, come il passaggio di bolidi che intercettano la traiettoria del buco nero. Ma questa massa acquistata &egrave; infinitesima rispetto a quella di partenza del buco nero, che &egrave; quella ereditata dalla stella collassata.<\/font><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\"><font size=\"4\">Buchi neri con massa enorme come quelli indicati nella domanda&nbsp;(milioni o miliardi di masse solari) generalmente si trovano al centro&nbsp;delle galassie. Sono quindi buchi neri antichissimi, il cui processo&nbsp;di formazione parte da una nebulosa che genera una galassia con un&nbsp;evoluzione probabilmente simile, su scala enormemente pi&ugrave; grande, a&nbsp;quello che da una nebulosa stellare porta alla formazione di sistemi&nbsp;stellari con pianeti intorno. Tali buchi neri nascono con masse molto&nbsp;pi&ugrave; piccole rispetto a quelle che si ritrovano a possedere&nbsp;successivamente (ma molto pi&ugrave; grandi dei buchi neri descritti prima,&nbsp;almeno un centinaio di masse solari). Questo accrescimento avviene a&nbsp;causa dell&#8217;attrazione delle polveri e dei gas circostanti.<\/font><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\"><font size=\"4\">Non &egrave; chiaro quale sia il meccanismo preciso di formazione di questi&nbsp;oggetti. Una possibile spiegazione &egrave; che provengano dall&#8217;esplosione&nbsp;delle stelle formate subito dopo il Big Bang, che raggiungevano una&nbsp;massa maggiore alle stelle che popolano l&#8217;Universo attuale. Queste&nbsp;stelle collassate formerebbero i &quot;semi&quot; attorno ai quali i buchi neri&nbsp;possono crescere, anche se ci sono altre ipotesi sulla loro origine.&nbsp;Il processo di formazione del buco nero &egrave; strettamente legato&nbsp;all&#8217;evoluzione ed alla formazione della galassia che lo ospita. Il&nbsp;buco nero, infatti, si trova al suo centro, per cui ha a&nbsp;disposizione una grande quantit&agrave; di gas da inghiottire e col quale&nbsp;crescere.<br \/>\n<\/font><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\"><font size=\"4\">Giusto di passaggio va notato che non pu&ograve; nascere un buco nero con massa equivalente a quella del Sole, in quanto il collasso gravitazionale di una stella porta alla nascita di un buco nero solo se ci&ograve; che resta dopo l&#8217;esplosione della supernova (fase finale della vita di una stella ordinaria)&nbsp;ha una&nbsp;massa&nbsp;superiore al <strong>limite di V<font size=\"2\">OLKOFF<\/font>-O<font size=\"2\">PPENHEIMER<\/font> <\/strong><\/font><font size=\"4\">che &egrave; di circa 2.5 masse solari (il valore in realt&agrave; dipende da alcune caratteristiche della stella di origine). Un buco nero piccolo come quello ipotizzato nella domanda pu&ograve; essere solo il risultato di un buco nero pi&ugrave; grande che abbia perso massa per qualche effetto (per esempio la <strong>radiazione di H<font size=\"2\">AWKING<\/font><\/strong>) o deve essere un buco nero primordiale, cio&egrave; formatosi nei primi periodi di vita dell&#8217;universo, in cui l&#8217;alta temperatura e pressione possono aver compresso porzioni di materia fino alla densit&agrave; necessaria a scatenare il collasso gravitazionale anche in assenza di una forza di gravit&agrave; sufficientemente intensa.<\/font><\/font>&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\">Si ringrazia Daniele Malesani per diversi spunti e correzioni.<\/font><\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;&nbsp;<font face=\"Times New Roman\" size=\"4\"><sup>1 <\/sup>Per precisione bisognerebbe analizzare il campo gravitazionale di un corpo rotante, dato che tutte le stelle (e quindi presumibilmente tutti i buchi neri provenienti da collassi stellari) ruotano su s&eacute; stesse. Tuttavia questo non cambia sostanzialmente gli argomenti esposti, introducendo solo una complicazione nei calcoli.<\/font>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":208,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[49],"tags":[],"class_list":["post-3123","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-gravita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3123","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/208"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3123"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3123\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3123"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3123"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3123"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}