{"id":3116,"date":"2010-04-30T00:00:00","date_gmt":"2010-04-29T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3116","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3116\/","title":{"rendered":"Buongiorno, vorrei sapere perch\u00e8 la maggior parte delle piante carnivore (es. genere Dionea, Drosera, Sarracenia etc&#8230;) non sopravvivono in acqua minerale. Qual&#8217;\u00e8 il meccanismo fisiologico che porta i soluti a diventare nocivi?\r\n\r\nGrazie"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">I meccanismi d&rsquo;assorbimento dei minerali sono ancora poco documentati nelle piante spontanee in condizioni naturali, in particolare quelle erbacee, tanto meno nelle piante carnivore. Al contrario, sono stati molto studiati nelle piante coltivate in condizioni di stress idrico per implementarne la resa produttiva. <\/p>\n<p>In generale, i tessuti delle radici, per assorbire la soluzione minerale circolante nel terreno, devono possedere all&rsquo;interno delle proprie cellule un citosol con potenziale idrico (&Psi;) pi&ugrave; negativo di quello dell&rsquo;acqua presente nel terreno circostante. L&rsquo;acqua tende sempre a spostarsi, infatti, per diffusione da regioni con &Psi; pi&ugrave; basso (per esempio con valori poco negativi) verso quelle con &Psi; pi&ugrave; alto (valori pi&ugrave; negativi). <\/p>\n<p>Ricordiamo che, tralasciando il potenziale di matrice (&tau;) &#8211; che &egrave; una misura della tendenza del terreno ad assorbire ulteriori molecole d&rsquo;acqua &#8211; il potenziale idrico (&Psi;) &egrave; la somma del potenziale osmotico (&Psi;s) e di quello di pressione (P). Il primo &egrave; detto anche <strong>potenziale di soluto<\/strong> ed &egrave; determinato dalla presenza di particelle di soluto nella soluzione. In pratica &egrave; una misura della concentrazione di una soluzione, solamente che &egrave; espressa in unit&agrave; di Mpa: i valori (negativi o nulli) divengono tanto pi&ugrave; negativi quanto pi&ugrave; la soluzione &egrave; concentrata. <br \/>\nIl potenziale di pressione &egrave; una <strong>pressione<\/strong> reale ed &egrave; rappresentata per esempio dalla spinta esercitata dal citosol contro la membrana cellulare, oppure dalla pressione della linfa all&rsquo;interno di un vaso xilematico. Pu&ograve; avere qualsiasi valore ma, per convenzione, a pressione atmosferica P = 0. Un aumento di pressione determina un valore positivo, mentre la <em>tensione<\/em> (suzione o tiraggio, l&rsquo;opposto della pressione) determina un valore negativo. Il potenziale di pressione &egrave; di solito positivo nelle cellule vive ma &egrave; tipicamente negativo nei vasi xilematici quando la pianta sta traspirando o nel terreno. <br \/>\nAlcuni esempi: il &Psi; di una bacinella piena d&rsquo;acqua demineralizzata o deionizzata alla pressione di 1 atm &egrave; uguale a zero, ma se sciogliamo all&rsquo;interno un pizzico di sale il &Psi; diverr&agrave; negativo perch&eacute; il &Psi;s &egrave; diventato negativo. Il &Psi; dell&rsquo;acqua di falda, invece, &egrave; positivo perch&eacute;, anche se &egrave; molto diluita, si trova sottoposta ad una pressione superiore a quella atmosferica che rende P &ge; 0. In un terreno umido al di sopra della superficie freatica P = 0 e il &Psi;s &egrave; solo poco negativo perch&eacute; anche qui la soluzione circolante nel terreno &egrave; diluita, quindi anche &Psi; sar&agrave; anch&rsquo;esso poco negativo. La linfa xilematica &egrave; molto diluita, quindi il suo &Psi;s sar&agrave; solo poco negativo, ma essa si trova praticamente sempre in uno stato di tensione (P negativo), quindi il &Psi; sar&agrave; pi&ugrave; negativo nello xilema che nell&rsquo;acqua circolante nel terreno. Di conseguenza, l&rsquo;acqua passer&agrave; dal terreno alla pianta. <\/p>\n<p>Perci&ograve; affinch&eacute; le piante possano sopravvivere deve esserci sempre questo gradiente di &Psi; tra il terreno e le radici, anche quando il contenuto idrico nel terreno raggiunge valori molto bassi (compresi per esempio tra l&rsquo;8 e il 5 %). Questa ultima situazione si verifica durante eventi siccitosi estremi o nei deserti. Infatti, se le soluzioni circolanti nel terreno si fanno troppo concentrate, perch&eacute; non diluite dagli apporti di nuovo solvente rappresentato dalle precipitazioni, allora c&rsquo;&egrave; il rischio addirittura che venga richiamata acqua dalle radici verso il terreno, determinando la morte della pianta. Per ovviare a questo inconveniente, la natura ha selezionato delle piante (<strong>euxerofite)<\/strong> in grado di sintetizzare nelle proprie cellule radicali dei soluti che aumentano il &Psi;s del citoplasma. Questi composti sono definiti <strong>compatibili<\/strong> perch&eacute; anche se presenti in concentrazioni elevate non denaturano gli enzimi citoplasmatici. La sintesi di questi composti, nel complesso, rende il &Psi; nei vasi delle radici ancora pi&ugrave; negativo di quello presente nella poca acqua pellicolare nel suolo arido, di conseguenza, le radici hanno la forza necessaria per estrarla. <\/p>\n<p>All&rsquo;estremo opposto, tuttavia, la natura ha selezionato un&rsquo;altra tipologia di piante, che sono in grado di sopravvivere quando l&rsquo;acqua circolante nel terreno &egrave; estremamente diluita a causa di precipitazioni intense o per ricambi eccessivi. Tali piante vengono definite <strong>glicofite<\/strong> o anche <strong>calcifughe<\/strong> e hanno sopraffatto i competitori adattandosi a vivere in suoli paludosi acidi. L&rsquo;elevata piovosit&agrave; nell&rsquo;ambiente in cui vivono determina in modo costante la lisciviazione degli ioni a Ca<sup>2+<\/sup>, Mg<sup>2+, <\/sup>K<sup>+<\/sup> ad una velocit&agrave; molto pi&ugrave; rapida della loro ricostituzione attraverso l&rsquo;alterazione della frazione minerale, mentre gli ioni H<sup>+<\/sup> e Al<sup>3+<\/sup> diventano predominanti. <br \/>\nLa scarsit&agrave; di calcio nei suoli acidi pu&ograve; anche limitare la crescita delle piante semplicemente perch&eacute; in assenza di calcio, l&rsquo;H<sup>+<\/sup> &egrave; molto pi&ugrave; tossico per le radici. Inoltre, la concentrazione relativamente alta di Al<sup>3+<\/sup> presente in molti suoli acidi pu&ograve; inibire la crescita di alcune specie. <br \/>\nPerci&ograve; in questi ambienti paludosi e torbosi, dove i nutrienti del suolo sono estremamente limitati, sopravvivono quelle specie che hanno evoluto dei meccanismi di tolleranza alle elevate concentrazioni di alluminio (e di altri metalli tossici) insieme a quelle il cui problema principale &egrave; di procurarsi la giusta quantit&agrave; di minerali utili per i processi metabolici e di crescita, per esempio, della parete cellulare (e Ca<sup>2+<\/sup>&egrave; un elemento essenziale), del parenchima fogliare, dell&rsquo;alburno etc. In queste ultime, a differenza delle euxerofite, non esiste il problema di assorbire acqua dal terreno, sia perch&eacute; &egrave; molto abbondante sia perch&eacute; &egrave; presente un buon gradiente di &Psi; nel confine suolo-radice. <\/p>\n<p>In ambienti cos&igrave; ostili a livello edafico, come quelli sopra descritti, la natura col tempo ha favorito anche altre specie di piante erbacee, caratterizzate da un singolare adattamento a livello fogliare che le rende in grado di integrare la carenza di nutrienti nel terreno, catturando e consumando insetti e artropodi. <br \/>\nSi tratta delle piante carnivore. Studi basati sull&rsquo;analisi dei costi\/benefici hanno dimostrato che la carnivorosit&agrave; permette alle piante di accrescersi e di riprodursi utilizzando gli animali come fonte di azoto, fosforo e potassio, quando le fonti usuali presenti nel suolo sono scarse o assenti. <\/p>\n<p>I meccanismi di tolleranza delle piante spontanee a elementi tossici non sono ancora ben noti, cos&igrave; come sono stati poco studiati quelli relativi al prelievo della giusta dose di elementi in soluzioni nutritive molto diluite nelle piante carnivore. Tuttavia, il ragionamento sopra descritto spiega forse il motivo del perch&eacute; le piante carnivore coltivate non sopravvivono in acque minerali. In realt&agrave;, non sono i minerali presenti nell&rsquo;acqua di irrigazione ad essere tossici (a parte il caso dell&rsquo;alluminio sopra descritto) quanto probabilmente l&rsquo;incapacit&agrave; dei tessuti delle radici di sviluppare un &Psi; poco pi&ugrave; negativo di quello dell&rsquo;acqua mineralizzata. A sua volta questa incapacit&agrave; pu&ograve; derivare dal fatto che gli apporti minerali e organici, derivanti dalla digestione delle prede, sono tali che un ulteriore apporto causato anche dalle soluzioni del terreno creerebbero dei sbilanciamenti nei potenziali osmotici di membrana, e una concentrazione eccessiva di sali nel citosol. <\/p>\n<p>\nSalisbury B. F., Ross C. W., <em>Plant Physiology<\/em>, 1992 Wadsworth, Inc. <\/p>\n<p>Thoren, L.M., Karlsson P.S.,1992. <em>Effects of supplementary feeding on growth and reproduction of three carnivorous plant species in a subarctic environment, <\/em>Journal of Ecology 86: 501-510 <\/p>\n<p>http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pianta_carnivora<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">&nbsp;<br \/>\n<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":244,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[29],"tags":[],"class_list":["post-3116","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-botanica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3116","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/244"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3116"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3116\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3116"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3116"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3116"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}