{"id":3090,"date":"2012-01-09T00:00:00","date_gmt":"2012-01-08T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3090","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/3090\/","title":{"rendered":"In che modo la velocit\u00e0 di fase supera la velocit\u00e0 della luce? Che significa che vi sono delle &#8220;componenti&#8221; (che si intende in questo caso con componenti? Sono fisiche o puramente matematiche?) la cui velocit\u00e0 \u00e8 maggiore di c? E se l&#8217;onda \u00e8 monocromatica? E&#8217; vero che al CNR di Firenze hanno fatto propagare un pacchetto con velocit\u00e0 di gruppo maggiore di c?"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">La velocit&agrave; di fase di un&#8217;onda elettromagnetica &egrave; la velocit&agrave; con cui si propaga il fronte a fase costante. Nel vuoto, o in un mezzo non dispersivo, le onde a tutte le frequenze hanno la stessa velocit&agrave; (c), quindi anche la velocit&agrave; di gruppo e la velocit&agrave; del segnale hanno quel valore. L&#8217;unica velocit&agrave; che ha veramente significato fisico &egrave; la velocit&agrave; del segnale, cio&egrave; la velocit&agrave; di trasferimento dell&#8217;informazione. Un segnale pi&ugrave; veloce della luce (nel vuoto) creerebbe problemi di causalit&agrave;: il segnale potrebbe arrivare al destinatario prima di essere stato inviato, e quindi essere utilizzato per creare un effetto prima della causa.<\/p>\n<p align=\"justify\">Un&#8217;onda monocromatica in senso matematico non esiste, perch&eacute; dovrebbe estendersi per un tempo infinito. Non avrebbe nemmeno utilit&agrave; come segnale perch&eacute; l&#8217;informazione trasportata &egrave; nulla. La velocit&agrave; di fase di un&#8217;onda monocromatica inoltre non pu&ograve; essere misurata. Un pacchetto d&#8217;onda, cio&egrave; un impulso con una frequenza centrale, una banda e una durata limitata, invece, rappresenta un tipico segnale realistico. Nel vuoto, o nei mezzi non dispersivi, le varie componenti (cio&egrave; le onde monocromatiche che lo compongono) viaggiano tutte alla stessa velocit&agrave; e quindi la forma dell&#8217;impulso non cambia e come detto la velocit&agrave; di gruppo &egrave; uguale alla velocit&agrave; di fase e coincide in questo caso con la velocit&agrave; dell&#8217;informazione.<\/p>\n<p align=\"justify\">I mezzi come il vetro o l&#8217;acqua sono invece dispersivi, cio&egrave; la velocit&agrave; varia a seconda della frequenza, e quindi la forma di un impulso cambia. Usualmente le alte frequenze vengono ritardate e l&#8217;impulso si allarga, (da cui il termine dispersione). Tuttavia ci possono essere delle frequenze in cui il comportamento &egrave; anomalo, ad esempio vicino ai picchi di assorbimento (risonanze), in cui le frequenze pi&ugrave; alte vengono ritardate meno di quelle pi&ugrave; basse (dispersione anomala). In questo caso l&#8217;impulso viene compresso e il fronte di salita avanza facendo s&igrave; che l&#8217;inviluppo dell&#8217;impulso (velocit&agrave; di gruppo) vada ad una velocit&agrave; superiore a quella della luce nel vuoto. Le onde componenti viaggiano quindi sempre a velocit&agrave; minori o uguali a quella della luce nel vuoto. Anche la velocit&agrave; dell&#8217;informazione &egrave; sempre inferiore o uguale a quella della luce nel vuoto, anche se questi fenomeni fanno discutere gli esperti della comunit&agrave; scientifica.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;esperimento di Dogariu, Wang e Kuzmich in particolare, sfrutta l&#8217;amplificazione dell&#8217;impulso di luce (GAS: Gain Assisted Superluminal propagation) ottenuta in una cella ai vapori di cesio mantenuto in uno stato eccitato con particolari caratteristiche (<sup>1<\/sup>) attraverso un fascio laser. Il principio di quello che avviene nella cella (trasparente) &egrave; illustrato chiaramente in questa animazione del Prof. Dogariu, presa dalla sua <a href=\"http:\/\/www.princeton.edu\/~adogariu\/fast\/\">pagina web<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"284\" height=\"228\" src=\"\/spaw\/image\/informatica\/teoria_dei_segnali\/propag.gif\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">Si vede che l&#8217;impulso viaggia sempre alla velocit&agrave; della luce, ma viene deformato in modo che la parte principale avanzi rispetto alle code.<\/p>\n<p align=\"justify\">Anche al CNR &egrave; stato condotto un esperimento simile, alle frequenze delle microonde; il comunicato stampa si trova a <a href=\"http:\/\/www.cnr.it\/cnr\/news\/CnrNews?IDn=195\">questo link<\/a>.<\/p>\n<hr align=\"justify\" width=\"100%\" size=\"2\" \/>\n<p align=\"justify\">1. il set up dell&#8217;esperimento &egrave; molto complicato e sono stati utilizzati dei particolari accorgimenti, come la presenza di due picchi di guadagno vicini, che consentono all&#8217;impulso di non essere deformato, e la velocit&agrave; di gruppo negativa (cio&egrave; l&#8217;impulso viaggia all&#8217;indietro) che permette valori pi&ugrave; elevati.<br \/>\nTutto ci&ograve; &egrave; spiegato negli articoli<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<ul>\n<li>L. J. Wang, A. Kuzmich, and A. Dogariu, &ldquo;Gain-assisted superluminal light propagation,&rdquo; Nature 406, (2000)<\/li>\n<li>A. Dogariu, A. Kuzmich, and L. J. Wang, &quot;Transparent Anomalous Dispersion and Superluminal Light Pulse Propagation at a Negative Group Velocity,&quot; Phys. Rev. A (Atomic, Molecular and Optical Physics), (2001).<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<p align=\"justify\">di cui si trovano facilmente i preprint sul web.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":155,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[64],"tags":[],"class_list":["post-3090","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-teoria-dei-segnali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3090","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/155"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3090"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3090\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3090"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3090"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3090"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}