{"id":302,"date":"2005-03-24T00:00:00","date_gmt":"2005-03-23T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"302","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/302\/","title":{"rendered":"Ho visitato recentemente una mostra nella quale si dice che le placche non si muovono a caso ma descrivono un flusso che va da est a ovest. Le dorsali oceaniche si formano semplicemente perch\u00e9 una placca va pi\u00f9 veloce e una va pi\u00f9 lenta per\u00f2 entrambe vanno dalla stessa parte. Io avevo sempre pensato che le dorsali si formassero a causa dei moti convettivi verso la superficie che fanno spostare le placche una in un verso e l&#8217;altra nel verso opposto. Vorrei sapere se ho capito bene o male. Grazie"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" style=\"width: 627px; height: 304px;\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/fig1.gif\"\/><\/div>\n<p><font size=\"5\"><span style=\"font-weight: bold;\"><br \/>Verso la tettonica a placche<\/span><\/font>: <font size=\"4\">La deriva dei continenti. <\/font><br \/>La formulazione scientifica di questa ipotesi \u00e8 opera di <span style=\"font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);\">Alfred Wegener<\/span>: nel suo libro \u201cLa formazione degli Oceani e dei Continenti\u201d (1915) il geologo espone la sua teoria sulla Deriva dei Continenti<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: bold;\">Wegener<\/span> ipotizz\u00f2 che circa duecento milioni d\u2019anni fa tutti i continenti fossero riuniti in un\u2019unica massa continentale, che chiam\u00f2 <span style=\"font-weight: bold; font-style: italic;\">Pangea<\/span> (tutta terra), circondata da un unico grande Oceano, la <span style=\"font-weight: bold; font-style: italic;\">Pantalassa<\/span> (tutto mare). <br \/>Questo <span style=\"font-weight: bold;\">super continente<\/span> si sarebbe in seguito fratturato e i diversi frammenti, come enormi zatteroni, sarebbero andati alla deriva, allontanandosi l\u2019uno dall\u2019altro, fino ad occupare la posizione attuale. Lo studioso port\u00f2 numerose prove a favore della sua teoria.<\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Pangea.jpg\"\/> <\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><font size=\"1\">La Pangea 200 milioni di anni fa<\/font>.<\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><font size=\"1\"><br \/><\/font><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Tuttavia <span style=\"font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);\">il nodo fondamentale<\/span>, rimasto allora senza risposta, fu l\u2019<span style=\"font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);\">individuazione del motore dello spostamento<\/span> e, proprio su questo, Wegener fu duramente attaccato dall\u2019ambiente scientifico legato alla Geologia.  Wegener mor\u00ec nel 1930 senza essere riuscito a dimostrare in modo definitivo la fondatezza della sua ipotesi.<\/p>\n<p>Secondo questa teoria, la litosfera sarebbe divisa in  una <span style=\"font-weight: bold;\">ventina di frammenti rigidi<\/span> e di diverse dimensioni: le <span style=\"font-weight: bold;\">Placche<\/span> o <span style=\"font-weight: bold;\">Zolle<\/span>. Queste sono giustapposte come le tessere di un mosaico, non sono ferme ma si muovono l\u2019una rispetto all\u2019altra. Ogni placca, in linea di massima, ha un basamento di materiale denso di rocce decisamente basiche, cui si sovrappongono la crosta oceanica formata da basalti e la crosta continentale di rocce granitiche; vi sono per\u00f2 placche in cui \u00e8 presente solo crosta oceanica ed altre in cui \u00e8 presente solo crosta continentale. Ovviamente, in funzione della densit\u00e0 dei materiali di cui sono costituite, le placche hanno comportamento diverso: le <span style=\"font-weight: bold;\">granitiche, pi\u00f9 leggere<\/span>, tendono a restare in alto; <span style=\"font-weight: bold;\">le basaltiche, pi\u00f9 pesanti<\/span>, tendono a sprofondare. I margini di separazione tra una placca e l\u2019altra sono le zone in cui avviene il movimento reciproco.<\/div>\n<p><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" style=\"width: 629px; height: 376px;\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Planisfero-asciutto.jpg\"\/><br type=\"_moz\"\/><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><font size=\"1\">Planisfero asciutto nel quale si evidenziano gli elementi fondamentali della crosta oceanica e continentale: in particolare si possono osservare le grandi dorsali dell\u2019Oceano Atlantico, dell\u2019Oceano Indiano e dell\u2019Oceano Pacifico, create da eruzioni sottomarine, che a volte emergono tanto da formare isole, come nei casi delle Azzorre o dell\u2019Islanda &#8211; Illustrazione tratta dal testo in adozione Rosa, Simonelli, Span\u00f2, Scienze della terra, Garzanti<\/font><\/div>\n<p><font size=\"4\">I movimenti dei margini e le loro conseguenze<\/font> <br \/>\tI margini delle <span style=\"font-style: italic;\">zolle<\/span> o <span style=\"font-style: italic;\">placche<\/span> tra loro posso essere di tre tipi: <br \/><span style=\"color: rgb(255, 0, 0);\">divergenti<\/span>, <span style=\"color: rgb(255, 0, 0);\">convergenti<\/span>, <span style=\"color: rgb(255, 0, 0);\">trasformi<\/span>.<\/p>\n<p><font size=\"3\">Margini divergenti<\/font><br \/>Quando i margini di due placche si allontanano l\u2019uno dall\u2019altro si parla di <span style=\"color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;\">margini divergenti<\/span>.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nelle zone in cui avviene questo fenomeno si verifica una distensione della litosfera e la potenza (spessore) crostale diminuisce sempre di pi\u00f9 fino a portare alla lacerazione della crosta: i magmi profondi risalgono lungo le grandi fratturazioni che vengono a crearsi e danno origine ad una intensa attivit\u00e0 vulcanica; le <span style=\"font-weight: bold;\">rift valley<\/span> (tra le quali la pi\u00f9 imponente e spettacolare \u00e8 in Africa Orientale) hanno questa origine. Quando il fondo della fossa raggiunge il livello del mare, le acque la invadono e si genera un oceano in espansione. La lunga linea di vulcani che \u00e8 caratteristica di questa struttura viene chiamata DORSALE. La dorsale pi\u00f9 famosa e studiata \u00e8 la <span style=\"font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);\">dorsale medioatlantica<\/span>, che attraversa in senso longitudinale tutto l\u2019oceano Atlantico; i vulcani che la formano in alcuni punti giungono a superare il livello del mare formando isole famose come Sant\u2019Elena, le Isole di Capo Verde, le Azzorre, l\u2019Islanda.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" style=\"width: 607px; height: 640px;\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/PASQUI28.jpg\"\/><\/div>\n<p><font size=\"3\">Margini convergenti<\/font><br \/>Quando i margini di due placche si avvicinano si parla di <span style=\"font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);\">margini convergenti<\/span>, ma gli effetti che ne derivano dipendono dalla natura delle due placche.<\/p>\n<p>Possiamo avere tre situazioni di margini convergenti, assai differenti tra loro:<br \/>    &#8211;        scontro di crosta oceanica con crosta oceanica;<br \/>    &#8211;        scontro di crosta oceanica con crosta continentale;<br \/>    &#8211;        scontro di crosta continentale con crosta continentale. <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" style=\"font-weight: bold; color: rgb(153, 51, 0);\">Primo caso di margini convergenti: crosta oceanica con crosta oceanica<\/font><br \/>Anche se in questo caso non esiste sostanziale differenza di densit\u00e0 di materiali, una delle due placche si infossa sotto l\u2019altra, con un fenomeno chiamato <span style=\"font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);\">subduzione<\/span>.<\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" style=\"width: 633px; height: 348px;\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/PASQUI29.jpg\"\/><br type=\"_moz\"\/><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><font size=\"1\">Margini che si avvicinano (convergenti): scontro di crosta oceanica con crosta oceanica<\/font><\/p>\n<\/div>\n<p>Il piano lungo il quale avviene la subduzione si chiama Piano di Benjoff e si configura chiaramente come una zona intensamente sismica. L\u2019attrito al contatto tra i due margini fa ripiegare verso il basso anche il margine della zolla subducente (qui si generano fosse profonde) che va incontro a parziali fusioni, originando serbatoi magmatici da cui il magma fuoriesce attraverso le numerose fratture che sono presenti nella zona; ne nascono isole vulcaniche allineate ad arco (arco magmatico o insulare), come l\u2019Arcipelago nipponico e quello filippino. <\/p>\n<p><font size=\"2\"><span style=\"color: rgb(153, 51, 0); font-weight: bold;\">Secondo caso <\/span><\/font><font size=\"2\" style=\"font-weight: bold; color: rgb(153, 51, 0);\">di margini convergenti<\/font><font size=\"2\"><span style=\"color: rgb(153, 51, 0); font-weight: bold;\">: crosta oceanica con crosta continentale<\/span><\/font><br \/>In questo caso la notevole differenza di densit\u00e0 tra le due placche fa s\u00ec che sia la placca oceanica ad essere subdotta (con i relativi Piani di Benjoff) poich\u00e9 pi\u00f9 densa e pesante, e la crosta continentale, formata da materiali pi\u00f9 leggeri, risponde alle spinte dell\u2019altra deformandosi, ripiegandosi ed \u201caccartocciandosi\u201d. Nasce in questo modo il fenomeno della <span style=\"font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);\">OROGENESI<\/span>  (o nascita di sistemi montuosi), che vede catene di rilievi allineate lungo le coste. Sono sempre presenti fenomeni vulcanici, per motivi analoghi al caso precedente. Ha questa origine la Cordigliera delle Ande, che trae origine dallo scontro della placca di Nazca subdotta dalla placca sudamericana.<\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" align=\"middle\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/natzca.jpg\"\/><br \/><font size=\"1\">La placca di Nazca in subsidenza alla placca Sudamericana<\/p>\n<p><br type=\"_moz\"\/><\/font><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" style=\"width: 634px; height: 341px;\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/PASQUI30.jpg\"\/><br type=\"_moz\"\/><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><font size=\"1\">Margini che si avvicinano (convergenti): scontro di crosta oceanica con crosta continentale; fenomeno dell\u2019orogenesi (formazione dei rilievi montagnosi)<\/font><\/div>\n<p><font size=\"2\"><span style=\"color: rgb(153, 51, 0); font-weight: bold;\">Terzo caso <\/span><\/font><font size=\"2\" style=\"font-weight: bold; color: rgb(153, 51, 0);\">di margini convergenti<\/font><font size=\"2\"><span style=\"color: rgb(153, 51, 0); font-weight: bold;\">: crosta continentale con crosta continentale<\/span><\/font><br \/>La sostanziale corrispondenza di densit\u00e0 tra le due placche interessate al fenomeno fa s\u00ec che non ci sia subduzione; i margini delle zolle, che portano  grande potenza di materiali leggeri, si sovrappongono e si accavallano l\u2019uno all\u2019altro, dando cos\u00ec origine a catene montuose interne ai continenti: l\u2019imponente sistema Alpino-himalayano, che inizia dai Pirenei per spegnersi con le sue ultimissime propaggini nella penisola di Kamciatka, attraverso l\u2019arco alpino, i Balcani, i monti della penisola anatolica, i sistemi dell\u2019Hindukush e del Karakorum, la catena himalayana, le sue digitazioni verso l\u2019Asia sud orientale, la Cina  propriamente detta, la Cina settentrionale e la Russia nord-orientale, \u00e8 la manifestazione esterna e non definitiva dello scontro avvenuto tra il blocco euroasiatico e le placche africana e indiana.<\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" style=\"width: 633px; height: 354px;\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/PASQUI31.jpg\"\/><br type=\"_moz\"\/><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><font size=\"1\">Terzo caso di margini convergenti: scontro tra crosta continentale e crosta continentale.<\/font><\/div>\n<p><font size=\"4\"><span style=\"font-weight: bold;\">Margini trasformi<\/span><\/font><br \/>In alcuni casi il movimento reciproco delle zolle non vede n\u00e9 subduzione n\u00e9 accavallamento, ma <span style=\"font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);\">scivolamento<\/span>, <span style=\"color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;\">scorrimento laterale<\/span>, senza  che i due blocchi si avvicinino o si allontanino.<\/p>\n<p>Il moto di scorrimento pu\u00f2 essere dovuto a diversa velocit\u00e0 di movimento delle zolle oppure a movimento opposto lungo il piano di contatto tra i due blocchi, piano che prende il nome di Faglia. Una tra le pi\u00f9 famose faglie \u00e8 quella di S. Andreas, in California, responsabile dei grandi terremoti che periodicamente devastano l\u2019area di San Francisco e le zone vicine,   originati dallo \u201csfregamento\u201d tra la placca del Pacifico e la placca nordamericana.<\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/margini-trasformi.jpg\"\/><br type=\"_moz\"\/><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><font size=\"1\">Margini trasformi<\/font><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><font size=\"5\" style=\"color: rgb(255, 0, 0); text-decoration: underline;\"><span style=\"font-weight: bold;\">Il motore delle placche<\/span><\/font><\/div>\n<p>La teoria della Tettonica a placche, presentata al mondo scientifico nei primi anni \u201960, \u00e8 ormai assai consolidata e, in fondo, conferma le ipotesi di  Wegener e dei suoi sostenitori, con spiegazioni che hanno la loro testimonianza in strutture e fenomeni vistosi ed incontrovertibili.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: bold;\">Tuttavia alcuni aspetti non sono ancora molto chiari<\/span> e tra questi il pi\u00f9 problematico \u00e8 trovare il <span style=\"font-weight: bold;\">responsabile del movimento delle zolle<\/span>. Per un lungo periodo di tempo si \u00e8 pensato che \u201c<span style=\"font-style: italic; font-weight: bold;\">il motore<\/span>\u201d fosse rappresentato  dai <span style=\"color: rgb(255, 0, 0);\">moti convettivi dell\u2019astenosfera<span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\"> (vedi <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=1704\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=1704<\/a>);<\/span><\/span> la litosfera, rigida ed anelastica, reagirebbe a queste correnti spezzandosi in blocchi che seguirebbero il moto delle correnti convettive stesse: <br \/>    &#8211; dove c\u2019\u00e8 risalita di materiali caldi i margini, costretti dalla risalita degli stessi, sarebbero divergenti; <br \/>    &#8211; al contrario, dove c\u2019\u00e8 la discesa di flussi pi\u00f9 freddi, i margini sarebbero convergenti. <\/p>\n<p><font size=\"3\"><span style=\"font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0); text-decoration: underline;\">Le ultime scoperte degli anni \u201990<\/span><\/font>, per\u00f2, hanno rinvigorito il problema: si \u00e8 constatato, infatti, che <span style=\"font-weight: bold; text-decoration: underline;\">il movimento preferenziale delle placche segue all\u2019incirca l\u2019andamento dei paralleli<\/span>. <br \/>Questa osservazione ha generato <span style=\"font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);\">un\u2019altra ipotesi<\/span> nella ricerca del nostro motore, ipotesi che parrebbe  confermare quanto gi\u00e0 sosteneva Wegener, <font size=\"3\"><span style=\"font-weight: bold; text-decoration: underline; color: rgb(255, 0, 0);\">e cio\u00e9 che il moto di rotazione terrestre sia il responsabile ultimo<\/span><span style=\"color: rgb(255, 0, 0);\"> <\/span><\/font><span style=\"font-weight: bold;\">della deriva dei continenti<\/span>. <br \/>Secondo quest\u2019ipotesi, la litosfera, rigida  e separata da una superficie di scollamento dalla sottostante astenosfera fluida, favorita dal moto di rotazione terrestre \u2013 va ricordato che la terra ruota da ovest verso est \u2013 si muoverebbe verso ovest, cio\u00e8 nel senso inverso alla rotazione della terra. <br \/>Se la zona di  separazione tra i due strati fosse omogenea, il moto della litosfera sarebbe anch\u2019esso omogeneo e non ci sarebbero fratturazioni. <br \/>Esistono, invece, zone in cui \u00e8 presente forte disomogeneit\u00e0, dovuta a differente composizione, temperatura e pressione,  tra i due involucri e qui, in funzione della diversa velocit\u00e0 di movimento, avverrebbe la fratturazione della litosfera in blocchi. <br \/>Allora: <br \/>  <span style=\"color: rgb(153, 51, 0);\"> <\/span><font size=\"2\" style=\"font-weight: bold; color: rgb(153, 51, 0);\">a) se un blocco pi\u00f9 \u201cscollato\u201d posto ad ovest si muove pi\u00f9 velocemente di uno posto ad est, si verificher\u00e0 un allontanamento;<br \/>  b) al contrario, se \u00e8 quello orientale a muoversi pi\u00f9 velocemente, si verifica avvicinamento e subduzione.<\/font><\/p>\n<p>La lettrice che ha posto la domanda ha, quindi, compreso bene e quanto visto alla mostra citata nella sua domanda riporta la teoria pi\u00f9 accreditata dagli anni novanta in qua.<\/p>\n<p><span style=\"font-style: italic; color: rgb(0, 0, 255);\">Tuttavia, <span style=\"font-weight: bold;\">come sempre avviene in Scienze<\/span>, <span style=\"font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);\">la teoria \u00e8 in continua evoluzione<\/span> e il compito di ogni scienziato che studia la Tettonica \u00e8 quello di trovare nuove prove a favore e coltivare ogni forma di dubbio che possa sollecitare nuove scoperte. Al momento attuale quella esposta \u00e8 la Teoria pi\u00f9 accreditata per spiegare i fenomeni geologici che sono osservabili direttamente, di quelli che non sono per nulla osservabili ma di cui si vedono le conseguenze e di quelli avvenuti in un passato pi\u00f9 o meno lontano e che hanno lasciato profonde tracce sul nostro pianeta.   <\/span><br style=\"font-style: italic; color: rgb(0, 0, 255);\"\/><\/div>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":213,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[],"class_list":["post-302","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-geologia-e-geografia-geologia-e-geografia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/302","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/213"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=302"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/302\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=302"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=302"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=302"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}