{"id":2995,"date":"2007-12-30T00:00:00","date_gmt":"2007-12-29T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2995","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2995\/","title":{"rendered":"Cosa succede ad un piccolo settore di foresta pluviale che venga tagliato con le tecniche primitive degli indigeni? \u00c8 vero che la foresta in quel settore ricresce, ma con piante meno longeve e con un relativamente rapido ricambio di alberi? Oppure viene ripristinata la flora originaria con un arco di vita molto lungo?"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"3\">La foresta pluviale tropicale si estende all&rsquo;interno dell&rsquo;area pi&ugrave; climaticamente favorita del pianeta, cio&egrave; lungo l&rsquo;equatore, prolungandosi talora sia nell&rsquo;emisfero boreale che in quello australe, fino ai tropici.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\"><o:p><font face=\"Times New Roman\" size=\"3\">&nbsp;<\/font><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"3\">La vegetazione naturale in quest&rsquo;area &egrave; costituita da foreste dense con specie <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">sempreverdi<\/strong>.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\"><o:p><font face=\"Times New Roman\" size=\"3\">&nbsp;<\/font><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"3\">Presenta un elevata complessit&agrave; sia nell&rsquo;architettura della vegetazione (<strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">stratificazione<\/strong> vedi fig.) che nel numero di specie e individui, ci&ograve; gli conferisce il primato del valore pi&ugrave; alto di fitomassa prodotta nell&rsquo;unit&agrave; di tempo e per ettaro.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"3\">&nbsp;<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"width: 632px; height: 371px\" height=\"949\" alt=\"\" width=\"1249\" src=\"\/spaw\/image\/ambiente\/foresta-pluviale-tropicale.png\" \/><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\"><o:p><font face=\"Times New Roman\" size=\"3\">&nbsp;<\/font><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"3\">La fioritura non avviene ogni anno come nelle foreste dal clima temperato; &egrave; pi&ugrave; o meno simultanea e abbondantissima e fa si che vengano prodotti semi in grande quantit&agrave;: cadendo al suolo producono un gran numero di plantule. Queste, trovandosi a livello dello strato erbaceo, possiedono efficienze fotosintetiche estremamente elevate (<strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">sciafilia<\/strong>) poich&eacute; ricevono solo le poche radiazioni luminose di scarto non assorbite dalle foglie dalle piante degli strati superiori. Se una grossa pianta adulta dello strato arboreo muore e cade offre la possibilit&agrave; alle plantule di non avvizzire e accrescersi diventando <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">eliofile <\/strong>per la maggior densit&agrave; fotonica prodotta dal nuovo ambiente illuminato che si &egrave; liberato.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\"><o:p><font face=\"Times New Roman\" size=\"3\">&nbsp;<\/font><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"3\">Paradossalmente, nonostante l&rsquo;estrema complessit&agrave; della foresta pluviale, la sostanza organica stoccata al suolo &egrave; relativamente modesta, questo a causa del continuo dilavamento dei minerali e delle molecole organiche operata dalle continue precipitazioni e dalle elevate temperature che accelerano i processi biochimici di degenerazione dell&rsquo;humus. Nel suolo restano un elevato contenuto di ossidi di Fe e Al che gli conferiscono un color rosso ocra ed un elevata acidit&agrave;. La carenza di fertilit&agrave; tuttavia viene compensata dall&rsquo;attivit&agrave; svolta da una miriade di organismi decompositori quali funghi, termiti, formiche, etc. Tuttavia questi sono interconessi ecologicamente con le diverse specie di piante e non con il suolo di conseguenza se la foresta pluviale viene tagliata si arresta il riciclo di nutrienti e il suolo perde ogni fertilit&agrave;: la vegetazione arborea non pu&ograve; ricostituirsi e viene sostituita da una savana pi&ugrave; o meno sterile. Al contrario, quando un bosco di clima temperato viene abbattuto, la vegetazione si ricostituisce rapidamente in forma pi&ugrave; o meno uguale alle precedente, grazie alla riserva organica nel suolo.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\"><o:p><font face=\"Times New Roman\" size=\"3\">&nbsp;<\/font><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"3\">La foresta pluviale fornisce alle popolazioni locali indigene &#8211; che sono di piccole dimensiono (100 -200 individui) &#8211; risorse sufficienti per la vita: frutti, germogli, radici, tuberi e poi c&rsquo;&egrave; la caccia e la pesca. Occasionalmente tagliano la foresta per seminarci mais; la cultura tuttavia &egrave; di tipo itinerante: quando una comunit&agrave; si stabilisce in un certo territorio, distrugge una certa superficie di foresta nella quale viene coltivato il mais o qualche altra pianta commestibile. La fertilit&agrave; del suolo viene rapidamente esaurita e la superficie coltivata viene di conseguenza abbandonata e sostituita con aree contigue. Quando tutte le aree coltivabili sono esaurite, la comunit&agrave; si sposta di qualche decina di chilometri e ricomincia da capo. Questo tipo di sfruttamento &egrave; sicuramente dannoso alla foresta, tuttavia data l&rsquo;esiguit&agrave; delle superfici messe a coltura, la vegetazione prima o poi torna nella sua condizione naturale. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"3\">Lo sfruttamento intensivo della foresta pluviale per produrre legname per le grandi industrie o per l&rsquo;agricoltura meccanizzata, invece, &egrave; totalmente distruttivo poich&eacute; non si d&agrave; il tempo alla vegetazione di ricostituirsi, che come abbiamo visto &egrave; un processo pi&ugrave; lento che nei nostri boschi per via dell&rsquo;elevata velocit&agrave; di degradazione degli elementi del suolo. Le intense precipitazioni inoltre non incontrando alcun tipo di freno smantellano anche la struttura del suolo che anche da un punto di vista meccanico non offre pi&ugrave; nemmeno la sede per la germinazione di un ipotetico seme.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\"><o:p><font face=\"Times New Roman\" size=\"3\">&nbsp;<\/font><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"3\">In conclusione pi&ugrave; l&rsquo;ecositema &egrave; complesso maggiore &egrave; la sua fragilit&agrave; per via delle numerose interconnessioni con i diversi livelli di energia della foresta che si sono stabilizzate solo dopo migliaia di anni di adattamento e selezione. <\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":244,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[29],"tags":[],"class_list":["post-2995","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-botanica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2995","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/244"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2995"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2995\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2995"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2995"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2995"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}