{"id":2975,"date":"2007-12-03T00:00:00","date_gmt":"2007-12-02T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2975","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2975\/","title":{"rendered":"Cos&#8217;\u00e8 lo scarto quadratico medio?"},"content":{"rendered":"<div>Lo scarto quadratico medio -SQM- (e la sua radice quadrata) di un insieme di valori &egrave; il pi&ugrave; usato ed importante <em>indice di dispersione<\/em> statistica. La radice quadrata dello SQM &egrave; detta <em>deviazione standard<\/em> o <em>deviazione quadratica media<\/em>. In inglese si trova la notazione&nbsp;&lsquo;RMS (root mean square) deviation&rsquo;.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><strong>Indici di tendenza centrale e di dispersione<\/strong><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Supponendo di avere una collezione di misure (dette realizzazioni) di una certa variabile, &egrave; abbastanza comune fornire il valore medio definito mediante la media aritmetica dei valori misurati. La media aritmetica &egrave; solo uno degli <em>indici di tendenza centrale<\/em> di una distribuzione di dati; altri sono la mediana, la moda e le medie armonica e quadratica. La media aritmetica &egrave; per&ograve; l&rsquo;indice pi&ugrave; usato, in quanto gode di alcune importanti propriet&agrave;. Nel seguito ci riferiremo esclusivamente alla media aritmetica.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Meno comune &egrave;, purtroppo, fornire una stima della variabilit&agrave; delle misure, o pi&ugrave; precisamente della dispersione attorno al valor medio: la media infatti non d&agrave; nessuna informazione su quanto i vari valori siano vicini tra loro: in altre parole, conoscere la dispersione &egrave; importante per sapere se la media &egrave; rappresentativa dell&#8217;insieme o meno.<\/div>\n<div>Consideriamo infatti i due gruppi di campioni:<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>12&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 7&nbsp;&nbsp; 13&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 8&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; e:<\/div>\n<div>&nbsp;4&nbsp;&nbsp; 18&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 2&nbsp;&nbsp;&nbsp; 16,<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>essi hanno entrambi media pari a 10, ma &egrave; evidente che il primo campione &egrave; molto pi&ugrave; &#8216;concentrato&#8217; attorno al valor medio, mentre il secondo &egrave; pi&ugrave; &#8216;disperso&#8217;.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Per dare un&#8217;indicazione di questa propriet&agrave;&nbsp;si possono utilizzare diversi indicatori, il pi&ugrave; comune dei quali &egrave; appunto lo SQM (e la sua radice), definito come la media aritmetica dei quadrati delle differenze tra ogni valore e la media (scarti). Il quadrato &egrave; usato perch&eacute; ovviamente la media degli scarti &egrave; nulla, per definizione di media aritmetica.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;Lo SQM &egrave; dunque, per un insieme di N valori:<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>\n<p>&nbsp;<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"46\" src=\"\/spaw\/image\/fisica\/f1.png\" alt=\"\" \/> &nbsp; &nbsp; (1).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>Nell&rsquo;esempio citato, lo SQM vale 6.5 per il primo campione e 50 per il secondo. E&#8217; allora chiaro come esso un ottimo candidato ad esprimere la dispersione delle misure attorno al valor medio.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>E&rsquo; da notare che lo SQM pu&ograve; essere definito a partire da una media qualunque e non necessariamente dalla media aritmetica; &egrave; tuttavia dimostrabile che in tal caso esso assume il valore minore. E&rsquo; inoltre facile dimostrare che lo SQM pu&ograve; anche essere calcolato nel modo seguente:<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;&nbsp;<em> SQM= &lt;x<sup>2<\/sup>&gt;-&lt;x&gt;<sup>2<\/sup>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/em>&nbsp; (2),<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;ove con &lt; &gt; si &egrave; indicata l&rsquo;operazione di media.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>\n<p>Spesso si calcola lo SQM dividendo per N-1 anzich&eacute; per N come dato nella definizione precedente; questo perch&eacute; si pu&ograve; dimostrare che il miglior stimatore della <em>varianza<\/em> di una distribuzione di valori &egrave; proprio la quantit&agrave;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"161\" height=\"54\" src=\"\/spaw\/image\/fisica\/f3.png\" alt=\"\" \/>&nbsp; (3).<\/p>\n<\/div>\n<div>Pi&ugrave; precisamente, in statistica si dimostra che, data una variabile casuale X, si ha:<\/div>\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"221\" height=\"52\" src=\"\/spaw\/image\/fisica\/f4.png\" alt=\"\" \/>(4).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E&rsquo; evidente che per campioni molto grandi la differenza tra le due definizioni &egrave; trascurabile.<\/p>\n<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Nelle scienze applicate spesso si utilizza la deviazione standard di una serie di misure della stessa grandezza come <em>errore casuale<\/em> associato al valore medio. E&#8217; opportuno ricordare come in campo scientifico non ha pressoch&eacute; senso fornire una misura senza l&#8217;errore associato. Troppo spesso le statistiche riportano solo i valori medi, senza tenere conto che omettere la variabilit&agrave; &egrave; nascondere gran parte dell&#8217;informazione!<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><strong>Altri indici di dispersione<\/strong><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>E&rsquo; naturalmente possibile utilizzare altri parametri per indicare la dispersione dei dati attorno al valore centrale, anche se, come detto, la grandezza pi&ugrave; utlizzata &egrave; la deviazione standard.<\/div>\n<div>In alcuni casi, per&ograve;, si utilizzano altri indicatori:<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>La <em>semidispersione massima<\/em> &egrave; il pi&ugrave; semplice indice di dispersione ed indica semplicemente la semidifferenza tra il valore massimo e minimo della distribuzione:<\/div>\n<div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"108\" height=\"42\" src=\"\/spaw\/image\/fisica\/f5.png\" alt=\"\" \/>&nbsp;(5).<\/p>\n<p>Poich&eacute; esso considera solo i valori estremi &egrave; estremamente sensibile alla presenza di punti molto &lsquo;dispersi&rsquo; (outliers).<\/p>\n<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Se la distribuzione dei valori &egrave; fortemente asimmetrica lo SQM non &egrave; particolarmente interessante perch&eacute; sottostima da un lato e sovrastima dall&rsquo;altro la effettiva variabilit&agrave;. Si possono allora utilizzare i <em>percentili<\/em> (cio&egrave; la percentuale di dati oltre il valore fissato: cio&egrave; il 70&deg; percentile indica il valore oltre il quale sono presenti il 30% dei dati, ad esempio). Molto usati sono il 25&deg; ed il 75&deg; percentile. Il 50&deg; percentile rappresenta il valore centrale (mediana) della distribuzione&nbsp;una volta ordinati i valori in ordine crescente ed &egrave; spesso usato al posto della media, in quanto pesa molto meno gli outliers.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>\n<p>Lo <em>scostamento medio assoluto<\/em> &egrave; dato invece dalla seguente quantit&agrave;:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"144\" height=\"46\" src=\"\/spaw\/image\/fisica\/f6.png\" alt=\"\" \/>&nbsp; (6),<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>ove con &lt;x&gt; si &egrave; indicata una qualsiasi stima di tendenza centrale. E&rsquo; simile allo scarto quadratico medio, ma utilizza il modulo anzich&eacute; il quadrato per &lsquo;raddrizzare&rsquo; gli errori. Si pu&ograve; dimostrare che questa quantit&agrave; &egrave; minima se si utilizza per &lt;x&gt; la mediana.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":150,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[44],"tags":[],"class_list":["post-2975","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-domande-varie-fisica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2975","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/150"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2975"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2975\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2975"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2975"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2975"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}