{"id":2933,"date":"2007-10-05T00:00:00","date_gmt":"2007-10-04T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2933","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2933\/","title":{"rendered":"Da mie considerazioni la dimensione dell&#8217;elettrone risulta essere 2.49 x 10^-9 cm: \u00e8 giusto l&#8217;ordine di grandezza?"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\">Il risultato citato nella domanda &egrave; molto vicino al cosiddetto <strong>raggio classico dell&#8217;elettrone<\/strong> il cui calcolo si basa fondendo insieme alcuni concetti elementari di Elettrostatica con i risultati principali della Relativit&agrave; Ristretta.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\">Fondamentalmente per calcolare le dimensioni spaziali dell&#8217;elettrone,&nbsp;si ipotizza che quest&#8217;ultimo sia paragonabile ad una sfera conduttrice carica (pertanto la sua carica &egrave; distribuita uniformemente sulla sua superficie) e si calcola l&#8217;autoenergia di questa sfera, cio&egrave; l&#8217;energia potenziale di questa distribuzione di carica rispetto allo stesso campo elettrico che essa genera, in altre parole l&#8217;energia di interazione con s&eacute; stesso, questa energia &egrave; data dalla formula<\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\"><em>E<\/em><sub>el<\/sub>(<em>R<\/em>)=<em>eV<sub>S<\/sub><\/em>(<em>R<\/em>)<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\">dove <em>e<\/em> &egrave; la carica dell&#8217;elettrone e <em>V<sub>S<\/sub><\/em>(<em>R<\/em>) &egrave; il potenziale generato dalla sfera nei punti della sua superfcie (a distanza <em>R<\/em> dal centro). Questo potenziale &egrave; quello coulombiano, dato che ogni distribuzione di carica a simmetria sferica possiede, all&#8217;esterno del volume occupato dalla carica, un campo elettrico equivalente a quello di una carica puntiforme.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\">In questo calcolo il raggio della sfera elettronica viene mantenuto incognito, ma viene successivamente fissato imponendo che questa energia sia equivalente all&#8217;energia relativistica a riposo dell&#8217;elettrone, cio&egrave;<\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\"><em>E<\/em><sub>el<\/sub>(<em>R<\/em>)=<em>m<sub>e<\/sub>c<\/em><sup>2<\/sup>.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\">Chiaramente alla base di questo calcolo c&#8217;&egrave; l&#8217;idea che la massa di un oggetto non sia una qualit&agrave; intrinseca della materia ma una &quot;conseguenza&quot; dell&#8217;energia di interazione, o meglio di autointerazione. Ma questa idea, presa cos&igrave; alla lettera, non pu&ograve; essere corretta altrimenti non si spiegherebbe perch&egrave; i gluoni (le particelle responsabili dell&#8217;interazione nucleare forte) pur essendo colorati (cio&egrave; in grado di interagire essi stessi mediante l&#8217;interazione nucleare forte) non posseggano massa, esattamente come i fotoni. Tuttavia questa idea non &egrave; del tutto peregrina, infatti, in una forma diversa e pi&ugrave; corretta dal punto di vista concettuale e matematico, &egrave; alla base del cosiddetto <strong>meccanismo di Higgs<\/strong> in base al quale le particelle dotate di massa traggono questa loro caratteristica dall&#8217;interazione con una particella particolare, il <strong>bosone di Higgs<\/strong> appunto, il cui ruolo sarebbe solo quello di &quot;fornire&quot; massa alla materia. Per correttezza bisogna aggiungere che, allo stato attuale, non &egrave; stata ancora trovata alcuna conferma sperimentale di questa teoria, la quale, se trovata corretta, risolverebbe diversi problemi nell&#8217;ambito della fisica delle particelle elementari.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\">Chiusa questa lunga parentesi sul calcolo del <strong>raggio classico dell&#8217;elettrone<\/strong>, c&#8217;&egrave; da dire che queste considerazioni non sono per&ograve; coerenti con i risultati della Meccanica Quantistica (infatti &egrave; chiamato <strong>raggio classico<\/strong> perch&eacute; calcolato mediante considerazioni non quantistiche) n&eacute; trovano un riscontro sperimentale: mentre numerosi esperimenti hanno messo in evidenza prima la dimensione finita del nucleo atomico e poi degli stessi protoni e neutroni (per cui &egrave; stato necessario formulare la teoria dei quarks), finora nessun esperimento ha evidenziato la necessit&agrave; di descrivere lo stato dinamico di un elettrone con variabili diverse dalla sua posizione, velocit&agrave; e spin. Quindi allo stato attuale della conoscenza l&#8217;elettrone &egrave; un punto materiale, perch&egrave; non esiste nessuna struttura pi&ugrave; elementare che lo costituisca. Naturalmente stiamo sempre parlando di un&nbsp;punto materiale in ambito quantistico quindi comunque soggetto al principio di indeterminazione e per il quale l&#8217;analisi dell&#8217;autoenergia richiede uno studio approfondito di Teoria Quantistica dei Campi insieme con la Teoria della Rinormalizzazione. Non &egrave; invece corretto usare i concetti e le leggi dell&#8217;elettromagnetismo classico che invece restituirebbero un&#8217;autoenergia infinita (perch&egrave; essendo un punto materiale sarebbe una sfera di raggio nullo).<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":208,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45],"tags":[],"class_list":["post-2933","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-elettromagnetismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2933","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/208"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2933"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2933\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2933"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2933"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2933"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}