{"id":2923,"date":"2007-07-30T00:00:00","date_gmt":"2007-07-29T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2923","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2923\/","title":{"rendered":"Ciao a tutti e ringrazio per le domande a cui mi avete risposto precedentemente..\r\nVolevo chiedervi qual \u00e8 la conseguenza nell&#8217;avere un polimorfismo in un introne?\r\nGrazie"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Un polimorfismo &egrave; definito genericamente come una variazione a livello della sequenza di un acido nucleico. Se parliamo del DNA, il polimorfismo risulta ereditabile, dal momento che sar&agrave; tramesso a parte dei gameti e quindi a una certa percentuale della prole. Nel DNA il polimorfismo si pu&ograve; trovare in una porzione codificante (esone) in una porzione del gene non codificante (introne) oppure in una porzione intergenica.<br \/>\nL&#8217;effetto del polimorfismo varia ovviamente a seconda della posizione, in particolare se si trova nella porzione codificante pu&ograve; originare un peptide uguale a quello dell&#8217;allele pi&ugrave; diffuso nella popolazione (polimorfismo sinonimo) quando non varia l&#8217;amminoacido codificato (degenerazione del codice genetico) oppure generare un peptide diverso da quello pi&ugrave; diffuso nella popolazione e che pu&ograve; rivelarsi pi&ugrave; o meno efficiente della versione non polimorfica.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" height=\"423\" alt=\"\" width=\"650\" src=\"\/spaw\/image\/biologia\/biol_molecolare_genetica\/splicing_graph.gif\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">Esempio di splicing alternativo di un gene modello. Gli introni, oltre a fungere da spaziatori tra le sequenze esoniche, sono anche fondamentali per determinare il tipo di trascritto primario che verr&agrave; prodotto. da <a href=\"http:\/\/proline.bic.nus.edu.sg\">http:\/\/proline.bic.nus.edu.sg<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Il significato di un polimorfismo a livello intronico &egrave; ovviamente strettamente correlato al significato degli introni presenti nel genoma degli eucarioti. A questo riguardo si faccia riferimento alla risposta di Andrea Senna al riguardo (<a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=10429\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=10429<\/a>).<br \/>\nA livello degli introni &egrave; possibile trovare, ad esempio, alcune sequenze che funzionano da promotori per la trascrizione, siti che regolano lo splicing alternativo e talvolta altri geni funzionali (ne &egrave; un esempio il c.d. locus colinergico). Una mutazione nelle sequenze che svolgono queste funzioni potrebbe influenzarle in maniera positiva o negativa o essere ininfluente, esattamente come accade nelle sequenze codificanti degli esoni.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"width: 627px; height: 188px\" height=\"449\" alt=\"\" width=\"1400\" src=\"\/spaw\/image\/biologia\/biol_molecolare_genetica\/cholinefig3.jpg\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">Struttura del locu cholinergico in <em>Caenorhabditis elegans<\/em>. <em>unc-17<\/em>, omologo del gene <em>vAcht<\/em> dei vertebrati si trova inserito nel primo introne del gene <em>cha-1<\/em> (omologo del gene <em>Chat<\/em> di vertebrato).da <a href=\"http:\/\/www.wormbook.org\/\">http:\/\/www.wormbook.org\/<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">\nNel passato si erano considerate le sequenze introniche esclusivamente come materiale di scarto del genoma della cellula e quindi si era proposta la teoria che le mutazioni a livello di queste sequenze fossero del tutto ininfluenti. Ovviamente questa considerazione &egrave; divenuta obsoleta non appena sono stati identificati alcuni dei ruoli delle sequenze introniche. In definitiva quindi, non &egrave; possibile definire un ruolo o un significato per i polimorfismi intronici ma ogni caso va considerato a parte. Ricordiamo inoltre che, mentre per le sequenze esoniche una buona percentuale delle mutazioni risulta essere sinonima e quindi non interferire con la funzione della proteina risultante, per quanto riguarda le porzioni introniche non si possono ancora prevedere in modo teorico gli effetti della variazioni nucleotidiche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":247,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[28],"tags":[],"class_list":["post-2923","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-biologia-molecolare-e-genetica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2923","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/247"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2923"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2923\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2923"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2923"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2923"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}