{"id":2903,"date":"2007-05-30T00:00:00","date_gmt":"2007-05-29T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2903","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2903\/","title":{"rendered":"Sapendo che l&#8217;elio \u00e8 stato scoperto prima sul Sole, vorrei chiedere se \u00e8 presente anche sulla Terra e, se s\u00ec, in che forma. Grazie."},"content":{"rendered":"<div align=\"justify\">\n<p>L&#8217;elio, elemento di simbolo He, numero atomico 2 e peso atomico 4.0026, appartiene al gruppo dei gas nobili.<\/p>\n<p><strong>Un po&#8217; di storia<\/strong><br \/>\nNel diciassettesimo secolo, gli scienziati studiando lo spettro solare, trovarono delle righe scure che corrispondevano alle stesse lunghezze d&#8217;onda in cui apparivano le linee luminose nello spettro dei gas incandescenti, realizzati in laboratorio. Si cap&igrave; che le righe scure dovevano essere prodotte dallo stesso elemento, che invece di emettere assorbiva.<br \/>\nLa maggior parte delle righe furono riconosciute, ma ce n&#8217;era una serie che non aveva riscontro.<br \/>\nIn particolare nel 1868, l&rsquo;astronomo inglese Norman Lockyer not&ograve; una linea gialla caratteristica (D3) prossima alle linee D1 e D2 del sodio. Egli avanz&ograve; l&#8217;ipotesi che le righe scure fossero prodotte da un elemento presente solo nel Sole, che chiam&ograve; elio, dal nome Helios, il dio greco del Sole. Per curiosit&agrave; storica possiamo segnalare che il giochetto non avr&agrave; pi&ugrave; successo, nel senso che pi&ugrave; tardi vennero trovate altre righe sconosciute a Terra, nella corona solare e nelle nebulose planetarie, a cui furono attribuiti i nomi di <em>coronio<\/em> e <em>nebulio<\/em>. Si scopr&igrave; che erano elementi comuni anche a Terra (il ferro per la prima, l&#8217;ossigeno per la seconda) ma fortemente ionizzati.<br \/>\nFinalmente nel 1895 l&#8217;elio venne isolato per la prima volta anche sulla Terra da sir William Ramsay nello spettro di un gas liberato da un minerale di uranio, la cleveite.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;elio sulla Terra<\/strong><br \/>\nAllo stato naturale l&#8217;elio costituisce 5.24 parti per milione (ppm) in volume dell&#8217;atmosfera secca. E&#8217; quasi interamente costituito dall&#8217;isotopo di numero di massa 4 e contiene solo 1.3 ppm di He3. La percentuale di He3 comunque &egrave; otto volte maggiore nell&#8217;elio atmosferico che in quello ottenuto dai gas naturali (estratto negli Stati Uniti, in Russia, in Sud Africa), ciononostante quello che viene ricavato da alcuni minerali di litio &egrave; dieci volte maggiore di quello ottenuto dall&#8217;aria.<br \/>\nIn concentrazioni apprezzabili l&#8217;elio &egrave; presente in un piccolo numero di minerali radioattivi. La concentrazione pi&ugrave; alta &egrave; stata trovata nella torianite (10.5 cm<sup>3<\/sup>\/g).<br \/>\nIn tracce &egrave; contenuto in parecchi minerali ed &egrave; stato trovato anche nelle meteoriti.<br \/>\nPiccole quantit&agrave; di elio sono presenti di solito nei gas delle miniere, nei gas vulcanici, nei soffioni e nelle sorgenti calde.<br \/>\nL&#8217;origine &egrave; connessa con fenomeni di radioattivit&agrave; perch&eacute; le trasformazioni &alpha; di un elemento radioattivo consistono in emissioni di nuclei di elio.<br \/>\nSi calcola che l&#8217;elio costituisca 1 ppm in peso della crosta terrestre, atmosfera compresa, ma circa il 23 % in massa dell&#8217;universo visibile (stelle, nebulose, spazio interstellare).<\/p>\n<p><strong>Produzione<\/strong><br \/>\nLa fonte principale per la produzione dell&#8217;elio sono i gas naturali, dai quali viene separato mediante un procedimento continuo le cui fasi principali sono:<br \/>\n&#8211; l&#8217;allontanamento dell&#8217;anidride carbonica e del vapor d&#8217;acqua, <br \/>\n&#8211; la liquefazione delle altre componenti gassose,<br \/>\n&#8211; la purificazione per assorbimento delle impurezze su carbone attivo raffreddato con azoto liquido.<br \/>\nIn quantit&agrave; molto minore l&#8217;elio viene ottenuto anche dall&#8217;aria. Per la separazione dall&#8217;aria vengono prima liquefatti tutti gli altri costituenti di questa (neon e idrogeno), la miscela &egrave; ancora impura per azoto che viene allontanato completamente per assorbimento su gel di silice a -190 &deg;C. L&#8217;idrogeno viene bruciato e il neon viene eliminato per assorbimento su carbone attivo a bassa temperatura. Nei Paesi in cui non ci sono abbondanti sorgenti naturali esso si recupera dalla lavorazione di alcuni minerali radioattivi.<br \/>\nL&#8217;elio viene messo in commercio solo allo stato gassoso in bombole metalliche, sotto pressione.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table width=\"607\" height=\"169\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" border=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\">punto triplo<\/td>\n<td valign=\"top\">&nbsp; -271.37 &deg;C (1.79 K)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">punto di fusione<\/td>\n<td valign=\"top\">&nbsp; -272.1 &deg;C (1.0 K)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">punto di ebollizione<\/td>\n<td valign=\"top\">&nbsp; -268.9 &deg;C (4.26 K)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">punto di liquefazione<\/td>\n<td valign=\"top\">&nbsp;-270.96 &deg;C (2.19 K)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">densit&agrave; del gas (a 0 &deg;C e 1 atm)<\/td>\n<td valign=\"top\">&nbsp;178.46 10<sup>-6 <\/sup>g\/cm<sup>3<\/sup><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><font size=\"4\" face=\"Comic Sans MS\"><br \/>\n<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":163,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20],"tags":[],"class_list":["post-2903","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sole"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2903","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/163"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2903"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2903\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2903"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2903"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2903"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}