{"id":2811,"date":"2006-12-30T00:00:00","date_gmt":"2006-12-29T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2811","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2811\/","title":{"rendered":"Mi sembra che la scienza si trovi sempre pi\u00f9 di fronte a fenomeni anomali, e debba &#8220;aggiustare&#8221; le proprie teorie per spiegarli. Due esempi: il noto caso della materia oscura, ipotizzata per far &#8220;quadrare i conti&#8221; della cosmologia; il caso recente di due galassie vicine con doppler molto diverso. E&#8217; il presagio di una  prossima rivoluzione scientifica?"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/pseudoscienze\/Arp.jpg\" alt=\"\"\/>\u00a0<font color=\"#ff0000\" size=\"1\">L&#8217;astrofisico Halton Christian Arp<\/font><\/p>\n<p\/>\n<p>Se si studia la storia della scienza ci si rende facilmente conto che da sempre essa ha dovuto \u201caggiustare le proprie teorie\u201d e che i \u201cfenomeni anomali\u201d che hanno determinato tali aggiustamenti non solo sono stati accettati, ma sono anche stati costantemente e ardentemente ricercati. Quindi mi sembra che in ci\u00f2 che il lettore afferma non vi sia nulla di scandaloso. \u00c8 nella natura della scienza rivedere continuamente se stessa qualora nuove evidenze sperimentali lo rendano necessario. La continua evoluzione che caratterizza il pensiero scientifico, e che lo contraddistingue da qualsiasi altra attivit\u00e0 culturale umana, \u00e8 proprio legata a questa sua straordinaria capacit\u00e0 di correggere se stesso. In ci\u00f2 la scienza manifesta una profonda umilt\u00e0 e apertura mentale. Il non accettare modifiche e il restare uguali a se stesse \u00e8 al contrario tipico delle discipline pseudoscientifiche. Astrologia e omeopatia, ad esempio, sono oggi identiche a come erano nel momento in cui sono nate. Viceversa la chimica, la fisica, la biologia, la cosmologia odierne sono ben diverse da come erano anche soli pochi decenni fa. <\/p>\n<p>Se l\u2019evoluzione della scienza \u00e8 sotto gli occhi di tutti, \u00e8 altrettanto evidente che prima di mettere in discussione teorie consolidate, che hanno ripetutamente dimostrato buone capacit\u00e0 esplicative e predittive, occorre essere assolutamente certi della bont\u00e0 delle prove a favore dell\u2019esistenza dei fenomeni anomali che le stesse teorie non riuscirebbero a razionalizzare. Questo giustifica l\u2019inevitabile sano scetticismo che la comunit\u00e0 scientifica manifesta nei confronti di quelle affermazioni che metterebbero in difficolt\u00e0 teorie accettate da tempo. Questo scetticismo \u00e8 tanto pi\u00f9 giustificato quanto pi\u00f9 numerose sono le prove a favore delle teorie che si vorrebbero mettere in discussione. Uno slogan caro agli scettici sostiene infatti che \u201caffermazioni straordinarie richiedono prove altrettanto straordinarie\u201d. \u00c8 tuttavia ovvio che nel momento in cui le \u201cprove straordinarie\u201d venissero realmente presentate, anche la pi\u00f9 accreditata teoria in contrasto con le nuove evidenze dovrebbe essere gettata alle ortiche. La storia della scienza, come gi\u00e0 osservato, \u00e8 ricca di casi del genere. <\/p>\n<p>I due esempi citati dal lettore sono di natura piuttosto diversa tra loro e meritano ciascuno un commento specifico. <\/p>\n<p>L\u2019esistenza della cosiddetta \u201cmateria oscura\u201d \u00e8 stata ipotizzata per spiegare delle innegabili discrepanze sperimentali. Semplificando al massimo il problema, la discrepanza nasce confrontando la massa che si pu\u00f2 calcolare basandosi sulla misura dell\u2019emissione di radiazione da parte di galassie lontane e quella che si pu\u00f2 dedurre basandosi sulla valutazione dei loro effetti gravitazionali. Questa seconda stima conduce a un valore della massa di gran lunga superiore a quello ricavabile dalla prima. Da qui si \u00e8 dedotta l\u2019esistenza della \u201cmateria oscura\u201d, ovvero materia che non emette alcuna radiazione elettromagnetica. Secondo alcune stime, la materia oscura rappresenterebbe addirittura il 90% dell\u2019intero universo e noi saremmo in grado di \u201cvedere\u201d solo un misero 10% dell\u2019intera materia costituente l\u2019universo. L\u2019ipotesi della materia oscura, nonostante susciti indubbiamente ancora molti interrogativi, non mette sostanzialmente in discussione teorie consolidate ed \u00e8 auspicabile (e tutto sommato abbastanza probabile) che ulteriori studi futuri ne confermeranno in modo diretto l\u2019esistenza. Ipotizzare l\u2019esistenza di \u201coggetti\u201d, prima che essa venga dimostrata in modo diretto, \u00e8 cosa comune nella scienza. Pensiamo ad esempio alla previsione dell\u2019esistenza delle onde elettromagnetiche da parte di James Clerk Maxwell nel 1864, del germanio (<em>ekasilicio<\/em>) da parte di Dmitri Mendeleev nel 1871, o dell\u2019esistenza del neutrino da parte di Wolfgang Pauli nel 1930. <\/p>\n<p>Diverso \u00e8 invece il discorso relativo alle presunte anomalie dell\u2019effetto Doppler di galassie vicine. Non so bene a quale recente scoperta si riferisca il lettore. Il problema \u00e8 stato tuttavia sollevato da tempo in campo cosmologico e il principale sostenitore di tali anomalie \u00e8 l\u2019astrofisico americano Halton Christian Arp. Arp \u00e8 un rispettabile ricercatore sperimentale che da anni critica la legge di Hubble, secondo la quale esiste una relazione lineare tra il cosiddetto redshift (spostamento verso il rosso) delle galassie e la loro distanza. Tale legge \u00e8 un caposaldo della moderna cosmologia e su di essa si basa il modello del Big Bang che gode di largo consenso tra i cosmologi. Alla base di queste critiche vi sono le osservazioni sperimentali condotte dallo stesso Arp che mostrerebbero redshift differenti tra certe quasar e le galassie a cui sono associate (i casi pi\u00f9 significativi sono quelli del Markarian 205, dell\u2019 NGC 7319 e del quintetto di Stephan). Se le critiche di Arp fossero valide indubbiamente rappresenterebbero una grande rivoluzione scientifica. Tuttavia le sue argomentazioni godono di scarso credito all\u2019interno della comunit\u00e0 scientifica ed egli \u00e8 generalmente considerato un astrofisico \u201ceretico\u201d. Questo non perch\u00e9 la comunit\u00e0 scientifica abbia verso di lui un atteggiamento di ostracismo preconcetto (altri suoi contributi sono infatti molto apprezzati), ma semplicemente perch\u00e9 le sue critiche mettono in discussione teorie che sono in grado di razionalizzare moltissimi fenomeni e che sono largamente supportate da molte altre evidenze sperimentali. Le sue osservazioni hanno inoltre ricevuto interpretazioni compatibili con le teorie cosmologiche attualmente accettate. Occorre tuttavia osservare che alcuni dati raccolti da Arp suscitano sicuramente interessanti interrogativi ai quali non si \u00e8 ancora completamente risposto. <br \/>Siamo in procinto di una prossima rivoluzione scientifica, come chiede il lettore? \u00c8 difficile dare una risposta. Ipotecare il futuro \u00e8 sempre rischioso e in campo scientifico lo \u00e8 particolarmente. L\u2019unico giudice sar\u00e0 il tempo. A tale proposito, mi sembrano quanto mai appropriate le parole che Tullio Regge dedica ad Arp: \u201c<em>Nessuno contesta la sua bravura professionale ma pochi accettano le sue conclusioni [\u2026] Francamente penso che le polemiche astiose siano inutili e che alla fine contino i fatti. Se c\u2019\u00e8 qualcosa di vero in quello che dicono Arp, Hoyle e altri, dato l\u2019enorme progresso tecnico realizzato negli ultimi anni nella strumentazione, gli astronomi incontreranno ben presto oggetti inspiegabili la cui struttura non lascer\u00e0 adito a dubbi<\/em>\u201d (T. Regge, <em>L\u2019universo senza fine<\/em>, Mondadori, Milano 1999). <\/p>\n<p><u>Nota<\/u>: desidero ringraziare i \u201ccolleghi\u201d di Vialattea Irene Torre, Daniele Malesani e Luca Boschini per gli utili suggerimenti forniti relativamente agli argomenti trattati nella presente risposta. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":209,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[],"class_list":["post-2811","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-domande-varie-filosofia-e-storia-della-scienza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2811","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/209"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2811"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2811\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2811"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2811"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2811"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}